Associazione Ideali e Valori
Difendiamo la verità affinchè la giustizia possa tutelare gli interessi collettivi ...
Sep 2011

Risponde Bruno Rossi, del Comitato a Difesa dell'ISTORES di Lucca: Fazzi ha torto, vediamo perchè

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Fazzi: "80 prigionieri tedeschi uccisi? La Provincia consegni il video della confessione di Giannecchini alla Procura"
"Negli ultimi giorni in molti, forse tutti, hanno commentato liberamente le dichiarazioni del Cavalier Lilio Giannecchini, direttore dell'Istituto Storico della Resistenza della Provincia di Lucca nelle quali lo stesso ha confessato di aver dato ordine di passare per le armi ottanta prigionieri di guerra tedeschi.

Credo che a questo punto, sarebbe il caso che chi ha deciso di escludere il Cav. Lilio Giannecchini dalle prossime manifestazioni per la Resistenza a causa di quanto da lui confessato nel filmato, agisse di conseguenza. Quindi, a mio avviso, la Provincia di Lucca dovrebbe:

1. Consegnare il filmato alla Procura della Repubblica competente accompagnandolo con un esposto dettagliato sulla vicenda chiedendo di accertare lo stato dei fatti;
2. Comunicare ufficialmente da subito l'intenzione della Provincia, nel caso che le dichiarazioni riferite risultassero fondate e veritiere, di costituirsi parte civile a fianco dei parenti degli ottanta prigionieri tedeschi".

- Pietro Fazzi -

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- Fazzi Ha ragione ! - da Anonimo - inviato in data 23/08/2011 alle ore 15.54.48
mi sembra che il suo ragionamento SIA CORRETTO !

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- Fazzi ha torto! Vediamo perchè. Risponde Bruno Rossi, del Comitato a Difesa dell'ISTORES di Lucca - inviato in data 15/09/2011 alle ore 0.04.00

L'amico Fazzi avrebbe fatto meglio a verificare la notizia ed a controllare le sue emozioni, prima di postarle sul blog. Naturalmente bisogna che illustri e dimostri quanto affermato, con un procedimento esattamente opposto al suo.

Partiamo dalla notizia della fucilazione degli 80 ostaggi, legata ad uno spezzone video, immesso in rete, di dubbia provenienza, in quanto carente di chiari elementi di veridicità e verificabilità (a questo punto, la critica dovrebbe investire l'anonimo impostatore). Nello spezzone Il Giannecchini affermava che in risposta a rappresaglia tedesca, conseguita ad azione partigiana, culminata con il prelievo e la fucilazione di 20 partigiani, egli aveva impostato una controrappresaglia con la fucilazione di 80 prigionieri tedeschi, seguita dalla minaccia di fucilarne ben altri 450 in caso di nuova rappresaglia nazista. Se l'amico Fazzi, prima di indignarsi, avesse avuto la bontà di approfondire la notizia prima di trarne precipitose, quanto discutibili -come verrà poi illustrato-, conseguenze, avrebbe potuto verificare, se si fosse impegnato in prima persona, o apprendere, come tantissimi, dalla ricerca pubblicata da Aldo Grandi sulla Gazzetta di Lucca, che l'intera costruzione non aveva alcuna base oggettiva. Infatti la catena degli eventi è la seguente:
Continua ...

C'è chi dice no ...

Perchè il potere ha sempre ragione ed i più deboli possono essere sempre aggrediti con pretesti senza che non abbiano la possibilità di difendersi in maniera autonoma. La tutela della dignità della persona a noi sembra una questione di buonsenso ...

Quello che è accaduto a Lilio Giannecchini può accadere a ciascuno di noi quando viene ad essere in contrasto con i cosiddetti poteri forti. Bertolt Brecht aveva già ben chiarito la problematica in une delle sue poesie.

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari"
"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare."


C'è chi dice no all'autoreferenza ed all'imbarazzato silenzio di Palazzo Ducale e richiede risposte nel merito dell'"affaire" Giannecchini, come la Gazzetta di Lucca che ha pubblicato nella sua home page di venerdì 9 settembre 2011 un intervento dal titolo: "Caro presidente Baccelli non sarebbe il caso, quantomeno per educazione, di rispondere?"

