Associazione Ideali e Valori
Difendiamo la verità affinchè la giustizia possa tutelare gli interessi collettivi ...
Aug 2011

Cronologia degli eventi che hanno segnato la vicenda Giannecchini

Su richiesta di numerosi cittadini che si sono interessati alla questione "Giannecchini", richiedendo informazioni sulla sequenza di fatti che hanno portato la rimozione dalla carica di Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Lucca il Cav. Lilio Giannecchini, riassumiamo in una unica pagina web i riferimenti della vicenda con allegati i documenti che testimoniano quanto accaduto:

1) La Procura del Tribunale di Lucca, il giorno 13 di dicembre 2010, ha decretato il rinvio a giudizio, notificato al Giannecchini il giorno 27 di dicembre 2010;

2) il 14 dicembre 2010 la notizia è stata pubblicata con ampio rilievo sulla stampa e sulle TV locali (con ampio utilizzo di condizionali e di "avrebbe" e "sarebbe", etc); in pari data l'ISTORES di Lucca, subodrando un qualcosa di artificialmente montato contro lo stesso istituto, ha emesso un comunicato stampa, che il giorno successivo è comparso solo sul Nuovo Corriere di Lucca;
3) il 15 di dicembre la notizia è apparsa sul Messaggero Veneto di Udine, dove il Prof. Sereni insegna.


4) il 16 di dicembre il Prof. Neri Serneri, direttore dell'ISTORES di Firenze, era invitato alla conferenza dei Direttori dell'INSMLI a Milano;
5) venerdì 17 dicembre il Prof. Neri Serneri si è precipitato al Consiglio Generale dell'ISMLI, in luogo del Presidente Tognarini, portando la notizia "scandalosa";


6) martedì 22 dicembre alle 9.30 del mattino si è riunita con urgenza la Giunta Provinciale che, ravvisando "la propria competenza, ai sensi dell'art. 48 del D. Lgs. 267/2000", citava il documento approvato dal Consiglio Generale dell'INSMLI.

E' appena il caso di notare con stupore la velocità da centometrista amministrativo dell'intero complesso degli intervenuti, considerato il periodo festivo intercorso da venerdì 17 al martedì successivo.

Questa velocità sarebbe auspicabile se applicata ad atti di intervento amministrativi di ben altro interesse per la collettività.

Comitato per la Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea

Riflessioni di due insegnanti che hanno avuto l'onore e la fortuna di conoscere e apprezzare Lilio Giannecchini

Pubblichiamo le riflessioni di due insegnanti che hanno avuto l'onore e la fortuna di conoscere e apprezzare Lilio Giannecchini, ringraziandole per il gentile contributo ricevuto.

"SOLIDARIETA’ A LILIO GIANNECCHINI

Noi abbiamo avuto l'onore e la fortuna di conoscere Lilio Giannecchini, Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Lucca, in occasione della ricerca condotta nel 1999 - 2000 dalle nostre classi sulla Seconda Guerra Mondiale. Da questa ricerca, durata un intero anno scolastico, è scaturito un libro, pubblicato dal Comune di Borgo a Mozzano e dalla Provincia di Lucca. Tutto quel lavoro è stato possibile soprattutto grazie a Lilio Giannecchini, che guidò i ragazzi alla scoperta dei documenti e dei luoghi che raccontano la tragica vicenda di quella guerra nel nostro territorio. Egli è stato per noi, alunni e insegnanti, fonte di conoscenza e guida generosa e instancabile. In quel periodo abbiamo avuto modo di apprezzare gli ideali, la cultura e l'energia di Giannecchini.  

Troviamo che la sua sospensione dalla funzione di Direttore dell'Istituto Storico sia ancora più sorprendente se si pensa che a Lucca questo Istituto deve la sua eccezionale documentazione e la sua stessa esistenza soprattutto all'impegno costante ed encomiabile di Lilio Giannecchini.

Parimenti sorprendente e inaccettabile è la sua estromissione dalle celebrazioni che fino all’altro ieri era chiamato ad onorare con la sua presenza: chi lo dovrebbe sostituire? C’è qualcuno, ancora vivo, che più di lui può rappresentare i valori che queste celebrazioni esaltano ancora oggi?

Ma ciò che soprattutto colpisce in tutta questa vicenda è l'improvviso accanimento da parte di noti personaggi e poteri. E' inqualificabile questa coalizione di troppi contro uno. E’ intollerabile il linciaggio morale e l'emarginazione  perpetrati ai danni di Giannecchini, al quale invece dovrebbe andare l'unanime riconoscenza e apprezzamento per tutto quello che ha fatto per il Paese e per la città di Lucca. A meno che non si rimproveri a Giannecchini di aver combattuto il nazifascismo, ma fino ad ora nessuno ha osato tanto, e non riusciamo neppure a immaginare che ci sia un solo uomo giusto che lo possa pensare.

Continua ...

APPELLO PER LILIO GIANNECCHINI

Nell'avvicinarsi dell'anniversario della Liberazione della città di Lucca dal nazifascismo, noi sottoscritti vogliamo portare la nostra solidarietà a Lilio Giannecchini, comandante partigiano detto “Toscano”, che per anni ha mantenuto viva sul nostro territorio la memoria della lotta antifascista. Senza di lui ricordi e testimonianze sarebbero andati perduti o privati di significato nella corsa alla cosiddetta “riappacificazione” che Lilio ci ha insegnato non può essere perdita di memoria. 

Nonostante egli sia stato punto di riferimento per molti di noi e per tanti altri, soprattutto giovani, è stato recentemente emarginato e impedito a partecipare a pubbliche commemorazioni per aver commesso uno sbaglio di comportamento, ancora giuridicamente da dimostrare.

Non si possono inficiare i meriti di un' intera esistenza, non si può cancellare il valore di una vita spesa per mantenere alti gli ideali della Resistenza e per tenere viva la memoria della verità.

Condividiamo totalmente e sottoscriviamo quanto dichiarato sulla vicenda dall'Istituto Storico della Resistenza di Pistoia: "Ci preme sottolineare il fatto che in questo momento, in cui l’attentato alla memoria della Resistenza sta sfociando persino nell’esclusione del Primo maggio e del 25 Aprile, si debba mantenere vivo il ricordo e, conseguentemente, la riconoscenza a chi, alla Resistenza, ha dato parte della vita sacrificando gli anni della sua gioventù. Se è stato fatto con la lettera incriminata un atto da perseguire penalmente, riteniamo giusto non esprimere giudizi affrettati o avventati. Riteniamo invece importante che tutti coloro che, quotidianamente, faticosamente e volontariamente sono impegnati, in ruoli e funzioni diverse, a mantenere vivo il ricordo di eventi barbari avvenuti nel loro territorio non siano spediti con il francobollo della burocrazia fuori da quel mondo radicato nel passato ma anche meritevolmente proiettato nel futuro che merita di essere mantenuto vivo, comunque e dovunque."

