Associazione Ideali e Valori
Difendiamo la verità affinchè la giustizia possa tutelare gli interessi collettivi ...
Oct 2012

"Assolto il partigiano Lilio"

Ospitiamo il post "Assolto il partigiano Lilio", pubblicato sul sito internet di LuccaLibera

Assolto con formula piena

5.9.2011_Lilio-Giannecchini-017-x-web1

Il partigiano Lilio Giannecchini ha ricevuto per mesi attacchi e insulti provenienti, in egual misura, da destra e da sinistri esponenti del centrosinistra lucchese, che del garantismo hanno evidentemente un concetto tutto particolare: vale quando c’è di mezzo un potente amico loro, non vale se c’è di mezzo un “pesce piccolo”.
La semplice notizia di una querela nei suoi confronti (presentata da Umberto Sereni) è stata presa a pretesto per estrometterlo dalla direzione dell’Istituto storico della Resistenza. “Ciò che soprattutto colpisce in tutta questa vicenda” – ebbero modo di scrivere qualche mese fa Donatella Zanotti e Donatella Rigali, due insegnanti di Borgo a Mozzano – “è l’improvviso accanimento da parte di noti personaggi e poteri. E’ inqualificabile questa coalizione di troppi contro uno”.
Eh già, perché contro il vecchio partigiano Giannecchini si sono accaniti il presidente della Provincia, consiglieri comunali, consiglieri provinciali e portaborse vari, in un “tiro al piccione” che, per durata e intensità, ha ben pochi precedenti.
Due domande sorgono spontanee:
1) A parte invertite, cioè se Giannecchini avesse querelato Sereni e se quest’ultimo avesse ricoperto un incarico pubblico, qualcuno si sarebbe azzardato a chiederne le dimissioni?
2) Ora che Giannecchini è stato assolto con formula piena, qualcuno si prenderà la briga di chiedergli scusa e di restituirgli il ruolo che gli spetta all’interno dell’Istituto storico della Resistenza?

Sono ovviamente domande retoriche…

Per riportare alla memoria la vicenda leggi la lettera aperta pubblicata a settembre dell’anno scorso.
Pubblichiamo di seguito il resoconto di un episodio realmente accaduto pochi giorni fa.
L’intento dei vassalli, valvassori e valvassini con seguito di “ciambellani”, servi e utili idioti è stato chiaramente premeditato e persecutorio nei confronti di Lilio Giannecchini.
Alcuni giorni fa eravamo in Provincia per altri motivi e, passando davanti all’Istituto Storico, spingemmo la porta per vedere se era aperta, facendo così suonare il campanello (era l’8 ottobre, di lunedì mattina, uno dei pochi momenti in cui l’Istituto non è chiuso). A un tizio che venne fuori spiegammo che in passato venivamo spesso all’Istituto per chiedere documenti e gli chiedemmo che fine avesse fatto Lilio Giannecchini, tanto per sentire che aria tirava. Il tizio rispose testualmente: “FINALMENTE ce ne siamo liberati!”. Lo apostrofammo con durezza, dicendogli che se non era per Giannecchini quell’Istituto Storico lì neppure c’era, e che doveva vergognarsi a parlarne così. Il tizio non riuscì a replicare. Comunque la frase che pronunciò è illuminante e dà la misura dell’intento persecutorio che sta a monte di tutta la vicenda: non si aspettava altro che un pretesto qualsiasi per cancellare Lilio ed invadere l’Istituto come un’orda di barbari. Barbari a cui, a parte improbabili eccezioni, pare interessare solo una visibilità strumentale a interessi particolari che esulano da quelli perseguiti quando Giannecchini era Direttore: reperire raccogliere e pubblicare documenti, andare nelle scuole a parlare con i giovani, celebrare degnamente i tempi i luoghi e i protagonisti della Resistenza e della storia contemporanea. Cose che Lilio ha fatto per una vita con passione e dedizione totale. Giannecchini ha vissuto e vive per l’ideale della Resistenza e della verità storica ed ha costruito anno dopo anno l’Istituto Storico della Resistenza di Lucca tanto da sentirlo, a ragione, la sua casa, la sua creatura. Da quella casa, da quella creatura l’hanno strappato ignobilmente e vilmente, mettendosi tutti contro di lui. Non è retorica, è realtà. Certo pensavano di averlo eliminato e di averla fatta franca, ma non hanno messo in conto il fatto che Lilio è un indomito, anche se vecchio, e che ha degli amici veri. Fra questi amici incredibilmente non ci sono però quelli dell’Anpi di Lucca. Questa associazione, che si è allineata svelta svelta ad onorare il potere e che ha avuto un ruolo di protagonista nella persecuzione contro Lilio (chissà perché?), ha isolato e ferito uno degli ultimi Partigiani veri ancora viventi.
Donatella Zanotti, Maura Bertolozzi, Ramona Monti

