Associazione Ideali e Valori
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Informazione

Sulla vendita delle azioni SALT

E' una analisi bipartisan quelle che vede, Governare Lucca ed il M5S, condividere l'errore strategico commesso dal Comune di Lucca nel vendere le proprie quote SALT. L'analisi di contesto non tiene conto di un analogo errore commesso dalla Amministrazione Provinciale di Lucca, quando questa ha assunto la medesima deliberazione.

A differenza della delibera comunale, quella di Palazzo Ducale contrasta con norme di legge,
come segnalato all'Ente da una nota reiterata del Presidente dell'Associazione Ideali e Valori, già Presidente Commissione Provinciale Affari Istituzionali - Statuti e Regolamenti dell’Amministrazione provinciale-, Bruno Rossi. Infatti fra i votanti della Deliberazione provinciale figura il Presidente Stefano Baccelli, capo ufficio legale in aspettativa della stessa SALT, nonché figlio di un membro del C.D.A. della stessa società. Questo conflitto d'interessi, a cui stranamente, nessuno degli enti di controllo ha dato rilevanza, determina l'invalidità dell'intera operazione.

E' abbastanza strano che ci si scandalizzi solo per la delibera comunale, censurabile sul piano economico/politico, e non per quella provinciale, censurabile anche sul piano del rispetto delle leggi (in questo caso il Testo Unico degli Enti Locali).

Vendita delle azioni SALT detenute dalla Provincia di Lucca e pericolo di annullamento della votazione sul bilancio provinciale

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PEC del 06 novembre 2014

Al Segretario Generale
Al Presidente del Consiglio Andrea Palestini
Ai membri della Giunta ed ai Consiglieri provinciali
Provincia di Lucca
PEC - provincia.lucca@postacert.toscana.it

e p.c. al Prefetto di Lucca (organo di Governo)
PEC - protocollo.preflu@pec.interno.it

OGGETTO: Vendita delle azioni SALT detenute dalla Provincia di Lucca e pericolo di annullamento della votazione sul bilancio provinciale

Sulla vendita della azioni SALT, detenute dalla Provincia di Lucca, sull'Albo Pretorio dell'Ente è stata pubblicata la Delibera di Consiglio n. 95 del 30/09/2014, approvata col voto contrario di due Consiglieri, tra cui il Vice Presidente Daniele Lazzareschi, non sono state rese note le motivazioni, ma sicuramente non sono stati messi in luce gli elementi antigiuridici in rapporto alla partecipazione del Presidente Stefano Baccelli al voto, essendo egli un “coordinatore dell'ufficio legale”, sia pure in aspettativa, della S.A.L.T., Ente di diritto privato in controllo pubblico, come enunciato dall'art. 11 del D.lgs 39/2013 e, in più, anche figlio di un membro del C.D.A. della stessa S.A.L.T., Società concessionaria di A.N.A.S. su tratti stradali in provincia di Lucca, da essa vigilata, avente con questa interessi economici comuni in quanto entrambe aventi partecipazioni azionarie nella Società Autostrada Asti-Cuneo S.p.A.. La sua partecipazione al voto comporterebbe, quindi, l'annullabilità della Delibera stessa. Il Vicepresidente Daniele Lazzareschi nella sua veste, dovrebbe, a norma di legge, evidenziare l'incompatibilità segnalata nell'interesse dei cittadini che potrebbero veder annullato il bilancio dell'Ente -TAR , Lombardia-Milano, sez. IV, sentenza 03.05.2013 n° 1137-.

Bruno Rossi
ex Presidente Commissione Provinciale Affari Istituzionali - Statuti e Regolamenti (Presidenza Tagliasacchi)
PEC bruno.rossi@gigapec.it



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La nota di replica del Segretario della Provincia di Lucca prot. n. 0254561_2014 del 24 dicembre 2014

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La richiesta inviata via PEC il 27 dicembre 2014 al Segretario Generale dell'Amministrazione Provinciale, di cui si attendono chiarimenti dall'Ente

Al Segretario Generale
p.c. Al Presidente del Consiglio Andrea Palestini
p.c. Ai membri della Giunta ed ai Consiglieri provinciali
Provincia di Lucca
PEC - provincia.lucca@postacert.toscana.it

e p.c. al Prefetto di Lucca (organo di Governo)
PEC - protocollo.preflu@pec.interno.it


Ringraziando per l'attesa risposta dal quesito da me presentato, le sarei ancor più grato se mi chiarisse quali sia la norma che consenta la deroga all'obbligo di astensione previsto dall'art. 78 c. 2 del TUEL 267/2000.

Non vorrei che si rientrasse nell'ambito della "Fattoria degli animali" di Orwell, allorché alla violazione del quarto comandamento, "nessun animale dormirà in un letto", Muriel si ritrovò la pronta correzione, compiuta del responsabile dell'eptalogo, Clarinetto, "con lenzuola": infatti i maiali dormivano in un letto senza lenzuola.

Cordialità
Bruno Rossi
ex Presidente Commissione Provinciale Affari Istituzionali - Statuti e Regolamenti (Presidenza Tagliasacchi)
PEC bruno.rossi@gigapec.it

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Da: "Per conto di: provincia.lucca@postacert.toscana.it" posta-certificata@pec.aruba.it
A: bruno.rossi@gigapec.it
Cc:
Data: Wed, 24 Dec 2014 11:06:59 +0100
Oggetto: POSTA CERTIFICATA: Prot.N.0254561/2014 - VENDITA DELLE AZIONI SALT DETENUTE DALLA PROVINCIA DI LUCCA E PERICOLO DI ANNULLAMENTO DELLA VOTAZIO

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Da: "bruno.rossi" bruno.rossi@gigapec.it
A: provincia.lucca@postacert.toscana.it, protocollo.preflu@pec.interno.it
Cc:
Data: Thu, 6 Nov 2014 01:15:20 +0100
Oggetto: Vendita delle azioni SALT detenute dalla Provincia di Lucca e pericolo di annullamento della votazione sul bilancio provinciale

Al Segretario Generale
Al Presidente del Consiglio Andrea Palestini
Ai membri della Giunta ed ai Consiglieri provinciali
Provincia di Lucca
PEC - provincia.lucca@postacert.toscana.it

e p.c. al Prefetto di Lucca (organo di Governo)
PEC - protocollo.preflu@pec.interno.it

OGGETTO: Vendita delle azioni SALT detenute dalla Provincia di Lucca e pericolo di annullamento della votazione sul bilancio provinciale

Sulla vendita della azioni SALT, detenute dalla Provincia di Lucca, sull'Albo Pretorio dell'Ente è stata pubblicata la Delibera di Consiglio n. 95 del 30/09/2014, approvata col voto contrario di due Consiglieri, tra cui il Vice Presidente Daniele Lazzareschi, non sono state rese note le motivazioni, ma sicuramente non sono stati messi in luce gli elementi antigiuridici in rapporto alla partecipazione del Presidente Stefano Baccelli al voto, essendo egli un “coordinatore dell'ufficio legale”, sia pure in aspettativa, della S.A.L.T., Ente di diritto privato in controllo pubblico, come enunciato dall'art. 11 del D.lgs 39/2013 e, in più, anche figlio di un membro del C.D.A. della stessa S.A.L.T., Società concessionaria di A.N.A.S. su tratti stradali in provincia di Lucca, da essa vigilata, avente con questa interessi economici comuni in quanto entrambe aventi partecipazioni azionarie nella Società Autostrada Asti-Cuneo S.p.A.. La sua partecipazione al voto comporterebbe, quindi, l'annullabilità della Delibera stessa. Il Vicepresidente Daniele Lazzareschi nella sua veste, dovrebbe, a norma di legge, evidenziare l'incompatibilità segnalata nell'interesse dei cittadini che potrebbero veder annullato il bilancio dell'Ente -TAR , Lombardia-Milano, sez. IV, sentenza 03.05.2013 n° 1137-.

Bruno Rossi
ex Presidente Commissione Provinciale Affari Istituzionali - Statuti e Regolamenti (Presidenza Tagliasacchi)
PEC bruno.rossi@gigapec.it



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“Costituisce, infatti, orientamento granitico della giurisprudenza amministrativa quello secondo cui, anche in applicazione delle previsioni di cui all’art. 78 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, l'amministratore pubblico deve astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi suoi o di parenti o affini fino al quarto grado; tale obbligo di allontanamento dalla seduta, in quanto dettato al fine di garantire la trasparenza e l'imparzialità dell'azione amministrativa, sorge per il solo fatto che l'amministratore rivesta una posizione suscettibile di determinare, anche in astratto, un conflitto di interessi, a nulla rilevando che lo specifico fine privato sia stato o meno realizzato e che si sia prodotto o meno un concreto pregiudizio per la p.a. (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 28 gennaio 2011, n. 693).” -TAR , Lombardia-Milano, sez. IV, sentenza 03.05.2013 n° 1137-


http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Milano/Sezione%204/2012/201201738/Provvedimenti/201301137_01.XML

N. 01137/2013 REG.PROV.COLL.
N. 01738/2012 REG.RIC.

stemma

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia
(Sezione Quarta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1738 del 2012, proposto da: Silvia Scevola, rappresentata e difesa dall'avv. Giuseppe Franco Ferrari, con domicilio eletto presso il suo studio in Milano, via Larga, 23;

contro

Universita' degli Studi di Pavia, rappresentata e difesa per legge dall'Avvocatura dello Stato, domiciliata in Milano, via Freguglia, 1;

per l'annullamento

della deliberazione n. 97 del Consiglio di Amministrazione dell'Università degli Studi di Pavia del 24.4.2012 - ricevuta dalla ricorrente in data 26.4.2012 - con cui è stato disposto l'annullamento ex art. 21 nonies, l. 241/1990, della deliberazione assunta dal Consiglio medesimo in data 26.10.2010;
del decreto Rettorale n. 733/2012 del 3.5.2012, con cui sono stati annullati i provvedimenti rettorali relativi alla procedura di valutazione comparativa per la copertura di un posto di ricercatore universitario a tempo indeterminato S.S.D. MED/19 - Chirurgia plastica presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Ateneo pavese; oltre che di ogni ulteriore atto, provvedimento e/o comportamento presupposto, consequenziale o comunque connesso, ivi compreso, per quanto occorra, il parere del 10.4.2012, reso dal Prorettore prof. Rigano al Rettore dell'Ateneo pavese.


Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio dell’Universita' degli Studi di Pavia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 20 febbraio 2013 la dott.ssa Elena Quadri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.


FATTO

Con il presente gravame la ricorrente ha chiesto l’annullamento dei provvedimenti indicati in epigrafe, concernenti l’annullamento in via di autotutela dell’autorizzazione alla stipulazione di una convenzione tra l’Università degli Studi di Pavia e l’associazione Humana Forma Onlus per il finanziamento per sette anni del trattamento economico e degli oneri riflessi complessivamente derivanti dall’istituzione di un posto di ricercatore universitario nel settore scientifico disciplinare MED/19 (Chirurgia plastica) e della procedura di valutazione comparativa indetta per la copertura di un posto di ricercatore universitario a tempo indeterminato S.S.D. MED/19 (Chirurgia plastica) presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Ateneo pavese, oltre che degli atti connessi, compreso il parere del 10.4.2012 reso dal Prorettore prof. Rigano al Rettore dell'Ateneo pavese.
A sostegno del proprio gravame la ricorrente ha dedotto i seguenti motivi di diritto:
1) Violazione degli artt. 21 octies e 21 nonies della legge n. 241/1990, degli artt. 3 e 97 della Costituzione, dell’art. 15 dello Statuto dell’Università, dell’art. 18 della legge n. 240/2010, del principio di irretroattività; eccesso di potere per sviamento, illogicità manifesta, contraddittorietà, difetto di istruttoria e di motivazione.
2) Violazione degli artt. 3, 21 octies e 21 nonies della legge n. 241/1990, degli artt. 3 e 97 della Costituzione, dell’art. 133, commi 2 e 3 del Regolamento Generale di Ateneo, degli artt. 1, comma 6, 2, commi 2 e 6, 15, commi 3, 18 e 19 del Codice Etico dell’Università degli Studi di Pavia, del principio di non discriminazione della Carta Europea dei ricercatori; eccesso di potere per sviamento, travisamento di fatto e di diritto, illogicità manifesta, contraddittorietà, difetto di istruttoria e di motivazione.
Si è costituita l’amministrazione intimata, che ha chiesto la reiezione del gravame per infondatezza nel merito.
Successivamente parte ricorrente ha presentato memoria a sostegno delle proprie conclusioni.
All’udienza pubblica del 20 febbraio 2013 il ricorso è stato trattenuto in decisione.