Un Pubblica Amministrazione che antepone all'interesse pubblico altri interessi non si comporta correttamente. Un chiarimento da parte del Presidente Baccelli è pertanto necessario ed urgente, così come richiesto a suo tempo anche dai gruppi della minoranza, con la richiesta di "Interrogazione a risposta Scritta e orale in termini d'urgenza", nr. prot. 29769 del 11/02/2011, che richiedeva, fra l'altro, "di spiegare al Consiglio se la Giunta è legittimata a chiedere quanto contenuto nella delibera n. 416 del 22/12/2010".

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Lucca

Il silenzio di Palazzo Ducale: "Res ipsa loquitur"

Come dettagliatamente riportato nel nostro intervento -"L'interesse attivo di un Ente terzo: il ruolo della Provincia nell'ISTORES di Lucca ed il controllo esercitato dall'opposizione consiliare"- relativamente alla questione dell'intromissione della Provincia di Lucca nelle vicende interne all'ISTORES di Lucca è stupefacente l'imbarazzato silenzio di Palazzo Ducale, che ha dichiarato per bocca del suo Presidente Stefano Baccelli che "l'Istituto è formalmente e sostanzialmente autonomo, non solo nei confronti della Provincia, ma di qualsiasi altro Ente che lo sostenga" e che deve ancora smentire il nostro Comitato relativamente all'illegittima intromissione operata nell'ISTORES di Lucca, come ben documentato su questo sito internet, che ha generato interventi riportati anche da un quotidiano, "Il Nuovo Corriere di Lucca" lunedì 5 settembre 2011,

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e da altri media, come "La Gazzetta di Lucca" -"Istituto storico della Resistenza: troppe richieste di adesioni e troppo in fretta presentate. Qualcuno può spiegarci il senso?"- e lo "Schermo" -"Comitato a Difesa dell'Istituto Storico: "Contro Giannecchini una massa di argomentazioni contraddittorie""-.

Non comprendiamo infatti quale possa essere il ruolo di Palazzo Ducale in un Ente "formalmente e sostanzialmente autonomo", da momento che abbiamo assistito all'iscrizione di massa fra i soci dell'ISTORES di Lucca che hanno eletto il nuovo Direttore, il prof. Gianluca Fulvetti, noto storico ed ex segretario del PD lucchese, del Presidente Baccelli, della giunta di Palazzo Ducale, di dirigenti dell'Ente (fra cui spicca la presenza del Responsabile del Procedimento Amministrativo che è stato attivato dalla su citata Delibera) e funzionari dell'amministrazione provinciale.

I nostri antichi padri amavano dire: "Res ipsa loquitur".

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Lucca

La Nazione di Lucca 7 settembre 2011: intervista al comandante partigiano Cav. Lilio Giannecchini

Divulghiamo l'intervista rilasciata dal comandante partigiano Cav. Lilio Giannecchini, pubblicata a pag. 11 nella cronaca de "La Nazione" di Lucca di mercoledì 7 settembre 2011, in merito alla vicenda della controrappresaglia con cui sarebbero stati uccisi 80 tedeschi.

La questione si è sviluppata a seguito di una discussione nata nei commenti di un articolo apparso sulle pagine internet de LoSchermo "Bruno Rossi: "Perché Giannecchini è stato escluso dalla festa del 25 aprile?" che ha generato dopo alcuni mesi un intervento su LoSchermo dell'ex sindaco Pietro Fazzi "80 prigionieri tedeschi uccisi? La Provincia consegni il video della confessione di Giannecchini alla Procura", successivamente ripreso e rilanciato dai principali media locali, il tutto basandosi su uno spezzone di un filmato di un documentario decontestualizzato dal documento integrale, in cui si trattava il diritto di rappresaglia vantato dalle truppe nazifascite, nel quale, per provocazione, Giannecchini citò una rappresaglia operata dai partigiani, realmente accaduta e storicamente accertata, attribuendosene polemicamente e retoricamente la responsabilità con un 'singolare maiestatis', come se avesse compiuto di persona l'atto di cui era a conoscenza, avendo egli partecipato al voto con cui fu decisa l'azione unitamente agli altri comandanti di Brigata della VIa zona ligure e con l'appoggio del Comando Alleato.