Pertanto chiediamo a tutte le Istituzioni di adoperarsi affinché cessi immediatamente l’ingiusta emarginazione di Lilio Giannecchini e affinché egli sia chiamato ancora a portare pubblicamente la sua importante testimonianza.

Lucca, 22 agosto 2011

Anna Rita Villa
Annalisa Riccucci
Claudio Frediani
Donatella Rigali
Donatella Zanotti
Fabio Lucchesi
Giovanna Niccoli
Giuseppina Abate
Graziana Lanini
Graziano Bianchi
Graziano Lanini
Leonardo Mazzei
Maria Grazia Simi
Massimiliano Piagentini
Massimo Duranti
Maura Bertolozzi
Mosè Cervetti
Paola Francesconi
Ramona Monti
Rete Viola di Lucca
Rita Lazzeri
Virginio Monti

La presa di posizione del "Comitato per la Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea" sull'intervista di Nazareno Giusti a Fulvetti apparsa su "Lo Schermo"

Dispiace dover ricordare a Nazareno Giusti che il compito principale di un giornalista è quello di dare una informazione corretta, basata non solo sulla illustrazione di comportamenti umani e pensieri ad essi collegati, ma soprattutto all'illustrazione dei documenti che sono alla base dell'informazione fornita. Naturalmente è possibile che di questi documenti si possano dare interpretazioni diverse, ma è altrettanto vero che alcuni documenti in sé per sé non permettono questa possibilità.

Questa introduzione vale già per l'incipit dell'intervista "Istituto Storico della Resistenza: Fulvetti sui prigionieri tedeschi giustiziati": "Gianluca Fulvetti è il giovane storico lucchese nominato, alcuni mesi fa, direttore dell’Istituto della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Lucca al posto di Lilio Giannecchini. " e successivamente "No, Giannecchini con l'Istituto non c'entra niente, è un problema di aggiornamento del sito nazionale. Lui si spaccia per direttore ma non lo è più, ha persino citato l'Istituto Storico in giudizio perché a suo dire la sospensione ricevuta dal vecchio direttivo (a fine gennaio) non sarebbe stata regolare. Senza polemiche, ci siamo difesi in Tribunale e il magistrato ci ha dato ragione". Quest'ultimo periodo corrisponde a due notizie contestabili, sulla base di documenti. Infatti il giudizio del Tribunale di Lucca non verteva assolutamente sulla "sospensione ricevuta dal vecchio direttivo (a fine gennaio)", ma sull'applicazione "urgente" di una sospensiva relativa alla convocazione dell'assemblea dei soci dell'ISTORES del 2 aprile, che era stata contestata, sulla base di numerose irregolarità formali e sostanziali, dal Direttore Giannecchini. La sospensiva non è stata concessa per motivi formali: tuttavia l'impianto di causa è tutt'ora pendente presso il Tribunale di Lucca e l'udienza è slittata a fine 2012. Il significativo ritardo con cui verrà decisa la causa instaurata non corrisponde a vittoria acquisita! E' quanto meno imprudente fregiarsi delle cariche dell'ISTORES.

Il Professor Fulvetti dovrà attendere tempo prima di potersi fregiare del titolo di Direttore, ammesso che l'art. 23 del Codice Civile, che invalida tutte le decisioni prese irregolarmente in violazione di regole statutarie, resti inapplicato.

Chiarito questo punto essenziale, cosa dire del resto delle affermazioni contenute nell'intervista? In un prossimo intervento chiariremo puntualmente le varie questioni sollevabili.

Tutto il resto non è Storia, ma vaniloquio.

Comitato per la Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea
email: difesaistitutostorico@gmail.com

Fazzi Baccelli: evocazione di schemi di schizofrenia amministrativa!

In rapporto alla polemica scatenata dall'ex Sindaco Fazzi sulla esclusione del comandante partigiano Giannecchini dal palco delle celebrazioni legate alla Resistenza apprendiamo dal Presidente Baccelli che "l'Istituto è formalmente e sostanzialmente autonomo, non solo nei confronti della Provincia, ma di qualsiasi altro Ente che lo sostenga".

Di ben altro avviso il Presidente Baccelli è stato quando, il giorno 22 dicembre 2010, sulla scorta di una frettolosa informazione proveniente dal Consiglio Generale dell'INSMLI, che per tale atto è stato querelato dal Giannecchini, ha convocato in tutta fretta la Giunta Provinciale per redigere un atto di Delibera, fondato esplicitamente, ravvisando "la propria competenza, ai sensi dell'art. 48 del D. Lgs. 267/2000" (la legge in questione regola gli organi propri della Amministrazione pubblica, in questo caso quella provinciale).

Le due dichiarazioni corrispondono ad una schizofrenia amministrativa: a questo punto converrà rivolgersi al medico competente per patologia. A maggior chiarimento delle possibili motivazioni a sostegno si mette a disposizione la cronologia degli eventi, che hanno segnato la vicenda Giannecchini:

1) La Procura del Tribunale di Lucca, il giorno 13 di dicembre 2010, ha decretato il rinvio a giudizio, notificato al Giannecchini il giorno 27 di dicembre 2010;
2) il 14 dicembre 2010 la notizia è stata pubblicata con ampio rilievo sulla stampa e sulle TV locali; in pari data l'ISTORES di Lucca, subodrando un qualcosa di artificialmente montato contro lo stesso istituto, ha emesso un comunicato stampa, che il giorno successivo è comparso solo sul Nuovo Corriere di Lucca;
3) il 15 di dicembre la notizia è apparsa sul Messaggero Veneto di Udine, dove il Prof. Sereni insegna.
4) il 16 di dicembre il Prof. Neri Serneri, direttore dell'ISTORES di Firenze, era invitato alla conferenza dei Direttori dell'INSMLI a Milano;
5) venerdì 17 dicembre il Prof. Neri Serneri si è precipitato al Consiglio Generale dell'ISMLI, in luogo del Presidente Tognarini, portando la notizia "scandalosa";
6) martedì 22 dicembre alle 9.30 del mattino si è riunita con urgenza la Giunta Provinciale che, ravvisando "la propria competenza, ai sensi dell'art. 48 del D. Lgs. 267/2000", citava il documento approvato dal Consiglio Generale dell'INSMLI.

E' appena il caso di notare con stupore la velocità da centometrista amministrativo dell'intero complesso degli intervenuti, considerato il periodo festivo intercorso da venerdì 17 al martedì successivo.

Questa velocità sarebbe auspicabile se applicata ad atti di intervento amministrativi di ben altro interesse per la collettività.

Comitato per la Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea
email: difesaistitutostorico@gmail.com
cell. 338 2879380

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Ex Ass.re Emiliano Favilla: "più rispetto nei confronti di un vecchio comandante partigiano"

Riceviamo e pubblichiamo il messaggio di solidarietà giunto a Lilio Giannecchini da Emiliano Favilla, ex Assessore provinciale.

"Più rispetto nei confronti di un vecchio comandante partigiano.
Ritengo che bisogna difendere Lilio Giannecchini dagli attacchi del Fazzi e non solo."