DIRITTO

La controversia all’esame del collegio concerne l’annullamento in via di autotutela disposto dall’Università degli Studi di Pavia in ordine alla delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo che, nell’ottobre del 2010, aveva autorizzato la stipula di una convenzione tra la medesima Università e l’associazione Humana Forma Onlus per finanziare per il periodo di sette anni il trattamento economico e gli oneri riflessi complessivamente derivanti dall’istituzione di un posto di ricercatore universitario nel settore scientifico disciplinare MED/19 (Chirurgia plastica), nonché il ritiro della procedura di valutazione comparativa che era stata indetta per la copertura del relativo posto di ricercatore universitario a tempo indeterminato presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Ateneo pavese.
Tali determinazioni in via di autotutela erano motivate da un sostanziale conflitto di interessi, atteso che sia l’autorizzazione alla stipula della convenzione che gli atti successivi erano stati adottati con la partecipazione dei genitori (professori Faga e Scevola) e del marito (dott. Nicoletti) della persona che poi avrebbe vinto la procedura comparativa, nella loro qualità di professori ordinario di Chirurgia plastica ed associato (i genitori) e di ricercatore (il marito) in servizio presso la facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università medesima e che rivestivano anche varie cariche nel CdA dell’Ateneo e nell’associazione Humana Forma Onlus (Faga e Scevola erano, infatti, rispettivamente, presidente e consigliere dell’associazione).
Con le dedotte censure l’istante assume, sostanzialmente, che le violazioni riscontrate dall’amministrazione non consisterebbero in violazioni di legge, ma di norme deontologiche di mera condotta e, precisamente, del codice etico, entrato, peraltro, in vigore successivamente all’accadimento dei fatti di cui si discute; i provvedimenti impugnati sarebbero stati, dunque, adottati anche in violazione del principio di irretroattività. Inoltre, non sarebbe ravvisabile alcun interesse pubblico all’annullamento né della convenzione né della procedura concorsuale, atteso il beneficio che l’Ateneo avrebbe tratto dall’emanazione degli stessi provvedimenti; l’annullamento non sarebbe stato adottato in un termine ragionevole perché sarebbero decorsi circa due anni dai fatti e, comunque, tra i contrapposti interessi coinvolti nella vicenda, prevarrebbe quello della ricorrente.
Risulterebbero, dunque, insussistenti tutti i presupposti per l’esercizio della potestà di autotutela da parte dell’amministrazione, ed i provvedimenti sarebbero, inoltre, inficiati da gravi incongruenze istruttorie e da carenze motivazionali.
I provvedimenti risulterebbero anche inficiati da eccesso di potere per sviamento, nella parte in cui giustificherebbero l’annullamento con la traslazione a carico dell’Ateneo dopo sette anni degli oneri economici derivanti dalla nomina della ricorrente, perché contrasterebbero con le precedenti determinazioni, con le quali l’Università aveva, invece, ritenuto sostenibile il finanziamento temporaneo in ragione del successivo reperimento delle risorse economiche dal pensionamento di un professore universitario.
Ulteriore profilo di censurabilità sarebbe costituito dalla presenza, nel corso della seduta del CDA del 24 aprile 2012, del Prorettore per gli Affari Giuridici, Prof. Rigano, soggetto esterno all’organo consiliare che, in violazione dell’art. 15 dello Statuto, avrebbe preso parte alla seduta illustrando le proprie valutazioni e partecipando alla relativa discussione.
Infine, secondo l’assunto della ricorrente, non sussisterebbe alcun conflitto di interessi tra i genitori ed il marito della ricorrente e l’Ateneo, avendo l’amministrazione, in proposito, travisato i fatti e condotto un’istruttoria non completa.
Il ricorso è infondato.
Deve premettersi che i provvedimenti adottati in via di autotutela dall’amministrazione, oggetto della presente controversia, sono stati preceduti da una richiesta di parere alla Commissione di garanzia, costituita ai sensi dell’art. 18 del codice etico dell’Università, formulata dal Rettore dell’Ateneo il 21 dicembre 2011 per la valutazione dell’eventuale sussistenza di violazioni.
Dopo un’accurata istruttoria alla quale hanno preso parte anche gli interessati, la Commissione, in data 8 febbraio 2012, ha redatto una puntuale relazione, versata in atti, nella quale ha evidenziato la violazione da parte dei professori Faga e Scevola e del dott. Nicoletti dei doveri di comportamento imposti nei confronti della comunità accademica da plurime disposizioni del Codice Etico, ed in particolare dagli artt. 1, punto 6 (“Nel rapporto con le associazioni private è di rilevante importanza il corretto rispetto dei più comuni principi etici legati alla … - trasparenza dei processi decisionali, deliberativi e di rendicontazione; - assenza di cointeressenze economiche, familiari e clientelari”) e 15, punto 3 (“Chi ritenga di trovarsi o di potersi trovare in una situazione di effettivo o potenziale conflitto tra i propri interessi e quelli dell’Ateneo è tenuto a darne tempestiva comunicazione agli organi competenti”), del Codice di Comportamento dei Dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni, ed in particolare dall’art. 2, punto 2 (“Il dipendente mantiene una posizione di indipendenza, al fine di evitare di prendere decisioni … in situazioni anche solo apparenti di conflitto di interessi. Egli … si impegna ad evitare situazioni e comportamenti che possono nuocere agli interessi o all’immagine della Pubblica Amministrazione”) e 6 (“Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possono coinvolgere interessi propri ovvero: di suoi parenti entro il quarto grado …; di enti, associazioni anche non riconosciuti, comitati, … di cui egli sia amministratore … o dirigente …”) e del Regolamento Generale di Ateneo, in particolare dall’art. 133, commi 2 e 3 (“Ove possa ravvisarsi un contrasto tra l’interesse di un membro e l’interesse pubblico in discussione, ovvero qualora la legge preveda casi di incompatibilità assoluta il componente deve lasciare l’adunanza per lo specifico argomento, prima della discussione. Si ha sempre una situazione di incompatibilità assoluta quando una questione investe il componente, il coniuge o i parenti ed affini sino al quarto grado”), per avere partecipato ad assumere le deliberazioni da parte del Consiglio di Facoltà di Medicina il 12 ottobre 2010 ed il 22 febbraio 2011 e, limitatamente al Prof. Scevola, anche in relazione alla assunzione della deliberazione da parte del CdA il 26 ottobre 2010, tutte decisioni determinanti ai fini del perfezionamento della convenzione fra l’Ateneo e la Onlus finalizzata al temporaneo finanziamento da parte di quest’ultima del posto di ricercatore, all’indizione del relativo concorso e alla designazione di un membro della commissione giudicatrice del concorso, del quale la rispettiva figlia e moglie sarebbe poi risultata vincitrice (cfr., per i particolari, la dettagliata relazione dell’8 febbraio 2012, versata in atti).
Deve, in proposito, osservarsi che il dovere da parte degli amministratori pubblici e dei componenti degli organi collegiali di astenersi dal partecipare alle deliberazioni in presenza di un personale conflitto di interessi discende, innanzitutto, dai principi di ordine costituzionale di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa (art. 97 Cost.), oltre che dalle norme ricomprese nei numerosi codici etici dei quali si sono dotate le pubbliche amministrazioni.
E ciò anche nelle situazioni in cui la deliberazione sia in concreto quella più utile per il perseguimento del pubblico interesse.
Costituisce, infatti, orientamento granitico della giurisprudenza amministrativa quello secondo cui, anche in applicazione delle previsioni di cui all’art. 78 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, l'amministratore pubblico deve astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi suoi o di parenti o affini fino al quarto grado; tale obbligo di allontanamento dalla seduta, in quanto dettato al fine di garantire la trasparenza e l'imparzialità dell'azione amministrativa, sorge per il solo fatto che l'amministratore rivesta una posizione suscettibile di determinare, anche in astratto, un conflitto di interessi, a nulla rilevando che lo specifico fine privato sia stato o meno realizzato e che si sia prodotto o meno un concreto pregiudizio per la p.a. (cfr. Cons. Stato, sez. IV, 28 gennaio 2011, n. 693).
Inoltre, l’obbligo dei pubblici amministratori di astenersi dal votare delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado, non attiene al contenuto intrinseco degli atti impugnati, ma alla sussistenza di un vizio procedurale che, coinvolgendo il funzionamento del consiglio (la sua composizione), interferisce inevitabilmente con la regolarità della dialettica interna all'organo e, di conseguenza, sulla corretta esplicazione delle prerogative dei consiglieri legittimati a partecipare alla discussione e al voto; e se il vizio del subprocedimento deliberativo discende di per sé dalla sola presenza in assemblea dei consiglieri in conflitto di interesse (in quanto potenzialmente idonea ad influire sulla altrui libera manifestazione di volontà), a maggior ragione il pregiudizio del munus degli altri consiglieri si verifica in concreto ogniqualvolta i membri incompatibili non soltanto siano stati presenti, ma abbiano altresì espresso voto favorevole alla delibera dalla quale si sarebbero invece dovuti astenere, che, dunque, è illegittima.
Inoltre, sul consigliere in conflitto di interessi grava, oltre all'obbligo di astenersi dal votare, anche quello di allontanarsi dall'aula perché la sola presenza dello stesso può potenzialmente influire sulla libera manifestazione di volontà degli altri membri (cfr. TAR Liguria, sez. I, 26 maggio 2004, n. 818).
Da quanto premesso risulta, inoltre, inequivocabilmente il personale conflitto di interessi sussistente rispettivamente fra i professori Faga e Scevola e il dott. Nicoletti e l’Ateneo, in presenza del quale si sono formate la deliberazioni che l’amministrazione ha deciso di annullare con i provvedimenti oggetto della presente controversia.
I primi, infatti, pur essendo genitori e marito della persona che sarebbe poi risultata unica partecipante e poi vincitrice della procedura concorsuale, hanno concorso all’adozione della decisione di stipulare la convenzione per il finanziamento del posto di ricercatore per sette anni, che in seguito sarebbe risultato a carico dell’Università, nonché della determinazione di indizione della procedura e della nomina di un membro della commissione esaminatrice. Risulta, dunque, evidente la violazione dei canoni costituzionali di imparzialità e buon andamento dell’azione della pubblica amministrazione, e, quindi, del pubblico interesse agli stessi sotteso.
Da quanto detto discende, dunque, l’antigiuridicità del comportamento che gli atti oggetto della presente impugnazione hanno posto nel nulla e l’interesse pubblico all’annullamento dei medesimi, in relazione anche alla corretta ed imparziale programmazione istituzionale delle risorse dell’Ateneo ai fini della ricerca e della didattica.
Risulta, inoltre, anche la ragionevolezza del termine dell’annullamento degli atti adottati illegittimamente, in considerazione dell’elasticità del parametro in relazione alla concretezza della fattispecie. Può, infatti, di certo ritenersi ragionevole il termine di annullamento degli atti di cui si discute, dei quali il primo adottato circa 18 mesi prima ma destinato, come i successivi, a perpetrare la propria efficacia a tempo indeterminato, essendo propedeutico all’istituzione del posto di ricercatore universitario.
Anche nel bilanciamento fra i contrapposti interessi coinvolti risulta indubbiamente prevalente quello pubblico dell’Ateneo all’annullamento dei provvedimenti adottati illegittimamente rispetto all’interesse della ricorrente, che, peraltro, al momento dell’esplicazione della potestà di autotutela da parte dell’amministrazione, non aveva ancora preso servizio.
Riguardo, infine, all’assunta illegittimità della partecipazione alla deliberazione del CdA del 24 aprile 2012 del Prorettore per gli Affari Giuridici, Prof. Rigano, soggetto esterno all’organo consiliare che, in violazione dell’art. 15 dello Statuto, avrebbe preso parte alla seduta illustrando le proprie valutazioni e partecipando alla relativa discussione, deve, al contrario, osservarsi che l’art. 130 del Regolamento Generale d’Ateneo, vigente al momento dell’adozione della delibera, prevedeva la possibilità da parte del Presidente del CdA di invitare persone estranee all’organo collegiale al fine di illustrare e fornire chiarimenti per gli argomenti trattati nel corso delle sedute.
Nella fattispecie in questione, infatti, e nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti, come risulta dalla documentazione versata in atti il Prof. Rigano si è limitato ad illustrare, nella sua qualità di Prorettore agli Affari Giuridici, sia le motivazioni giuridiche che quelle che rendevano opportuna l’esplicazione della potestà di autotutela da parte dell’amministrazione, ma non ha partecipato alla votazione, restando, dunque, totalmente estraneo alla fase deliberativa dell’organo collegiale.
Anche tale censura deve essere, dunque, disattesa.
Alla luce delle suesposte considerazioni, il ricorso va respinto.
Le spese di giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Quarta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna parte ricorrente alla rifusione delle spese di giudizio nei confronti dell’amministrazione intimata, che si liquidano in euro 2.000,00 oltre agli oneri di legge.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 20 febbraio 2013 con l'intervento dei magistrati:


Domenico Giordano, Presidente
Elena Quadri, Consigliere, Estensore
Maurizio Santise, Referendario




 



 


L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE
 


 


 


 


 


DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 03/05/2013
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)



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Pagina aggiornata al 27 dicembre 2014


Trigesimo della scomparsa del Comandante partigiano Lilio Giannecchini, detto Toscano

Ricordiamo il trigesimo della scomparsa del Comandante partigiano Lilio Giannecchini, detto Toscano

Questo ricordo viene inviato a tutti quelli che ipocritamente hanno commentato la sua morte gioendo in cuor loro.

Associazione “Ideali e Valori”

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Lilio Giannecchini: "Per un furto di libri storici l’inchiesta dura da 2 anni"

Per un furto di libri storici l’inchiesta dura da 2 anni
Lilio Giannecchini, accusato di essersi appropriato di documenti della Resistenza sostiene la sua innocenza, ma non può difendersi in tribunale per gravi ritardi

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Lilio Giannecchini: è accusato di furto ma il processo non si fa


LUCCA. Per un presunto furto di libri e documenti storici che appartengono al periodo della Resistenza le indagini vanno avanti da quasi due anni. Neanche si trattasse di un affare di Stato e nonostante il codice di procedura penale preveda che il pm debba chiedere il rinvio a giudizio o disporre l’archiviazione in un periodo massimo di 18 mesi fatta salva la deroga sino a due anni per reati gravissimi come l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Protagonista della singolare vicenda è il partigiano Lilio Giannecchini, 89 anni, difeso dall’avvocato Fernando Fenili, e al centro di un’infinita querelle legata al ruolo ricoperto per anni nell’Istituto Storico della Resistenza. Lui si professa innocente e vuole dimostrarlo in un pubblico dibattimento, ma dopo 24 mesi non solo non c’è il processo, ma i libri e i documenti che sostiene, a torto o a ragione, essere suoi sono ancora sotto sequestro e affidati in custodia giudiziaria proprio all’ente (l’Istituto Storico della Resistenza) che ha presentato un esposto-denuncia in procura (era il 18 settembre 2012) nei suoi confronti.
Furto aggravato. Stando all’accusa, l’allora direttore pro tempore dell’Istituto Storico della Resistenza, Giannecchini «al fine di trarne profitto si impossessava di documenti e libri dell’Istituto Storico della Provincia del quale era stato direttore per molti anni apponendo il proprio timbro su numerosi libri e documenti in modo da far apparire come propri, beni in realtà ricevuti quale legale rappresentante dell’istituto. Inoltre, cessato dalla carica di direttore, previa effrazione della porta d’ingresso dov’era depositato il patrimonio librario e se ne impossessava». Con la denuncia il magistrato faceva sequestrare dalla pg il cosiddetto «Archivio Giannecchini-Toscano» che si trovava nei locali del Museo Storico della Liberazione del Comune.
La difesa all’attacco. Oggi quell’archivio è stato spostato al centro culturale Agorà e affidato in custodia all’attuale presidente dell’Istituto Storico della Resistenza. L’avvocato Fenili, al di là della terza istanza di archiviazione della posizione processuale del suo assistito per mancanze di prove, chiede l’immediato dissequestro dei libri in quanto mancano le ragioni cautelari del provvedimento: «Quei libri sono di Giannecchini e vogliono toglierglieli senza fare un processo di merito - dice il legale -. Una situazione assolutamente paradossale. Mi riservo di proporre istanza di avocazione del fascicolo al procuratore presso la Corte d’Appello di Firenze. È assurdo che per una vicenda di basso profilo si debba perdere tutto questo tempo violando le norme più elementari del diritto. Mi chiedo perché i denuncianti non abbiamo indicato in modo dettagliato i titoli dei testi e dei documenti che sarebbero stati sottratti all’Istituto». (l.t.)
27 luglio 2014

Il Tirreno, ed.ne di Lucca pag. IV di domenica 27 luglio 2014

L'Associazione Ideali e Valori ed il suo Presidente Bruno Rossi piangono la scomparsa di Lilio Giannecchini

manifesto

70°anniversario della Liberazione di Lucca e delle stragi nazifasciste dell'estate 1944

Ai membri del Comitato per la celebrazione del 70°anniversario della Liberazione di Lucca
C/O Comune di Lucca

e p.c. al Presidente, agli Assessori, al Presidente del Consiglio ed ai Consiglieri dell'Amministrazione Provinciale di Lucca

e p.c. al Sindaco, agli Assessori, al Presidente del Consiglio ed Consiglieri Comunali dei Comuni di ALTOPASCIO, BAGNI DI LUCCA, BARGA, BORGO A MOZZANO, CAMAIORE, CAMPORGIANO, CAPANNORI, CAREGGINE, CASTELNUOVO DI GARFAGNANA, CASTIGLIONE DI GARFAGNANA, COREGLIA ANTELMINELLI, FABBRICHE DI VALLICO, FORTE DEI MARMI, FOSCIANDORA, GALLICANO, GIUNCUGNANO, LUCCA, MASSAROSA, MINUCCIANO, MOLAZZANA, MONTECARLO, PESCAGLIA, PIAZZA AL SERCHIO, PIETRASANTA, PIEVE FOSCIANA, PORCARI, SAN ROMANO IN GARFAGNANA, SERAVEZZA, SILLANO, STAZZEMA, VAGLI SOTTO, VERGEMOLI, VIAREGGIO, VILLA BASILICA, VILLA COLLEMANDINA

Lucca, lì 17 luglio 2014

Come Presidente del Comitato a Difesa dell'Istituto Storico di Lucca, già membro del Direttivo dell'Istituto storico della Resistenza fino alla esautorazione del Direttore Lilio Giannecchini, avvenuta contro ogni regola, sulla base di un pretestuoso processo intentato allo stesso sulla base di notizie giornalistiche, culminate in un processo da cui lo stesso Giannecchini è uscito assolto con formula piena, pongo all'attenzione di questo Comitato l'esclusione del Giannecchini dalle celebrazioni della Liberazione di Lucca e della memoria delle stragi nazifasciste dell'estate 1944, culminate nell'eccidio della Farneta.

Ricordo a voi tutti che Giannecchini ha contribuito in maniera determinante a mantenere in vita la memoria di questi eventi, curando personalmente la raccolta dei documenti e la ricostruzione degli stessi episodi. In particolare ha curato l'apposizione di targhe e cippi in quasi tutte le località legate agli eventi e, per quel che riguarda la Liberazione di Lucca, ha ricostruito l'episodio, determinante per la salvezza di Lucca, del passaggio di quattro giovani partigiani, che sfuggendo a pattuglia tedesca, aveva informato gli Alleati che Lucca poteva considerarsi sostanzialmente sgombera da truppa tedesca in grado di contrastare l'avanzata, per la quale quindi non era più necessaria compiere il bombardamento previsto dagli Alleati.

Di questi giovani egli ha rintracciato i nomi, perpetuando la memoria, ed all'unico sopravvissuto, su sollecitazione di Giannecchini, l'allora Sindaco di Lucca Mauro Favilla aveva offerto il riconoscimento del Comune. A complemento di quanto detto si invia la richiesta d'intervento l'intervento al Consiglio Comunale Congiunto del 5 settembre 2013. D'altra parte aveva già ottenuto, nel 2006, dall'allora Presidente della Provincia, Andrea Tagliasacchi, l'ambito riconoscimento della Pantera d'Oro all'ISTORES da lui diretto “per l’impegno e la dedizione profusi negli studi storici e nell’attualizzazione del significato della resistenza e della guerra di liberazione come base essenziale dell’identità storica del territorio lucchese”.

Quanto poi alla vicenda di Don Aldo Mei è stato il Giannecchini a raccogliere il Giannecchini a raccogliere e custodirne le memorie, sottraendole all'abbandono ed all'oblio, senza ricevere nemmeno un cenno di gratitudine o ringraziamento pubblico.

Infine per la vicenda della strage della Farneta Giannecchini ha fornito tutto il materia e l'appoggio dell'Istituto Storico della Resistenza di Lucca al prof. Nicola Laganà, che ha prodotto un pregevole volume sulla vicenda, la cui pubblicazione (qualcuno "Purtoppo sul nido d'implumi il nibbio fece sua preda", edito dall'ISTORES di Lucca).

Per quanto sopra esposto chiedo fermamente che questo Comitato contatti Lilio Giannecchini, che al momento giace gravemente infermo presso l'ospedale civile S. Luca di Lucca.

Chiedo anche ai Consiglieri Comunali e Provinciali del territorio lucchese, interessati alle vicende storiche di quegli anni, di formulare un Ordine del Giorno che dia un riconoscimento tangibile ad uno degli ultimi protagonisti della lotta di Liberazione.

Bruno Rossi
Presidente del Comitato a Difesa dell'ISTORES di Lucca
Continua ...

