Associazione Ideali e Valori
Difendiamo la verità affinchè la giustizia possa tutelare gli interessi collettivi ...
Dec 2012

Commento cancellato da La Voce di Lucca - Email inviata al dott. Cristofani da Lilio Giannecchini

Da: Lilio Giannecchini
Data: 31 dicembre 2012 17.45.39 GMT+01.00
A: La Voce , cristofani@energiadigitale.it
Cc: difesaistitutostorico@gmail.com
Oggetto: Eliminazione del post da me scritto

Egregio sig. Cristofani,
mi è stato mostrato quella parte del blog in cui lei mi ha in sostanza censurato pesantemente, togliendomi il diritto di manifestare liberamente le mie giuste considerazioni sull'aggressione subita. Ho letto anche che lei ha ribadito questa sua chiusura in una risposta ad lettore che le faceva rilevare quanto ingiusto questa mia emarginazione.

La cosa che mi meraviglia di più è però l'ospitalità che lei ha concesso ad un intervento basato su uno spezzone video, da me più volte contestato, che mi porterà alla denuncia della postatrice, di cui lei dovrebbe conoscere o rintracciare l'identità. In ogni caso le chiedo formalmente di non dare ospitalità a tale documentazione forviante e distorta, i cui utilizzatori intendo denunciare.

In attesa di riscontro alla mia mail le porgo auguri di buon anno.
Lilio Giannecchini, detto "Toscano"
Vicecomandante della Brigata Partigiana Oreste
email: toscano.brigataoreste@gmail.com
web: http://www.idealievalori.org

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Aggressione al partigiano Giannecchini 2

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POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - ------- Il post originale è stato cancellato. Ce ne scusiamo con il lettore che lo aveva postato ma non ci possiamo permettere il lusso di dover bazzicare avvocati e aule di tribunale per conto terzi in quanto noi direttamente non siamo responsabili di quanto viene qui scritto ma cerchiamo di evitare perdite di tempo e spese legali di patrocinio alla testimonianza. Evidentemente la libertà di pensiero è una parola che si può scrivere su un elastico e leggerla come ci torna meglio. Avrei potuto evitare tutto questo e poi comunque rivalermi sul contendente soccombente ma chi ce lo fa fare ? Questa decisione deriva da minacce più o meno velate fatte da un anonimo in questo commento al post stesso , giudicate Voi il livello: - Caro Marco G. - da Anonimo - inviato in data 31/12/2012 alle ore 12.02.14 Scusa se mi intrometto ma mi pare che lei abbia preso un abbaglio.. Hai affermato che Giannecchinii ha fatto delle vittime sulla base di un intervento di Fazzi (che poi spiega di riferirsi ad un intervento di Nazzareno Giusti e non già di Giannecchini) e ad un filmato su You Tube che non si rintraccia. Forse è stato un pò superficiale? Mi sembrerebbe appropriato che Giannecchini esaminasse le sue affermazioni per valutare il ricorso legale al fine di ottenere un risarcimento che gli consenta di garantirsi una vecchiaia un pò più comfortevole. Approfitto dell'occasione per ringraziare Giannecchini per l'opera svolta da partigiano in quanto è grazie a gente come lui che tutta l'Europa non è diventata nazista e fascista come qualche odierno deficente avrebbe desiderato. --- E questa è l'ultima volta che il nome Giannecchini appare su questo blog. C.Cristofani il link alla pagina incriminata era Apri il link del pezzo IL POST IN ORIGINALE E' COMUNQUE DISPONIBILE A RICHIESTA PER E-MAIL A CHI LO VOLESSE LEGGERE.
Redazione - inviato in data 31/12/2012 alle ore 12.44.49 - Questo post ha 7 commenti


 


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"SOLIDARIETÀ A LILIO- NOME DI BATTAGLIA “TOSCANO”" - ANPI Pisa

Il comandante partigiano Lilio Giannecchini è stato aggredito e picchiato violentemente a Lucca

L’ANPI di Pisa esprime la sua solidarietà e richiama ancora l’attenzione sull’importanza di essere protagonisti nella vita politica e sociale  per  condannare con forza questi vigliacchi ed ignobili episodi perchè non passino inosservati e perchè i giovani possano comprendere il significato della Resistenza e dei valori della nostra Costituzione.  


http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2012/12/24/news/picchiato-a-sangue-il-partigiano-lilio-giannecchini-1.6249320
http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2012/12/29/news/io-odiato-e-rifiutato-dai-lucchesi-1.6266013
 
LETTERA APERTA DI LILIO GIANNECCHINI DEL 29 DICEMBRE 2012
Lettera aperta ai Cittadini che si riconoscono nei valori espressi dalla Resistenza ed ai partecipanti al presidio di Piazza S. Michele
alla Sede Nazionale,
alla Segreteria ed alle sedi di Genova, Pistoia, Pisa e Lucca dell’ANPI
ai Membri del Consiglio Generale dell’INSMLI
ai Consiglieri Regionali toscaniai Consiglieri Provinciali di Lucca
ai Consiglieri Comunali di Lucca
e p.c. alla stampa
 
Sui commenti e sulle notizie comparse sulla stampa in relazione alla feroce aggressione subita.
Come Lilio Giannecchini, persona anziana aggredita con feroce determinazione, ringrazio innanzitutto quelli che mi hanno espresso la solidarietà; in particolare, però,  come capo partigiano e combattente per la libertà d’Italia ringrazio l’ANPI di Genova, Pistoia e Pisa, che mi hanno inviato messaggi di sostegno e soprattutto  i giovani che, nella serata del 26 dicembre, hanno manifestato in Piazza S. Michele a Lucca, provenienti non solo dal territorio lucchese ma anche da altre parti della toscana, affrontando un viaggio solo per attestare una presenza ed un riconoscimento ai valori della Resistenza. Queste persone hanno inteso nel senso giusto quanto avvenuto e nelle immagini mostratemi ho scorto i loro striscioni, che in modo non equivoco commentavano l’aggressione nella sua vera dimensione.
A questo punto devo far chiarezza sulle cause dell’aggressione: avendola subita, io solo sono in grado di testimoniare la determinazione omicida dell’aggressore. Infatti, egli, che era sicuramente appostato all’interno del cortile prospiciente al vialetto del piccolo giardino antistante all’entrata della casa del clero, mi ha colpito con ripetutamente alla testa con un oggetto contundente, senza proferire richieste di consegna di danaro, il che confligge chiaramente con una intenzione di rapina. D’altra parte, dopo avermi colpito ancora sul viso, ma sempre sul capo e non in altre regioni del corpo, essendo io a terra si era proteso per darmi un colpo di grazia, e solo dopo la mia inaspettata reazione -sono riuscito a dargli un calcio nei genitali- egli ha visto a terra il portafoglio cadutomi a terra dal marsupio ed il telecomando del cancello automatico e li ha raccolti. Il carattere omicida della sua azione è dimostrato dal fatto che egli ha colpito sempre e solo al capo: quale rapinatore mai, senza proferire minaccia, compie una rapina sferrando colpi che potrebbero essere mortali?