Emiliano Favilla

"Giannecchini ha ragione: la strage di tedeschi, e italiani, c'è stata. Ecco la storia dei 39 prigionieri uccisi a sangue freddo"

Mercoledì, 24 agosto 2011, 20:18
di Fabrizio Vincenti della Gazzetta di Lucca

"La strage c’è stata. Anzi, ce ne sono state ben tre nel giro di pochi giorni in quel di Cravasco, in provincia di Genova, ad un pugno di giorni dalla fine della seconda guerra mondiale. Altro che visionario o arteriosclerotico. Lilio Giannecchini, il discusso ex presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Lucca, non ha le traveggole. Si è limitato, in un filmato di alcuni anni fa, ribadito nella sostanza nel corso di un’intervista televisiva a Noitv nella giornata di ieri, a ricordare un massacro di soldati tedeschi (e non solo) prigionieri come rappresaglia ad una fucilazione di un gruppo di partigiani avvenuta alcuni giorni prima.

La storia, indicativa di quanto, in quei giorni di odio, valesse la vita umana, ha inizio il 22 marzo del 1945. A poco più di un mese dalla fine della guerra, almeno in Italia. In quel pomeriggio, nove militari tedeschi vengono attaccati da partigiani della “Brigata Balilla” comandata da Angelo Scala, detto “Battista” sulla strada che da Cravasco va a Pietra Lavezzara. La brigata partigiana è costituita da non molti elementi, tutti provenienti dai Gap di Genova, ovvero partigiani comunisti abituati a colpire nei centri cittadini, con azioni fulminee, spesso contro bersagli fascisti isolati, spesso disarmati. Appena usciti di casa, magari intenti a montare in bici o a prendere il tram. E molto spesso tra gli elementi meno estremisti del fascismo, proprio per provocare reazioni ancora più esacerbate.

Continua ...

Caso Giannecchini: posizione dell'ISTORES Pistoia

Da: Istituto Storico Resistenza PT
Data: 25 agosto 2011 11.18.14 GMT+02.00
A: toscano.brigataoreste@gmail.com, Istituto nazionale per la storia del moviemnto di liberazione in Italia Milano , biblioteca@insmli.it, formazione@insmli.it, redazione_insmli@insmli.it
Oggetto: Questione Istituto di Lucca

Con questa lettera non intendiamo entrare nel merito della questione riguardante la nota vicenda del rapporto tra il Direttore Giannecchini e le prese di posizione degli Istituti storici della Resistenza e le istituzione democratiche lucchesi, Comune e Provincia, soprattutto per quanto riguarda i risvolti di carattere giuridico, legale e penale.
Ci preme invece sottolineare il fatto che in questo momento, in cui l’attentato alla memoria della Resistenza che sta sfociando persino nell’esclusione del Primo maggio e del 25 Aprile, si debba mantenere vivo il ricordo e, conseguentemente, la riconoscenza a chi, alla Resistenza, ha dato parte della vita sacrificando gli anni della sua gioventù. Se  è stato fatto con la lettera incriminata un atto da perseguire penalmente, riteniamo giusto non esprimere giudizi affrettati o avventati. Riteniamo invece importante che tutti coloro che, quotidianamente, faticosamente e volontariamente sono impegnati  in ruoli e funzioni diverse, a mantenere vivo il ricordo di eventi  barbari  avvenuti nel loro territorio non siano spediti con il francobollo della burocrazia fuori da quel mondo radicato nel passato ma anche meritevolmente proiettato nel futuro che merita di essere mantenuto vivo, comunque e dovunque.
 
Il Presidente
(on. Roberto Barontini)
 
Il Direttore
(prof. Fabio Giannelli)

Replica di Giannecchini a Claudio Silingardi, Direttore Istituto storico di Modena

Da: Lilio Giannecchini
Data: 22 agosto 2011 13.47.19 GMT+02.00
A: Istituto storico
Cc: Istituto Storico della Resistenza in Toscana , comune.lucca@postacert.toscana.it, comunicazione@provincia.lucca.it, provincia.lucca@postacert.toscana.it, urp@regione.toscana.it, a.monaci@consiglio.regione.toscana.it, m.carraresi@consiglio.regione.toscana.it, d.lastri@consiglio.regione.toscana.it, segreteria@insmli.it, biblioteca@insmli.it, formazione@insmli.it, italiacontemporanea@insmli.it, redazione_insmli@insmli.it, redazione_novecento@insmli.it, scuola.superiore@insmli.it, isral@isral.it, istorico@racine.ra.it, segreteria@storiamarche900.it, resvalleehis@libero.it, istitutocs@virgilio.it, biblioteca.ISML@provincia.ap.it, israt@libero.it, info@israt.it, antifascismo@bcr.puglia.it, isbrec@isbrec.191.it, info@isrec.it, istituto@istitutoparri.it, isp-res@iperbole.bologna.it, landis@landis.191.it, issrac@email.it, issrass@gmail.com, issras@tiscali.it, issicocatania@yahoo.it, istitutoarcuri@tiscalinet.it, isc-como@isc-como.org, angelabellardi@libero.it, direttore@istitutoresistenzacuneo.it, ismlfermo@virgilio.it, isco.ferrara@gmail.com, istorecofo@gmail.com, istorecoce@libero.it, ilsrec@aruba.it, segreteria@isgrec.it, info@cidra.it, isrecim@virgilio.it, iasricistitutostoria@virgilio.it, isr@laspeziacultura.it, istoreco.livorno@gmail.com, ilsreco@libero.it, iststores@tiscali.it, isreclu.versilia@gmail.com, isrec@emporanea.191.it, ist.storia@domino.comune.mantova.it, istituto@istlec.fastwebnet.it, segreteria@fondazionememoria.it, r.innocenti@fondazionememoria.it, istitutocampano@libero.it, icsrcaserta@libero.it, fornara@fausernet.novara.it, ivsr@unipd.it, direzione@istitutostoricoparma.it, resiste@unipv.it, isuc@crumbria.it, iststoriapesaro@provincia.ps.it, isrecpc@tin.it, ispresistenza@tiscalinet.it, nino.ianni@provincia.ms.it, staff@istoreco.re.it, iststor.rn@libero.it, irsifar@libero.it, isrec@isrecsavona.it, info@fondazioneisec.it, istituto.siena@virgilio.it, anpison@libero.it, direzione@istoreto.it, paola.olivetti@ancr.to.it, info@museostorico.it, storia@istresco.org, irsml@irsml.it, ifsml@ifsml.it, istituto@storia900bivc.it, istituto.varesino@gmail.com, info@iveser.it, info@istrevi.it, micheletti@fondazionemicheletti.it, dilettacolosio@libero.it, info@fondazioneferramonti.it, d.tromboni@comune.fe.it, istituto@fratellicervi.it, segreteria@istitutogasparini.it, biblioteca@bfs.it, associazione@olokaustos.org, isrev@hotmail.it, thirdwayc@libero.it, idealievalori@gmail.com
Oggetto: Re: R: La delegittimazione di un Comandante partigiano Fwd: SolidarietÄ… a Lilio Giannecchini


Sig. Silingardi,
leggendo con attenzione quanto da lei espresso nel suo messaggio di solidarietà al Prof. Neri Serneri sono colpito dalla sua frettolosa presa di posizione.