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Scarica l'intervista de La Nazione del 7 settembre 2011

La vicenda si sarebbe potuta chiarire fin da subito se si fossero verificate le fonti storiche e non si fosse alimentata una spirale di pregiudiziale discredito e sospetto, generata dalla cosiddetta "vicenda Sereni", per la quale Lilio Giannecchini, già autosospesosi dalla propria carica per difendersi nelle sede deputata, si è visto destituire a tempo di record a seguito delle interferenze esercitate dall'Amministrazione provinciale di Lucca nei suoi confronti, che ha abusato illegittimamente dei propri poteri, riunendo la Giunta ed emanando una Delibera, la n° 416 del 22/12/2010, "Ravvisata la propria competenza, ai sensi dell'art. 48 del D. Lgs. 267/2000" -Il Testo unico sulle Pubbliche Amministrazioni, come se l'ISTORES di Lucca non fosse un Istituto indipendente ma una "depandance" della Provincia o un suo ufficio distaccato N.d.R.-, sulla base, per giunta, di un verbale del Consiglio Generale dell'INSMLI -Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia- tenutosi 2 giorni lavorativi prima del provvedimento di Giunta che si è basato esclusivamente su gossip giornalistico e che, oltretutto, non può avere valore legale per una Amministrazione, in quanto proveniente da un Ente avente "natura di associazione di diritto privato ai sensi del combinato disposto di cui agli articoli 2 e 3 del Decreto legislativo delegato n. 419 del 29/10/99" - Art. 1 dello Statuto INSMLI"-.

Rimaniamo ancora in attesa di sapere che fine abbia fatto la richiesta di "Interrogazione a risposta Scritta e orale in termini d'urgenza" presentata dall'opposizione prot. 29769 del 11/02/2011, che richiedeva, fra l'altro, "di spiegare al Consiglio se la Giunta è legittimata a chiedere quanto contenuto nella delibera n. 416 del 22/12/2010".

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea di Lucca

"Salta la festa della Liberazione, ma un gruppo di persone rende omaggio al monumento"


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"LUCCA. Alle 9,30 di stamani, con il suo fazzoletto da partigiano al collo, Lilio Giannecchini - presidente destituito dell'istituto storico della Resistenza, già vice comandante della brigata partigiana Oreste - depone una corona di alloro, che ha fatto realizzare di sua iniziativa, al monumento ai caduti di tutte le guerre in piazza XX Settembre. Ma è praticamente solo davanti a quel cippo che per lui e tanti lucchesi porta il volto di tanti amici e parenti scomparsi. Con Giannecchini, recatosi a omaggiare il cippo a titolo puramente personale, solo un piccolo gruppo di amici. Ma le celebrazioni ufficiali, in programma per il 67º anniversario della Liberazione di Lucca, non hanno avuto luogo come previsto.

«Per un disguido tecnico organizzativo - fa sapere ore più tardi il Comune - le celebrazioni si sono svolte in forma ridotta e saranno riproposte nella loro completezza in una prossima occasione». E a corredo della nota il Comune invia una fotografia che ritrae il sindaco Mauro Favilla, il presidente della Provincia Stefano Baccelli e un rappresentante della prefettura mentre depongono una corona di alloro al monumento. Resta da capire con precisione il perché del disguido. Riguarderebbe, stando a prime informazioni, l'invio degli inviti, che comunque, come succede di norma in occasioni di questo genere, dovrebbe essere verificato alla vigilia della celebrazione. Dopodomani intanto, nel corso della prima riunione dei capigruppo consiliari dopo le ferie estive, verrà programmato un consiglio comunale dedicato alla Liberazione di Lucca, a maggior ragione alla luce del disguido che si è verificato.

Secondo il presidente del consiglio comunale Franco Fabbri, «ricordare con matura consapevolezza il giorno della Liberazione di Lucca è doveroso in quanto significa interrogare, mettere in gioco la nostra storia, individuare sempre meglio risposte adeguate ed eticamente rispettose dei più alti valori dell'uomo. Un ricordo doveroso per il tributo di sangue che la nostra città ha pagato alla guerra, con tanti giovani mandati sul fronte e mai più tornati»."

Il Tirreno di Lucca - 5 settembre 2011

67° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI LUCCA

Lucca, lì 5 settembre 2011

67° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI LUCCA


Padre Nostro della Liberazione-01

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In nome dell'autentica resistenza attiva e combattente.