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"Lettera di Giannecchini: «Volevano ammazzarmi»" - Il Tirreno

L’ex partigiano ricostruisce l’aggressione dell’antivigilia di Natale. E torna a polemizzare con Fazzi e Baccelli
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Una lettera aperta per dare la propria versione di quanto accaduto e anche per levarsi qualche sassolino dalle scarpe. È quella inviata dal partigiano Lilio Giannecchini che sotto pubblichiamo integralmente:
«Come Lilio Giannecchini, persona anziana aggredita con feroce determinazione, ringrazio innanzitutto quelli che mi hanno espresso la solidarietà; in particolare, però, come capo partigiano e combattente per la libertà d'Italia ringrazio l'ANPI di Genova, Pistoia e Pisa, che mi hanno inviato messaggi di sostegno e soprattutto i giovani che, nella serata del 26 dicembre, hanno manifestato in Piazza S. Michele a Lucca, provenienti non solo dal territorio lucchese ma anche da altre parti della toscana, affrontando un viaggio solo per attestare una presenza ed un riconoscimento ai valori della Resistenza. Queste persone hanno inteso nel senso giusto quanto avvenuto e nelle immagini mostratemi ho scorto i loro striscioni, che in modo non equivoco commentavano l'aggressione nella sua vera dimensione.
A questo punto devo far chiarezza sulle cause dell'aggressione: avendola subita, io solo sono in grado di testimoniare la determinazione omicida dell'aggressore. Infatti, egli, che era sicuramente appostato all'interno del cortile prospiciente al vialetto del piccolo giardino antistante all'entrata della casa del clero, mi ha colpito con ripetutamente alla testa con un oggetto contundente, senza proferire richieste di consegna di danaro, il che confligge chiaramente con una intenzione di rapina. D'altra parte, dopo avermi colpito ancora sul viso, ma sempre sul capo e non in altre regioni del corpo, essendo io a terra si era proteso per darmi un colpo di grazia, e solo dopo la mia inaspettata reazione -sono riuscito a dargli un calcio nei genitali- egli ha visto a terra il portafoglio cadutomi a terra dal marsupio ed il telecomando del cancello automatico e li ha raccolti. Il carattere omicida della sua azione è dimostrato dal fatto che egli ha colpito sempre e solo al capo: quale rapinatore mai, senza proferire minaccia, compie una rapina sferrando colpi che potrebbero essere mortali?
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"Lilio Giannecchi, lettera aperta "L'aggressore voleva uccidermi"" - La Nazione

Lo sfogo dell'ex partigiano: "E non accetto la solidarietà di tante istituzioni..."
Lilio Giannecchini, ex partigiano detto "Toscano", vicecomandante della Brigata Partigiana Oreste ha voluto raccontare in una lunga lettera aperta i terribili momenti dell'aggresione subita domenica scorsa.

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Lilio Giannecchini
Lucca, 30 dicembre 2012 - La lettera aperta è stata inviata sabato sera sia alle istituzioni che agli organi di stampa. "Come Lilio Giannecchini, persona anziana aggredita con feroce determinazione, ringrazio innanzitutto quelli che mi hanno espresso la solidarietà; in particolare, però,  come capo partigiano e combattente per la libertà d'Italia ringrazio l'ANPI di Genova, Pistoia e Pisa, che mi hanno inviato messaggi di sostegno e soprattutto  i giovani che, nella serata del 26 dicembre, hanno manifestato in Piazza S. Michele a Lucca, provenienti non solo dal territorio lucchese ma anche da altre parti della toscana, affrontando un viaggio solo per attestare una presenza ed un riconoscimento ai valori della Resistenza. Queste persone hanno inteso nel senso giusto quanto avvenuto e nelle immagini mostratemi ho scorto i loro striscioni, che in modo non equivoco commentavano l'aggressione nella sua vera dimensione". "A questo punto devo far chiarezza sulle cause dell'aggressione: avendola subita, io solo sono in grado di testimoniare la determinazione omicida dell'aggressore. Infatti, egli, che era sicuramente appostato all'interno del cortile prospiciente al vialetto del piccolo giardino antistante all'entrata della casa del clero, mi ha colpito con ripetutamente alla testa con un oggetto contundente, senza proferire richieste di consegna di danaro, il che confligge chiaramente con una intenzione di rapina. D'altra parte, dopo avermi colpito ancora sul viso, ma sempre sul capo e non in altre regioni del corpo, essendo io a terra si era proteso per darmi un colpo di grazia, e solo dopo la mia inaspettata reazione -sono riuscito a dargli un calcio nei genitali- egli ha visto a terra il portafoglio cadutomi a terra dal marsupio ed il telecomando del cancello automatico e li ha raccolti. Il carattere omicida della sua azione è dimostrato dal fatto che egli ha colpito sempre e solo al capo: quale rapinatore mai, senza proferire minaccia, compie una rapina sferrando colpi che potrebbero essere mortali?"
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Lilio Giannecchini dal letto dell'ospedale: "Caro Grandi ti scrivo...

Rubriche : lettere alla gazzetta
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sabato, 29 dicembre 2012, 22:33
Riceviamo e, volentieri pubblichiamo la lettera che ci ha inviato, dall'0ospedale dove si trova ricoverato, Lilio Giannecchini, caro amico ed ex presidente dell'istituto storico della Resistenza, vittima di una bestiale aggressione qualche giorno fa:
Caro Grandi,
leggo l'articolo “Aggressioni di serie A e aggressioni di serie B” e, per rimanere nella scelta di un linguaggio “sportivo” faccio presente che esiste anche una “aggressione di serie C”, o per meglio dire di “serie G”, come l'iniziale del sostantivo giornale. Infatti questa aggressione io, Lilio Giannecchini, l'ho subita sulla mia pelle e le “fonti giornalistiche” sono state alla base di un lungo processo di delegittimazione, emarginazione e destituzione dalla carica di Direttore dell'ISTORES che avevo in larga parte contribuito a creare. Questo processo di denigrazione, sfruttato “a dovere” da individui fortemente determinati ad eliminarmi sul piano operativo, non è ancora terminato, nonostante l'assoluzione ottenuta ad un processo giudiziario (per il quale hai espresso su questo giornale un commento illuminante), ma ha creato intorno alla mia persona un clima di intimidazione, di cui l'aggressione subita per me ha rappresentato l'ultimo traguardo. Per fortuna sono scampato alla morte, ma in ordine ai motivi dell'aggressione escludo con fermezza la rapina: nessun rapinatore, infatti, si può appostare in un cortile chiuso da cancello automatico e prospiciente ad una struttura, la casa del clero, abitata e frequentata da persone vecchie e bisognose, e soprattutto nessun rapinatore tende ad ammazzare la vittima senza averla prima intimorita e costretta a consegnargli l'oggetto della rapina. A rendere ancor meno plausibile l'azione del rapinatore c'è il numero e la violenza dei colpi, tutti diretti al capo ed al volto. Denominatore comune delle aggressioni a scopo di rapina è sicuramente la violenza esercitata, ma in nessun caso, oltre che nel mio, tale violenza ha avuto come primo obiettivo l'omicidio. Vorrei che si riflettesse su questi elementi. Ti saluto
Lilio Giannecchini

Lettera al Direttore de La Gazzetta di Lucca: “Aggressioni di serie A e aggressioni di serie B”

Caro Grandi,
leggo l'articolo “Aggressioni di serie A e aggressioni di serie B” e, per rimanere nella scelta di un linguaggio “sportivo” faccio presente che esiste anche una “aggressione di serie C”, o per meglio dire di “serie G”, come l'iniziale del sostantivo giornale. Infatti questa aggressione io, Lilio Giannecchini, l'ho subita sulla mia pelle e le “fonti giornalistiche” sono state alla base di un lungo processo di delegittimazione, emarginazione e destituzione dalla carica di Direttore dell'ISTORES che avevo in larga parte contribuito a creare.

Questo processo di denigrazione, sfruttato “a dovere” da individui fortemente determinati ad eliminarmi sul piano operativo, non è ancora terminato, nonostante l'assoluzione ottenuta ad un processo giudiziario (per il quale hai espresso su questo giornale un commento illuminante), ma ha creato intorno alla mia persona un clima di intimidazione, di cui l'aggressione subita per me ha rappresentato l'ultimo traguardo. Per fortuna sono scampato alla morte, ma in ordine ai motivi dell'aggressione escludo con fermezza la rapina: nessun rapinatore, infatti, si può appostare in un cortile chiuso da cancello automatico e prospiciente ad una struttura, la casa del clero, abitata e frequentata da persone vecchie e bisognose, e soprattutto nessun rapinatore tende ad ammazzare la vittima senza averla prima intimorita e costretta a consegnargli l'oggetto della rapina. A rendere ancor meno plausibile l'azione del rapinatore c'è il numero e la violenza dei colpi, tutti diretti al capo ed al volto.