Consideri lei la successione cronologica degli eventi:

1) La Procura del Tribunale di Lucca, il giorno 13 di dicembre 2010, ha decretato il rinvio a giudizio, notificato al sottoscritto il giorno 27 di dicembre 2010;
2) il 14 dicembre 2010 la notizia è stata pubblicata con ampio rilievo sulla stampa e sulle TV locali; in pari data l'ISTORES di Lucca, subodrando un qualcosa di artificialmente montato contro lo stesso istituto, ha emesso un comunicato stampa, che il giorno successivo è comparso solo sul Nuovo Corriere di Lucca;
3) il 15 di dicembre la notizia è apparsa sul Messaggero Veneto di Udine, dove il Prof. Sereni insegna.
4) il 16 di dicembre il Prof. Neri Serneri era invitato alla conferenza dei Direttori dell'INSMLI al Milano;
5) il 17 di dicembre il Prof. Neri Serneri si è precipitato al Consiglio Generale dell'ISMLI, in luogo del Presidente Tognarini, portando la buona novella.

Lei definisce il mio scritto come "minaccioso ed offensivo", ma ne ha esaminato analiticamente la forma ed il contenuto?

Continua ...

Risposta di Lilio Giannecchini alla replica a Lilio Giannecchini di Simone Neri Serneri, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana

Da: Lilio Giannecchini
Oggetto: Re: La delegittimazione di un Comandante partigiano Fwd: Solidarietà a Lilio Giannecchini
Data: 21 agosto 2011 10.50.04 GMT+02.00


Al Direttore dell' Istituto storico della Resistenza in Toscana
Prof. Simone Neri Serneri
Via Carducci, 5/37 1 - c.p. 1301 Uff. postale FI 7, 50121 Firenze
Tel 055/284296; fax 2382772; e-mail:
isrt@istoresistenzatoscana.it

e p.c. a tutti quelli che egli definisce “interessati”
comune.lucca@postacert.toscana.it, comunicazione@provincia.lucca.it, provincia.lucca@postacert.toscana.it, urp@regione.toscana.it, a.monaci@consiglio.regione.toscana.it, m.carraresi@consiglio.regione.toscana.it, d.lastri@consiglio.regione.toscana.it, segreteria@insmli.it, biblioteca@insmli.it, formazione@insmli.it, italiacontemporanea@insmli.it, redazione_insmli@insmli.it, redazione_novecento@insmli.it, scuola.superiore@insmli.it, isral@isral.it, istorico@racine.ra.it, segreteria@storiamarche900.it, resvalleehis@libero.it, istitutocs@virgilio.it, biblioteca.ISML@provincia.ap.it, israt@libero.it, info@israt.it, antifascismo@bcr.puglia.it, isbrec@isbrec.191.it, info@isrec.it, istituto@istitutoparri.it, isp-res@iperbole.bologna.it, landis@landis.191.it, issrac@email.it, issrass@gmail.com, issras@tiscali.it, issicocatania@yahoo.it, istitutoarcuri@tiscalinet.it, isc-como@isc-como.org, angelabellardi@libero.it, direttore@istitutoresistenzacuneo.it, ismlfermo@virgilio.it, isco.ferrara@gmail.com, istorecofo@gmail.com, istorecoce@libero.it, ilsrec@aruba.it, segreteria@isgrec.it, info@cidra.it, isrecim@virgilio.it, iasricistitutostoria@virgilio.it, isr@laspeziacultura.it, istoreco.livorno@gmail.com, ilsreco@libero.it, iststores@tiscali.it, isreclu.versilia@gmail.com, isrec@emporanea.191.it, ist.storia@domino.comune.mantova.it, istituto@istlec.fastwebnet.it, segreteria@fondazionememoria.it, r.innocenti@fondazionememoria.it, istituto@istitutostorico.com, istitutocampano@libero.it, icsrcaserta@libero.it, fornara@fausernet.novara.it, ivsr@unipd.it, direzione@istitutostoricoparma.it, resiste@unipv.it, isuc@crumbria.it, iststoriapesaro@provincia.ps.it, isrecpc@tin.it, ispresistenza@tiscalinet.it, nino.ianni@provincia.ms.it, staff@istoreco.re.it, iststor.rn@libero.it, irsifar@libero.it, isrec@isrecsavona.it, info@fondazioneisec.it, istituto.siena@virgilio.it, anpison@libero.it, direzione@istoreto.it, paola.olivetti@ancr.to.it, info@museostorico.it, storia@istresco.org, irsml@irsml.it, ifsml@ifsml.it, istituto@storia900bivc.it, istituto.varesino@gmail.com, info@iveser.it, info@istrevi.it, micheletti@fondazionemicheletti.it, dilettacolosio@libero.it, info@fondazioneferramonti.it, d.tromboni@comune.fe.it, istituto@fratellicervi.it, segreteria@istitutogasparini.it, biblioteca@bfs.it, associazione@olokaustos.org, isrev@hotmail.it

Lucca, lì 20 agosto 2011


Il Prof. Simone Neri Serneri,

costretto a poche brevi precisazioni alla “lettera aperta” del Cav. Giannecchini” ha scritto:

1. Nel Consiglio Generale dell’Insmli del 19 dicembre 2010, al quale sono invitati tutti i Presidenti degli Istituti associati, e dunque anche quello di Lucca, ero presente come delegato del Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana, Ivano Tognarini.”.
Sarà bene ricordare al Professore Neri Serneri che il Consiglio Generale si è svolto il 17 dicembre 2010, a ridosso immediato di notizie apparse sulla stampa in modo del tutto opinabile e discutibile, sulla cronaca locale di Lucca de La Nazione, Il Tirreno e del nuovo Corriere di Lucca del 14 dicembre 2010 ed il giorno successivo sul Giornale di Barga e sul Messaggero Veneto di Udine (N.B. queste notizie erano pubblicate su pagine di cronaca locale e nel caso del Messaggero Veneto addirittura nella cronaca locale di un giornale di altra regione, come da allegati che si riportano: il Prof. Simone Neri Serneri dimostra una attività di lettura delle cronache locali molto pronunciata ... ma la sua attività di acquisizione e valutazione dei dati riportati è stata abbastanza non in linea con la sua preparazione di storico ... considerando che ha preso come oro colato le confuse accuse, per giunta svolte in forma dubitativa con vari condizionali ed altri possibili distinguo, riportate dai giornali da lui letti).