Carteggio Neri Serneri vs. Lilio Giannecchini

Da: "Lilio Giannecchini - \"Toscano\""
Data: 02 luglio 2014 19.57.01 GMT+02.00
A: Simone Neri Serneri
Oggetto: Re: R: R: Assoluzione completa di Lilio Giannecchini

Esimio prof. Simone,
l'incipit della sua mail del 1 luglio 2014 -"o chi per lei"- mi offre l'occasione per tuffarmi nella letteratura della Resistenza: la mia risposta a questa provocazione è quella riferita da Primo Levi -"e chi per me, se non io". Segue anche la restante parte della frase "e se non ora quando?". Ella, professore, nel suo primo capoverso, probabilmente scritto in stato d'ira, e pertanto anche gravato da errori grammaticali ("la nota lettera e che tale uso dei documenti a lui affidati da parte di un direttore di un istituto della Resistenza era riprovevole"), afferma cose di nessun rilievo logico e morale. Tra l'altro la frase "Resta integra la contrarietà di quell’uso" è scritta in pessimo italiano, l'integrità non può essere invocata  per il termine "uso", quanto al codice deontologico da lei invocato sarebbe opportuno che ella ne avesse conoscenza e che le norme di detto codice fossero per l'appunto codificate e non ipotizzate da una mente incline ad elucubrazioni di comodo. Ed a ben pensare questo suo modus operandi è stato ben all'origine del nostro contenzioso personale: qual era il codice deontologico cui si ispirava quando si è messo a leggere notizie riportate nella cronaca locale di Lucca e quando si è sostituito al Presidente dell'ISTORES di Firenze alla riunione della Consiglio Generale dell'INSMLI del 17/10/2010? E, proseguendo, quali norme di regolamento ha rispettato ponendo, al di fuori dell'ordine del giorno della riunione, la questione "Giannecchini"? 

Quanto alla vicenda catanese che la riguarda è vero che essa non ha connessione con la conduzione dell'Istituto della Resistenza (quale e sulla base di quale funzione?), ma la lettura del dispositivo della sentenza del TAR Siciliano N. 01562/2014 che ha condannato il Rettore dell'Università di Catania a risarcire le spese ed i danni al ricorrente dott. Scirè, essenzialmente dovuti alla cattiva gestione del concorso da parte della commissione da lei presieduta, per manifesta "illegittima attribuzione alla controinteressata del punteggio", infatti nella sentenza si legge che "3. Premesso ciò, il Collegio ritiene che alcune affermazioni e conclusioni espresse dalla commissione giudicatrice sulla congruenza del curriculum della controinteressata con il settore scientifico-disciplinare per il quale è stata bandita la procedura appaiano palesemente illogiche nei termini di seguito precisati".

La sua conclusione "La sospensiva cui fa riferimento non interrompeva la selezione pubblica, ma la sospendeva per venti giorni affinché la commissione esplicitasse ulteriormente le proprie valutazioni e infatti essa si concluse con l’assunzione della vincitrice. Dunque l’ordinanza non accoglieva la sospensiva chiesta dal ricorrente." è mal riposta: la sentenza finale è stata di condanna dell'operato della sua commissione e di lei come Presidente, nè da menar vanto del fatto che "Infine, i commissari non siamo (sic!) stati condannati a risarcire i danni " perchè suo argomentare corrisponde ad un ulteriore beffa per il Rettore dell'Università di Catania, che aveva riposto nella commissione ed in lei la sua fiducia, a questo punto chiaramente mal posta. Spero per lei e per le sue finanze che non vengano rintracciate nelle vostre operazioni elementi di rilievo penale. In ogni caso l'etica da rispettare da parte di un personaggio del suo rilievo imporrebbe una pausa di riflessione e di pentimento, cui non dovrebbe essere estraneo l'abbandono della carica da lei ricoperta nell'ISTORES di Firenze. Infatti il disprezzo per le regole da rispettare fa parte di un comportamento non consono ad un rappresentante di quella Resistenza, per la quale ella di certo non ha combattuto, intraprendendo invece un combattimento ad armi ineguali contro un vecchio rappresentante combattente della Resistenza, quale io sono.

Con stima proporzionale ai suoi meriti
Lilio Giannecchini, detto Toscano
Vice-comandante della Brigata Oreste



Il giorno 01/lug/2014, alle ore 16.44, Simone Neri Serneri ha scritto:
Egregio Signor Giannecchini o chi per Lei,
 
s’intende che i documenti che allega mi sono noti e mi permetto di precisare semplicemente:
1.       L’invito a suo tempo rivoltole dall’Insmli prescindeva da ogni rilievo penale e soltanto ed esaustivamente si basava sul fatto acclarato che Lei aveva scritto la nota lettera e che tale uso dei documenti a lui affidati da parte di un direttore di un istituto della Resistenza era riprovevole. L’esito della sua vicenda penale peraltro non ha smentito la lettera e il suo contenuto, ma solo la rilevanza penale. Resta integra la contrarietà di quell’uso al codice deontologico e alle opportunità di chi gestisce un archivio.
2.       La vicenda catanese che mi riguarda non ha alcuna connessione con la conduzione dell’Istituto della Resistenza e non ha alcun profilo penale. La sospensiva cui fa riferimento non interrompeva la selezione pubblica, ma la sospendeva per venti giorni affinché la commissione esplicitasse ulteriormente le proprie valutazioni e infatti essa si concluse con l’assunzione della vincitrice. Dunque l’ordinanza non accoglieva la sospensiva chiesta dal ricorrente.
3.       Infine, i commissari non siamo stati condannati a risarcire i danni – anche perché non sono parte in giudizio – e dunque eviti di affermare ciò che non corrisponde a verità.
 
Distinti saluti
 
Simone Neri Serneri
 
Da: Lilio Giannecchini - Toscano [mailto:toscano.brigataoreste@gmail.com]
Inviato: lunedì 30 giugno 2014 18:45
A: Simone Neri Serneri
Cc: biblioteca@insmli.it; formazione@insmli.it; italiacontemporanea@insmli.it; redazione_insmli@insmli.it; redazione_novecento@insmli.it; scuola.superiore@insmli.it; isral@isral.it;istorico@racine.ra.it; segreteria@storiamarche900.it; resvalleehis@libero.it; istitutocs@virgilio.it; biblioteca.ISML@provincia.ap.it; israt@libero.it; info@israt.it; antifascismo@bcr.puglia.it;isbrec@isbrec.191.it; info@isrec.it; istituto@istitutoparri.it; isp-res@iperbole.bologna.it; landis@landis.191.it; issrac@email.it; issrass@gmail.com; issras@tiscali.it; issicocatania@yahoo.it;istitutoarcuri@tiscalinet.it; isc-como@isc-como.org; angelabellardi@libero.it; direttore@istitutoresistenzacuneo.it; ismlfermo@virgilio.it; isco.ferrara@gmail.com; istorecofo@gmail.com;istorecoce@libero.it; ilsrec@aruba.it; segreteria@isgrec.it; info@cidra.it; isrecim@virgilio.it; iasricistitutostoria@virgilio.it; isr@laspeziacultura.it; istoreco.livorno@gmail.com
Oggetto: Re: R: Assoluzione completa di Lilio Giannecchini
Priorità: Alta
 
Egregio Professore,
nel caso che non le fosse ancora pervenuta, attento com'è a leggere solo le cronache locali di altre provincie ed a sminuire il senso ed il contenuto dell'inchiesta giudiziaria di cui, quella che riguarda me fasulla, e quella che riguarda lei ancora in corso nella documentazione, ma attualmente conclusa le trasmetto la Sentenza Tribunale del TAR Catania del 29/05/2014, circa l'operato della Commissione presieduta dal prof. Neri Serneri
<
http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Catania/Sezione%203/2012/201200485/Provvedimenti/201401562_01.XML>
 
Nella sentenza si legge che: 
"Con Ordinanza n. 306/2012 la Sezione ha accolto la domanda di sospensione cautelare rilevando “consistenti profili di fumus in relazione alla dedotta incongruenza nella valutazione dei titoli della controinteressata, avuto riguardo in particolare all’analitica previsione di cui all'allegato B del DM 29.07.2011 336, art. 11/A3: Storia contemporanea”, ordinando alla commissione il riesame degli atti attraverso un’analitica valutazione di ciascun titolo."
 
Per la cronaca il testo dell'ordinanza n. 306 del 22/03/2012 con cui il TAR Catania
"accoglie la domanda di sospensione dei provvedimenti impugnati, nei sensi e nei termini di cui alla parte motiva" , disponibile al link <http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Catania/Sezione%203/2012/201200485/Provvedimenti/201200306_05.XML>, contraddice la sua ricostruzione dei fatti.
 
"Università Catania, concorso docente Storia: vince architetto. Il Tar: incongruenza nella valutazione dei titoli"
<
http://www.giurdanella.it/2012/06/02/universita-catania-concorso-docente-storia-vince-architetto-il-tar-incongruenza-nella/>
 
A questo punto penso che ella abbia in animo, berlusconescamente, di aspettare qualche altro grado di giudizio ... Per ora il suo operato è stato condannato e coloro che hanno riposto la loro fiducia in lei (Rettore Univ. di Catania) sono stati condannati a risarcire spese di giudizio e danni. Questa informazioni è per lei ed i suoi sodali: io al suo posto rassegnerei le dimissioni dall'ISTORES di Firenze in nome dei principi da lei sostenuti, a torto, nei miei confronti.
 
Con stima proporzionale ai suoi meriti
 
Lilio Giannecchini detto Toscano
 
 
P.S.
Non penso che lei e Silingardi abbiate possibilità di replicare a questa nota, ma non me ne dolgo.
 
 
 

Ricorso ed appello al Consiglio Nazionale dell'INSMLI di Lilio Giannecchini

Al Presidente ed ai Componenti del Consiglio Generale
INSMLI
v.le Sarca 336 (palazzina 15) - 20126 Milano
Tel 02.6411061 - Fax 0266101600
email: segreteria@insmli.it


Il sottoscritto Lilio Giannecchini,
nato a Pescaglia il 21/06/1925, vice-comandante della Brigata Partigiana Oreste, con il nome di Toscano, operante in Liguria, in rapporto alla decisione presa da codesto Consiglio il 17/10/2010, che ha fatto da trampolino di lancio per una intensa attività di delegittimazione, culminata nell'allontanamento dall'ISTORES di Lucca, di cui era Direttore, chiede a codesto Consiglio di riesaminare l'intera questione e di restituirmi il suo onore di partigiano combattente.

Segnala che l'intera questione, artificialmente portata avanti da un anomalo intervento del prof. Simone Neri Serneri, vicepresidente dell'ISTORES di Firenze, intervenuto in quella seduta in luogo del Presidente e senza mandato, chiedendo l'intervento del Consiglio su un argomento non posto all'Ordine del Giorno e sulla base di una accusa fasulla, si è conclusa con un processo terminato in una assoluzione con formula piena; segnala altresì che il sopraddetto prof. Simone Neri Serneri è stato implicato in qualità di Presidente di Commissione di esame di concorso Universitario presso l'Università di Catania in una vicenda in cui la sua Commissione si è macchiata di irregolarità tali da subire la condanna definitiva da parte del TAR Sicilia con Sentenza N. 01562/2014 depositata il 29/05/201, il che inficia ulteriormente il suo modo di operare.

Attende con ansia, data la veneranda età e lo stato precario di salute in cui versa, anche a causa delle vicende subite, una risposta di questo Consiglio ad una questione così grave, che preferirebbe non diventasse preda di gazzettieri, interessati a squalificare il nome di organismi nati dalla Resistenza.

Con osservanza
Lilio Giannecchini


Lilo Giannecchini
c/o Pia Casa, via S. Lucia
55100 Lucca

25 Aprile 2014 - Lettera aperta al Tirreno di Lucca

20140424_Lettera_Lilio_Tirreno_25_Aprile

Lettera di solidarietà al Sindaco Tambellini da parte di Lilio Giannecchini

Lucca, lì 30 gennaio 2014

Lettera aperta al Sindaco di Lucca Alessandro Tambellini

OGGETTO: Lettera di solidarietà al Sindaco Tambellini da parte di Lilio Giannecchini

Egregio Sindaco,
ho appreso con un po' di ritardo della odiosa azione di provocazione compiuta nei suoi confronti, per la quale le offro la mia piena solidarietà, che lei dovrebbe apprezzare in misura maggiore in quanto proveniente da un vecchio combattente partigiano che ha subito anche l'aggressione fisica a colpi di bastone la scorsa vigilia di Natale. La mia solidarietà la dovrebbe particolarmente apprezzare non solo per questo motivo ma anche per il fatto che gliela offro, dimentico della sua mancata solidarietà nei miei confronti in quell'occasione nonché del ruolo da lei svolto relativamente alla mia esautorazione dalla Direzione dell'Istituto Storico della Resistenza di Lucca, da me portato ai primi posti, con il pretesto della mia lettera personale inviata al prof. Sereni, per la quale sono stato incriminato, tra grandi proclami e clamori dei mezzi di informazione, ed assolto da un magistrato onesto ed imparziale nell'assordante silenzio degli stessi mezzi di informazione; all'esautorazione ingiusta sarebbe dovuta seguire il reintegro nelle funzioni da me espletate.

Né questo è stato il peggior effetto delle azioni congiunte portate contro di me nell'assoluta indifferenza dei mezzi di informazione, che in qualche caso hanno pubblicai solo piccoli spunti tipo “gossip”: sono stato escluso illegittimamente dal palco delle celebrazioni di tutte le cerimonie relative alla Resistenza, io che ho combattuto nelle Resistenza ed ho dedicato la mia vita e la mia opera per mantenerne viva la memoria. Tra gli effetti possibili c'è stata quella dell'aggressione fisica alla mia persona e delle offese e minacce alla sua persona.

Tutto ciò dovrebbe costituire per lei momento e motivo di riflessione.

Cav. Lilio Giannecchini, detto Toscano
Vice-Comandante della Brigata Partigiana “Oreste”

Consiglio Comunale e Provinciale congiunto del prossimo 5 settembre sulla Liberazione di Lucca -ore 17:00 Palazzo Ducale- RICHIESTA DI INTERVENTO

Ai Presidenti del Consiglio ed ai capogruppo del Comune e della Provincia di Lucca

FAX. +390583442505, +0583417326

e p.c. Spett. Prefetto e Questore di Lucca
FAX. +390583424666, +390583455413

OGGETTO: Consiglio Comunale del prossimo 5 settembre sulla Liberazione di Lucca -ore 17:00 Palazzo Ducale- RICHIESTA DI INTERVENTO

In rapporto ai tragici eventi relativi all'eccidio della Farneta, che conobbe il suo inizio alle ore 23,45 del 2 settembre 1944, il Comitato a Difesa dell'ISTORES di Lucca ritiene necessario ricordare questa data e la successiva Liberazione di Lucca con la dovuta solennità e col rendere pubblica la memoria relativa ai nomi ed alle circostanze dei due avvenimenti, purtroppo non collegati fra di loro -Lucca era già stata liberata il 5 di settembre, ma le SS erano ancora presenti nella Certosa il 6 settembre quando la colonna dei rastrellati, ivi compresi i certosini, partirono per una lunga marcia verso Carrara- ed il riconoscimento che si deve a coloro che riuscirono a ricreare la memoria dei fatti, in primis il dott. Domenico De Nozza, Dirigente dell'Ufficio Politico della Questura di Lucca, di cui abbiamo rintracciato una relazione dei fatti della Certosa, ed in seguito gli studiosi storici degli avvenimenti, fra cui spicca Nicola Laganà "Purtoppo sul nido d'implumi il nibbio fece sua preda", edito dall'ISTORES di Lucca, allora diretto da Lilio Giannecchini, che fu' promotore della pubblicazione. Lo stesso Lilio Giannecchini ha contribuito alla ricostruzione della liberazione di Lucca, riportando alla memoria i nomi dei quattro giovani partigiani che, a rischio della vita, informarono il Colonnello Sherman ed il Capitano Gandy , che stavano per ordinare il bombardamento di Lucca, definita "città fortificata", del fatto che i Tedeschi avevano abbandonato la città e che i cittadini di Lucca potevano essere considerati liberi.

Su sollecitazione di Giannecchini il Governo USA ha disposto la tumulazione dei due ufficiali americani nel cimitero nazionale statunitense di Arlington ed il Comune di Lucca ha attribuito la cittadinanza onoraria; sempre su iniziativa del Direttore Giannecchini il Comune di Lucca ha concesso una onorificenza ad
Alfonso Pardini, uno dei quattro patrioti che attraversarono l'Ozzari per avvisare gli americani (gli altri tre erano Guglielmo Bini, Giuseppe Lenzi e Alberto Mencacci)

Premesso tutto questo il Comitato chiede che vengano invitati al Consiglio Congiunto Comunale e Provinciale di Lucca del prossimo 5 settembre lo storico
Nicola Laganà, Lilio Giannecchini ed i parenti dei quattro coraggiosi patrioti, nonchè del Questore e del Prefetto di Lucca, depositari della memoria storica del dott. De Nozza.

Bruno Rossi
Presidente del Comitato a Difesa dell'Istores di Lucca


Lucca, lì 2 settembre 2013

Vita di un partigiano: Lilio Giannecchini racconta le esperienze di cui è stato testimone. Teatro di Verzura, Borgo a Mozzano, 9 agosto 2013



GIANNECCHINI LILIO (Toscano – Marini): breve storia di una vita segnata dall'essere entrato nella lotta partigiana in giovane età

Sono nato a Pascoso (Lucca) il solstizio d'estate del 1925.

I primi anni della mia vita si sono svolti nel territorio pescaglino e successivamente lucchese, dove ho compiuto studi tecnici.