Non ultimo abbiamo appreso da alcuni media locali che, forse, Lilio la sera si mette anche la calzamaglia nera in testa

Noi soli abbiamo la prova fotografica del fatto incriminato e la pubblichiamo in esclusiva per i nostri lettori sul nostro sito!

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(n.b. avvertiamo i gentili lettori che l'immagine pubblicata su questo post ha la medesima attendibilità delle notizie apparse su certi media)

Leggete e diffondete in nostro intervento: Lilio Giannecchini come Diabolik!

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea

L'interesse attivo di un Ente terzo: il ruolo della Provincia nell'ISTORES di Lucca ed il controllo esercitato dall'opposizione consiliare

In quanto all'interessamento ed al ruolo attivo svolto dalla Provincia nella questione dell'Istituto Storico non vi possono essere dubbi, successivamente alla illegittima delibera di Giunta del 22 dicembre 2010, mezz'ora prima dell'inizio nel Direttivo dell'ISTORES del 7 marzo, che ha preceduto l'assemblea del 2 aprile 2011, sono stati presentati 25 nuovi soci, oltre ai 40 già presentati in precedenza dal 01/02 al 21/02 ed approvati in questa occasione fra i quali, oltre ad impiegati e dirigenti dell'Ente, è presente la Giunta di Lucca al gran completo, portando il numero totale di nuovi soci a 70.

"4. Il Presidente annuncia che mezz'ora prima della riunione ha ricevuto altre venticinque domande di adesione. Frateschi comunica le sue perplessità sul così alto numero di domande pervenute (circa settanta); considerando che il numero di soci, già aumentato per le nuove richieste approvate, è attualmente di 106, se noi approvassimo le nuove settanta domande l'assemblea dei soci potrebbe essere composta per metà dai nuovi aderenti. Chiarisce che non ha alcuna riserva sui singoli nomi, tuttavia manifesta molte perplessità sull'operazione, in corso e ricorda che anche all'assemblea dell'Ist. St. Regionale alcuni anni fa accadde una cosa analoga che determinò forti tensioni fra i vecchi soci e il Presidente eletto dalla nuova assemblea. Si decide all'unanimità di approvare le domande pervenute dal 01/02 al 21/02 e messe all'ordine del giorno della seduta del 21/02/2011, rinviando l'esame delle altre al futuro Direttivo, per consentire una valutazione meno frettolosa delle richieste stesse. Risultano pertanto approvate le seguenti domande: Ginnasi Andrea, Viani Roberto, Caniparoli Michela, Fazzi Gemma, Lanini Enzo, Simonetti Silvano, Lazzaroni Nicola, Giuntoli Francesco, Giordano Matteo, Lera Luca, Fulvetti Gianluca, Mammini Serena, Gori Francesca, Ariani Andrea, Pesi Emmanuel, Geminigani Giulia, Petrucci Patrizio, Bambini Francesco, Cavallaro Maura, Petroni Gaia, Marsili Massimo, Gemignani Giovanni, Baccelli Stefano, Benedetti Paolo, Petrozziello Marcello, Scarmozzino Adriano, Besozzi Corrado Felice, Cesaretti Valentina, Rovai Luigi, Granaiola Manuela, De Ambris Arturo, Pellegrini Ilaria, Favari Luigi, Ferranti Claudio, Ferranti Enrico, Pedreschi Gabriella, Biggeri Stefano, Frezza Giorgio, Lenci Mauro e Romiti Eleonora.".

La questione dell'intromissione dell'Amministrazione provinciale negli affari dell'Istituto Storico era già stata sollevata nel direttivo del 7 febbraio 2011 dai Consiglieri Polcri e Sestani (scarica il verbale):

"3.11 consigliere Polcri ... (omississ) ...
In riferimento alle numerose domande giunteci di nuove adesioni osserva che sono state fatte in gran parte da funzionari e amministratori della Provincia.
Osserva che l'Istituto ha bisogno della collaborazione di studiosi e ricercatori ma non di politici. Invita quindi Polcri a ripensare il suo atteggiamento."

...(omississ)...

"Il consigliere Sestani comunica la sua intenzione di non ricandidarsi per il prossimo Consiglio perché ritiene opportuno che ci sia un avvicendamento di persone.
Chiarisce però che resterà socio attivo e continuerà a fare attività di ricerca.
Comunica inoltre la sua perplessità sul senso politico dell'insieme di domande presentate tutte nello stesso momento."