Anche l'indicativo presente “sono invitati tutti i Presidenti degli Istituti associati, e dunque anche quello di Lucca” è scorretto relativamente al tempo grammaticale (“sono” al posto di “erano”), ed alle modalità della convocazione dell'ISTORES di Lucca, per la quale egli si sarebbe, da buon storico, dovuto accertare: infatti tale convocazione non è stata inviata e si sfida il Prof. Serneri a fornire la prova che egli si sia premurato, conscio dell'importanza dell'evento in rapporto al suo animo “interventista”, di sapere se l'ISTORES di Lucca fosse stato convocato, non certo sulla base del dunque elocubrato, ma di un reale interesse alla conoscenza della questione, in rapporto anche quelli che sarebbero dovuti essere i collegamenti e le collaborazioni inerenti alle sue attività di Direttore di un Istituto Storico, importante come quello di Firenze, che per Statuto, artt. 4 e 17, dovrebbe coordinare gli Istituti della Toscana.

Sempre il paragrafo 1 contiene elementi contraddittori, dal momento che da un lato parla di “
presunte minacce rivolte dal Direttore dell’Istituto di Lucca, Giannecchini, al Prof. Umberto Sereni, (omississ) Tali documenti sarebbero stati in possesso del Giannecchini e conservati presso l’Istituto lucchese.” e dall'altra che “la notizia dell’inchiesta della magistratura era certa e non era “da appurare” o verificare. ”. Sa il Prof. Serneri che un'inchiesta della Magistratura non corrisponde alla colpevolezza di un indagato? Quanto poi questa inchiesta abbia fondamento lo si saprà soltanto al termine di un processo che si svolgerà entro la fine dell'anno 2011 ed è esilarante il periodo finale “E il fatto che la magistratura indagasse da alcuni mesi era di per sé significativa del fatto che un problema esisteva e non era manifestamente infondato.” che avvalora il giudizio di completa aleatorietà dell'accusa rivolta alla mia persona nel corso di un Consiglio Generale, che non aveva a livello di O.d.G. e di competenza dell'Organo citato, nessun fondamento statutario.

Un ultimo falso nel paragrafo 1 è quello relativo della trattazione della questione Giannecchini-Sereni nelle “
varie” dell'O.d.G., che riproduciamo nella sua interezza nel documento in allegato il verbale della seduta del 17 dicembre 2010 del C.G. Dell'INSMLI, ottenuto successivamente a richiesta tramite legale: le “varie” erano attinenti al punto 7 dell'O.d.G., mentre l'intervento del Serneri è avvenuto, del tutto fuori tema e fuori luogo, durante la discussione del punto 3; il suo intervento è tanto più censurabile in quanto, data la gravità del tono da lui assunto, sarebbe stato essenziale un documento, approvato anche dal Presidente dell'ISTORES di Firenze, che egli avrebbe dovuto produrre e depositare presso la Segreteria del Consiglio Generale dell'INSMLI, almeno all'inizio della seduta. E che dire poi del fatto che l'ISTORES di Lucca non è stato informato di questa iniziativa?

Venendo al punto 2, che vorrebbe essere l'excusatio del Serneri, con l'evocazione che “
tale notizia era di notevole gravità, perché esponeva tutti gli Istituti della Resistenza, e non solo quello lucchese, all’accusa di gestione scorretta della documentazione da loro conservata. Evidenti i rischi nei confronti di chi ha versato i documenti, delle autorità di controllo, degli avversari politici.”. Questa ridicola reazione a catena di coinvolgimenti ipotizzati, scorretta anche nella formulazione relativa agli “avversari politici”, pone in cattiva luce la concezione stessa alla base dell'attività degli Istituti Storici della Resistenza, nei cui Statuti non è contemplata assolutamente una attività volta in tal senso.

Il documento dell'INSMLI, generato dal suo intervento, nel suo ultimo paragrafo scorrettamente prevedeva la minaccia: “
Qualora ciò non avvenisse si raffigurerebbe l’incompatibilità con i principi ispiratori sanciti dallo Statuto dell’Insmli e, ai sensi dell’art. 4, potrà essere avviata una procedura di espulsione dell’Istituto di Lucca dalla rete associativa.”. E' appena da notare che si tratta di una forzatura dei principi dell'art. 4 dello Statuto dell'INSMLI (che si allega in copia alla presente):

Art. 4

Adesione, recesso, esclusione

Le nuove adesioni di Istituti o Enti, con le caratteristiche indicate nell’articolo precedente, devono essere deliberate dal Consiglio generale.
Ciascun Istituto o Ente ha facoltà di recedere dall’Associazione comunicando la decisione al Consiglio Generale con preavviso di almeno sei mesi. Il recesso decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo.
Per poter essere associati ciascun Istituto ed Ente richiedente, che non sia già associato all’Insmli, deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) aver approvato uno Statuto che condivida le finalità statutarie, di cui all’art. 2, e svolga in tutto o in parte funzioni analoghe a quelle dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia - se a base associativa - e che nella organizzazione interna si ispiri a criteri di democraticità;
b) avere l’autonomia istituzionale e gestionale;
c) disporre di patrimonio archivistico e bibliotecario, svolgere attività nei settori della ricerca e della didattica.
A seguito di deliberazione del Consiglio Generale può essere escluso l’Istituto o l’Ente in capo al quale vengono meno i requisiti di ammissione o che abbia compiuto gravi violazioni dello statuto e dei suoi principi ispiratori.

Il goffo tentativo di coinvolgere l'ISTORES di Lucca al fine di ottenerne la complicità è assolutamente da condannare, perchè pretestuoso ed arbitrario.

Quanto all'incompatibilità morale, sarà bene che il Serneri rifletta sui tempi ed i contenuti della sua azione: dopo tre giorni dalla pubblicazione su quotidiani, in cui la notizia “scandalosa” era nelle pagine di cronaca locale, senza aver richiesto altre informazioni, egli si è precipitato, in qualità di sostituto del Presidente del suo Istituto, in un dibattito del Consiglio Generale dell'INSMLI, intervenendo nel corso della discussione di un preciso punto dell'O.d.G., per introdurre argomento, da lui conosciuto solo per lettura di questa stampa, e richiedere un grave procedimento, del tutto anomalo rispetto allo stesso Statuto dell'INSMLI, contro il sottoscritto. E' appena il caso di chiedersi il perchè lo abbia fatto e non abbia almeno richiesto che venisse discusso in altra seduta la questione.

Ma di tutto questo il Prof. Neri Serneri, anche se nell'ambito dell'ISTORES della Toscana non dovesse essere richiesta la ragione del suo operato, dovrà rispondere davanti alla Magistratura, cui l'ho deferito per diffamazione aggravata.

Lilio Giannecchini


P.S.
Si prega il Prof. Neri Serneri di rileggersi lo statuto del suo Istituto all'art. 17 e di assicurare il suo validissimo apporto all'attività dell'Istituto stesso, secondo le sue specifiche funzioni, che non prevedono sicuramente l'attacco proditorio ed ingiustificabile contro un Direttore che vanta, come nel mio caso, pluri-decennale applicazione alla ricerca ed alla produzione di documenti relativi alla Resistenza, alla quale ha anche partecipato da protagonista, a rischio della vita.