Denominatore comune delle aggressioni a scopo di rapina è sicuramente la violenza esercitata, ma in nessun caso, oltre che nel mio, tale violenza ha avuto come primo obiettivo l'omicidio.

Vorrei che si riflettesse su questi elementi.

Ti saluto
Lilio Giannecchini

Lettera aperta di Lilio Giannecchini - "Sui commenti e sulle notizie comparse sulla stampa in relazione alla feroce aggressione subita."

Lettera aperta
ai Cittadini che si riconoscono nei valori espressi dalla Resistenza ed ai partecipanti al presidio di Piazza S. Michele
alla Sede Nazionale, alla Segreteria ed alle sedi di Genova, Pistoia, Pisa e Lucca dell'ANPI
ai Membri del Consiglio Generale dell'INSMLI
ai Consiglieri Regionali toscani
ai Consiglieri Provinciali di Lucca
ai Consiglieri Comunali di Lucca
e p.c. alla stampa

Sui commenti e sulle notizie comparse sulla stampa in relazione alla feroce aggressione subita.

Come Lilio Giannecchini, persona anziana aggredita con feroce determinazione, ringrazio innanzitutto quelli che mi hanno espresso la solidarietà; in particolare, però,  come capo partigiano e combattente per la libertà d'Italia ringrazio l'ANPI di Genova, Pistoia e Pisa, che mi hanno inviato messaggi di sostegno e soprattutto  i giovani che, nella serata del 26 dicembre, hanno manifestato in Piazza S. Michele a Lucca, provenienti non solo dal territorio lucchese ma anche da altre parti della toscana, affrontando un viaggio solo per attestare una presenza ed un riconoscimento ai valori della Resistenza. Queste persone hanno inteso nel senso giusto quanto avvenuto e nelle immagini mostratemi ho scorto i loro striscioni, che in modo non equivoco commentavano l'aggressione nella sua vera dimensione.

A questo punto devo far chiarezza sulle cause dell'aggressione: avendola subita, io solo sono in grado di testimoniare la determinazione omicida dell'aggressore. Infatti, egli, che era sicuramente appostato all'interno del cortile prospiciente al vialetto del piccolo giardino antistante all'entrata della casa del clero, mi ha colpito con ripetutamente alla testa con un oggetto contundente, senza proferire richieste di consegna di danaro, il che confligge chiaramente con una intenzione di rapina. D'altra parte, dopo avermi colpito ancora sul viso, ma sempre sul capo e non in altre regioni del corpo, essendo io a terra si era proteso per darmi un colpo di grazia, e solo dopo la mia inaspettata reazione -sono riuscito a dargli un calcio nei genitali- egli ha visto a terra il portafoglio cadutomi a terra dal marsupio ed il telecomando del cancello automatico e li ha raccolti. Il carattere omicida della sua azione è dimostrato dal fatto che egli ha colpito sempre e solo al capo: quale rapinatore mai, senza proferire minaccia, compie una rapina sferrando colpi che potrebbero essere mortali?

Venendo alle varie dichiarazioni e commenti su quanto accaduto e scartando tutti quei commenti che assumano la rapina come movente (un rapinatore preso da un raptus va derubando solamente povere persone in case di riposo!), voglio dedicare la mia attenzione a commenti di solidarietà pervenuti. Un mio amico mi ha citato una frase che intendo comunicarvi: “l'ipocrisia è l'omaggio che il vizio rende alla virtù”. Alcuni dei commenti da me letti sono in linea con questa affermazione.

In dettaglio, però, al prof. Umberto Sereni, col quale ho avuto recentemente un contenzioso sfociato nella mia assoluzione, posso solo rivolgere un ringraziamento ed un apprezzamento per il commento pubblicato, nel quale intravvedo il riconoscimento della mia assoluta buona fede in relazione alla mia improvvida e polemica lettera che ha innescato la sua reazione.

Relativamente al prof. Pietro Fazzi non accolgo la sua solidarietà, espressa come vicinanza, in quanto altri suoi commenti precedenti sulla mia assoluzione, da me censurati e poi scomparsi inopinatamente da giornali on line e dalla sua pagina facebook, non sembravano assolutamente dettati da sentimenti benevoli. Infatti in un procedimento dell'ANPI nazionale, che si ispira ad una fantasiosa denuncia di azione di “contro-rappresaglia” (legata alla visione di uno spezzone video, illegittimamente citato, decontestualizzato e  distorto), sono stato vittima dell'abbaglio provocato, strumentalizzato da individui animati solo da livore ed interessati a delegittimarmi.

Né posso accogliere la solidarietà del presidente della Provincia Stefano Baccelli, il quale ha dimostrato ben altra capacità di reazione a notizie “giornalistiche”, quando ha inopinatamente ed illegittimamente convocato la Giunta Provinciale per emettere una delibera assolutamente censurabile sul piano delle competenze della Giunta stessa, in quanto relativa all'Istituto Storico della Resistenza, Ente estraneo all'Amministrazione provinciale. Questa Delibera è stata alla base di un lungo processo di persecuzione contro la mia persona, che ha portato alla mia delegittimazione e destituzione, che si conclusa quando un numeroso gruppo di membri dell'Amministrazione provinciale si è impossessata dell'ISTORES iscrivendosi in massa: la massima parte di essi di essi non si era mai occupato dell'Istituto stesso nel corso della sua esistenza. Altre conseguenze nefaste del suo interessamento sono ancora operanti.

Ringrazio invece di grande affetto il vicesindaco Carla Reggianini, che mi ha dedicato oltre la solidarietà una partecipazione profonda, che investe il mio passato. Altrettanto non posso dire del mancato interesse alla mia vicenda del sindaco Alessandro Tambellini: egli sarebbe dovuto intervenire  come sindaco, per quel che riguarda una aggressione ad un anziano cittadino qualunque, ma ancor più perchè l'aggressione, per fortuna non esitata in morte, riguardava la mia persona. Egli infatti è stato per alcuni anni vice-presidente dell'ISTORES, per la verità non particolarmente attivo, se non nel momento in cui si è assunto la piena responsabilità di un attacco personale nei miei confronti, svoltosi in interventi che sono stati pesantemente censurati a livello di Consiglio Direttivo dell'ISTORES da parte di uno dei membri più attivi, Bruno Rossi, alla cui azione, in sede della passata amministrazione provinciale, è dovuto l'importante riconoscimento della “Pantera d'Oro” all'ISTORES stesso. Non mi aspetto un suo ripensamento, anche perchè un suo interessamento attuale sarebbe in contraddizione con la sua condotta.


Lilio Giannecchini, detto "Toscano"
Vicecomandante della Brigata Partigiana Oreste
email: toscano.brigataoreste@gmail.com
web: http://www.idealievalori.org
http://www.facebook.com/lilio.giannecchini

P.S.
Accludo anche, per fornire ulteriori elementi di riflessione, la lettera aperta che ho inviato a vari soggetti il 09 agosto 2011


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Da: Lilio Giannecchini <
toscano.brigataoreste@gmail.com>
Data: 09 agosto 2011 00.33.52 GMT+02.00
Oggetto: La delegittimazione di un Comandante partigiano Fwd: Solidarietà a Lilio Giannecchini

Lettera aperta
ai Cittadini che si riconoscono nei valori espressi dalla Resistenza
ai Consiglieri Regionali toscani
ai Consiglieri Provinciali di Lucca
ai Consiglieri Comunali di Lucca
ai Membri del Consiglio Generale dell'INSMLI
e p.c. alla stampa

Caro Massimiliano,
in questo grigio clima politico, caratterizzato da complicità e da interessi bipartisan in cui il ricordo della Resistenza è diventato solo fonte di imbarazzo, il tuo messaggio rappresenta uno spiraglio di speranza per chi alla mia età si trovi a confrontarsi con l'indifferenza e la malvagità degli altri.