Lilio Giannecchini ed "il tiro al piccione"

Giungono segnalazioni da cittadini che hanno richiesto di intervenire in merito alla vicenda dell'assoluzione con formula piena di Lilio Giannecchini, ostracizzato illegittimamente dai rappresentanti delle istituzioni che, a parole, si ispirano ai valori della Resistenza.

Pubblichiamo la lettera che ci ha inviato Massimiliamo Piagentini che, invano, ha scritto al Tirreno.

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza


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Assolto con formula piena.
Il partigiano Lilio Giannecchini ha ricevuto per settimane attacchi e insulti provenienti, in egual misura, da destra e da sinistri esponenti del centrosinistra lucchese, che del garantismo hanno evidentemente un concetto tutto loro: vale quando c'è di mezzo un potente amico loro, non vale se c'è di mezzo un "pesce piccolo".

La semplice notizia di una querela nei suoi confronti (presentata da Umberto Sereni), è stata presa a pretesto per estrometterlo dalla direzione dell'Istituto storico della Resistenza.

"Ciò che soprattutto colpisce in tutta questa vicenda" - ebbero modo di scrivere qualche mese fa Donatella Zanotti e Donatella Rigali, due insegnanti di Borgo a Mozzano - "è l'improvviso accanimento da parte di noti personaggi e poteri. E' inqualificabile questa coalizione di troppi contro uno".

Eh già, perché contro il vecchio partigiano Giannecchini si sono accaniti il presidente della Provincia, consiglieri comunali, consiglieri provinciali e portaborse vari, in un "tiro al piccione" che, per durata e intensità, ha ben pochi precedenti.

Due domande sorgono spontanee:
1) A parte invertite, cioè se Giannecchini avesse querelato Sereni, se quest'ultimo avesse ricoperto un incarico pubblico, qualcuno si sarebbe azzardato a chiederne le dimissioni?

2) Ora che Giannecchini è stato assolto con formula piena, qualcuno si prenderà la briga di chiedergli scusa e di restituirgli il ruolo che gli spetta all'interno dell'Istituto storico della Resistenza?

Sono ovviamente domande retoriche....

massimiliano

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Continua ...

Le richieste di rettifica del Cav. Lilio Giannecchini ed Il FAX de LoSchermo

Pubblichiamo il testo della mail del Cav. Lilo Giannecchini, ovvero copia del FAX il cui invio non ha avuto in questa occasione buon esito, inviato a Stefano Giuntini, Direttore de Lo Schermo, in merito alle richieste di rettifica inevase che doverosamente, per legge, gli spettano, ed in cui chiedeva anche conto dei commenti a corredo, cancellati dalle pagine del giornale in questione, dopo la pubblicazione (vedi allegati).

Inspiegabilmente il FAX della redazione de LoSchermo non è più operativo e non ha potuto ricevere l'ultima comunicazione, inviata anche via FAX, del Cav. Giannecchini. Ci auguriamo che questo accadimento non influisca sulla pubblicazione delle rettifiche che fino ad ora egli ha vanamente richiesto.

La pubblicazione di questi documenti è il nostro contributo al chiarimento di questa vicenda.