Tutto quanto su detto sarà inviato anche all'Associazione Ideali e Valori
www.idealievalori.org

Allegati:
1) Verbale consiglio generale dell'INSMLI del 17 dicembre 2010
20110415_Invio verbale INSMLI del 17 dicembre 2010
2) Rassegna stampa degli articoli di cronaca locale del 14 e 15 dicembre 2010
20111214_20111215_Caso Giannecchini Sereni
3) Statuto INSMLI
INSMLI_statutoINSMLI

Replica a Lilio Giannecchini di Simone Neri Serneri, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana

Da: "Istituto Storico della Resistenza in Toscana" isrt@istoresistenzatoscana.it
Data: 20 agosto 2011 09.12.26 GMT+02.00
A: "'Lilio Giannecchini'" toscano.brigataoreste@gmail.com, comune.lucca@postacert.toscana.it, comunicazione@provincia.lucca.it, provincia.lucca@postacert.toscana.it, urp@regione.toscana.it, a.monaci@consiglio.regione.toscana.it, m.carraresi@consiglio.regione.toscana.it, d.lastri@consiglio.regione.toscana.it, segreteria@insmli.it
Cc: biblioteca@insmli.it, formazione@insmli.it, italiacontemporanea@insmli.it, redazione_insmli@insmli.it, redazione_novecento@insmli.it, scuola.superiore@insmli.it, isral@isral.it, istorico@racine.ra.it, segreteria@storiamarche900.it, resvalleehis@libero.it, istitutocs@virgilio.it, biblioteca.ISML@provincia.ap.it, israt@libero.it, info@israt.it, antifascismo@bcr.puglia.it, isbrec@isbrec.191.it, info@isrec.it, istituto@istitutoparri.it, isp-res@iperbole.bologna.it, landis@landis.191.it, issrac@email.it, issrass@gmail.com, issras@tiscali.it, issicocatania@yahoo.it, istitutoarcuri@tiscalinet.it, isc-como@isc-como.org, angelabellardi@libero.it, direttore@istitutoresistenzacuneo.it, ismlfermo@virgilio.it, isco.ferrara@gmail.com, istorecofo@gmail.com, istorecoce@libero.it, ilsrec@aruba.it, segreteria@isgrec.it, info@cidra.it, isrecim@virgilio.it, iasricistitutostoria@virgilio.it, isr@laspeziacultura.it, istoreco.livorno@gmail.com, ilsreco@libero.it, iststores@tiscali.it, isreclu.versilia@gmail.com, isrec@emporanea.191.it, ist.storia@domino.comune.mantova.it, istituto@istlec.fastwebnet.it, segreteria@fondazionememoria.it, r.innocenti@fondazionememoria.it, istituto@istitutostorico.com, istitutocampano@libero.it, icsrcaserta@libero.it, fornara@fausernet.novara.it, ivsr@unipd.it, direzione@istitutostoricoparma.it, resiste@unipv.it, isuc@crumbria.it, iststoriapesaro@provincia.ps.it, isrecpc@tin.it, ispresistenza@tiscalinet.it, nino.ianni@provincia.ms.it, staff@istoreco.re.it, iststor.rn@libero.it, irsifar@libero.it, isrec@isrecsavona.it, info@fondazioneisec.it, istituto.siena@virgilio.it, anpison@libero.it, direzione@istoreto.it, paola.olivetti@ancr.to.it, info@museostorico.it, storia@istresco.org, irsml@irsml.it, ifsml@ifsml.it, istituto@storia900bivc.it, istituto.varesino@gmail.com, info@iveser.it, info@istrevi.it, micheletti@fondazionemicheletti.it, dilettacolosio@libero.it, info@fondazioneferramonti.it, d.tromboni@comune.fe.it, istituto@fratellicervi.it, segreteria@istitutogasparini.it, biblioteca@bfs.it, associazione@olokaustos.org, isrev@hotmail.it

Oggetto:
R: La delegittimazione di un Comandante partigiano Fwd: Solidarietà a Lilio Giannecchini

A tutti gli interessati,
 
essendo chiamato in causa, sono costretto a poche brevi precisazioni alla “lettera aperta” del Cav. Giannecchini, che invece di entrare nel merito delle questioni e delle responsabilità che lo riguardano nella vicenda cui fa riferimento, preferisce formulare accuse a tutto campo per presentarsi come vittima di un complotto di cui non si capiscono le ragioni. Dunque nel merito:
1.       Nel Consiglio Generale dell’Insmli del 19 dicembre 2010, al quale sono invitati tutti i Presidenti degli Istituti associati, e dunque anche quello di Lucca, ero presente come delegato del Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana, Ivano Tognarini. In quella riunione fu discussa nelle “varie” la notizia apparsa su più organi di stampa secondo cui da diversi mesi la magistratura di Lucca aveva aperto un’inchiesta sulle presunte minacce rivolte dal Direttore dell’Istituto di Lucca, Giannecchini, al Prof. Umberto Sereni, di rivelare documenti per lui compromettenti in caso si fosse presentato ad una competizione elettorale. Tali documenti sarebbero stati in possesso del Giannecchini e conservati presso l’Istituto lucchese. Dunque, la notizia dell’inchiesta della magistratura era certa e non era “da appurare” o verificare. E il fatto che la magistratura indagasse da alcuni mesi era di per sé significativa del fatto che un problema esisteva e non era manifestamente infondato.
2.       Di per sé, tale notizia era di notevole gravità, perché esponeva tutti gli Istituti della Resistenza, e non solo quello lucchese, all’accusa di gestione scorretta della documentazione da loro conservata. Evidenti i rischi nei confronti di chi ha versato i documenti, delle autorità di controllo, degli avversari politici. Per questo è stata formulata la richiesta urgente di una sospensione cautelare, a tutela della correttezza degli Istituti. A ciò si aggiungeva, proprio perché il vincolo associativo tra gli istituti dell’Insmli non ha altri poteri di intervento sugli istituti stessi e gli organismi dirigenti dell’Istituto – del tutto diversi nelle persone da quelli attuali – non si erano pronunciati con chiarezza sulla questione, il richiamo all’articolo dello Statuto che disciplina l’incompatibilità morale, dato che è anzitutto morale la questione dell’uso corretto dei documenti. Gli aspetti giudiziari, ovviamente, sono competenza della magistratura.
In allegato trovate il documento allora approvato dall’Insmli.
Isr Lucca - Sereni
 
Cordiali saluti
 
Simone Neri Serneri
Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana
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Istituto Storico della Resistenza in Toscana Onlus
via G. Carducci 5/37 - 50121 Firenze
tel. 055-284296 - Cod. fisc. 80045030485
email isrt@istoresistenzatoscana.it web www.istoresistenzatoscana.it 
 
Continua ...

La delegittimazione di un Comandante partigiano Fwd: Solidarietà a Lilio Giannecchini

Lettera aperta
ai Cittadini che si riconoscono nei valori espressi dalla Resistenza
ai Consiglieri Regionali toscani
ai Consiglieri Provinciali di Lucca
ai Consiglieri Comunali di Lucca
ai Membri del Consiglio Generale dell'INSMLI
e p.c. alla stampa


Caro Massimiliano,
in questo grigio clima politico, caratterizzato da complicità e da interessi bipartisan in cui il ricordo della Resistenza è diventato solo fonte di imbarazzo, il tuo messaggio rappresenta uno spiraglio di speranza per chi alla mia età si trovi a confrontarsi con l'indifferenza e la malvagità degli altri.