A 17 anni, nel 1942, avendo partecipato ad un concorso indetto dall'Ansaldo nello stabilimento di Genova-Sampiedarena, come disegnatore tecnico sono entrato nella vita lavorativa e sono stato proiettato in un ambiente in cui i fermenti antifascisti erano vivi: il 23 Aprile del '43, infatti, entrai in una cellula Comunista e partecipai allo sciopero degli operai dello Stabilimento, indetto per protesta contro il vitto della mensa, carente per la sottrazione di alimenti e condimenti. I responsabili fascisti della zona si allarmarono moltissimo per questo sciopero ed infiltrarono un provocatore nella cellula, così che dopo poco (il 24 maggio) 32 di noi vennero arrestati e minacciati di deferimento al “Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato” per essere condannati a pene superiori ai 7 anni.

In effetti, invece, fui arruolato per forza ed inviato a Pinerolo, incorporato in un BTG di alpini, che si addestrava per essere spedito al fronte russo. Il mio addestramento durò dal 17 giugno al 25 luglio 1943, quando la caduta del fascismo provocò una stasi generale. Ed il mio compito di pulizia dei gabinetti perdurò fino all'8 settembre -data dell'armistizio e del contemporaneo scioglimento della divisione Pinerolo-.

I tedeschi si fecero vivi e si presentarono davanti alla caserma, ma davanti alla nostra decisa opposizione si ritirarono.

A questo punto la maggior parte dei soldati della Pinerolo, tra l'altro ormai sciolta, decise di spostarsi fino a San Dalmazzo di Tenda e da qui a Boves, dove sono stato testimone del feroce eccidio perpetrato dalla SS: ma meglio di me ha scritto Giorgio Bocca nella “Storia dell’Italia partigiana”.

Salvatomi dalla strage mi diressi verso Mondovì, e di lì a Savona e di poi in treno a Genova, ove presi contatto con i miei compagni genovesi, che stavano organizzando le SAP di città. Il CLN ligure ci inviò in montagna, a Capanne di Marcarolo, dove si formava la "III^a Brigata Liguria". Vengo assegnato al primo distaccamento.

Il 6 di Aprile 1944 i tedeschi circondano la zona e iniziano un rastrellamento. Il territorio non era idoneo alla difesa e i 730 partigiani male armati, senza nessuna possibilità di sganciamento, furono alla mercé dei nazisti: la Brigata venne distrutta. Furono fucilati 240 partigiani sul posto, 400 deportati in Germania (sopravvissuti in 17), 59 vengono fucilati al Passo del Turchino, riuscimmo a salvarci in poco più di 45. Riprendo la lotta a Genova al commando della II° Squadra GAP che operava in Genova sino a metà giugno del 1944: partecipando a varie azioni di Commando, tra cui l'attentato al Generale Parodi. Purtroppo 3 dei componenti su 7 furono catturati e fucilati, ragion per cui il CLN ci distaccò i superstiti in montagna presso il distaccamento Peter della Vl° Zona Operativa.

Ad agosto del 1944 vengo chiamato a Gorreto dal comando zona e con 34 uomini ci dirigiamo nella Val Borbera dove arrivammo il 23 di agosto mentre i tedeschi attaccavano il distaccamento che difendeva quella valle. Il combattimento durò 3 giorni: catturammo 70 prigionieri tedeschi e fascisti, ma il terzo giorno dovemmo ritirarci lasciando sul campo 12 compagni poiché 2 battaglioni tedeschi erano in procinto di accerchiarci. Dopo la battaglia il comando della VI Zona Operativa stabilì che il nostro battaglione Peter fosse trasformato in Brigata al comando di Scrivia (Ferrando Aurelio), con vice comandante Toscano (io stesso); da quel momento la nostra formazione occupò la Valle Sisola, Valle Borbera, Valle Curone e Valle Spinti, raggiungendo una forza di circa 400 uomini.

Verso la metà di agosto del 1944 ho partecipato alla battaglia di Barbagelata contro la colonna Farinacci, ottenendo una strepitosa vittoria. Barbagelata ebbe forte rilevanza strategica nella guerra partigiana. Investito più volte dall'attacco delle forze nazifasciste nel tentativo di scardinare il dispositivo partigiano, il 12 agosto 1944 venne messo a ferro e fuoco: le case vennero razziate e distrutte, l'antica chiesa fu oltraggiata e lordata, tre contadini della zona furono passati per le armi. Altri attacchi portarono nuove distruzioni e diversi partigiani caddero in combattimento. Ma venne il giorno in cui le "puntate" di tedeschi e fascisti non riuscirono più a raggiungere l'obiettivo, vennero cacciate dai partigiani e Barbagelata fu caposaldo di libertà.

Dal settembre al 14 Dicembre 1944 fummo una spina dell'esercito tedesco che transitava sulla importante strada Genova-Milano. I tedeschi si rafforzarono con 3 reggimenti della divisione Wrasof e ci attaccarono su tutto il nostro fronte cosicché, dopo una resistenza di 3 giorni, fummo costretto a ripiegare. Dopo il rastrellamento ci riorganizzammo e Scrivia assunse il comando della divisione che fu' intitolata a Pinan Cichero (Pinan morto in combattimento il 14 Dicembre, Cichero luogo dove sorsero le prime bande partigiane); io ad interim tenni il comando della 58° brigata Oreste fino al 1 Febbraio quando passai le consegna del comando a Tigre (Tasso Gino) -la cui figlia mi ha rintracciato da poco tramite Facebook- e la forza della Brigata aumentò fino a 511 uomini.
Durante questi mesi fu catturato il battaglione delle brigate nere dei presidi di Arquata, Novi Ligure e Tortona e catturati 302 tedeschi che furono sistemati in un campo di concentramento.

Nel Marzo 1945 mi fu assegnata una missione OSS con radio in collegamento con Algeri e ottenni 3 aviolanci di materiale alla settimana (armi, vestiario, munizioni e medicinali). Il 22 Aprile 1945 fu dato l'ordine d'insurrezione e fui incaricato di occupare tutta la Valle Scrivia lungo il percorso della importante strada Genova-Milano.

Nelle zone liberate provvidi a sminare tutti i fornelli dei ponti e delle strade; inoltre isolai i presidi tedeschi di Pietrabissara, Isola del Cantore, Ronco, Scrivia, Busalla, Casella. Catturai i soldati del presidio del deposito munizioni di Sarissola. Asportai le rotaie della ferrovia di Borgofornari, ove si trovava un treno armato di artiglieria da 280 ubicato in galleria. Intrapresi trattative di resa con il Generale Gunter Von Meinhold, Comandante della Divisione tedesca dislocata nel territorio da Moneglia ad Arenzano fino a Pietrabissara e occupava tutto il settore di Genova. La divisione era composta di 7.200 uomini. Dopo estenuanti trattative egli accettò di essere trasportato a Genova per firmare la resa nelle mani del Presidente del CLN Remo Scappini. Preso contatto con il comando del CLN di Genova chiesi l'invio di una vettura della Croce Rossa al fine di trasportare il Generale. L'autoambulanza arrivò a Casella alle cinque del mattino condotta da un certo dottore Romanzi, il quale fu fatto proseguire verso Savignone: alle ore 10 il Romanzi mi telefonò a Casella che stava partendo con il Generale e il suo aiutante (la linea telefonica era stata riattivata su mia iniziativa con la collaborazione di un funzionario locale).

Preparata la scorta di 15 partigiani, partimmo con un camion e la macchina su cui eravamo in tre e ci dirigemmo verso Genova - via Casella, Pedemonte, Moregalìo, Sanpierdarena.

A Sanpierdarena telefonammo a Remo Scappini, presso il comando del CLN, che fece proseguire l'ambulanza della Croce Rossa guidata dal Romanzi con il Generale Von Meinhold ed una macchina di scorta fino al comando.

Nel frattempo i presidi tedeschi della Valle Scrivia venivano disarmati; i prigionieri caricati sui treni vennero condotti al campo di concentramento allo stadio di Genova Marassi.

La guerra era finita.

Temevamo la perdita del 20% dei nostri uomini, ma fortunatamente esse furono imitate a poche unità.

Tutte le infrastrutture stradali nella direttrice Genova Milano, le strade provinciali e le infrastrutture elettriche furono salvate, garantendo l'accessibilità ed i rifornimenti alla città di Genova.

La nostra Brigata aveva catturato 2300 tedeschi, 75 ufficiali superiori e lo Stato Maggiore della Divisione tedesca, un deposito di munizioni, carri armati, il treno armato e cannoni da 88, mitragliatrici da 20, armi e munizioni al prezzo di 109 caduti. Ognuno di essi merita essere ricordato, soprattutto coloro che furono decorati.

Il medagliere della Brigata ricco di 3 medaglie d'oro, 14 d'argento, 14 di bronzo, 7 croci di guerra e la Stella dell'Unione Sovietica a ricordo del partigiano russo Fiodar Alexander Poetar (medaglia d'oro caduto nelle nostre file). Possiedo ricordi particolari in rapporto a tutti questi avvenimenti: tra essi il rapporto particolare che si è poi creato fra me ed il generale Von Meinhold, di cui ho custodito il cane per 6 anni che egli intendeva sopprimere, non potendolo portare con sè in prigionia; la tragica fine dell'interprete tedesco presente alla resa, fanatico nazista, che preferì suicidarsi dopo la sigla della resa; infine l'omaggio portato all'eroico partigiano russo Fiodar Alexander Poetar, gigante giovinetto, alla cui famiglia ho donato un lembo della nostra bandiera, che reca ancora un buco sulla sua componente rossa.

Tutto ciò l'ho fatto con spirito di Libertà e di Giustizia sociale, non so se ne sia valsa la pena, ma un giovane di 20 anni è orgoglioso di aver partecipato a questa lotta per la Libertà: questo lo dico perché dei volgari vili anonimi detrattori fascisti hanno parlato con disprezzo della mia giovane età in rapporto alla importanza degli avvenimenti di cui sono stato testimone.


Schermata
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Verzura_Presentazione_Lilio


Celebrazioni del 69° anniversario della fucilazione di don Aldo Mei: intervento di Lilio Giannecchini, custode pluriennale delle sue memorie

Emergendo dal forzato oblio, cui è stato costretto, Lilio Giannecchini, Direttore esautorato dell'ISTORES di Lucca, ricorda a tutti che egli è stato per oltre 25 anni il depositario dei cimeli di Don Aldo Mei, sottratti all'oblio del tempo e delle persone.

A riprova di quanto detto produce gli atti e le testimonianze scritte del nipote di Don Aldo Mei, Marco -che successivamente ha prodotto una dichiarazione in contraddizione-, nonché di Lucio Fioravanti, amico personale di don Natalino Mei, fratello di Don Aldo, che chiese il suo intervento per preservare le memorie ed i cimeli del martire, custoditi negli anni successivi in attesa di poterli conferire in una degna sede museale, da creare nella frazione di Fiano, dove il martire aveva esercitato il suo sacerdozio. E conclude: devo ricordare con dispiacere che a seguito di lunghe ed inesauste pratiche di vera e propria persecuzione, questi cimeli mi sono stati sottratti con artificio e che, a tutt'oggi, mi vuole anche emarginare dalle celebrazioni dell'anniversario della morte di Don Aldo Mei, per la cui memoria ho tanto operato.

Per concludere con le parole utilizzate da S.E. Castellani il 3 marzo del 2012 "chi ha buone orecchie per intendere, intenda".

Lilio Giannecchini
detto Toscano


Appello di Lilio Giannecchini, uno degli ultimi superstiti capi partigiani, a tutti gli iscritti all'ANPI nazionale ce gli hanno manifestato il sostegno e solidarietà nell'occasione dell'aggressione fascista subita alla vigilia del 24 dicembre 2012

Alla c.a dell'ANPI provinciale di Genova

e p.c. all'ANPI Nazionale

e p.c. alle sezioni dell'ANPI di Genova
Lucca, lì 22/05/2013

OGGETTO: Appello di Lilio Giannecchini, uno degli ultimi superstiti capi partigiani, a tutti gli iscritti all'ANPI nazionale ce gli hanno manifestato il sostegno e solidarietà nell'occasione dell'aggressione fascista subita alla vigilia del 24 dicembre 2012.

Cari compagni, le cicatrici sul cranio procuratemi dalla bastonatura ormai sono appena visibili, ma le cicatrici morali inflittemi dall'azione persecutoria di alcuni burocrati impadronitisi delle strutture dell'ANPI, che io ho contribuito a creare!, non solo sono ancora aperte ma per giunta sono state incrudite dall'ultima lettera pervenutami dal Comitato Provinciale di Genova, datata 8/5/2013, rigorosamente priva di firma e protocollo (vera e propria lettera anonima!), per cui non è possibile risalire agli eventuali estensori. D'altronde la stessa forma anonima ed apocrifa era stata scelta in precedenza da un presidente dell'ANPI Nazionale nella sua prima comunicazione di sospensione dall'associazione dall'ANPI per un anno, di cui si allega in parallelo la comunicazione inviatami.

Vane sono state le mie proteste e il presidente nazionale Smuraglia, finalmente scovato e costretto a disvelare la sua identità, ha, dopo aver violato il principio costituzionale recepito dall'art. 2 della Costituzione, inventato un Comitato di Garanzia ad hoc, che ha prolungato l'esame del mio ricorso fin oltre la scadenza della sospensione stessa. E' invero questo fatto dimostra l'ammaloramento delle strutture dell'ANPI: il presidente Smuraglia andava sottoposto al giudizio degli iscritti dell'ANPI e costretto a dimettersi per la vergognosa vicenda nella quale egli ha rivestito il ruolo principale.

Leggete tutti i documenti relativi a queste vicende ed inviate i vostri messaggi di protesta all'ANPI nazionale ed all'ANPI provinciale di Genova, e di solidarietà ad un vecchi partigiano stanco di combattere: tutto questo “per dignità non per odio”. Fate presto perchè sono sicuro che i miei detrattori contano anche sulla brevità del tempo della mia sopravvivenza.

Grazie
Lilio Giannecchini




Lilio Giannecchini, detto Toscano
Vice Comandante della Brigata Partigiana Oretse
Loc. Piazzanello, 16
Pescaglia (LU)

ALLEGATI:
Sulla via di da Sant'Anna di Stazzema appello a Napolitano (25/03/2013):
http://www.idealievalori.it/files/f0ef29049b7aa86a36a562ac8c0f21db-125.html


Lettera al Presidente Napolitano di Lilio Giannecchini (08/02/13)
http://www.idealievalori.it/files/eab4eb93c9e86f3a5032e0b45298f48b-124.html


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Lettera aperta di un comandante partigiano a Beppe Grillo

Lettera aperta di un comandante partigiano a Beppe Grillo

Caro Beppe,
sono Lilio Giannecchini, uno degli ultimi superstiti della lotta partigiana combattuta, avendo contribuito con la mia Brigata Oreste a liberare Genova, salvandola dalla distruzione programmata dai Nazisti.

Proprio oggi 25 aprile mi sono recato nei luoghi che videro la discesa della mia Brigata, ed ho celebrato a Busalla il 68 anniversario della liberazione. Siamo rimasti in pochi a ricordare che il 25 aprile è stato alla base della rinascita della nuova Italia e basta guardare i telementitori che ci hanno ammannito tutto eccetto che la memoria.

Ti dirò di più, io sono venuto a Genova per la celebrazione perché solo un nucleo di veri democratici, svincolati da apparati grigi di partito, hanno sentito l'esigenza di ascoltare la mia testimonianza: io vivo a Lucca, in completa solitudine, da quando con una congiura di palazzo sono riusciti ad esautorarmi dal mio incarico di Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza (di questo avvenimento ti allego il carteggio), e contestualmente delegittimandomi al punto da negarmi l'accesso al palco delle autorità per le celebrazioni del 25 aprile, cui avevo diritto per la mia stessa qualifica di partigiano combattente.

A seguire, tale Carlo Smuraglia, Presidente dell'ANPI (di cui sono uno dei fondatori), accogliendo una pretestuosa segnalazione dei soliti congiurati (ero accusato di aver fucilato ben 80 criminali di guerra, purtroppo tale accadimento non è realmente avvenuto), mi ha, senza rispettare alcuna norma statutaria e violando i diritti di difesa della persona, sospeso dall'ANPI per oltre un anno. Le mie proteste hanno cozzato contro un muro di gomma e di ipocrisia. Ho provato anche a rivolgermi al Presidente Napolitano, che dovrebbe essere il garante dei valori della Resistenza, ma dalla Presidenza della Repubblica per ben 2 volte ho ricevuto risposte anodine da un attaché militare.

Sono anche andato a S. Anna di Stazzema col labaro della mia Brigata Oreste, decorata da medaglie d'oro, argento e bronzo, mostrando un cartello in cui richiedevo il suo interesse: mi è stati impedito di accedere al sacrario dei caduti di cui ho contribuito a ricostruire la storia (tra l'altro il numero delle vittime è stato alterato in eccesso, aggiungendo altri caduti di altre zone ed Comune di S. Anna di Stazzema è stato decorato di medaglia d'oro al valor militare, anziché civile, a nome degli altri comuni martiri della Versilia; ti scrivo questo per farti presente il pressappochismo e la mala gestione anche delle memorie storiche da parte di questa parte dirigente para-democratica).

Ti invio anche la fotografia con cui documento quanto sopra. in questa atmosfera è maturata anche, a natale scorso, una aggressione a colpi di bastone sulla testa fatta da persona animata da volontà omicida nel chiuso di un cortile interno, di difficile accesso, della Casa del Clero (di cui ti mando gli articoli di stampa).