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E tutto questo mentre leggiamo sulla stampa che:


"A quale titolo la Provincia di Lucca dovrebbe essere in possesso e quindi consegnare il video di cui si tratta - scrive Baccelli -? Come l'ex Sindaco, ex Consigliere Provinciale ed ex Consigliere Comunale, Pietro Fazzi dovrebbe ben sapere, la Provincia di Lucca è onorata di ospitare a Palazzo Ducale, in comodato gratuito, l'Istituto Storico della Resistenza. La stessa Provincia indica un rappresentante nel direttivo dell'Istituto. A parte questo, l'Istituto è formalmente e sostanzialmente autonomo, non solo nei confronti della Provincia, ma di qualsiasi altro Ente che lo sostenga. Il sottoscritto (e non me ne pento affatto) ha richiesto la sospensione dell'allora Diretttore, Lilio Giannecchini, per motivi che sono stati espressi per iscritto e resi pubblici in piena trasparenza. La questione dal mio punto di vista è la seguente: perché Fazzi non fa una cosa semplice, semplice... un esposto/denunzia alla Procura della Repubblica (del resto nel corso della sua non breve storia politica ne ha presentati tanti...) invece di chiamare in causa strumentalmente altri soggetti?".

Relativamente ai motivi per cui l'Amministrazione Provinciale tramite il suo presidente ha "richiesto la sospensione dell'allora Diretttore, Lilio Giannecchini, per motivi che sono stati espressi per iscritto e resi pubblici in piena trasparenza" ci chiediamo allora che fine abbia fatto la richiesta di "Interrogazione a risposta Scritta e orale in termini d'urgenza" presentata dall'opposizione in data 11/02/2011 che mostriamo di seguito, che richiedeva, fra l'altro, "di spiegare al Consiglio se la Giunta è legittimata a chiedere quanto contenuto nella delibera n. 416 del 22/12/2010". E' curioso osservare come nella mozione su citata sia assente, per ironia della sorte, proprio la firma dell'allora Consigliere provinciale Fazzi che, appoggiando a tempo debito la mozione presentata dai colleghi, avrebbe efficacemente svolto il proprio ruolo di controllore con semplicità ed in maniera chiara e diretta, ma come dice il poeta, "forse era stanco, forse troppo occupato e non ascoltò il mio dolore. \ Ma forse era stanco, forse troppo lontano davvero, lo nominai invano." - Faber -.

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Da quanto sopra esposto possiamo dedurre che il nostro presidente possiede una strana concezione dell'autonomia e deve delle spiegazioni alla cosiddetta opposizione consiliare, sempre che questa le voglia veramente ... .

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea

Lilio Giannecchini come Diabolik!

In merito alle questioni apparse sulla stampa "Istituto Storico della Resistenza: archivi e valutazioni storiche nel caos" riteniamo utili richiamare i seguenti verbali del Consiglio direttivo dell'ISTORES di Lucca e dell'Assemblea del cosiddetto nuovo Direttivo:

Verbale direttivo ISTORES Lucca del 15 gennaio 2011
Verbale direttivo ISTORES Lucca del 7 marzo 2011
Assemblea ordinaria dei soci ISTORES Lucca del 2 aprile 2011

Le posizioni dei due sopracitati direttivi sono implicitamente contenute nella corrispondenza, che pubblichiamo integralmente, fra l'allora Presidente dell'ISTORES di Lucca ed il Direttore Lilio Gianncchini.

Relativamente alla questione dell'accesso all'Istituto da parte del Giannecchini ed al clima interno dell'Istituto, Lilio Giannecchini scriveva all'allora Presidente Berto Corbellini lamentando la mancanza di chiavi per l'accesso all'Istituto almeno dalla data del 10 febbraio 2011, circostanza confermata da una lettera di replica del Corbellini del 15 febbraio 2011, che in data 22 marzo scriveva al Giannecchini:

"Colgo l'occasione, per confermarTi come non sia in discussione il Tuo meritevole e fondamentale contributo per l Istituto, tanto che il Direttivo, da tempo, sta riflettendo sui possibili modi affinché Ti sia riconosciuto questo merito nonché per dare risalto ad un patrimonio librario e documentario, ricchezza per l' istituto, costituito con il Tuo importante contributo."