Ho contribuito in misura determinante a fare dell'Istituto Storico della Resistenza in provincia di Lucca uno dei centri di documentazione ed informazione sugli anni che hanno portato al riscatto dell'Italia dalla dittatura fascista e dalla sua complicità col nazismo.

In questi ultimi tempi sono stato oggetto di una feroce persecuzione in seno all'Istituto Storico stesso, portata avanti con pervicacia al fine di estromettermi dalla Direzione. Nell'esprimervi la mia riconoscenza per la solidarietà che mi avete espresso per una completa informazione segue la mia esposizione della questione.

La catena degli eventi è partita da una pubblicazione sui giornali, relativa ad una querela fattami da un tal Sereni, cui avevo indirizzato una lettera privata; da tale pubblicazione il presidente dell'Istituto Storico di Firenze, Simone Neri Serneri, senza nemmeno tentare di appurare la sostanza della notizia appresa dalla stampa, è intervenuto durante una riunione del
Consiglio Generale dell'INSMLI a Milano, cui sarebbe dovuta essere, per Statuto, convocato anche l'Istituto Storico della Resistenza in provincia di Lucca (cosa non avvenuta), per chiedere di farmi sospendere, pena l'esclusione dell'Istituto Storico lucchese dalla rete associativa facente capo all'INSMLI. E' da notare che l'intervento del Neri è stato fatto anche fuori tema rispetto all'argomento trattato all'Ordine del Giorno e che la Deliberazione adottata da Consiglio Generale, in assenza del'"accusato" e basandosi sul solo materiale del tutto opinabile proveniente dalla stampa. La Delibera stessa presenta aspetti particolarmente censurabile sotto il profilo della legittimità ad intervenire, dal punto di vista statutario, nella questione da parte dell'INSMLI nei confronti dell'Istituto Storico lucchese oltre che per la pretestuosità relativamente al merito della questione. Questa Delibera anomala è stata trasmessa via email a vari organi, tra cui l'Amministrazione provinciale di Lucca, il cui presidente, Stefano Baccelli, ha convocato la Giunta Provinciale per deliberare un intervento sul Consiglio Direttivo dell'Istituto Storico lucchese per ottenere la mia sospensione dalla funzione di Direttore dell'Istituto, in ottemperanza alla Delibera dell'INSMLI. L'atto provinciale è viziato sin dall'origine dalla falsa affermazione: "Ravvisata la propria competenza, ai sensi dell'art. 48 del D. Lgs. 267/2000", come se l'Istituto Storico facesse parte dei propri organi provinciali, quando l'Istituto Storico lucchese è un organismo assolutamente autonomo ed indipendente. Da questo falso clamoroso è derivato una vera e propria persecuzione, portata avanti attraverso atti del Consiglio Direttivo, viziati nella forma e nella sostanza, culminati con una irregolare Assemblea dei Soci, nulla secondo l'art. 23 del Codice Civile, per i quali pende il giudizio della magistratura da me invocata.

A seguire mi è stato negato l'accesso all'Istituto, cui avrei avuto diritto anche come semplice Socio; è stata
violata la sede in cui avevo depositato i miei oggetti personali, utilizzando addirittura il falso pretesto che fosse stata decretata una disinfestazione, intervento sanitario di pertinenza ASL, la quale non è stata in alcun modo nemmeno interrogata.

Successivamente è stato
violato anche il magazzino dell'ITC Carrara, dato in comodato all'Istituto Storico, nel quale erano depositati documenti e libri di mia personale proprietà -link all'articolo di giornale-.

Corollario intermedio alla mia emarginazione è stata la esclusione dal palco delle autorità nel corso delle cerimonie relative all'Anniversario della Liberazione ed altre celebrazioni, per le quali avevo diritto in quanto oltre che Direttore dell'Istituto Storico, anche Presidente dell'Associazione dei Perseguitati Politici. In conseguenza, dopo aver inutilmente esposto alle autorità locali la questione,
mi sono rivolto al Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, perché mi venga restituito il mio onore e la mia dignità.

L'ultimo episodio riguarda la commemorazione di Don Aldo Mei, sacerdote martire, fucilato il 4 agosto 1944 dai tedeschi, cui ho sempre partecipato, perché tra l'altro possiedo l'intero patrimonio della memoria, consegnatomi personalmente dalla madre del sacerdote. Questa volta, dopo che i giornali avevano riportato l'intero iter celebrativo, con la segnalazione della mia presenza, è stata operata una forzatura da parte dell'incaricato provinciale affinché fossi escluso ed è solo attraverso la buona volontà dell'incaricato comunale, Roberto Magrini del Comune di Lucca, che ho avuto la possibilità di trasmettere il
testo del mio intervento, nel quale tra l'altro comunicavo la mia volontà di donare l'intero patrimonio documentario ed i cimeli relativi a Don Aldo Mei alla comunità ecclesiastica lucchese, perché potesse essere il nucleo di un museo a lui dedicato. I media locali hanno alterato o ignorato il mio intervento, per ragioni a me incomprensibili, ma certamente a loro note.

La documentazione di quanto ho detto è reperibile presso il sito:
www.idealievalori.it
www.youtube.com/watch?v=1I8LIcA9Ixg

Sarebbe di gran conforto la solidarietà espressa anche da altri uomini attenti e sensibili.

Lilio Giannecchini, detto "Toscano"
Vicecomandante della Brigata Partigiana Oreste

email: toscano.brigataoreste@gmail.com
web: http://www.idealievalori.org


CV DI VITA PARTIGIANA
Il Cav. Lilio Giannecchini, oggi trattato dalla Provincia di Lucca di Lucca come un appestato, è stato Comandante partigiano della Brigata Oreste ed ebbe un ruolo importante nel ruolo della liberazione di Genova dai nazifascisti, trattando tra l'altro la resa del generale tedesco Günter Von Meinhold,

"La mia formazione è decorata di 3 medaglie d'oro, 14 d'argento, 14 di bronzo, 7 croci di
guerra e la Stella dell'Unione Sovietica a ricordo del. partigiano russo Fiodar Alexander
Poetar (medaglia d'oro caduto nelle nostre file)."
Tratto da CURRICULM DI VITA PARTIGIANA DI LILIO GIANNECCHINI

SCARICA IL CV DI LILIO GIANNECCHINI
CV Vita Partigiana_Lilio Giannecchini

SCARICA LA RELAZIONE DEL COMANDANTE TOSCANO SU:
- SCHIERAMENTO DELLA FORMAZIONE DURANTE LA FASE INSURREZIONALE
- CONTATTI CON IL GENERALE MEINHOLD ED IL SUO COMANDO DI SAVIGLIONE

1944_Relazione del Comandante Brigata Oreste

%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%

Il giorno 07 agosto 2011 21:40, Massimiliano Piagentini <*****@gmail.com> ha scritto:


____________________________________________________________
Vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà a Lilio Giannecchini,
partigiano e, fino al momento della sua discutibile estromissione,
direttore dell'Istituto storico della Resistenza. Da mesi, come "pena
aggiuntiva" a questo provvedimento, Giannecchini non viene più
invitato, da Provincia e Comune, alle celebrazioni ufficiali che
ricordano la lotta partigiana, alla quale ha partecipato da
protagonista. Uno sgarbo inqualificabile, un atto di vera e propria
cattiveria nei confronti di un uomo che, per la sua storia,
meriterebbe solo grande rispetto e gratitudine.
La Giunta provinciale e quella comunale hanno il dovere di porre
subito fine all'emarginazione messa in atto nei confronti di
Giannecchini.
Tutti coloro che - come noi- deplorano il comportamento di questi due
enti, è bene che si adoperino per far sentire il proprio dissenso.