Continua ...

La vile aggressione all'ex vicecomandante partigiano Lilio Giannecchini



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Continua ...

AGGRESSIONE AL CAPO PARTIGIANO “TOSCANO”. LA NOTA DEL MOVIMENTO ANTIFASCISTA GENOVA

26 dicembre 2012 12:47 - Liguria Notizie

lilio-giannecchini-300x208GENOVA. 26 DIC. Lilio Giannecchini, comandante della brigata “Oreste” della Divisione “Pinan Cichero” è stato aggredito e pestato a sangue il 23 Dicembre mentre stava rientando nella sua casa di Lucca.
Il ricordo di “Toscano”, questo era il suo nome di battaglia durante la guerra di Liberazione, è ancora vivo in Val Borbera e in tutti i Comuni in cui operava la brigata Oreste che insieme alle altre brigate costituiva il cuore della Divisione partigiana Pinan Cichero comandata da Scrivia (Aurelio Ferrando) e da Carlo (Giambattista Lazagna). Fu proprio la Brigata Oreste il 24 Aprile del 1945 durante l’insurrezione a iniziare la marcia verso Genova liberando Arquata, Serravalle, Cassano, Villalvernia, Pietrabissara, Ronco Scrivia e Busalla.
“Toscano” si trova ricoverato all’ospedale di Pisa e si è detto convinto della matrice politica dell’aggressione. Al suo avvocato e amico Bruno Rossi ha detto «Quello che non sono riusciti a farmi i tedeschi, me lo hanno fatto gli italiani».
“Il nostro rammarico – si legge in una nota di Azione Antifascista Genova – è che il tuo esempio ed anche quello dei tuoi compagni e compagne di lotta non ci è bastato per farci capire che il valore della vita è l’unica cosa sacra e che a nessun rigurgito di prepotenza avremmo dovuto permettere di rialzare la testa. Ora tu sei lì nel tuo lettino di ospedale ,le notizie che ci giungono dai compagni lucchesi sono confortanti raccontano di te come un uomo forte che ha voluto da subito reagire e resistere come d’altronde hai sempre fatto. Noi seppur avviliti per quello che non abbiamo impedito che avvenisse,ripartiamo con la forza del tuo esempio e con l’amore per quello che sei e quello che ci dai e ci poniamo lo stesso traguardo che hai tu, lottare per un mondo migliore e ci auguriamo di dimostrartelo con la nostra militanza antifascista e anticapitalista. Ora ti abbracciamo “Comandante Toscano” non ti lasceremo mai più solo. Con profonda stima e rispetto”. Azione Antifascista Genova.

"Sempre dalla parte dei partigiani, Comandante Lilio" - Il Manifesto

IL MANIFESTO BLOG - Sempre dalla parte dei partigiani, Comandante Lilio

  • Una notizia mi ha molto colpito, e risale a pochi giorni fa: Lilio Giannecchini, 87 anni, partigiano, comandante della brigata “Oreste” della Divisione “Pinan Cichero”, è stato aggredito a bastonate e pestato a sangue la sera del 23 Dicembre mentre stava rientrando a casa, a Lucca.
    Il Comandante “Toscano” (questo era il suo nome di battaglia durante la guerra di Liberazione) è stato per anni Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza della provincia. In ospedale ha detto: “
    Quello che non sono riusciti a farmi i tedeschi, me lo hanno fatto gli italiani“. E pensare che fu proprio la Brigata Oreste il 24 Aprile del 1945, durante l’insurrezione, a iniziare la marcia verso Genova liberando Arquata, Serravalle, Cassano, Villalvernia, Pietrabissara, Ronco Scrivia e Busalla.
    Lilio-Giannecchini-300x225Lilio Giannecchini, comandante “Toscano”

    Ora il
    Comandante Lilio si trova ricoverato all’ospedale di Pisa: parlando del o dei balordi che lo hanno aggredito e pesantemente insultato, prima di derubarlo di quattro soldi,  si è detto convinto della matrice politica dell’aggressione. Un’aggressione premeditata di qualcuno che lo stava aspettando. Appena varcato  l’ingresso del cortile della struttura dove abita, il partigiano ha scorto un  giovane a volto scoperto e con un bastone che prima lo ha apostrofato e poi lo ha riempito di colpi sul volto, sulla testa e sulla  bocca che gli  hanno completamente spezzato i denti inferiori.
    Qualche anno, fa, Lilio Giannecchini era stato sollevato dalla presidenza dell’Istituto Storico della Resistenza, per aver ricevuto una querela: ma è storia recente (ottobre 2012), che egli abbia poi avuto la 
    completa assoluzione dalle accuse. Gianniecchini era stato per mesi soggetto ad attacchi sia da destra che dal centrosinistra lucchese: un grande accanimento da parte di  personaggi e cariche istituzionali anche abbastanza note, le stesse persone che adesso tacciono imbarazzate, facendo passare quasi sotto silenzio l’aggressione al vecchio partigiano.
    Noi non vogliamo con questo articolo che esprimere la nostra solidarietà con il Comandante Lilio; non vogliamo dire che il vuoto creato a suo tempo attorno a lui abbia, se non provocato, almeno reso più facili – come sempre quando si lascia solo un compagno e un partigiano – le condizioni per l’aggressione di qualche giorno fa.
    Non vogliamo dire che sia un’agressione di chiara marca fascista, perché potrebbero anche essere stati soltanto uno o due balordi e delinquenti che l’hanno preso di mira per caso, anche se ne dubitiamo: un’aggressione del genere non si motiva per  quattro soldi, e non si capiscono gli insulti. Ma non lo diciamo, per timore che – alla fine – risulti qualche cosa di ancora peggiore. E comunque, nell’accezione più generale che intendiamo e che rivendiachiamo con orgoglio, chi si comporta in quella maniera vigliacca e brutale è – per definizione stessa – un
    fascista.
    Rivolgiamo però una domanda, a chi si periterà di potere e dovere rispondere: ora che Giannecchini è stato prima assolto dalle accuse, e poi aggredito in questo modo ributtante e violento,
    qualcuno si prenderà la briga di chiedergli scusa  e – se non di restituirgli il ruolo che gli spetta all’interno dell’Istituto Storico della Resistenza – almeno di dimostrargli solidarietà?
    Quest’oggi sono stato – dedicandolo al Comandante “Toscano” – a fare un giro a piedi sotto la casa di
    Dante di Nanni, a Torino, poco distante da dove vivo. Lo faccio spesso, quando voglio riflettere.
    dinanni-225x300La casa di Dante di Nanni