Quanto affermato da Professore Fulvetti nell'articolo de LoShermo è pertanto in palese contraddizione con gli atti dei sopra citati verbali di Consiglio Direttivo dell'Istituto, dove non sono mai state avanzate critiche nei confronti della gestione degli archivi e dove era stato rimarcato dal Presidente Corbellini già nel direttivo del 15 gennaio 2011, l'azione personale compita dal Giiannecchini distinta rispetto alla responsabilità dell'Istituto:"Il Presidente annuncia al Consiglio le ragioni che richiedono la sessione straordinaria, determinata dall'autosospensione del Direttore Giannecchini. Non spetta all'Istituto entrare nel merito della vicenda giudiziaria per la quale non ha alcun titolo, tuttavia è necessario rimarcare che l'azione del Direttore è stata del tutto personale e perciò le responsabilità non possono ricadere sull'Istituto e non attengono a quest'ultimo collettivamente."

C'è forse qualcuno vorrebbe anche solo insinuare che Lilio Giannecchini, alla veneranda età di 86 anni e travestito da Diabolik per sfuggire alle telecamere di sicurezza della Provincia di Lucca nei cui locali è ospitato l'ISTORES di Lucca, si sia arrampicato da qualche finestra per prelevare documenti e libri? Una tale bassezza di argomentazioni sarebbe stupefacente. Casomai è stato Lilio Giannecchini a sporgere denuncia contro la Provincia di Lucca, i cui funzionari hanno perpetrato vari reati, scassinando la serratura ed il lucchetto di protezione dell'accesso al magazzino sito negli scantinati dell'ITC Carrara.

Ricordiamo ai lettori che l'Istituto è un organismo strutturato che non non accentra in un unica persona funzioni e ruoli: è quanto meno strano che nessuno degli illustri membri del passato Direttivo, responsabili delle funzioni di controllo ed attualmente presenti in abbondanza nel cosiddetto nuovo direttivo, non abbia mai avanzato prima d'ora critiche sulla gestione degli archivi.

Rimane tutt'ora inevasa la questione pregiudiziale che vede l'attuale struttura amministrativa dell'ISTORES di Lucca "sub judice" per una azione della magistratura richiesta da Lilio Giannecchini, volta ad accertare la regolarità della formazione dei nuovi organismi direttivi, non legittimata a rivendicare cariche di alcun tipo. Su questo punto non ci sono state repliche.


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In quanto all'interessamento ed al ruolo attivo svolto dalla Provincia nella questione dell'Istituto Storico non vi possono essere dubbi, successivamente alla illegittima delibera di Giunta del 22 dicembre 2010, mezz'ora prima dell'inizio nel Direttivo dell'ISTORES del 7 marzo, che ha preceduto l'assemblea del 2 aprile 2011, sono stati presentati 25 nuovi soci, oltre ai 40 già presentati in precedenza dal 01/02 al 21/02 ed approvati in questa occasione fra i quali, oltre ad impiegati e dirigenti dell'Ente, è presente la Giunta di Lucca al gran completo, portando il numero totale di nuovi soci a 70 (come risulta dal verbale del Direttivo del 7 marzo):

"4. Il Presidente annuncia che mezz'ora prima della riunione ha ricevuto altre venticinque domande di adesione. Frateschi comunica le sue perplessità sul così alto numero di domande pervenute (circa settanta); considerando che il numero di soci, già aumentato per le nuove richieste approvate, è attualmente di 106, se noi approvassimo le nuove settanta domande l'assemblea dei soci potrebbe essere composta per metà dai nuovi aderenti. Chiarisce che non ha alcuna riserva sui singoli nomi, tuttavia manifesta molte perplessità sull'operazione, in corso e ricorda che anche all'assemblea dell'Ist. St. Regionale alcuni anni fa accadde una cosa analoga che determinò forti tensioni fra i vecchi soci e il Presidente eletto dalla nuova assemblea. Si decide all'unanimità di approvare le domande pervenute dal 01/02 al 21/02 e messe all'ordine del giorno della seduta del 21/02/2011, rinviando l'esame delle altre al futuro Direttivo, per consentire una valutazione meno frettolosa delle richieste stesse. Risultano pertanto approvate le seguenti domande: Ginnasi Andrea, Viani Roberto, Caniparoli Michela, Fazzi Gemma, Lanini Enzo, Simonetti Silvano, Lazzaroni Nicola, Giuntoli Francesco, Giordano Matteo, Lera Luca, Fulvetti Gianluca, Mammini Serena, Gori Francesca, Ariani Andrea, Pesi Emmanuel, Geminigani Giulia, Petrucci Patrizio, Bambini Francesco, Cavallaro Maura, Petroni Gaia, Marsili Massimo, Gemignani Giovanni, Baccelli Stefano, Benedetti Paolo, Petrozziello Marcello, Scarmozzino Adriano, Besozzi Corrado Felice, Cesaretti Valentina, Rovai Luigi, Granaiola Manuela, De Ambris Arturo, Pellegrini Ilaria, Favari Luigi, Ferranti Claudio, Ferranti Enrico, Pedreschi Gabriella, Biggeri Stefano, Frezza Giorgio, Lenci Mauro e Romiti Eleonora."