Il Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza


FAX: 0583 492285
NON inviato: nessuna risposta o messaggio vocale

Data ed ora invio: 2012-10-25 11:56:18
Data ed ora invio: 2012-10-25 11:07:59
Data ed ora invio: 2012-10-24 22:55:52
Data ed ora invio: 2012-10-24 21:08:16




Da: Lilio Giannecchini - Toscano
Data: 24 ottobre 2012 21.12.33 GMT+02.00
A: redazione@loschermo.it
Oggetto: SOLLECITO per la pubblicazione della richiesta di rettifica

Stefano Giuntini
Direttore de Lo Schermo
redazione@loschermo.it
FAX: 0583 492285

Lucca, lì 24/10/2012

OGGETTO: SOLLECITO per la pubblicazione della richiesta di rettifica sul vostro giornale on line di cui ai fax che vi sono pervenuti in data 19 e 20 ottobre u.s.

Egregio Direttore,
in rapporto alla pubblicazione sul vostro giornale on line in data 17/10/2012, di cui vi allego copia, avevo eccepito sull'uso del termine "dossier", da voi utilizzato nell'articolo in questione, e vi avevo inviato a voler pubblicare quanto prima questa mia rettifica.

Ho scoperto invece che tale rettifica non è avvenuta e che sono scomparsi i commenti in calce alla notizia, in particolare quello di tale Pietro Fazzi, il cui commento è poi stato riportato, nel corpo della notizia da voi pubblicata il 18/10 u.s..

Il vostro inspiegabile comportamento si è ripetuto anche per la pubblicazione del 18/10 u.s., di cui vi si invia allegato, da cui nuovamente sono scomparsi tutti i commenti. Ritengo necessario, per quel che attiene la correttezza del vostro operare, che poniate rimedio all'incresciosa situazione, ripubblicando tutti i post così come pervenuti, per dare la possibilità, riconosciuta dalle leggi, di difendermi da questa nuova fase di svilimento della mia persona. Tutto quanto sopra è legato al rispetto dell'art. 8 della L. 47/48, per la quale avete 2 giorni di tempo per provvedere.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Loc. Piazzanello, 16
55060 Pescaglia

ALLEGATI
1) Articolo del 17/10 u.s.;
2) Articolo del 18/10 u.s.;

20121024_Allegati_FAX

Continua ...

Pubblicata la rettifica richiesta dal Cav. Lilio Giannecchini alla Nazione



20121021_LaNazione_Lucca_Lilio_Giannecchini_Pubblicazione_Rettifica

LoSchermo "La storia del professore e del vecchio partigiano: una lezione per tutti. Art. 8 della legge 47/1948. Richiesta di rettifica notizie"

Stefano Giuntini
Direttore de Lo Schermo
redazione@loschermo.it
FAX: 0583 492285

Lucca, lì 20/10/2012

OGGETTO: La storia del professore e del vecchio partigiano: una lezione per tutti. Art. 8 della legge 47/1948. Richiesta di rettifica notizie

Egregio Direttore
sull'articolo dl 18/10 u.s. "La storia del professore e del vecchio partigiano: una lezione per tutti" ritengo che il suo incipit "Capita a volte che il diavolo faccia le pentole, ma non i coperchi" si applichi anche al suo articolo. infatti nel riportare la notizia ella ha ancora utilizzato il termine di "dossier stilato … avente come oggetto di “indagine” la vita politica del Sereni e di suo padre Bruno, additati da Giannecchini come presunti accondiscendenti del regime fascista.".

Le voglio ricordare soltanto che il termine di dossier, così come da lei riportato, è inteso in senso spregiativo come raccolta di notizie, segrete, che vengono divulgate allo scopo di denigrare un soggetto; nel caso in esame la lettera faceva riferimento a raccolte di articoli di giornale, pubblicazioni ed altri documenti accessibili a tutti; in definitiva utilizzare in questo caso il termine di "dossieraggio" corrisponde ad una vera e propria calunnia nei miei confronti.