    Dante di Nanni, medaglia d’oro della Resistenza, morì nel maggio del 1944 buttandosi dal balcone di quella casa di Via San Bernardino, nel quartiere San Paolo di Torino, dopo una strenua resistenza davanti a decine e decine di fascisti e nazisti che lo assediavano, uccidendo e ferendo molti di loro, lui stesso già gravemente ferito, dopo una azione dei GAP condotta la notte prima. Il suo Comandante, l’eroico e magnifico Giovanni Pesce, ci descrive in maniera toccante le ultime ore di Dante di Nanni in uno dei miei libri preferiti, il suo “
    Senza Tregua“.
    Mentre ero sotto al balcone di Dante, oggi, ho pensato a Lilio. Su come sia morto in realtà esattamente Dante di Nanni, i particolari magari trascurabili ma che potrebbero scalfire parzialmente il suo esempio e – diciamolo – il suo mito che invece è radicatissimo anche nelle giovani generazioni, si sono addensati, nel corso degli anni, alcuni dubbi e revisionismi.
    E proprio per questo ho pensato, pur nella distanza dei due casi, a quanto successo al partigiano Lilio Giannecchini qualche giorno fa: anche lui da solo contro tutti, e anche per lui c’è chi adombra “altre cause”  dietro la sua bestiale aggressione.
    Ebbene, diciamolo ancora una volta, molto chiaramente: noi siamo, e sempre saremo, senza ambiguità, dalla parte dei partigiani e di chi ha fatto una scelta consapevole e coraggiosa, che ci permette di vivere ancora oggi con un minimo – purtroppo decrescente a casa dei nuovi fascisimi – di garanzie e di libertà. Dante di Nanni, Giovanni Pesce, Lilio Giannecchini, tutti gli altri: gli antifascisti non devono mai dimenticarli e scacciare – come fecero loro, allora, nella lotta – qualunque dubbio e nido di vipere.
    L’aggressione così ributtante e criminale a un anziano di 87 anni è un fatto grave comunque. Ma qui, in aggiunta, lanciamo un monito: non si lascia solo un partigiano, non si abbandona un combattente per la libertà. Sempre dalla sua parte, si deve stare.
    Rimettiti presto, Comandante “Toscano”, hai tutta la solidarietà dei veri antifascisti.
di massimozucchetti
pubblicato il
26 dicembre 2012

La Nazione Lucca: richiesta di precisazioni su dichiarazione del Pdci

Alla c.a. di Paolo Pacini
Spett. Redazione de La Nazione
cronaca.lucca@lanazione.net

In relazione ai commenti precedenti della Federazione Provinciale del Pdci, noto che il testo è stato espurgato dal riferimento alla mia persona, Bruno Rossi, offensivo e disonesto, come nella mia articolata risposta sottostante è dimostrata.

L'aver eliminato il riferimento personale contestualmente al mio commento sottostante, postato in parallelo anche su altro quotidiano, non esonera l'anonimo postatore che l'ha fatto per conto del partito, per il quale chiedo che il partito stesso, per una forma di autotutela, intervenga a censurare, portandomi a conoscenza, a procedimento avvenuto: non mi interessa il nome dell'imputato, ma solo la salvaguardia del buon nome di un partito, alla cui area appartengo.

Bruno Rossi
Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea della provincia di Lucca

Continua ...

AGGRESSIONE A LILIO GIANNECCHINI

"CRONACA DI UNA MORTE [AGGRESSIONE] ANNUNCIATA" [ALMENO AUSPICATA] G.M.

Pubblichiamo il link alla pagina del quotidiano on line Lucca in Diretta, che aggiorna la situazione su Lilio Giannecchini

Venerdì, 28 Dicembre 2012 17:40
Aggressione Giannecchini, arriva la solidarietà dal Comune
giannecchini
Arriva (con un po' di ritardo per la verità) la solidarietà del Comune di Lucca a Lilio Giannecchini, l'ex partigiano aggredito la vigilia di Natale alla Casa del Clero. E porta la firma del sindaco ed assessore al sociale Carla Reggiannini: “Esprimo la mia solidarietà a Lilio Giannecchini, vittima di violenza efferata e crudele, esecrabile quando rivolta a qualsiasi persona umana, ancor più nel caso di un anziano debole e inerme. Per quanto ancora da accertare la matrice di simile azione delittuosa, se solo a scopo di rapina o anche politica, non vi è dubbio che, infierendo disumanamente su Lilio Giannecchini, si è colpito un combattente della Resistenza italiana, artefice e testimone della nostra storia e cultura democratica e repubblicana. L'aggressione contro Lilio ferisce profondamente la coscienza di tutti quelli che credono all'impegno politico fondato sul confronto, sul dibattito delle idee, sul rispetto dell'altro e sulla dignità e inviolabilità di ogni essere umano; giace ferito e dolente quell'ideale di pace fatto di presenza attiva, partecipazione, solidarietà, dove il dialogo supera il pregiudizio e l'intransigenza e costruisce percorsi di civiltà. Auguro a Lilio di ristabilirsi e superare questo momento di malessere profondo: la notizia di un suo miglioramento conforta non solo chi è a lui legato da solidale amicizia, ma tutti coloro che vivono e operano per la convivenza civile e per il progresso sociale”.

Continua ...

"Aggresssione Giannecchini, la tesi dell'assessore Reggiannini: "Anche se non è matrice politica, colpito un simbolo della resistenza"" - La Gazzetta di Lucca

venerdì, 28 dicembre 2012, 17:38
"Esprimo la mia solidarietà a Lilio Giannecchini, vittima di violenza efferata e crudele, esecrabile quando rivolta a qualsiasi persona umana, ancor più nel caso di un anziano debole e inerme. Per quanto ancora da accertare la matrice di simile azione delittuosa, se solo a scopo di rapina o anche politica, - scrive l'assessore nonché vice sindaco Carla Reggiannini - non vi è dubbio che, infierendo disumanamente su Lilio Giannecchini, si è colpito un combattente della Resistenza italiana, artefice e testimone della nostra storia e cultura democratica e repubblicana. L'aggressione contro Lilio ferisce profondamente la coscienza di tutti quelli che credono all'impegno politico fondato sul confronto, sul dibattito delle idee, sul rispetto dell'altro e sulla dignità e inviolabilità di ogni essere umano; giace ferito e dolente quell'ideale di pace fatto di presenza attiva, partecipazione, solidarietà, dove il dialogo supera il pregiudizio e l'intransigenza e costruisce percorsi di civiltà. Auguro a Lilio di ristabilirsi e superare questo momento di malessere profondo: la notizia di un suo miglioramento conforta non solo chi è a lui legato da solidale amicizia, ma tutti coloro che vivono e operano per la convivenza civile e per il progresso sociale".
La Gazzetta di Lucca venerdì, 28 dicembre 2012, 17:38

"Aggressione Giannecchini, arriva la solidarietà dal Comune"

  • Venerdì, 28 Dicembre 2012 17:40

giannecchini
Arriva (con un po' di ritardo per la verità) la solidarietà del Comune di Lucca a Lilio Giannecchini, l'ex partigiano aggredito la vigilia di Natale alla Casa del Clero. E porta la firma del sindaco ed assessore al sociale Carla Reggiannini: “Esprimo la mia solidarietà a Lilio Giannecchini, vittima di violenza efferata e crudele, esecrabile quando rivolta a qualsiasi persona umana, ancor più nel caso di un anziano debole e inerme. Per quanto ancora da accertare la matrice di simile azione delittuosa, se solo a scopo di rapina o anche politica, non vi è dubbio che, infierendo disumanamente su Lilio Giannecchini, si è colpito un combattente della Resistenza italiana, artefice e testimone della nostra storia e cultura democratica e repubblicana. L'aggressione contro Lilio ferisce profondamente la coscienza di tutti quelli che credono all'impegno politico fondato sul confronto, sul dibattito delle idee, sul rispetto dell'altro e sulla dignità e inviolabilità di ogni essere umano; giace ferito e dolente quell'ideale di pace fatto di presenza attiva, partecipazione, solidarietà, dove il dialogo supera il pregiudizio e l'intransigenza e costruisce percorsi di civiltà. Auguro a Lilio di ristabilirsi e superare questo momento di malessere profondo: la notizia di un suo miglioramento conforta non solo chi è a lui legato da solidale amicizia, ma tutti coloro che vivono e operano per la convivenza civile e per il progresso sociale”.
Lucca in Diretta Venerdì, 28 Dicembre 2012 17:40