Massimiliano Piagentini
Giovanna Niccoli
Massimo Duranti

Testo dell'intervento di Lilio Giannecchini alla commemorazione per la fucilazione di Don Aldo Mei

Porgo il mio saluto alle autorità presenti, in particolare al Vescovo di Lucca, cui dedico gran parte di questo intervento.

Impossibilitato a presenziare a questa cerimonia in memoria dell'ultimo atto del martirio di Don Aldo Mei, che ogni 4 agosto vede rinnovarsi i sentimenti unanimi di partecipazione pietosa per la vittima e di esecrazione per i feroci carnefici, voglio ricordare a tutti i presenti alcune frasi tratte dall'ultima lettera scritta i 4 agosto 1944 da Don Aldo Mei ai genitori, che esprimono meglio di ogni discorso retorico, quanto di più religioso possa essere presente in un essere umano nel momento della fine della propria vita.

“Babbo e mamma,

state tranquilli- sono sereno in quest'ora solenne-. In coscienza non ho commesso delitti. Solamente ho amato come mi è stato possibile.

Condanna a morte -1° per avere protetto e nascosto un giovane di cui volevo salvare l'anima [N.d.R. un giovane ebreo]; 2° per aver amministrato i sacramenti ai partigiani e cioè aver fatto il prete.

(...)”


Queste parole fanno da sfondo alla vicenda umana di Don Aldo Mei, invece i personaggi che hanno partecipato in veste attiva alla sua condanna a morte per i motivi che prima sopra sono stati esposti, hanno tutte le caratteristiche dell'antireligiosità: si parte dalla delazione di due sue parrocchiane, fasciste ferventi, alla cui ignobile delazione al Commissario fascista del Comune di Pescaglia, per propaganda disfattista, svolta da Don Aldo, aveva fatto seguire la segnalazione alle SS tedesche, che poi avevano catturato il sacerdote; di questa delazione si hanno le prove testimoniali, che intendo rendere pubbliche, anche e perchè la giustizia italiana non ha mai provveduto a svolgere un inchiesta sulla vicenda, che anche a distanza di anni è bene che abbia uno sbocco nella condanna di una azione criminale, culminata in un omicidio di una persona inerme e pura di cuore.

Se questo è la sorte che dovrà toccare alle colpevoli, ben diverso deve essere è il percorso relativo alla vita ed alle opere di Don Aldo Mei, che meritano di essere divulgate. Io, in quanto custode della massima parte di tutto quello che è relativo alla vita ed alla morte di Don Aldo Mei, mi auguro di poter partecipare attivamente, per il centenario della nascita, all'istituzione di un museo dedicato al martire, legata alla comunità ecclesiale, cui intendo donare tutti i cimeli ed i documenti in mio possesso, compresa la veste talare, ancora macchiata del sangue del martire, che attualmente è depositata nel corridoio d'ingresso dell'Istituto Storico della Resistenza in provincia di Lucca, di cui attualmente non conosco le condizioni di conservazione, a causa di una vicenda, tutt'ora “sub judice” per la quale sono stato privato del diritto di accesso all'Istituto che ho contribuito a far crescere in misura tale da risultare il primo per attività scientifica in tutta la Toscana.

Lilio Giannecchini

In memoria del sacrificio di Don Aldo Mei

Estratto di un brano di uno scritto tracciato a lapis da Don Aldo Mei sulle pagine bianche della copertina del breviario e sopra una busta da lettera gialla, di formato grande, dopo la condanna a morte la sera del 4 agosto 1944.

" Babbo e Mamma,
state tranquilli - sono sereno in quest'ora solenne. In coscienza non ho commesso delitti. Solamente ho amato come mi è stato possibile.
Condanna a morte -1° per aver protetto e nascosto un giovane di cui volevo salvare l'anima. 2° per amministrato i sacramenti ai partigiani, e cioè per aver fatto il prete. Il terzo motivo non è nobile come i precedenti - aver nascosto la radio.
(...) "

19440804_Lettera di Don Aldo Mei
Don Aldo Mei, 4 agosto 1944

Don_Aldo_Mei - 2011-08-03 at 21-14-39

P.S.
Ringraziamo il Cav. Lilio Giannecchini per averci fornito il documento con la trascrizione originale della lettera che Don Aldo Mei scrisse ai propri genitori e la possibilità di riprodurre la foto di questa pagina internet.

Lilio Giannecchini: consegna alla comunità ecclesiastica lucchese dei cimeli relativi alla fucilazione di Don Aldo Mei

All'ill.mo Prefetto di Lucca
Al Presidente della Provincia di Lucca
Al Sindaco del Comune di Lucca
agli organi di stampa

Nell'imminenza della celebrazione del sacrificio di Don Aldo Mei, fucilato alle 22 del 4 agosto 1944, uno dei primi martiri della ferocia nazifascista, che nei giorni successivi doveva colpire altre vittime inermi ed innocenti, il Direttore dell'istituto della Resistenza in provincia di Lucca, Lilio Giannecchini, vuole comunicare alla popolazione lucchese la propria partecipazione personale, avvalorata dalla sua ferma intenzione di consegnare alla comunità ecclesiastica lucchese i cimeli relativi alla fucilazione di Don Aldo Mei, ottenuti dai testimoni e dai suoi familiari.

A parte si duole dell'ingiusta emarginazione subita, basata su accuse pretestuose quanto inconsistenti, emarginazione per la quale si è rivolto al Presidente della Repubblica con la lettera che segue.

Lilio Ginnecchini

Giannecchini_Lettera al Presidente della Repubblica

Giannecchini_Lettera al Presidente della Repubblica

Chiesto il sequestro conservativo per l'archivio del Giannecchini

20110720_Archivio Giannecchini_Chiesto il sequestro20110720_Archivio Giannecchini_Chiesto il sequestro

Lilio Giannecchini denuncia la Provincia "Hanno cambiato i lucchetti della stanza al Carrara"


20110720_Giannecchini denuncia la Provincia

20110720_Giannecchini denuncia la Provincia