Come secondo punto è davvero stupefacente che ella riporti, e non certo per creare un'atmosfera favorevole nei miei confronti, la questione del video circolante sulla rete ad opera di anonimi "manipolatori" del contenuto e della forma dello stesso. E' stato chiarito che la questione degli 80 prigionieri tedeschi fucilati da me è stata una pessima interpretazione di un fatto mai avvenuto, come dimostrato da prove storiche: io soltanto intendevo replicare allo stimolo portatomi da persone che ritenevano la rappresaglia fatta dai tedeschi atto legittimo e d'impulso, rispetto alla provocazione subita, ho affermato che il modo migliore per fermare una rappresaglia può essere soltanto una controrappresaglia. In effetti la controrappresaglia che mi si attribuisce fu effettuata in tempi diversi, nei confronti di 39 prigionieri nazifascisti, colpevoli di crimini di guerra, dietro approvazione del Comando Alleato ed in zona sotto controllo di forze partigiane di cui non avevo il comando.

I commenti di Fulvetti sono quanto meno lacunosi e imprecisi, relativamente ai tempi ed ai modi con cui è avvenuta la mia esautorazione, a causa esclusivamente di notizie giornalistiche, di cui il tribunale ha fatto giustizia: tutto è iniziato con un intervento illegale ed improprio del presidente della Provincia Stefano Baccelli, che si è precipitato a convocare una Giunta provinciale sul mio caso. Ma tutto ciò avrà un seguito di cui avrò piacere della divulgazione.

Ultimo punto è la notizia da lei riportata di un intervento dell'ex sindaco Pietro Fazzi: “vicenda giudiziaria a parte, la pratica del dossieraggio è da vili”. Si potrebbe ritenere che riguardi il sottoscritto: in questo caso lo sfido a chiarire il suo pensiero senza rifugiarsi in un commento anodino.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Loc. Piazzanello, 16
55060 Pescaglia

ALLEGATO: Articolo apparso su Lo Schermo il 18/10 u.s..

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LoSchermo "Richiesta di rettifica ai sensi dell'art. 8 della L. 47/48"

Stefano Giuntini
Direttore de Lo Schermo
redazione@loschermo.it
FAX: 0583 492285

Lucca, lì 19/10/2012

OGGETTO: Richiesta di rettifica ai sensi dell'art. 8 della L. 47/48

Egregio Direttore
Nel leggere l'articolo del 17/10 u.s. http://www.loschermo.it/articoli/view/47064 che si riporta, ho notato uno svarione grammaticale -"presso il Tribunale"- al posto di "dal Tribunale"-: infatti il Tribunale non giudica presso se stesso.

La mia critica, tuttavia, si rivolge a ben altro oggetto: il "dossier … creato". Non doveva sfuggire alla sua sensibilità ed alla sua preparazione, esprimendosi in tal modo ella ha creato una forma di disinformazione malevole, con l'attribuirmi una creazione di dossier, raccolta intenzionale di notizie, soprattutto non accessibili al pubblico, volte a screditare un soggetto, quando nel mio caso ho solo inviato, ed in forma privata, una raccolta di articoli di giornale e di altre informazioni accessibili al pubblico, per sollecitare nel prof. Sereni una riflessione di opportunità politica.

La invito pertanto ai sensi dell'art. 8 della L. 47/48 a voler pubblicare in chiaro il contenuto di questo mio intervento.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Loc. Piazzanello, 16
55060 Pescaglia

ALLEGATO: Articolo apparsu su Lo Schermo il 17/10 u.s..

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"Art. 8 della legge 47/1948. Richiesta di rettifica notizie pubblicata da La Nazione On Line del 18/10/2012"

Cristiano Conforti
La Nazione di Lucca
FAX. 0583 440111

Lucca, lì 20/10/2012

OGGETTO: Art. 8 della legge 47/1948. Richiesta di rettifica notizie pubblicata da La Nazione On Line del 18/10/2012 http://www.lanazione.it/lucca/cronaca/2012/10/18/788623-svolta_dossier_lettera_anti_sereni_giannecchini_assolto_tutte_accuse.shtml

Confrontando il testo dell'articolo on line
http://www.lanazione.it/lucca/cronaca/2012/10/18/788623-svolta_dossier_lettera_anti_sereni_giannecchini_assolto_tutte_accuse.shtml
con l'edizione cartacea dello stesso, noto che pur permanendo l'impianto generale, gli articoli sono diversi in alcune parti.