Avrei piacere di poterti illustrare a viva voce quanto successo e come si siano accaniti in tanti, soprattutto del PD, contro un povero vecchio di 88 anni, colpevole solo di essere stato coerente con le proprie idee e con la propria storia personale.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Vice-Comandante della Brigata Oreste

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Memorie Antifasciste, ll partigiano e i bambini - "Avevamo vent'anni e oltre il ponte"



Oltre il ponte
Un bellissimo testo di Calvino, nato ovviamente dall'esperienza di Cantacronache, ricorda la sua militanza nella Resistenza e la necessità di tramandare alle future generazioni i valori che stavano alla base di quella scelta.

È stato recentemente interpretato anche da Moni Ovadia insieme ai
Modena City Ramblers nell'album collettivo "Appunti Partigiani" (con un arrangiamento musicale ispirato alla musica originale di Sergio Liberovici e al tradizionale irlandese "The Blacksmith"). Ancora più recentemente è entrato a far parte, con risultati straordinari, del repertorio degli Apuamater Indiesfolk di Davide Giromini, che la propongono spesso durante i loro spettacoli (così, ad esempio, il 1° maggio 2008 a Sesto Fiorentino, all'Istituto De Martino).


O ragazza dalle guance di pesca,
O ragazza dalle guance d'aurora,
Io spero che a narrarti riesca
La mia vita all'età che tu hai ora.
Coprifuoco: la truppa tedesca
La città dominava. Siam pronti.
Chi non vuole chinare la testa
Con noi prenda la strada dei monti.

Silenziosi sugli aghi di pino,
Su spinosi ricci di castagna,
Una squadra nel buio mattino
Discendeva l'oscura montagna.
La speranza era nostra compagna
Ad assaltar caposaldi nemici
Conquistandoci l'armi in battaglia
Scalzi e laceri eppure felici.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l'altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent'anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l'amore.

Non è detto che fossimo santi,
L'eroismo non è sovrumano,
Corri, abbassati, dài, balza avanti,
Ogni passo che fai non è vano.
Vedevamo a portata di mano,
Dietro il tronco, il cespuglio, il canneto,
L'avvenire d'un mondo più umano
E più giusto, più libero e lieto.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l'altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent'anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l'amore.

Ormai tutti han famiglia, hanno figli,
Che non sanno la storia di ieri.
lo son solo e passeggio tra i tigli
Con te, cara, che allora non c'eri.
E vorrei che quei nostri pensieri,
Quelle nostre speranze d'allora,
Rivivessero in quel che tu speri,
O ragazza color dell'aurora.

Avevamo vent'anni e oltre il ponte
Oltre il ponte che è in mano nemica
Vedevam l'altra riva, la vita,
Tutto il bene del mondo oltre il ponte.
Tutto il male avevamo di fronte,
Tutto il bene avevamo nel cuore,
A vent'anni la vita è oltre il ponte,
Oltre il fuoco comincia l'amore. *

*In alcune versioni l'ultimo ritornello viene ripetuto.

Sulla via di da Sant'Anna di Stazzema appello a Napolitano

Pubblichiamo la nota che il Vice-Comandante partigiano Lilio Giannecchini, detto Toscano, ha inviato al Presidente Napolitano da San'Anna di Stazzema in data 24/03/2013 e la dichiarazione che ha affidato al Comitato a Difesa dell'ISTORES affinché esso venisse divulgato:

"E' stato un vero peccato che mi sia stato impedito l'accesso a Sant'Anna di Stazzema, per la ricostruzione della quale ho impiegato molto impegno. Avrei potuto spiegare al Presidente Napolitano che il numero reale delle vittime civili di S. Anna non era di 560 persone am di 402, essendo state impropriamente accomunate altre vittime della ferocia nazifascista, in aree geografiche adiacenti, avvenute anche 15 giorni successivamente dopo la strage di S. Anna, fino a far giungere il numero totale delle vittime a 560. Questa contabilità potrebbe sembrare farraginosa, in realtà nascono due conseguenze da essa: 1) la medaglia d'oro concessa a S. Anna è stata data al Comune di Stazzema anche in rappresentanza di altri 7 comuni martiri della Versilia, che a buon titolo dovrebbero essere fregiati ognuno di copia della medaglia stessa; 2) le stragi così come fra loro connesse non possono essere assolutamente interpretate come "rappresaglia" dei tedeschi per le attività partigiane nella zona, attività in sé per sé non di grande rilievo, ma come parte di una strategia militare tedesca che, sulla base della pianificazione di stragi nei confronti della popolazione civile, intendeva creare uno stato di terrore nella stessa popolazione per ostacolare vieppiù l'avanzata delle forze alleate. A questo proposito è importante rilevare che la concessione della Medaglia d'Oro fosse stata indirizzata al valor civile, sottolineando così, l'orrendo ed ingiustificabile piano dei nazifascisti, anziché al Valor Militare, che farebbe supporre che ci fosse stata una azione di tipo militare da parte di civili inermi".
Lilio Giannecchini, detto Toscano, Vice-Comandate della Brigata Partigiana Oreste


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Lettera al Presidente Napolitano di Lilio Giannecchini

Spett. Redazione

Sopravvissuto alla barbara aggressione, di cui l'autore non è ancora stato identificato,

Nazisti

ma la cui natura omicida e fascista, nella modalità dell'esecuzione, è certa ed inequivocabile, mi trovo anche oggetto di persecuzione politica ed amministrativa da parte non connotabile come fascista. A riprova di quanto affermo vi invio la copia dell'appello da me inviato al Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano, che spero mi dedichi tanta attenzione quanto ne è stata data ad un giornalista condannato, in via definitiva, a causa del perseverare in diffamazione aggravata a mezzo stampa. La lettera è consultabile con gli allegati sul sito www.idealievalori.it
http://www.idealievalori.org/files/eab4eb93c9e86f3a5032e0b45298f48b-124.html

Lilio Giannecchini



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Bibliografia degli articoli che hanno trattato la questione del Concorso per ricercatore in Storia Contemporanea, svoltosi a Ragusa e vinto da un Architetto

Da: Lilio Giannecchini
Data: 02 febbraio 2013 19.19.25 GMT+01.00

A: Simone Neri Serneri

Cc: biblioteca@insmli.it, formazione@insmli.it, italiacontemporanea@insmli.it, redazione_insmli@insmli.it, redazione_novecento@insmli.it, scuola.superiore@insmli.it, isral@isral.it, istorico@racine.ra.it, segreteria@storiamarche900.it, resvalleehis@libero.it, istitutocs@virgilio.it, biblioteca.ISML@provincia.ap.it, israt@libero.it, info@israt.it, antifascismo@bcr.puglia.it, isbrec@isbrec.191.it, info@isrec.it, istituto@istitutoparri.it, isp-res@iperbole.bologna.it, landis@landis.191.it, issrac@email.it, issrass@gmail.com, issras@tiscali.it, issicocatania@yahoo.it, istitutoarcuri@tiscalinet.it, isc-como@isc-como.org, angelabellardi@libero.it, direttore@istitutoresistenzacuneo.it, ismlfermo@virgilio.it, isco.ferrara@gmail.com, istorecofo@gmail.com, istorecoce@libero.it, ilsrec@aruba.it, segreteria@isgrec.it, info@cidra.it, isrecim@virgilio.it, iasricistitutostoria@virgilio.it, isr@laspeziacultura.it, istoreco.livorno@gmail.com, ilsreco@libero.it, iststores@tiscali.it, isreclu.versilia@gmail.com, isrec@emporanea.191.it, ist.storia@domino.comune.mantova.it, istituto@istlec.fastwebnet.it, segreteria@fondazionememoria.it, r.innocenti@fondazionememoria.it, istituto@istitutostorico.com, istitutocampano@libero.it, icsrcaserta@libero.it, fornara@fausernet.novara.it, ivsr@unipd.it, direzione@istitutostoricoparma.it, resiste@unipv.it, isuc@crumbria.it, iststoriapesaro@provincia.ps.it, isrecpc@tin.it, ispresistenza@tiscalinet.it, nino.ianni@provincia.ms.it, staff@istoreco.re.it, iststor.rn@libero.it, irsifar@libero.it, isrec@isrecsavona.it, info@fondazioneisec.it, istituto.siena@virgilio.it, anpison@libero.it, direzione@istoreto.it, paola.olivetti@ancr.to.it, info@museostorico.it, storia@istresco.org, irsml@irsml.it, ifsml@ifsml.it, istituto@storia900bivc.it, istituto.varesino@gmail.com, info@iveser.it, info@istrevi.it, micheletti@fondazionemicheletti.it, dilettacolosio@libero.it, info@fondazioneferramonti.it, d.tromboni@comune.fe.it, istituto@fratellicervi.it, segreteria@istitutogasparini.it, biblioteca@bfs.it, associazione@olokaustos.org, isrev@hotmail.it, difesaistitutostorico@gmail.com, vittorio.toscano@tiscali.it, insmli-mailing-list@googlegropups.com, Ivano Tognarini , Alberto De Bernardi , Onida Valerio , Claudio Silingardi , firenze@repubblica.it, m.zadro@repubblica.it, l.montanari@repubblica.it, s.fortuna@repubblica.it, s.bertuccelli@repubblica.it, g.smorto@repubblica.it, segreteria-firenze@repubblica.it, ilicia.d@gmail.com


Oggetto: Bibliografia degli articoli che hanno trattato la questione del Concorso per ricercatore in storia contemporanea, svoltosi a Ragusa e vinto da un Architetto Fwd: Assoluzione completa di Lilio Giannecchini

Questa è la ricca bibliografia con i link agli articoli di molti quotidiani, alcuni diffusi a livello nazionale, che hanno trattato la questione del Concorso Universitario per ricercatore in Storia Contemporanea, svoltosi a Ragusa, nel corso del quale la Commissione, presieduta dal prof. Simone Neri Serneri, ha selezionato un architetto quale vincitore dello stesso. Non ho trovato smentite pubblicate sui media, se qualcuno le ha me le può recapitare, avrò piacere senz'altro di pubblicizzarle.

Rammento al prof. Simone Neri Serneri, attento lettore di cronaca locale, che su sua richiesta l'INSMLI ha illegittimamente deliberato la sospensione dalla mia carica di Direttore dell'ISTORES di Lucca per un articolo di giornale apparso sulla cronaca locale, che riportava la mia posizione di semplice indagato, quale io sono stato, per giunta ingiustamente. Nel proprio caso egli ha invece invocato principi superiori, secondo un costume invalso in era berlusconiana, per i quali bisognerebbe attendere un giudizio definitivo della magistratura sul suo operato.

Non c'è più nessuno pronto a correre a Milano per scandalizzarsi ed interrompere nuovamente, fuori dall'ODG, un'assemblea dell'INSMLI per Deliberare in merito? Il Consiglio Direttivo dell'Istituto storico fiorentino non prenderà in esame la sospensione o la destituzione del Direttore prof. Simone Neri Serneri? E costui non sentirà il dovere morale di dimettersi? A questi attori la risposta.

Attendo anche un parere illuminato del prof. Claudio Silingardi, che a suo tempo espresse la propria solidarietà al prof. Neri Serneri per quel che aveva detto e fatto il 17/12/2010 al Consiglio Generale dell'INSMI, che egli ora si trova a dirigere. Dicevano i latini "simul stabunt simul cadent".

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Vicecomandante della Brigata Oreste
Soggetto delegittimato ingiustamente e perseguitato fino a subire una bastonatura con intenti omicidi, per la quale il professore, così attento alla lettura dei giornali locali, non ha nemmeno offerto solidarietà


(Il Fatto quotidiano -1)
E l’architetto vince il concorso da storico all’Università di Catania
A Ragusa, alla facoltà di Lingue, entra una candidata esterna alla facoltà e vince la cattedra. Il ricercatore escluso ricorre al Tar. La Commissione ha giudicato "eccentrica" la laurea in Architettura ma le ha dato il posto
www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/07/e-larchitetto-vince-il-concorso-da-storico-alluniversita-di-catania/256094/

(Il Fatto quotidiano -2)
www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/13/catania-ricorso-sul-concorso-alluniversita-ma-il-tar-decidera-tra-un-anno/292570/

(La Repubblica)
www.repubblica.it/rubriche/la-scuola-siamo-noi/2012/05/27/news/la_mala_universit-36040561/

(il manifesto)
http://www.unifi.it/uspur/upload/sub/Rassegna%20Stampa/SIL2086_70.pdf

(La Repubblica - Palermo -1)
ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/06/20/catania-vince-concorso-senza-dottorato-il-caso.html

(La Repubblica - Palermo -2)
ricerca.gelocal.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/06/23/quei-concorsi-universitari-zone-franche-delle-regole.html

(L'Unità)
www.unita.it/italia/universita-l-odissea-di-uno-storico-br-al-suo-posto-ci-va-un-architetto-1.432207

(Corriere della Sera)
www.corriere.it/cronache/12_luglio_24/universita-concorso-sospetto-catania_25292514-d515-11e1-9251-6da620bfc4cf.shtml

(Linkiesta)
www.linkiesta.it/concorso-truccato

(Affari italiani - Libero.it -1)
affaritaliani.libero.it/cronache/concorso-sospetto-all-universit-di-catania060612.html

(Affari italiani -2)
affaritaliani.libero.it/cronache/concorso-a-catania-tutto-rinviato-al-2013120712.html

(Qualcosa di sinistra - Berlinguer.it)
http://www.qualcosadisinistra.it/2012/05/31/scandalo-a-catania-la-cattedra-di-storia-ad-un-architetto-senza-dottorato/

(Globalist)
www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=17481&typeb=0&Architetto-vince-il-concorso-di-storia

(Corriere di Ragusa)
www.corrierediragusa.it/articoli/attualità/vittoria/18110-concorso-in-storia-contemporanea-universita-di-catania-vince-larchitetto-ma-non-lo-storico.html

(Gazzetta del Sud)
www.giustizia-amministrativa.it/rassegna_web/120605/1ft61n.pdf

(Radio24)
www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Italia+in+controluce&articolo=concorsi-universita-truccati-reportage
http://audio.radio24.it/radio24_audio/2012/120723-italia-in-controluce.mp3

(Roars)
www.roars.it/online/?p=8618

(Cronache laiche)
http://www.cronachelaiche.it/cl/2012/06/eutanasia-per-luniversita/

(CtZen - 1 - Portale Università Catania)
http://www.facebook.com/l/pAQGvEJodAQHnWQoDoap--wgyqtzsp_wnCSqgSpow5g5Xjw/ctzen.it/2012/05/15/unict-concorso-sospetto-a-ragusa-il-caso-approda-in-parlamento/

(CtZen - 2)
http://www.facebook.com/l/2AQFaI_KvAQGKFyNUCrGeV6zNPcNky2gjZtdR7HvCXKL5aQ/ctzen.it/2012/07/11/unict-sul-concorso-sospetto-decidera-il-tar-ludienza-di-merito-fissata-tra-un-anno/

(Centonove - settimanale di economia e politica)
www.augustocavadi.eu/public/public/?p=2417

(Il Cittadino - Siena)
http://www.ilcittadinoonline.it/news/149447/Scandalo_all_Universit%C3%A0_di_Catania.html


CLICCA QUI PER SCARICARE LA RACCOLTA COMPLETA DEGLI ARTICOLI SOPRA CITATI
Serneri_Bibliografia_Articoli giornalistici sul concorso universitario

L'interrogazione del deputato Corsini al Ministro dell'Istruzione per avere chiarimenti in merito alla vicenda che ha visto coinvolto il prof. Simone Neri Serneri

In merito alla replica del prof. Simone Neri Serneri è utile apprendere lo svolgimenti dei fatti esposti da una interrogazione a risposta scritta al Ministro dell'Istruzione del maggio 2012.


ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA

interrogazioneparlamentarecorsini14-05-2012 1

Interrogazioni a risposta scritta:

CORSINI. — Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere


– premesso che:

l’11 agosto 2011, con decreto rettorale, l’università degli studi di Catania indiceva una selezione pubblica per la stipula di 13 posti a contratto di lavoro a tempo determinato (3 anni+2 anni) per lo svolgimento di attività di ricerca, didattica e didattica integrativa tra cui 1 presso la facoltà di lingue e letterature straniere con sede esclusiva a Ragusa, da assegnarsi mediante concorso pubblico. Il settore concorsuale bandito era 11/A storia con-temporanea, il settore scientifico disciplinare M-STO/04 storia contemporanea;
il 4 ottobre 2011, con decreto rettorale, l’università degli studi di Catania nominava le commissioni per i 13 con-corsi, tra cui il suddetto concorso. La commissione per il concorso per ricercatore in storia contemporanea, nominata dal rettore, era formata da: Luigi Masella (università di Bari), Simone Neri Serneri (università di Siena), Alessandra Staderini (università di Firenze);

il 3 novembre 2011, la commissione si riuniva e nominava Simone Neri Serneri presidente della stessa, Alessandra Staderini segretario. La commissione dichiarava di effettuare una valutazione preliminare dei candidati, con motivato giudizio analitico sui titoli, sul curriculum e sulla produzione scientifica, ivi compresa la tesi di dottorato. Attribuiva fino ad un massimo di 30 punti per la valutazione dei titoli, e fino a un massimo di 70 punti per la valutazione delle pubblicazioni. Stabiliva che la valutazione comparativa fosse effettuata sulla base del possesso del titolo di dottore di ricerca o equivalente conseguito in Italia o all’estero e aggiungeva che, ai sensi dell’articolo 7 del bando di selezione, costituivano titoli preferenziali il dottorato di ricerca e le attività svolte in qualità di assegnisti di ricerca. La com-missione dichiarava di effettuare la valutazione comparativa delle pubblicazioni sulla base dei seguenti criteri: originalità, innovatività, importanza di ciascuna pubblicazione scientifica e congruenza di ciascuna pubblicazione con il settore scientifico-disciplinare per il quale era bandita la procedura, stabilendo nello specifico i parametri di valutazione, la commissione si discostava dai criteri usati dalle altre commissioni dello stesso concorso, in particolare sui seguenti punti: relativamente ai titoli, sul punto a) la commissione abbassava a 4 punti (anziché 7 punti) il punteggio massimo attribuito al titolo di dottore di ricerca o equivalente; relativa-mente alle pubblicazioni, sul puntob) la commissione aumentava a 20 punti (anzi-ché 10 punti) il punteggio massimo attribuito a ciascuna monografia (con la puntualizzazione, comunque, che fosse congruente con il settore scientifico-disciplinare stabilito nel bando);

il 17 novembre 2011 la commissione procedeva alla formulazione dei giudizi individuali e collegiali sui titoli, le pubblicazioni ed i curricula presentati dai 14 candidati, individuando i 6 candidati comparativamente più meritevoli, che venivano ammessi alla successiva fase della selezione, consistente nella discussione dei titoli e della produzione scientifica;

il 19 dicembre 2011 i candidati selezionati discutevano innanzi alla commissione i propri titoli e la propria produzione scientifica, senza che venisse attribuito, come da bando, alcun punteggio aggiuntivo ma solo una semplice ammissione alla valutazione finale. Infine, i candidati venivano sottoposti all’accertamento della conoscenza della lingua straniera (inglese), anche in questo caso senza alcun tipo di attribuzione di punteggio, come da bando, ma con una semplice dichiarazione di idoneità;

al termine di ognuna delle discussioni sostenute pubblicamente i 6 candidati, unitamente agli astanti, venivano invitati a lasciare l’aula affinché la commissione potesse svolgere l’attività di valutazione dei titoli e delle pubblicazioni, sulla base dei criteri stabiliti nel regolamento di ateneo e nel bando, procedendo all’attribuzione del punteggio analitico e complessivo. All’esito di tale fase, il 20 dicembre 2011, la com-missione attribuiva un punteggio di 89,3 punti alla candidata architetto Melania Nucifora, che risultava prima classificata, ed un punteggio di 86,45 punti al dottor Giambattista Scirè, che risultava secondo classificato;

il 22 dicembre 2011, con decreto del rettore, la commissione confermava l’esito della selezione, e il 28 dicembre 2011 l’architetto Nucifora firmava l’atto di assunzione quale ricercatore a tempo determinato in Storia contemporanea presso l’università di Catania;

il 23 gennaio 2012 Scirè, tramite l’avvocato Fabrizio Traina, effettuava l’accesso agli atti della suddetta procedura selettiva, da cui emergevano profili di illegittimità e palesi irregolarità, per cui proponeva il ricorso giurisdizionale al Tar di Catania infatti dalla documentazione presentata l’architetto Nucifora, vincitrice del concorso, risultava essere in possesso di una laurea in architettura conseguita presso l’istituto universitario di architettura di Venezia, laurea non attinente o congrua al settore concorsuale bandito; risultava non essere in possesso del titolo di dottorato di ricerca, come si evinceva anche dai giudizi della stessa commissione; risultava avere, infine, un profilo accademico e un’attività di studio non congrue al settore scientifico-disciplinare del bando di concorso;

nella fattispecie la vincitrice risultava in possesso di: un master afferente a « Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale » (sett. scient-disc. Icar-15 e al sett. conc. 08/F); assegni di ricerca e incarichi di docenza relativi al settore disciplinare « Storia dell’architettura » (Icar-18); partecipazioni a convegni di studio su gestione del territorio, urbanistica, architettura, archeologia. L’archi-tetto Nucifora risultava aver ottenuto inoltre, senza possedere il requisito del dottorato di ricerca, diversi incarichi di docenza presso l’università di Catania, in più facoltà (ingegneria, lettere e filosofia). Si evinceva la presenza, tra le pubblicazioni presentate dalla candidata vincitrice, di due saggi contenuti rispettivamente in due volumi curati dal presidente stesso della commissione, Neri Serneri;

era documentata, inoltre, la presenza di un volume del presidente della com-missione, Neri Serneri, nel programma d’esame del corso di Storia dell’architettura tenuto dall’architetto Nucifora (a.a.
2008-2009);


Continua ...

CONTROREPLICA di Lilio Giannecchini replica al Direttore dell'ISRT Simone Neri Serneri

Da: Lilio Giannecchini
Data: 31 gennaio 2013 19.42.43 GMT+01.00
A: Simone Neri Serneri
Cc: biblioteca@insmli.it, formazione@insmli.it, italiacontemporanea@insmli.it, redazione_insmli@insmli.it, redazione_novecento@insmli.it, scuola.superiore@insmli.it, isral@isral.it, istorico@racine.ra.it, segreteria@storiamarche900.it, resvalleehis@libero.it, istitutocs@virgilio.it, biblioteca.ISML@provincia.ap.it, israt@libero.it, info@israt.it, antifascismo@bcr.puglia.it, isbrec@isbrec.191.it, info@isrec.it, istituto@istitutoparri.it, isp-res@iperbole.bologna.it, landis@landis.191.it, issrac@email.it, issrass@gmail.com, issras@tiscali.it, issicocatania@yahoo.it, istitutoarcuri@tiscalinet.it, isc-como@isc-como.org, angelabellardi@libero.it, direttore@istitutoresistenzacuneo.it, ismlfermo@virgilio.it, isco.ferrara@gmail.com, istorecofo@gmail.com, istorecoce@libero.it, ilsrec@aruba.it, segreteria@isgrec.it, info@cidra.it, isrecim@virgilio.it, iasricistitutostoria@virgilio.it, isr@laspeziacultura.it, istoreco.livorno@gmail.com, ilsreco@libero.it, iststores@tiscali.it, isreclu.versilia@gmail.com, isrec@emporanea.191.it, ist.storia@domino.comune.mantova.it, istituto@istlec.fastwebnet.it, segreteria@fondazionememoria.it, r.innocenti@fondazionememoria.it, istituto@istitutostorico.com, istitutocampano@libero.it, icsrcaserta@libero.it, fornara@fausernet.novara.it, ivsr@unipd.it, direzione@istitutostoricoparma.it, resiste@unipv.it, isuc@crumbria.it, iststoriapesaro@provincia.ps.it, isrecpc@tin.it, ispresistenza@tiscalinet.it, nino.ianni@provincia.ms.it, staff@istoreco.re.it, iststor.rn@libero.it, irsifar@libero.it, isrec@isrecsavona.it, info@fondazioneisec.it, istituto.siena@virgilio.it, anpison@libero.it, direzione@istoreto.it, paola.olivetti@ancr.to.it, info@museostorico.it, storia@istresco.org, irsml@irsml.it, ifsml@ifsml.it, istituto@storia900bivc.it, istituto.varesino@gmail.com, info@iveser.it, info@istrevi.it, micheletti@fondazionemicheletti.it, dilettacolosio@libero.it, info@fondazioneferramonti.it, d.tromboni@comune.fe.it, istituto@fratellicervi.it, segreteria@istitutogasparini.it, biblioteca@bfs.it, associazione@olokaustos.org, isrev@hotmail.it, difesaistitutostorico@gmail.com, vittorio.toscano@tiscali.it, insmli-mailing-list@googlegropups.com, Ivano Tognarini , Alberto De Bernardi , Onida Valerio , Claudio Silingardi , firenze@repubblica.it, m.zadro@repubblica.it, l.montanari@repubblica.it, s.fortuna@repubblica.it, s.bertuccelli@repubblica.it, g.smorto@repubblica.it, segreteria-firenze@repubblica.it, ilicia.d@gmail.com
Oggetto: Re: Assoluzione completa di Lilio Giannecchini

Egregio professore Serneri,
l'incipit della sua risposta "caro" mi suona ipocrita, considerando il
male che mi ha procurato ingiustamente.

Le argomentazioni successive da lei addotte dimostrano, ancora una
volta, una tecnica elusiva-distrattiva ed una volontà di non
rispondere puntualmente alle domande che le sono state fatte, prassi
comune alle persone che non intendono confrontarsi con altre soggetti,
relativamente alle proprie responsabilità.

La sua intenzione di non rispondere più via email le fa onore, anche
perché in questa maniera potrà evitare errori grammaticali: tuttavia
devo ancora ribadirle, via email, quanto nella mia risposta precedente
è rimasto insoluto, a partire dalla sequenza, assolutamente
straordinaria, del suo intervento all'INSMLI il 17/12/2010. Ella,
morso dalla tarantola della lettura di quotidiani locali di Lucca, si
è precipitato a quella seduta al posto del suo Presidente Tognarini,
che, in rapporto alla questione che intendeva illustrare al Consiglio
generale dell'INSMLI ed alla Delibera da lei sollecitata al di là di
ogni ragionevole rispetto procedurale, doveva affidarle specifico
mandato -data la gravità della vicenda-. Non esiste alcuna
giustificazione che ella possa portare per un comportamento così
anomalo ed infatti ella non tenta nemmeno di replicare su questo
punto.

Le farneticazioni successive sulla "deontologia" sono degne di nota,
soprattutto se si pensa che ben altra deontologia dovrebbe ispirare un
Presidente di commissione concorsuale, tenuto per sua carica a
rispettare e far rispettare i regolamenti ed in primis la verifica dei
titoli dei concorrenti aspiranti alla selezione. Ora ella, che per un
semplice indagato, quale io sono stato, per giunta ingiustamente, ha
invocato principi superiori, sostiene, secondo un costume invalso in
era berlusconiana, che bisognerebbe attendere un giudizio definitivo
della magistratura sul suo operato.

In realtà la Magistratura adita fin ora è di tipo amministrativo e
quindi il giudizio è confinato al livello amministrativo, a meno che,
venendo alla luce elementi di natura penale, questi ultimi non vengano
trasmessi alla Procura della Repubblica competente. Ma questa
riflessione, le ripeto, è assolutamente incongrua, considerando che
ella mi ha aggredito senza aver nessun elemento giudiziario acclarato.
In sostanza si tratta della solita vicenda evangelica del fuscello
nell'occhio altrui contro un trave nel proprio. Per rispetto di quanti
ci leggono si dimetta dalla carica di Direttore di un Istituto Storico
della Resistenza, come quello fiorentino, lasciando il posto a persona
degna della carica.

Chiedo a quanti ci leggono di esprimere il proprio parere su questa
triste vicenda.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Vicecomandante della Brigata Oreste
Soggetto delegittimato ingiustamente e perseguitato fino a subire una
bastonatura con intenti omicidi, per la quale il professore, così
attento alla lettura dei giornali locali, non ha nemmeno offerto
solidarietà


Continua ...

"Ricordata la piccola vittima dei nazisti Liliana Urlbach" - Il Tirreno

20130129_Fornaci_Urlbach

20130129_Fornaci_UrlbachContinua ...

Giorno della Memoria - Commemorazione della piccola bambina ebrea Liliana Urlbach

Comunicato Stampa

Nella mattinata del 27 gennaio è avvenuta la commossa commemorazione della piccola bambina ebrea Liliana Urlbach, deportata ad Auschwitz ed avviata immediatamente con la propria madre alla camera a gas ed il fratellino di 5 anni.
Alla presenza di tre assessori del Comune di Bagni di Lucca (Marcello Lucchesi, Maurizio De Mattia, Giuseppe Zago) e di un rappresentante, per le comunità ebraiche, dell'Associazione Italia Israele, Lilio Giannecchini, vice-comandante della Brigata partigiana Oreste, ha ricordato la terribile sequenza delle persecuzioni subite dalla comunità ebraica in provincia di Lucca, dapprima confinata a Castelunovo di Gafagnana e di poi, dopo essere stati per un certo periodo a Bagni di Lucca, avviata al campo di sterminio di Auschwitz.
E' stato deposto anche un cuscino floreale, sormontato dalla stella di David, ed è stato accesa una lampada votiva che, abitanti del luogo, si sono impegnati ad alimentare.
In un intervento finale uno dei partecipanti, il dott. Bruno Rossi, ha proposto di dare un seguito alla cerimonia predisponendo un successivo convegno per dare all'intero avvenimento una gista dimensione, ricordando anche gli altri membri della comunità ebraica ed il loro destino.
Comitato a Difesa dell'ISTORES

20130127_Lilio_Memoria_Urlbach_BLucca

Lilio Giannecchini replica al Direttore dell'ISRT Simone Neri Serneri

Da: Lilio Giannecchini
Data: 29 gennaio 2013 21.08.54 GMT+01.00
A: Istituto Storico della Resistenza in Toscana
Cc: biblioteca@insmli.it, formazione@insmli.it, italiacontemporanea@insmli.it, redazione_insmli@insmli.it, redazione_novecento@insmli.it, scuola.superiore@insmli.it, isral@isral.it, istorico@racine.ra.it, segreteria@storiamarche900.it, resvalleehis@libero.it, istitutocs@virgilio.it, biblioteca.ISML@provincia.ap.it, israt@libero.it, info@israt.it, antifascismo@bcr.puglia.it, isbrec@isbrec.191.it, info@isrec.it, istituto@istitutoparri.it, isp-res@iperbole.bologna.it, landis@landis.191.it, issrac@email.it, issrass@gmail.com, issras@tiscali.it, issicocatania@yahoo.it, istitutoarcuri@tiscalinet.it, isc-como@isc-como.org, angelabellardi@libero.it, direttore@istitutoresistenzacuneo.it, ismlfermo@virgilio.it, isco.ferrara@gmail.com, istorecofo@gmail.com, istorecoce@libero.it, ilsrec@aruba.it, segreteria@isgrec.it, info@cidra.it, isrecim@virgilio.it, iasricistitutostoria@virgilio.it, isr@laspeziacultura.it, istoreco.livorno@gmail.com, ilsreco@libero.it, iststores@tiscali.it, isreclu.versilia@gmail.com, isrec@emporanea.191.it, ist.storia@domino.comune.mantova.it, istituto@istlec.fastwebnet.it, segreteria@fondazionememoria.it, r.innocenti@fondazionememoria.it, istituto@istitutostorico.com, istitutocampano@libero.it, icsrcaserta@libero.it, fornara@fausernet.novara.it, ivsr@unipd.it, direzione@istitutostoricoparma.it, resiste@unipv.it, isuc@crumbria.it, iststoriapesaro@provincia.ps.it, isrecpc@tin.it, ispresistenza@tiscalinet.it, nino.ianni@provincia.ms.it, staff@istoreco.re.it, iststor.rn@libero.it, irsifar@libero.it, isrec@isrecsavona.it, info@fondazioneisec.it, istituto.siena@virgilio.it, anpison@libero.it, direzione@istoreto.it, paola.olivetti@ancr.to.it, info@museostorico.it, storia@istresco.org, irsml@irsml.it, ifsml@ifsml.it, istituto@storia900bivc.it, istituto.varesino@gmail.com, info@iveser.it, info@istrevi.it, micheletti@fondazionemicheletti.it, dilettacolosio@libero.it, info@fondazioneferramonti.it, d.tromboni@comune.fe.it, istituto@fratellicervi.it, segreteria@istitutogasparini.it, biblioteca@bfs.it, associazione@olokaustos.org, isrev@hotmail.it, difesaistitutostorico@gmail.com, vittorio.toscano@tiscali.it, insmli-mailing-list@googlegropups.com, Ivano Tognarini , Alberto De Bernardi , Onida Valerio , Claudio Silingardi , firenze@repubblica.it, m.zadro@repubblica.it, l.montanari@repubblica.it, s.fortuna@repubblica.it, s.bertuccelli@repubblica.it, g.smorto@repubblica.it, segreteria-firenze@repubblica.it
Oggetto: Re: Assoluzione completa di Lilio Giannecchini

Rispondo a quanto scritto dal prof. Simone Neri Serneri, Direttore dell'ISRT.

Quanto da lei scritto chiarisce la mancata solidarietà nei miei
confronti in merito alla brutale aggressione, con intenti omicidi,
caratterizzata da una vigliacca bastonatura (non meno vile di quella
metaforica avvenuta con altre modalità ed in altri luoghi) che ha
subito la mia persona,
http://www.idealievalori.it/files/dde56395b7f0eb21ff7c3c83170eef59-71.html
http://www.idealievalori.it/files/8145c525e78d093a823a1c39a38b4a07-75.html
vecchio capo partigiano combattente, che ha contribuito alla
liberazione dell'Italia dal nazi-fascismo e che ha combattuto per
conquistare quegli ideali, in forza dei quali lei è Direttore di un
importante Istituto, che dovrebbe tutelare i valori della Resistenza.

Per rimanere nel tema della sua nota di replica preliminarmente rilevo
che il grossolano errore grammaticale “6. ... non né ho ... ” con la e
accentata chiaramente in modo intenzionale -essendo il tasto della e
accentata ben distinto dalla e-, dimostra in quale stato di agitazione
e concitazione sia stato il soggetto scrivente.