"Ex partigiano aggredito 'Noi con te'" - La Repubblica

La Repubblica di Genova: -Ex partigiano aggredito 'Noi con te' -
AZIONE antifascista di Genova ha inviato una lettera di solidarietà all' ex partigiano Lilio Giannecchini, il comandante ' Toscano' della brigata ' Oreste' della divisione ' Pinan Cichero' aggredito e picchiato a sangue il 23 dicembre mentre stava rientrando nella sua casa di Lucca. «Toscano» - si legge nella lettera - si trova ricoverato all' ospedale di Pisa e si è detto convinto della matrice politica dell' aggressione. Seppur avviliti per quello che non abbiamo impedito che avvenisse - conclude la missiva - , ripartiamo con la forza del tuo esempio e con l' amore per quello che sei e quello che ci dai e ci poniamo lo stesso traguardo che hai tu: lottare per un mondo migliore». Giannecchini è stato prima ricoverato all' ospedale Campo di Marte, Giannecchini viene sottoposto a tutti gli accertamenti del caso. Ha i denti inferiori completamente spezzati, quattro ferite da taglio sulla testa oltre ad altre ferite minore lacero-contuse. Ma soprattutto la Tac evidenzia un ematoma cerebrale nella zona frontale destra, e per questo Giannecchini viene trasportato nel reparto di neurochirurgia dell' ospedale di Cisanello.
27 dicembre 2012 5 sez. GENOVA

Lettera di Massimiliano Piagentini a Lilio Giannecchini

Pubblichiamo la lettera pervenuta a Lilio Giannecchini da parte di Massimiliano Piagentini.

La brutale aggressione a Lilio Giannecchini lascia sgomenti.
E’ stato colpito in modo vigliacco e violento un uomo di 87 anni, non
certo in grado di difendersi.
Proprio per questo, la dinamica dei fatti solleva molti inquietanti
interrogativi. Ad esempio: se lo scopo era la rapina, perché infierire
in modo così aggressivo (Lilio è stato preso a bastonate e ha
riportato oltre alla rottura dei denti inferiori un ematoma cerebrale)
su un obbiettivo così facile?
Possibile che un ladro in cerca di soldi non trovi di meglio che
cercare alla Casa del clero, prendendo di mira una persona
notoriamente non benestante?
E’da escludere un movente politico?
Di sicuro, prima di essere ferocemente picchiato, Lilio è stato
bersaglio, nei mesi scorsi, di una virulenta campagna denigratoria
(prima e dopo la sua estromissione dall’Istituto storico della
Resistenza), caratterizzata da attacchi personali al limite (in più
occasioni superato) dell’insulto.
Attacchi provenienti da noti (e in molti casi potenti) esponenti
politici locali e dai loro amici. Un “tutti contro uno” senza
precedenti, per intensità, durata e numero dei partecipanti.
Alla luce di tutto questo, è davvero possibile escludere che qualcuno,
sulla scia di quella lunga e pesante polemica, abbia deciso di passare
alle vie di fatto?

In queste ore di apprensione (Lilio è sottoposto a terapia intensiva,
dopo aver subito un intervento per la rimozione di un ematoma
cerebrale), per coloro che gli sono amici, non possono che suonare
come estremamente ipocrite e di circostanza le parole di solidarietà
spese dagli stessi che, fino a ieri, hanno denigrato e umiliato questo
vecchio comandante partigiano.

A Lilio, un affettuoso augurio, perché riesca a vincere anche questa
durissima battaglia.

Massimiliano Piagentini

Risposta ad anononimo postatore che sostiene di parlare al nome del Pdci

Il commento sovrastante del "Pdci: Aggressione Giannecchini grave episodio di violenza", anodino per la sua genericità nella prima parte ed anonimo alla mancata apposizione di una firma di un responsabile, dimostra soltanto una malevolente volontà di tentativo di linciaggio morale nei confronti del sottoscritto nella seconda parte del commento quando mi si attribuiscono "insinuazioni (...)  gratuite e strumentali". Infatti non sono state fatte da me dichiarazioni in tal senso e sfido l'anonimo commentatore a produrre una documentazione, altrimenti il suo comportamento, avvenuto per giunta a nome di un partito, dovrebbe essere, dagli organi interni del partito stesso, censurato; quanto alla seconda parte del commento, "Creare un nesso fra quello che è accaduto a Giannecchini e le vicende accadute in seno all'Istituto Storico della Resistenza è demenziale e fuorviante" ci troviamo di fronte ad un tipico lapsus freudiano, indicativo della cattiva coscienza di chi lo abbia evocato, tanto più che non ho assolutamente parlato di nesso tra l'aggressione e le vicende dell'Istituto Storico. A questo punto, però, s'impone una riflessione sul perchè ciò sia stato scritto e quanta parte abbiano avuto le vicende relative alla delegittimazione di Lilio Giannecchini, che è stato fiaccato nel fisico e nello spirito da accuse rivelatesi infondate e false, strumentalmente utilizzate da vari soggetti: non penso che questa catarsi possa avvenire in persone che dimostrano, per quel che hanno scritto, la loro consistenza morale e culturale e tuttavia, "spes ultima dea", resto in attesa di qualsivoglia replica.

Bruno Rossi



Pdci: Aggressione Giannecchini grave episodio di violenza



liliogiannecchin
"La Federazione Provinciale del Partito dei Comunisti Italiani esprime profondo sdegno per la brutale aggressione subita da Lilio Giannecchini ed auspica che vanga fatta chiarezza sulla matrice dell'atto violento perpetrato. Se questa risultasse di natura politica sarebbe un fatto ancora più grave di quanto non lo sia già". Questo il commento dei Comunisti Italiani all'episodio di violenza verificatosi domenica in pieno centro nel pomeriggio intorno alle 17. "Ma la gravità - prosegue il partito - è comunque manifesta. Ormai le aggressioni alle persone più deboli e indifese sono all'ordine del giorno. Questo significa che si abbassa sempre di più il livello di convivenza civile e morale del nostro popolo. Quanto alle insinuazioni di Bruno Rossi, queste appaiono gratuite e strumentali. Creare un nesso fra quello che è accaduto a Giannecchini e le vicende accadute in seno all'Istituto Storico della Resistenza è demenziale e fuorviante. Intanto si esprime tutta la solidarietà a Lilio con l'auspicio che si possa riprendere al più presto. Speriamo che il responsabile dell'accaduto possa essere individuato al più presto perchè giustizia venga fatta".

Ultima modifica il Martedì, 25 Dicembre 2012 11:01

Lucca, ex partigiano picchiato a sangue: “Nemmeno i nazisti mi fecero questo” - Il Fatto Quotidiano

Lucca, ex partigiano picchiato a sangue: “Nemmeno i nazisti mi fecero questo”
Lilio Giannecchini, 87 anni, è stato aggredito la sera del 23 a Lucca mentre stava rientrando a casa. Per anni è stato presidente dell'Istituto storico della Resistenza della provincia. In ospedale dice: "Quello che non sono riusciti a farmi i tedeschi, me lo hanno fatto gli italiani"
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 24 dicembre 2012

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Più informazioni su: Lucca, Partigiani, Resistenza, Toscana.
Preso a botte per una manciata di soldi. L’ex comandante partigiano di 87 anni,
Lilio Giannecchini, è stato aggredito la sera del 23 dicembre a Lucca mentre stava rientrando nella casa del clero di via san Niccolao, dove vive insieme ad alcuni sacerdoti anziani e altri ospiti. Due giovani lo hanno preso a calci e pugni e poi lo hanno abbandonato sanguinante, dopo avergli strappato un marsupio che conteneva effetti personali e soldi.
Soccorso, l’ex partigiano, che per molti anni è stato anche presidente dell’
Istituto storico della Resistenza della provincia di Lucca, è stato trasportato all’ospedale di Cisanello, dove gli sono state riscontrate varie escoriazioni e un ematoma cerebrale. “Quello che non sono riusciti a farmi i tedeschi, me lo hanno fatto gli italiani”, ha commentato l’anziano partigiano prima di perdere conoscenza.
Secondo quanto riportato dai giornali locali, dietro l’aggressione potrebbero esserci anche
motivazioni di carattere politico. Una persona vicina all’ex partigiano racconta che negli ultimi tempi Giannecchini era stato spesso deriso e che aveva particolarmente sofferto il fatto di essere stato sollevato dall’incarico di presidente dell’Istituto della Resistenza, dopo essere stato accusato di uso inopportuno del suo ruolo.
Il Fatto Quotidiano 24 dicembre 2012