Tuttavia, come ho già comunicato con una richiesta di rettifica 19/10 u.s. al comune estensore degli articoli in questione, vanno chiarite alcune aspetti fondamentali della questione:

1) la violazione della legge sulla privacy non può essere invocata dal momento che la "lettera incriminata" era inviata in forma privata al solo Sereni, senza coinvolgere altri soggetti; semmai di privacy c'è stata essa è avvenuta allorché la lettera è stata divulgati dai giornali, non so se ad opera del professore stesso o di altre fonti venutene a conoscenza;

2) vedo citato impropriamente il termine "dossier", non mi stancherò mai di ripetere che questo termine attualmente è inteso in senso spregiativo come raccolta di notizie, segrete, che vengono divulgavate allo scopo di denigrare un soggetto; nel caso in esame la lettera faceva riferimento a raccolte di articoli di giornale, pubblicazioni ed altri documenti accessibili a tutti; in definitiva utilizzare il termine in questo caso il termine di "dossieraggio" corrisponde ad una vera e propria calunnia nei miei confronti;

3) rispetto la persona del prof. Sereni e le sue reazioni a caldo, dimostra che egli tende ad adeguarsi al rispetto delle leggi. Una piccola inesattezza deve essere colta nella impossibilità di un suo ricorso in appello contro la sentenza, competenza in questo caso solo del PM.

Mi richiamo ai principi espressi dall'art. 8 della legge 47/1948 per la pubblicazione integrale di questo mio scritto.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Loc. Piazzanello, 16
55060 Pescaglia

ALLEGATO: l'articolo on line citato nella richiesta

Continua ...

"OGGETTO: Richiesta di rettifica notizie pubblicata da La Nazione, Cronaca di Lucca pag. 5 del 18/10/2012"


20121019_Lilio_Lettera_LaNazione_01

20121019_Lilio_Lettera_LaNazione_02

ASSOLTO CON FORMULA PIENA: LILIO GIANNECCHINI SU NOITV





Oggi 17 ottobre 2012, alle ore 14.00, il giudice Annarumma del Tribunale di Lucca ha pronunciato la sentenza di
"Assoluzione con formula piena" nei confronti di Lilio Giannecchini, Comandante partigiano e per lungo tempo -trent'anni- Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea in provincia di Lucca, incarico da cui è stato esautorato sulla base di pretestuosi interventi giunti da più parti, utilizzando la notizia, pubblicata da fonti giornalistiche e televisive sull'avviso di garanzia ricevuto, di cui la sentenza odierna ha riconosciuto l'insussistenza.

Lo scrivente Lilio Giannacchini chiede che per ragioni di equità, onestà professionale e giustizia, la notizia dell'assoluzione venga pubblicizzata con lo stesso risalto e la stessa insistenza temporale con cui a suo tempo egli venne additato all'opinione pubblica per reati, risultati non avvenuti.

Lilio Giannecchini

"Giannecchini assolto: Baccelli chieda scusa, Furbetti si dimetta"