Siamo sconcertati da una tale massa di argomentazioni contraddittorie che vengono pubblicate sui media e nell'attesa di ricevere risposte nel merito da quanto noi eccepito ci domandiamo quando finiranno i chiodi per umiliare e crocifiggere frettolosamente i più deboli, specie quelli che non hanno accesso ai mezzi di informazione di massa.

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea.

Intervento in merito all'articolo "Due professoresse intervengono sul caso Giannecchini: "Solidarietà all'ex capo partigiano", apparso so LoSchermo di Lucca

Pubblichiamo un intervento di un cittadino che non ha trovato spazio fra i commenti de LoSchermo di Lucca in merito all'articolo "Due professoresse intervengono sul caso Giannecchini: "Solidarietà all'ex capo partigiano"

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@ Marco Olivieri da Pescia e a tutti gli anonimi

E' fortemente riduttivo affermare che la vicenda "bolle da almeno 20 giorni": in realtà la questione tiene banco da ben 8 mesi e mezzo, precisamente dal 14 dicembre 2010, giorno successivo al rinvio a giudizio del Giannecchini da parte della Procura di Lucca (avvenuto in data 13 dicembre 2010 e notificata al vecchio partigiano il 27 dicembre 2010), giorno in cui la notizia è apparsa congiuntamente su tutti i quotidiani lucchesi:
http://www.idealievalori.it/files/8a78e5ef57e81fcc804cb3aa1a7466ac-20.html

In merito a quanto da lei asserito che "sorvolando o glissando sul fatto in se stesso che ha portato al suo allontanamento; l'aver cercato di ricattare con materiale ad uso di ufficio un cittadino che aveva espresso la sua disponibilità a candidarsi a sindaco", le consiglio di leggersi attentamente gli articoli di giornale pubblicati il 14 ed il 15 dicembre 2010, che hanno trattato la vicenda dei cosiddetti "Dossier" nei quali le motivazioni del rinvio a giudizio, relative ai contenuti di una lettera di un privato cittadino inviata ad un altro privato cittadino, sono state accompagnate con abbondante utilizzo di condizionali, per evitare il rischio, concreto, di querele per diffamazione. E' inoltre appena il caso di notare che il Giannecchini è stato esautorato dalla sua carica, nonostante nel frattempo si fosse da essa autosospeso (gesto assai inusuale in questa Italia), senza che esistesse a suo carico una posizione processuale definita (quando uscirono le notizie sui giornali era stato rinviato a giudizio dalla Procura il giorno prima) e con una valutazione della propria posizione basata esclusivamente sul gossip giornalistico, senza che abbia avuto la possibilità di tutelare la propria posizione e fornire spiegazioni nelle opportune sedi, altro che ricerca storica -si legga il verbale disponibili dell'INSMLI sul sito prima citato-!

Continua ...

5 settembre 2011 - 67° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI LUCCA

In occasione della ricorrenza della celebrazione del 5 settembre 2011, 67° anniversario della liberazione di Lucca, pubblichiamo il discorso tenuto nella precedente cerimonia dal Direttore dell'Istituto Storico di Lucca, cav. Lilio Giannecchini, che ripercorre le tappe delle vicende storiche, ricostruite anche grazie al contributo del comando alleato che fornì preziose testimonianze storiche.

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Continua ...