Proseguendo nella disanima del testo che precede il punto 6 eccepisco:

1) il prof. Simone Neri Serneri Serneri si è recato ad una riunione
del Consiglio generale dell'INSMLI al posto del Presidente Ivano
Tognarini -e non si è rinvenuta traccia di una delega speciale a lui
fatta dallo stesso, in rapporto all'argomento da trattare-;

2) lo stesso professore è intervenuto nella discussione (come risulta
dal verbale) al di fuori dell'Odg e degli argomenti trattati;

3) egli ha affermato il falso nell'asserire notizie riportate dalla
stampa “senza smentite”, quando nel secondo punto della sua nota
ammette l'esistenza di una smentita del Presidente dell'ISTORES di
Lucca, prof. Berto Corbellini, apparsa sugli stessi organi di stampa;

4) deve essere ben chiaro a tutti che il contenuto della lettera al
prof. Sereni, di cui parla con tanta precisione, rivolta a persona
privata, e non essendo stata pubblicata dai giornali, è frutto solo di
una sua informazione tardiva, come egli stesso ammette al punto 4,
riprendendola dal testo della sentenza di assoluzione avvenuta 2 anni
dopo;

5) le inferenze espresse al punto 5 sono frutto soltanto di un
contorto tentativo di giustificare un'azione che, alla luce dei fatti,
appare ingiustificabile e determinata e finalizzata ad una azione
aggravata di denigrazione nei confronti della mia persona, e di
contemporanea pressione impropria sull'ISTORES di Lucca;

6) la comunicazione fatta dall'INSMLI direttamente all'Amministrazione
Provinciale di Lucca, appare frutto di anomalo accordo precedente,
considerato che l'ISTORES è un Ente assolutamente autonomo rispetto
alla Provincia! La comunicazione è avvenuta tramite FAX inviato
direttamente all'Amministrazione provinciale.

A questo punto devo inserire una vicenda avvenuta presso l'Università
di Ragusa, nell'ambito di una "selezione pubblica per la stipula di un
contratto di lavoro a tempo determinato (per un totale di cinque anni)
per lo svolgimento di attività di ricerca, didattica e didattica
integrativa" nel settore scientifico disciplinare della Storia
contemporanea (settore M-Sto/04), per la Facoltà di Lingue della sede
di Ragusa”. Il Presidente della Commissione selezionatrice ha
trascurato, tra l'altro, la questione essenziale che la candidata
prescelta non aveva nemmeno il titolo essenziale per partecipare -la
laurea in Storia- ma quella in architettura. La vicenda è stata
censurata dal TAR di Catania  ''con ordinanza n. 306 depositata lo
scorso 22 marzo 2012, ravvisando "consistenti profili di fumus in
relazione alla dedotta incongruenza nella valutazione dei titoli della
contro interessata", accoglie l'istanza cautelare e assegna alla
Commissione un termine di venti giorni per rivalutare analiticamente
ciascun titolo, riferendolo alle puntuali prescrizioni contenute
nell'allegato B del D.M. 29.7.2011 336, art. 11/A3:Storia
contemporanea''
http://www.giurdanella.it/articolo/universit%C3%A0-catania-concorso-docente-storia-vince-architetto-il-tar-incongruenza-nella

Il Presidente della Commissione era il prof. Simone Neri Serneri.
Egli, attento lettore di giornali locali e fautore di conseguenze
penalizzanti relative ad un mio comportamento ipotizzato, ritenuto
irrilevante dalla Magistratura, è lo stesso soggetto citato
nell'articolo “La mala Università” apparso su La Repubblica del 27
maggio 2012:
http://www.repubblica.it/rubriche/la-scuola-siamo-noi/2012/05/27/news/la_mala_universit-36040561/
“Un'interrogazione alla Camera ha denunciato l'abuso. Il presidente
della commissione, Simone Neri Serneri, giovane rampante figlio del
professor Neri Serneri, già sovrano di medicina a Siena, conosceva la
candidata. Ne ha ospitato i lavori nei libri che lui ha curato.”

In tal caso è illuminante l'Ordinanza del TAR Catania n. 306/2012
http://www.giurdanella.it/articolo/universit%C3%A0-catania-concorso-docente-storia-vince-architetto-il-tar-incongruenza-nella
“Considerato che il ricorso presenta consistenti profili di fumus in
relazione alla dedotta incongruenza nella valutazione dei titoli della
contro interessata, avuto riguardo in particolare alla analitica
previsione di cui all’allegato B del D.M. 29.7.2011 336, art.
11/A3:Storia contemporanea;
che, pertanto, l’istanza cautelare va accolta ai fini del riesame
motivato dei titoli sopra indicati;
che, a tal fine, la medesima Commissione dovrà analiticamente valutare
ciascun titolo, riferendolo alle puntuali prescrizioni contenute nel
ricordato art. 11/;
che, a tal fine, appare congruo assegnare il termine di venti giorni a
decorrere dalla comunicazione o notifica della presente decisione.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata
di Catania (Sezione Terza)
accoglie la domanda di sospensione dei provvedimenti impugnati, nei
sensi e nei termini di cui alla parte motiva.”

Riassumo: io, soggetto solo indagato, per una forzata interpretazione
di uno scritto polemico, ho subito a causa dell'intervento del prof.
Simone Neri Serneri un autentico processo, basato su false premesse ed
impostato in maniera anomala con pressioni indebite sull'ISTORES di
Lucca, di cui ero Direttore. Il prof. Simone Neri Serneri invece,
pochi mesi dopo il suo audace intervento censorio nei miei confronti,
si è occupato di compiere azioni censurate dalla Magistratura, in cui
egli ha esplicato attività di ben maggiore responsabilità.

Temo fortemente che all'immagine del “giovane [barone N.d.R.]
rampante” non vada associato il morso ed il raglio del somaro,
consistenti nell'attacco scriteriato condotto nei miei confronti -il
morso-, ed il raglio -nelle giustificazioni addotte-.

Concludo, esortando il Direttore dell'ISRT a presentare le proprie
dimissioni dalla carica ed il Consiglio Generale l'INSMLI a censurare
il suo ed il proprio operato relativamente alla mia persona, revocando
la anomala Delibera del 17/12/2010.

Resto in attesa delle doverose conseguenze.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Vicecomandante della Brigata Oreste


ALLEGATI:
1) La mala Università - La Repubblica del 27 maggio 2012
2) Università Catania, concorso docente Storia: vince architetto. Il
Tar: incongruenza nella valutazione dei titoli, La Giurdanella del 2
giugno 2012

Mala_Universita_Giovane_Barone_Rampante


Il 24 gennaio 2013 10:33, Istituto Storico della Resistenza in Toscana
ha scritto:
Ai Presidenti, ai Direttori ed ai Consigli Direttivi dei vari Istituti
Storici che aderiscono all'INSMLI

---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

In merito a quanto scritto dal Sig. Cavalier Lilio Giannecchini, mi limito a
ricordare che:
Continua ...

"Io, Lilio Giannecchini, Vice Comandante Partigiano della Brigata Oreste, che ho contribuito alla liberazione di Genova, sospeso dall'ANPI dal Presidente Smuraglia"

Quello che viene pubblicato è il carteggio intercorso fra il Comandante Partigiano Lilio Giannecchini, detto Toscano, e l'ANPI Nazionale, al quale Giannecchini eccepisce le violazioni statutarie che hanno portato alla sua sospensione dall'ANPI, avvenuta con decisione del Presidente Carlo Smuraglia senza che gli fosse concesso un contraddittorio nel quale egli potesse portare elementi a riprova della estraneità alle accuse contestategli.

E' interessante notare che relativamente ad una delle vicende contestate in una raccomandata dell'ANPI senza firma leggibile del 14 febbraio 2012, in riferimento alla denuncia presentata dal prof. Sereni "per il reato di diffamazione ed altro a suo carico", Lilio Giannecchini è stato assolto con formula piena perché il fatto non sussiste.

Comitato a Difesa dell'ISTORES

2012_12_19_LILIO_ANPI_1

Continua ...

Manifestazione di "Bentornato Lilio Giannecchini"

Comunicato stampa

Ad onta del maltempo e dell'ostruzionismo e della cattiva informazione la manifestazione di "Bentornato Lilio Giannecchini" è pienamente riuscita, per merito soprattutto dei giovani genovesi, accorsi a Lucca, tra cui una delegazione dei portuali di Genova ed un giornalista del Secolo XIX nonchè di gruppi provenienti dalla Versilia, in particolare Viareggio e dalla Val di Serchio, in particolare Bagni di Lucca.

Lilio Giannecchini ha letto un suo commosso messaggio di ringraziamento, che si allega per la pubblicazione. Seguito da un breve commento del dott. Bruno Rossi, già compenente del Direttivo dell'Istituto Storico della Resistenza, che ha commentato lo scritto di Giannecchini, indicando i termini di una nuova resistenza da portare avanti verso la liberazione dagli apparati politici che hanno tradito gli ideali della Resistenza trasposti nella Costituzione, tra cui il primo valore fondante: il lavoro. Ha anche indicato come vera data della nascita dell'italia unita quella della Repubblica Italiana, basata per l'appunto sui valori della Resistenza a far data dalla promulgazione dal Presidente della Repubblica Enrico De Nicola il 27 dicembre 1947.

Dopo la manifestazione alcuni gruppi hanno continuato a festeggiare Giannecchini, che si è intrattenuto con loro, raccontando episodi della sua vita partigiana.

Comitato a difesa dell'ISTORES

ColletivoAutonomoPortuali_IMG_20130112_163917
- La foto non è casuale ma causale. Lilio Giannecchini ringrazia i membri del Collettivo Autonomo Portuali, venuti in rappresentanza da Genova per manifestare la loro solidarietà -

IL DISCORSO DEL COMANDANTE PARTIGIANO LILIO GIANNECCHINI detto TOSCANO

Sono commosso per vostra partecipazione e per la solidarietà che mi avete concretamente dimostrato, che mi ha ridato vita e forza dopo la feroce aggressione fascista subita alla vigilia di Natale.

Il termine fascista dovete intenderlo non tanto nella sua dimensione storica-politica riferita al ventennio, quanto alla caratteristiche ed alle modalità dell'aggressione subita: infatti l'aggressore, che era in agguato in un cortile recintato di difficile accesso, mi ha colpito ripetutamente alla testa con furia omicida con quello che mi è sembrato un manganello, tipica arma da squadristi fascisti.

Continua ...

Sabato 12 gennaio alle ore 16 in Piazza Napoleone a Lucca si terrà una manifestazione dal titolo "Bentornato Giannecchini", il vecchio comandante partigiano della Brigata Oreste, vittima di una brutale aggressione a colpi di bastone sul cranio.

Spett. Redazione

Sabato 12 gennaio alle ore 16 in Piazza Napoleone a Lucca si terrà una manifestazione dal titolo "Bentornato Giannecchini", il vecchio comandante partigiano della Brigata Oreste, vittima di una brutale aggressione a colpi di bastone sul cranio.

E' prevista la partecipazione di vari organizzazioni facenti parte ad ANPI locali.

Si trasmette in allegato l'email inviata ai vari Enti.

Per il Comitato a Difesa dell'ISORES il Dott. Bruno Rossi
Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea della provincia di Lucca
Via Geminiani, 65 - 55100 Lucca
cell. 338 2879380
email: 
difesaistitutostorico@gmail.com
www.idealievalori.org

Continua ...

Manifestazione di sostengo al vice-comandate "Partigiani Lilio Giannecchini"

Al Presidente della Provincia di Genova, tel. 010 54991, info@provincia.genova.itprotocollo@cert.provincia.genova.it,
Al Presidente della Provincia di Lucca, tel. 0583 4171,
comunicazione@provincia.lucca.it

Ai Sindaci dei Comuni di:
Genova, tel. 010 557111, 
uffsegretariogen@comune.genova.itcomunegenova@postemailcertificata.it
Arquata Scrivia, tel. 0143 600411,
urp@comune.arquatascrivia.al.it
Grondona,  tel. 0143 632821, 
comune.grondona@libarnanet.it
Roccaforte Ligure, tel. 0143 94162, 
roccaforteligure@gmail.com
Rocchetta Ligure, tel. 0143 90004, 
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Cantalupo Ligure, 
comune.cantalupo@libero.it
Albera Ligure, tel. 0143 90051, 
albera.ligure@reteunitaria.piemonte.it,
Cabella Ligure, tel. 0143 99430,
cabella.ligure@reteunitaria.piemonte.it
Isola del Cantone, tel. 010 9636116, 
protocollo@pec.comune.isoladelcantone.ge.it
Ronco Scrivia, tel. 010 9659010,
info@comune.roncoscrivia.ge.it
Busalla, tel. 010 976831,
info@comune.busalla.ge.it
Savignone, tel. 010 9360103,
segreteria@comune.savignone.ge.itcomune.savignone@pec.cstliguria.it
Crocefieschi, tel. 010 931215, 
segreteria@comune.crocefieschi.ge.it
Vobbia, tel. 010 939311,
sindaco@comunedivobbia.com,
Carrega Ligure, tel. 0143 97115,
protocollo@pec.comunecarregaligure.eu
Lucca, tel. 0583 442576,
sindaco@comune.lucca.it


La brigata Oreste, il cui Vice-Comandante era Lilio Giannecchini, detto Toscano, ha operato nelle vostre zone apportando la liberazione dei vostri territori e contribuì alla resa del Gen. Von Meinhold -Remo Scappini, "Da Empoli a Genova", ed. La Pietra-
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http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_movimento_partigiano_a_Genova>
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http://www.idealievalori.org/files/1944_relazione-del-comandante-brigata-oreste.pdf>  -C.V. PARTIGIANO DI LILIO GIANNECCHINI-

In data 24 dicembre 2012 egli è stato aggredito a bastonate nel cortile recintato di una casa di riposo da un aggressore che intendeva chiaramente ucciderlo.
<
http://www.idealievalori.org/files/dde56395b7f0eb21ff7c3c83170eef59-71.html>

Parallelamente si è scatenata una canea di stampo fascista, mirata a denigrare la sua figura ed i valori della Resistenza. Egli è sopravvissuto dopo avere eseguito una craniotomia ed è ritornato a Lucca. 

Memori del suo contributo alla liberazione d'Italia e soprattutto al salvataggio delle infrastrutture stradali e portuali di Genova abbiamo indetto una manifestazione di "Bentornato Lilio" per il giorno 12 gennaio 2012 alle ore 16.00 in Piazza Napoleone a Lucca.
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http://www.facebook.com/events/542769432401178/>

Qualunque presenza o messaggio di solidarietà e salute saranno oltremodo graditi, che possono essere indirizzati alla seguente email: 
difesaistitutostorico@gmail.com

Per qualunque contatto il numero è 338 2879380, risponderà il Dott. Bruno Rossi

Distinti saluti
Bruno Rossi

Per il Comitato a Difesa dell'ISORES il Dott. Bruno Rossi
Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea della provincia di Lucca
Via Geminiani, 65 - 55100 Lucca
cell. 338 2879380
email:
difesaistitutostorico@gmail.com
www.idealievalori.org


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"A Lilio Giannecchini l'ultima parola" - La Gazzetta di Lucca

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mercoledì, 9 gennaio 2013, 07:29
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la replica di Lilio Giannecchini con cui chiudiamo la questione relativa all'incidente dell'altro giorno in via San Girolamo:
Caro Aldo,
ti darò il tu che aspetti, ma con quali parole accompagnarlo a deciderlo spetta a me. Non con le ipotesi fantasiose su quello che sarebbe avvenuto se si fosse svolto in modo diverso "se invece della caviglia o della parete che hai colpito con la tua vettura, tu avessi preso una persona, probabilmente quella sarebbe finita all'ospedale" (e che questo sia vero è dimostrato che le lesioni del medico te le sei immaginate solo tu). Nè con le impressioni captate attraverso scambi di impressioni di personale ausiliario addetto a trasporti verso l'ospedale, cui la ressa creata e pressioni esterne e le urla e la concitazione dei gesti e delle parole mi hanno spinto a salire (l'ambulanza non era provvista di servizio medico a bordo, come si rileva dal verbale di accesso al PS), né con lo sguardo frettoloso di un occhio intento a carpire particolari negativi: infatti se tu avessi guardato meglio avresti scorto sotto il grigio della fotocopia del tagliando relativo al primo semestre, la data di scadenza 10/04/2013- dell'assicurazione: qui accolgo la tua sfida, questo particolare è stato già oggetto dell'attenzione dei Vigili Urbani ed è ancora visibile sul parabrezza della mia auto presso il garage Blefari (palprebe dell'occhio in greco -quegli occhi che non hanno visto-), ma con la forza della mia coerenza di vecchio combattente, che si trova ora a fronteggiare iniziative denigratorie di volgo.  Mi sono risentito perché l'intero tuo scritto, alla fine di tutto, voleva colpire i valori in cui ho creduto e per cui ho combattuto. So benissimo che la guerra civile è finita da un pezzo ma so altrettanto bene che il fascismo è nato molto prima che venisse chiamato così da Mussolini e rinasce, ogni volta, sotto forma di violenza, sopraffazione e prepotenza da parte dei più forti nei confronti di coloro che sono indifesi. Ancora una volta conto sul tuo profilo di giornalista. Lilio

Caro Aldo, ti darò il tu che aspetti, ma con quali parole accompagnarlo a deciderlo spetta a me ...