Tratto da "La Gazzetta di Lucca di giovedì, 18 ottobre 2012

"Ce n'è anche per Cecco a cena
giovedì, 18 ottobre 2012, 08:49
di aldo grandi

Lilio Giannecchini è stato assolto con formula piena dalle accuse (sic!) che gli erano state mosse attraverso una querela per diffamazione dall'ex sindaco di Barga e professore universitario Umberto Sereni. Stimiamo troppo quest'ultimo e lo abbiamo in alltrettanta simpatia per esprimere un giudizio affrettato, ma, sicuramente, se avesse fatto un passo indietro al momento giusto, non sarebbe stato un errore. Così non è stato e si è voluto andare al processo con l'esito che, ora, è sotto gli occhi di tutti. Lilio Giannecchini è stato ed è, ancora, probabilmente, uno degli ultimi comandanti partigiani in vita. Lui, almeno, la Resistenza l'ha fatta davvero e, tenuto conto di questo particolare di non poco conto, avrebbe meritato, da parte di chi, quotidianamente si sciacqua la bocca con l'antifascismo, maggiore rispetto. Invece, il presidente della provincia Baccelli, alla notizia che Giannecchini era stato indagato dalla procura per la vicenda Sereni, non ci ha pensato due volte e lo ha, prima, defenestrato e, poi, sottoposto a una serie di umiliazioni che avrebbe potuto, benissimo e per una forma di rispetto vista, quantomeno l'età, risparmiarsi. Invece no, Giannecchini è stato slurato dalla presidenza dell'istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea e, addirittura se non sbaglia chi scrive, si arrivò al punto di cambiare le serrature per non far più entrare chi, a quell'istituto, aveva dato buona parte della propria r... esistenza. Al suo posto, fu nominato tale Gianluca Furbetti pardon, Fulvetti che, se avesse un minimo di onestà intellettuale, dovrebbe dimettersi dall'incarico affinché Baccelli, in tutt'altre faccende imbaccellato, restituisse, quantomeno per dignità personale e rispetto della forma, l'incarico a Giannecchini il quale, a onor del vero, vista anche l'età piuttosto avanzata, potrebbe fare il gesto magnanimo, il beau geste, di dimettersi subito dopo. Questo, se le persone fossero un po' meno attaccate con la colla alle poltrone e più alla considerazione che si deve a se stessi e ai propri simili. Di sicuro, se noi fossimo i Baccelli e i Fulvetti, quantomeno una dichiarazione pubblica di scuse e di rinuncia la faremmo immediatamente."

"Lilio Giannecchini assolto con formula piena: bella figura di merda!"

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Riportiamo l'intervento de La Gazzetta di Lucca del 17 ottobre 2012
"
Lilio Giannecchini assolto con formula piena: bella figura di merda!
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mercoledì, 17 ottobre 2012, 18:10
Assolto con formula piena Lilio Giannecchini, ex comandante partigiano e, per decenni e fino al suo siluramento disposto dal presidente della provincia Baccelli e auspicato da altri suoi denigratori, presidente dell'istituto storico della Resistenza della provincia di Lucca. Era stato querelato, tra l'altro, per diffamazione dal professor Umberto Sereni, ma il giudice gli ha dato torto. Sereni avrebbe fatto meglio a ritirare la querela vista anche l'età... dell'imputato. 

Continua ...

ASSOLUZIONE CON FORMULA PIENA PER LILIO GIANNECCHINI, COMANDANTE PARTIGIANO

Ospitiamo volentieri la nota con la quale il Cavaliere Giannecchini ha trasmesso ai media la notizia della propria assoluzione con formula piena, richiedendo che essa venga pubblicizzata con la stessa evidenza con la quale hanno dato la notizia del suo rinvio a giudizio.

"ASSOLUZIONE CON FORMULA PIENA PER LILIO GIANNECCHINI, COMANDANTE PARTIGIANO

Oggi 17 ottobre 2012, alle ore 14.00, il giudice Annarumma del Tribunale di Lucca ha pronunciato la sentenza di
"Assoluzione con formula piena" nei confronti di Lilio Giannecchini, Comandante partigiano e per lungo tempo -trent'anni- Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea in provincia di Lucca, incarico da cui è stato esautorato sulla base di pretestuosi interventi giunti da più parti, utilizzando la notizia, pubblicata da fonti giornalistiche e televisive sull'avviso di garanzia ricevuto, di cui la sentenza odierna ha riconosciuto l'insussistenza.

Lo scrivente Lilio Giannacchini chiede che per ragioni di equità, onestà professionale e giustizia, la notizia dell'assoluzione venga pubblicizzata con lo stesso risalto e la stessa insistenza temporale con cui a suo tempo egli venne additato all'opinione pubblica per reati, risultati non avvenuti.


Lilio Giannecchini"