"Pestato a sangue ex partigiano. Giannecchini: “Volevano uccidermi, ho creduto di morire”. Caccia all'aggressore" - Lucca In Diretta

  • Lunedì, 24 Dicembre 2012 20:16

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“Volevano uccidermi, ho creduto di morire”. Lilio Giannecchini, partigiano, ex direttore dell'istituto storico della Resistenza di Lucca, è su un letto di ospedale del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale di Pisa. Lo hanno aggredito ieri pomeriggio (23 dicembre) attorno alle 17. Giannecchini stava rientrando nella sua casa di via San Nicolao, in pieno centro storico. Ha parcheggiato l'auto nel cortile della Casa del Clero e ha preso il vialetto per salire in casa. Nel buio un uomo lo ha aggredito alle spalle, con un randello lo ha quasi tramortito. A terra, se l'è trovato addosso. “Continuava a colpire alla testa, non si fermava”, ha raccontato agli amici. Non è riuscito a vedere in faccia il suo aguzzino ma di una cosa è convinto, Lilio Giannecchini: “Sono scampato a morte sicura”. Mentre era in balia del suo assalitore, l'ex direttore dell'istituto storico della Resistenza ha reagito: con un calcio è riuscito ad allontanarlo. Il bandito ha portato via il portafogli caduto a terra, mentre Giannecchini - il suo volto ridotto ad una maschera di sangue - si trascinava dalla parte opposta del cortile, verso la mensa del clero. Le cuoche l'hanno soccorso e hanno chiamato l'ambulanza.
LA MATRICE POLITICA Lilio Giannecchini ne è convinto, gli investigatori non lo escludono del tutto. Forse dietro all'aggressione dell'ex direttore dell'istituto storico della Resistenza c'è una matrice politica. Lo sostiene anche l'avvocato dell'ex partigiano e l'amico Bruno Rossi: “E' davvero singolare pensare che lo scopo di questa violenta aggressione possa essere stata una rapina. L'agguato non è avvenuto sulla strada - sottolinea Rossi - ma all'interno del cortile della Casa del Clero. Non è un posto dove è facile immaginare che qualcuno si apposti per fare una rapina. Siamo convinti, e ne è convinto anche Giannecchini, che quell'individuo stesse aspettando proprio lui. E non certo per rapinarlo. Ha preso il portafogli dell'ex direttore solo dopo che gli era caduto durante la colluttazione. Quello che è avvenuto è un fatto gravissimo che dovrebbe far riflettere tutta la città. Mi auguro - aggiunge - che il prefetto Giovanna Cagliostro attivi tutte le risorse per giungere alla identificazione dell'aggressore e ai loro mandanti”.
Continua ...

Lilio Giannecchini - "AGGREDITO E PESTATO A SANGUE PARIGIANO DUBBI DI MATRICE POLITICA" - Il Tirreno di Lucca

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Aggressione Lilio Giannecchini: Solidarietà dall'ANPI di Pisa


SOLIDARIETÀ A LILIO- NOME DI BATTAGLIA “TOSCANO”

Il comandante partigiano Lilio Giannecchini è stato aggredito e picchiato violentemente a Lucca

L’ANPI di Pisa esprime la sua solidarietà e richiama ancora l’attenzione sull’importanza di essere protagonisti nella vita politica e sociale  per  condannare con forza questi vigliacchi ed ignobili episodi perchè non passino inosservati e perchè i giovani possano comprendere il significato della Resistenza e dei valori della nostra Costituzione.  


http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2012/12/24/news/picchiato-a-sangue-il-partigiano-lilio-giannecchini-1.6249320

Le Croci di Lilio Giannecchini

Lilio Giannecchini ha molte croci, alcune metaforiche altre di guerra.

Per quelle di guerra i documenti che pubblichiamo mostrano le onorificenze attribuite a Lilio Giannecchini e dimostrano l'infondatezza dei vili attacchi che egli ha ricevuto
sui post anonimi di vari siti web, ovvero dal sito internet dedicato a Manrico Ducceschi, detto Pippo e registrato a nome della nipote Laura Poggiani, di cui recentemente è ricorso un improntate evento organizzato dalla Provincia di Lucca, rappresentata dall'Assessore Regoli, Ente che ebbe un ruolo mai chiarito nella delegittimazione di Lilio Giannecchini ed attualmente ben rappresentata nell'ISTORES con 40 nuovi iscritti (alti funzionari e dirigenti e Giunta provinciale al gran completo -Pedreschi Gabriella, Besozzi Corrado Felice, Cesaretti Valentina, Rovai Luigi, Marsili Massimo, Gemignani Giovanni, Bambini Francesco, Cavallaro Maura, Simonetti Silvano, Baccelli Stefano, Benedetti Paolo-) che influenzarono l'elezione dei nuovi vertici, anch'essi presenti alla cerimonia, che è nella direzione auspicata dal presidente Baccelli e dal prof. Umberto Sereni di offrire maggiori riconoscimenti all'opera di Pippo.

25Aprile2011_MVO_Pippo

Ecco le onoreficenze attribuite a Lilio Giannecchini, troppo giovane, secondo alcune malevole insinuazioni, per aver avuto un ruolo nella Resistenza!

Croci di Guerra Lilio_01

Croci di Guerra Lilio_02

Croci di Guerra Lilio_03

Lilio Giannecchini - "Pestato a sangue e derubato, Lilio Giannecchini ricoverato a Pisa" - Di Lucca

Pestato a sangue e derubato, Lilio Giannecchini ricoverato a Pisa
Creato Lunedì, 24 Dicembre 2012 11:15
Scritto da Giulia Maggi
giannecchini_pestaggio_ospedale
Lucca - Si dice che a natale siamo tutti più buoni ma invece no, i vigliacchi restano tali 365 giorni l'anno. Lo sa bene il 77 enne partigiano, ex direttore dell'istituto storico della Resistenza di Lucca, Lilio Giannecchini, brutalmente pestato sangue nella serata di domenica da un individuo, al momento ancora senza identità.
Sono circa le 20, Giannecchini parcheggia, come tutte le volte, l'auto nel cortile della Casa del Clero, poi una volta chiusa la vettura si avvia nel vialetto per salire in casa. Lì, nel buio, un balordo lo aggredisce alle spalle, con un colpo lo stende a terra e poi inizia a colpire una, due, tre volte alla nuca e al volto. L'ex direttore con le poche forze rimaste prova a reagire e con un calcio riesce ad allontanare il malvivente che, dopo aver preso il portafogli della vittima caduto durante la colluttazione, fugge via, facendo perdere le proprie tracce. In una maschera di sangue, Giannecchini riesce a raggiungere la sala mensa della casa del clero. Lì le cuoche gli prestano le prime cure e chiamano i soccorsi. Giunta sul posto un ambulanza, il 77 enne viene portato al Campo di Marte poi in tarda serata i medici, valutate le sue condizioni, decidono di trasferirlo a Cisanello nel reparto di neurochirurgia. Gli investigatori ora indagano per riuscire a dare un volto all'aggressore. Tra le piste che vengono seguite oltre a quella della rapina anche, e soprattutto, quella di matrice politica. Troppo strana una rapina all'interno del cortile della casa del clero e troppa la violenza riversata dal malvivente su Giannecchini prima di prendergli il portafogli che tra l'altro era visibile a terra. Mentre le forze dell'ordine indagano, all'ex direttore arrivano i primi messaggi di solidarietà da parte delle autorità e dell'attuale Presidente dell'Istituto storico per la Resistenza e l'Età contemporanea in provincia di Lucca, Stefano Bucciarelli, che si augurano anche che venga fatta piena chiarezza sul grave accaduto.

Lucca - Si dice che a natale siamo tutti più buoni ma invece no, i vigliacchi restano tali 365 giorni l'anno. Lo sa bene il 77 enne partigiano, ex direttore dell'istituto storico della Resistenza di Lucca, Lilio Giannecchini, brutalmente pestato sangue nella serata di domenica da un individuo, al momento ancora senza identità.
Sono circa le 20, Giannecchini parcheggia, come tutte le volte, l'auto nel cortile della Casa del Clero, poi una volta chiusa la vettura si avvia nel vialetto per salire in casa. Lì, nel buio, un balordo lo aggredisce alle spalle, con un colpo lo stende a terra e poi inizia a colpire una, due, tre volte alla nuca e al volto. L'ex direttore con le poche forze rimaste prova a reagire e con un calcio riesce ad allontanare il malvivente che, dopo aver preso il portafogli della vittima caduto durante la colluttazione, fugge via, facendo perdere le proprie tracce. In una maschera di sangue, Giannecchini riesce a raggiungere la sala mensa della casa del clero. Lì le cuoche gli prestano le prime cure e chiamano i soccorsi. Giunta sul posto un ambulanza, il 77 enne viene portato al Campo di Marte poi in tarda serata i medici, valutate le sue condizioni, decidono di trasferirlo a Cisanello nel reparto di neurochirurgia. Gli investigatori ora indagano per riuscire a dare un volto all'aggressore. Tra le piste che vengono seguite oltre a quella della rapina anche, e soprattutto, quella di matrice politica. Troppo strana una rapina all'interno del cortile della casa del clero e troppa la violenza riversata dal malvivente su Giannecchini prima di prendergli il portafogli che tra l'altro era visibile a terra. Mentre le forze dell'ordine indagano, all'ex direttore arrivano i primi messaggi di solidarietà da parte delle autorità e dell'attuale Presidente dell'Istituto storico per la Resistenza e l'Età contemporanea in provincia di Lucca, Stefano Bucciarelli, che si augurano anche che venga fatta piena chiarezza sul grave accaduto.

Tratto da DiLucca del 24 dicembre 2012

Lilio Giannecchini - "Picchiato e rapinato l'ex partigiano Lilio Giannecchini" - La Nazione di Lucca

Picchiato e rapinato l'ex partigiano Lilio Giannecchini: sdegno e sconcerto in città
Pestato da due giovani domenica sera in via S.Nicolao: una maschera di sangue, è in ospedale. Le prime reazioni di condanna in città
Misteriosa e sconcertante aggressione ai danni dell'ex comandante partigiano 87enne. E' stato ricoverato in ospedale e sottoposto a Tac. I COMMENTI DI AUTORITA', ISTITUZIONI E MOVIMENTI POLITICI

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Lilio Giannecchini
Lucca, 23 dicembre 2012 - Stava rientrando intorno alle 20 alla Casa del Clero in via San Nicolao, dove è ospite da qualche tempo. All'improvviso due figure sono sbucate  dal buio del cortile e l'hanno preso a calci e pugni. Forse uno dei due individui, descritti come giovani, era armato di bastone. Lilio Giannecchini è caduto a terra tramortito e in una maschera di sangue. Ha perso anche due denti. I due aggressori gli hanno portato via un marsupio contenente pochi soldi ed effetti personali. Giannecchini, per trent'anni direttore dell'Istituto Storico della Resistenza, è stato ricoverato in ospedale e sottoposto a Tac. Alcuni amici sono accorsi in ospedale per sincerarsi delle sue condizioni. L'hanno trovato malconcio e in stato confusionale. Misteriose le ragioni dell'aggressione anche perché l'ex partigiano non ha disponibilità economiche né beni che possano spiegare una rapina tanto brutale. A tarda sera è stato quindi trasferito all'ospedale di Cisanello per un ematoma cerebrale evidenziato dagli esami. Non sarebbe comunque in pericolo di vita.
Sul drammatico episodio interviene con una nota il
presidente dell’Istituto storico per la Resistenza e l’Età contemporanea in provincia di Lucca, prof. Stefano Bucciarelli.  "Apprendiamo con viva preoccupazione dell’aggressione subita da Lilio Giannecchini, già Direttore di questo Istituto, e intendiamo esprimergli la nostra solidarietà e i nostri auguri di pronta e piena guarigione. Auspichiamo che siano indagate a fondo  le eventuali matrici politiche dell’episodio e che comunque sia fatta piena chiarezza sul grave accaduto".
“Voglio esprimere tutta la mia vicinanza al partigiano Lilio Giannecchini e augurargli una rapida guarigione”. Sono le parole dell’onorevole
Raffaella Mariani, dopo aver appreso della barbara aggressione subita da Giannecchini nella serata di domenica. “Un episodio gravissimo, che mi ha profondamente colpita e che merita la più ferma condanna, sul quale auspico si possa fare chiarezza al più presto, individuando rapidamente i responsabili”. 
 "Voglio esprimere - dichiara
il presidente della Provincia Stefano Baccelli - la mia solidarietà e vicinanza al partigiano ed ex direttore dell'Istituto storico della Resistenza Lilio Giannecchini e la piu' ferma condanna della grave aggressione di cui e' stato vittima. A Lilio Giannecchini auguro la più pronta guarigione, auspicando che venga presto fatta chiarezza sull'accaduto, individuando le cause ed i responsabili di questo vile gesto, un atto barbaro e feroce, ma anche un episodio che scuote le nostre coscienze e il nostro vivere civile."
Anche
Sinistra Ecologia Libertà di Lucca, attraverso la coordinatrice Margherita Cagnoni, esprime "la sua solidarietà al partigiano Lilio Giannecchini per l'aggressione subita, e invia i suoi migliori auguri per una rapida guarigione. SEL auspica che le indagini facciano piena chiarezza sull'eventuale matrice politica dell'aggressione, in ogni caso frutto di una cultura violenta e della tensione sociale".
PAOLO PACINI

Tratto da La Nazione di Lucca del 24 dicembre 2012

Lilio Giannecchini replica alla illegittima sospensione ricevuta dall'ANPI

Pubblichiamo il testo dell'intervento di Lilio Giannecchini inviato alla Presidente della Commissione Istruttoria Nazionale di Garanzia dell'ANPI, Prof. Floriana Rizzetto ed ai membri della Commissione, per contestare le accuse ingiuste rivoltegli, dalle quali non ha potuto mai potuto difendersi, ma che hanno già generato un provvedimento illegittimo ed anonimo di sospensione di un anno dall'Associazione Nazionale Partigiani di Italia -ANPI-, di cui il presidente Carlo Smuraglia, incalzato nel merito, si è attribuito la paternità.

2012_12_19_LILIO_ANPI_Completo

2012_12_19_LILIO_ANPI_Completo_1
Continua ...

Nomine: Fulvetti alla Geal e all'istituto storico della Resistenza: una scelta condivisa con Baccelli

" ... Nomine: Fulvetti alla Geal e all'istituto storico della Resistenza. Una volta tanto una scelta condivisa con il suo compagno di partito Stefano Baccelli.

Non so se è una scelta condivisa. La presidenza della Geal è una presidenza molto delicata anche sul piano dell'uso e della politica delle acque e Fulvetti ci appariva la persona più adatta. ..."


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Tratto da La Gazzetta di Lucca