Caro Aldo,
ti darò il tu che aspetti, ma con quali parole accompagnarlo a deciderlo spetta a me. Non con le ipotesi fantasiose su quello che sarebbe avvenuto se si fosse svolto in modo diverso "se invece della caviglia o della parete che hai colpito con la tua vettura, tu avessi preso una persona, probabilmente quella sarebbe finita all'ospedale" (e che questo sia vero è dimostrato che le lesioni del medico te le sei immaginate solo tu). Nè con le impressioni captate attraverso scambi di impressioni di personale ausiliario addetto a trasporti verso l'ospedale, cui la ressa creata e pressioni esterne e le urla e la concitazione dei gesti e delle parole mi hanno spinto a salire (l'ambulanza non era provvista di servizio medico a bordo, come si rileva dal verbale di accesso al PS), né con lo sguardo frettoloso di un occhio intento a carpire particolari negativi: infatti se tu avessi guardato meglio avresti scorto sotto il grigio della fotocopia del tagliando relativo al primo semestre, la data di scadenza 10/04/2013- dell'assicurazione: qui accolgo la tua sfida, questo particolare è stato già oggetto dell'attenzione dei Vigili Urbani ed è ancora visibile sul parabrezza della mia auto presso il garage Blefari (palprebe dell'occhio in greco -quegli occhi che non hanno visto-), ma con la forza della mia coerenza di vecchio combattente, che si trova ora a fronteggiare iniziative denigratorie di volgo.

Mi sono risentito perché l'intero tuo scritto, alla fine di tutto, voleva colpire i valori in cui ho creduto e per cui ho combattuto. So benissimo che la guerra civile è finita da un pezzo ma so altrettanto bene che il fascismo è nato molto prima che venisse chiamato così da Mussolini e rinasce, ogni volta, sotto forma di violenza, sopraffazione e prepotenza da parte dei più forti nei confronti di coloro che sono indifesi.

Ancora una volta conto sul tuo profilo di giornalista.

Lilio

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati
più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

Piero Calamandrei


Intervento a commento dell'articolo de La Gazzetta di Lucca dell' 8 gennaio 2013 : "Giannecchini: "Sto bene e l'incidente è stato esagerato""

Richiesta di rettifica notizie pubblicata su La Gazzetta di Lucca del 5 gennaio 2013: “Lilio Giannecchini semina il panico, in auto, nel centro storico” e “ Ce n'è anche per Cecco a cena - Giannecchini, un uomo solo al comando”

La Gazzetta di Lucca
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Lucca, lì 07/01/2013

OGGETTO: Richiesta di rettifica notizie pubblicata su La Gazzetta di Lucca del 5 gennaio 2013: “Lilio Giannecchini semina il panico, in auto, nel centro storico” e “ Ce n'è anche per Cecco a cena - Giannecchini, un uomo solo al comando”

Egregio Direttore

Leggo gli articoli de La Gazzetta di Lucca del 5 gennaio 2013 che contengono la descrizione dell'incidente stradale occorsomi il 05/01/2013.

Relativamente al primo “Lilio Giannecchini semina il panico, in auto, nel centro storico” nel constatare che ella segue con attenzione le mie vicende personali, operando riflessioni, che, al di là di quelle che possono suonare come ispirate da solidarietà umana, e le altre di nature distrattiva ed elusiva rispetto all'incidente occorsomi, comportano una valutazione negativa sulla mia persona, invadendo persino il campo proprio delle valutazioni mediche ed arrivando a proferire imprecazione volgare -“come cazzo si fa a permettere che una persona in simili condizioni possa guidare l'auto?”-. La frase in questione appare chiaramente tendenziosa ed offensiva in rapporto all'attività dei medici che mi hanno seguito, sia a Pisa che a Lucca. In effetti le dimissioni dai reparti rispettivi non mi hanno mai prescritto alcunché per migliorare il presunto stato amenziale che lei mi attribuisce: penso che sia il caso che lei si scusi per l'abbaglio nei confronti dei medici in questione.

D'altronde già il titolo “Lilio Giannecchini semina il panico, in auto, nel centro storico” appare allarmistico ed esagerato: parlare di panico seminato fa pensare ad un attacco in grande stile di una banda di terroristi. Anche la descrizione delle fasi dell'incidente riportate è improntata a ricostruzione fantasiosa: “non si era nemmeno accorto di aver preso in pieno un muro in via dell'Orto Botanico” e di aver proseguito per almeno un chilometro con la ruota sinistra a terra. Quali prove testimoniali ha di quanto affermato con tanta sicumera? In realtà l'incidente mi è occorso in quanto la foratura della ruota anteriore sinistra mi ha impedito l'uso dello sterzo, provocando lo sbandamento della vettura. Lo stato di intontimento di cui lei parla con tanta accorata affettazione è stato dovuto, oltre che alla modalità dell'incidente, al fatto che più colpi sono stati dati alla fiancata ed al tetto della mia vettura e che sono stato attorniato dai soliti ignoti mal disposti. Persino lei, nella sua gagliarda gioventù, nell'immediatezza di un incidente sarebbe quanto meno smarrito.

Continua ...

Richiesta di rettifica notizie pubblicata da il Tirreno, Cronaca di Lucca pag. II del 06/01/2013

Il Tirreno di Lucca
FAX 0583 492163

Lucca, lì 07/01/2013

OGGETTO: Richiesta di rettifica notizie pubblicata da il Tirreno, Cronaca di Lucca pag. II del 06/01/2013

Egregio Direttore

Leggo l'articolo su Il Tirreno del 06/01/2013 che contiene la descrizione dell'incidente stradale occorsomi il 05/01/2013. In poche righe sono riportate notizie false “Probabilmente la polizia municipale provvederà a toglierli la patente e a contravvenzionarlo anche per il tagliando dell'assicurazione scaduto.” e che “Il medico [torinese di 60 anni Stefano Cianciosi N.d.R.] ha riportato contusioni alla caviglia destra ed è stato trasferito al pronto soccorso.”.

Rispetto al primo inciso la notizia è completamente falsa, relativamente all'assicurazione scaduta -essa invece è valida ben oltre il il limite di tempo in cui è avvenuto l'incidente; semmai i VV.UU hanno accertato la validità del periodo assicurativo.

Quanto al secondo inciso relativo alle lesioni subite dal dott. Stefano Cianciosi, è stato artatamente riferito che il medico in questione non è stato assolutamente trasferito al PS né successivamente ha avuto accesso allo stesso.
Ultimo dettagli la mia “vecchia Hyunday rossa” è in realtà una giovane Chevrolet Matiz rossa. Spiace allo scrivente farvi notare che la correttezza di un giornalista si valuta sulla esattezza delle notizie fornite, di cui egli dovrebbe constatare l'esattezza: non mi pare che in questo caso si sia andato andati oltre un riportare notizie errate e fuorvianti.

Questo modo di prospettare l'evento ha scatenato una vera e propria canea su vari organi di informazione, che nuoce alla mia dignità personale.
Chiedo, in forza dell'art. 8 della L. 47/1948, la pubblicazione integrale di questo mio scritto.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Loc. Piazzanello, 16
55060 Pescaglia

Richiesta di rettifica notizie pubblicata su La Nazione di Lucca del 6 gennaio 2013 estratto di pag. 7 della Cronaca locale di Lucca

La Nazione di Lucca
FAX: 0583 440111

Lucca, lì 07/01/2013

OGGETTO: Richiesta di rettifica notizie pubblicata su La Nazione di Lucca del 6 gennaio 2013 estratto di pag. 7 della Cronaca locale di Lucca

Egregio Direttore

Leggo l'articolo de La Nazione del 06/01/2013 che contiene la descrizione dell'incidente stradale occorsomi il 05/01/2013. In poche righe sono riportate notizie false “vigili urbani che hanno accertato fra l'altro che il tagliando di assicurazione era scaduto” e che “Giannecchini è stato visitato da un medico sull'ambulanza e giudicato non in grado di guidare”.

Rispetto al primo inciso la notizia è completamente falsa, sia relativamente all'assicurazione scaduta -essa invece è valida ben oltre il il limite di tempo in cui è avvenuto l'incidente- sia alla fonte riferita - “vigili urbani che hanno accertato”-, in quanto nessuna comunicazione in tal senso è stata fatta dalla VV.UU..

Quanto al secondo inciso non è stato assolutamente emesso un giudizio di inidoneità alla guida da parte del medico, ma semplicemente, come avviene in questi casi, il trasporto al P.S dell'Ospedale per accertare le condizioni del conducente, ivi comprese quelle relative agli accertamenti medico legali sull'uso di sostanze alcoliche o psicotrope -per vostra opportuna conoscenza tali esami sono risultati perfettamente normali, così come le mie condizioni psicofisiche, tant'è che sono stato dimesso, senza prescrizioni dal PS dopo aver eseguito anche un controllo TAC, risultato negativo per lesioni in atto-.

Le mie doglianze non si fermano solo alla contestazione delle falsità riportate ma si estendono anche al titolo dato “Il partigiano investe un medico «Ora non deve più guidare l'auto»” -il periodo virgolettato si riferisce a dichiarazioni non anonime, di cui vi chiedo di riportare l'autore- che assume, nella sua gratuità, le caratteristiche della calunnia, per giunta invadendo non solo la mia sfera privata ma anche, e soprattutto, quella pubblica, in quanto suggerisce o impone un intervento delle autorità per limitare la mia libertà.

Questo modo di prospettare l'evento ha scatenato una vera e propria canea su vari organi di informazione, che nuoce alla mia dignità personale.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Loc. Piazzanello, 16
55060 Pescaglia

Fare Storia nr. 2 di Maggio Agosto 2012 - ISTORES Pistoia: Lilio Giannecchini assolto con formula piena



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Precisazioni all'articolo "Bentornato a Gianneccini con un presidio in piazza" de Il Tirreno


Leggo sul Tirreno del 3 gennaio di Lucca, nell'articolo in pagina seconda della cronaca locale relativo alla delibera n 416 del 22/12/2010 della Provincia, alcune inesattezze, dovute sicuramente alla complessità delle questioni sollevate. In effetti quella delibera non aveva disposto la mia destituzione dall'incarico di Direttore dell'Istituto Storico, cosa non possibile nemmeno in condizioni di estrema illegittimità ed illegalità, ma, con atto d'indirizzo, che interferiva nell'attività di un Ente autonomo terzo, come ammesso dallo stesso Baccelli, chiese, per così dire, la testa di Giannecchini, e tutto questo come se rientrasse nei poteri della Giunta Provinciale il proporre un atto d'indirizzo diretto, come diretto ad un proprio dipendente. E' appena il caso di ricordare che il prof. Lanzi non è dipendente della Provincia ed in ogni caso era soltanto ospite, senza voto, del Consiglio Direttivo dell'ISTORES.

Quanto al numero dei consiglieri firmatari della richiesta di interrogazione a risposta urgente scritta del 19 gennaio 2011, prot. 29769 dell'11/02/2011, essi sono stati sette e non nove. Uno dei due non firmatari è stato l'ex. sindaco Pietro Fazzi, un cui commento nei mesi successivi su un fatto mai accaduto (effettiva fucilazione di 80 prigionieri tedeschi) ha alimentato una delegittimazione della mia figura di partigiano combattente.

Lilio Giannecchini

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Interferenza Provincia di Lucca vs. ISTORES: l'interrogazione scritta a risposta urgente dei consiglieri provinciali di minoranza ... che fine ha fatto?

Che fine ha fatto l'"interrogazione a risposta scritta e orale in termini di urgenza", presentata dai consiglieri provinciali Santini, Maucucci, Marchetti, Fantoni, Dati, Lazzareschi e Tamagnini del Gruppo Consiliare del Popolo della Libertà in data undici febbraio 2011, con la quale si chiedeva, fra l'altro, "dì spiegare al Consiglio se la Giunta è legittimata a chiedere quanto contenuto nella delibera n. 416 del 22/12/2010;", ovvero di chiarire la legittimità dell'Ente ad intromettersi nelle vicende dell'ISTORES attraverso una Delibera di Giunta Provinciale? Scarica la delibera n. 416 del 22/12/2010.
20101222_DG 416_Provincia di Lucca_Istituto Storico della Resistenza

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Oltretutto l'indirizzo fornito con l'atto di giunta appare in contrasto con quanto successivamente affermato dal presidente Baccelli il 23/08/2011, in relazione alla "querelle" degli 80 fucilati innescata dal Fazzi (che nel 2010 non risultava fra i firmatari della su citata interrogazione): "A quale titolo la Provincia di Lucca dovrebbe essere in possesso e quindi consegnare il video di cui si tratta - scrive Baccelli -? Come l'ex Sindaco, ex Consigliere Provinciale ed ex Consigliere Comunale, Pietro Fazzi dovrebbe ben sapere, la Provincia di Lucca è onorata di ospitare a Palazzo Ducale, in comodato gratuito, l'Istituto Storico della Resistenza. La stessa Provincia indica un rappresentante nel direttivo dell'Istituto. A parte questo, l'Istituto è formalmente e sostanzialmente autonomo, non solo nei confronti della Provincia, ma di qualsiasi altro Ente che lo sostenga."

Con l'anno nuovo ci auguriamo sia finalmente giunta ora di fare chiarezza su questo punto focale (decisivo nel determinare gli assetti attuali dell'ISTORES ed operare la delegittimazione subita da Lilio Giannecchini, che ha preceduto la sua aggressione fisica): la Delibera n. 416 del 22/12/2010, adottata nell'Adunanza della Giunta Provinciale, unico oggetto "ATTO DI INDIRIZZO RELATIVO ALLE VICENDE CHE VEDONO COINVOLTO L'ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA E DELL'ETA' CONTEMPORANEA DELLA PROVINCIA DI LUCCA E IL DIRETTORE SIG. LILLO GIANNECCHINI", confligge chiaramente con quanto dichiarato dal presidente Baccelli il 23/08/2011 e rappresenta un vero e proprio atto di autoaccusa in ordine a indebita interferenza nella amministrazione di Ente estraneo, comportante per di più uno spreco di risorse pubbliche, ove si pensi che la convocazione della Giunta ha comportato in qualsivoglia modo spesa pubblica. Non si è trattato quindi di un abuso di potere ma di una usurpazione di potere.

Ultimo punto: la consapevolezza espressa dal presidente Baccelli nella sua dichiarazione, sulla estraneità della Amministrazione provinciale in rapporto all'ISTORES, dimostra anche che la Delibera n. 416/2010 nel momento in cui sostiene di ravvisare "la propria competenza ai sensi dell'art. 48 del D.lgs 267/2000", presenta in sé gli elementi del FALSO IDEOLOGICO compiuto da pubblico ufficiale nell'esercizio delle sue funzioni.

Lilio Giannecchini - detto Toscano

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Messaggi di solidarietà giunti a Lilio Giannecchini per l'aggressione subita



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Commento cancellato da La Voce di Lucca - Email inviata al dott. Cristofani da Lilio Giannecchini

Da: Lilio Giannecchini
Data: 31 dicembre 2012 17.45.39 GMT+01.00
A: La Voce , cristofani@energiadigitale.it
Cc: difesaistitutostorico@gmail.com
Oggetto: Eliminazione del post da me scritto

Egregio sig. Cristofani,
mi è stato mostrato quella parte del blog in cui lei mi ha in sostanza censurato pesantemente, togliendomi il diritto di manifestare liberamente le mie giuste considerazioni sull'aggressione subita. Ho letto anche che lei ha ribadito questa sua chiusura in una risposta ad lettore che le faceva rilevare quanto ingiusto questa mia emarginazione.

La cosa che mi meraviglia di più è però l'ospitalità che lei ha concesso ad un intervento basato su uno spezzone video, da me più volte contestato, che mi porterà alla denuncia della postatrice, di cui lei dovrebbe conoscere o rintracciare l'identità. In ogni caso le chiedo formalmente di non dare ospitalità a tale documentazione forviante e distorta, i cui utilizzatori intendo denunciare.

In attesa di riscontro alla mia mail le porgo auguri di buon anno.
Lilio Giannecchini, detto "Toscano"
Vicecomandante della Brigata Partigiana Oreste
email: toscano.brigataoreste@gmail.com
web: http://www.idealievalori.org

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Aggressione al partigiano Giannecchini 2

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POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - POST CANCELLATO - ------- Il post originale è stato cancellato. Ce ne scusiamo con il lettore che lo aveva postato ma non ci possiamo permettere il lusso di dover bazzicare avvocati e aule di tribunale per conto terzi in quanto noi direttamente non siamo responsabili di quanto viene qui scritto ma cerchiamo di evitare perdite di tempo e spese legali di patrocinio alla testimonianza. Evidentemente la libertà di pensiero è una parola che si può scrivere su un elastico e leggerla come ci torna meglio. Avrei potuto evitare tutto questo e poi comunque rivalermi sul contendente soccombente ma chi ce lo fa fare ? Questa decisione deriva da minacce più o meno velate fatte da un anonimo in questo commento al post stesso , giudicate Voi il livello: - Caro Marco G. - da Anonimo - inviato in data 31/12/2012 alle ore 12.02.14 Scusa se mi intrometto ma mi pare che lei abbia preso un abbaglio.. Hai affermato che Giannecchinii ha fatto delle vittime sulla base di un intervento di Fazzi (che poi spiega di riferirsi ad un intervento di Nazzareno Giusti e non già di Giannecchini) e ad un filmato su You Tube che non si rintraccia. Forse è stato un pò superficiale? Mi sembrerebbe appropriato che Giannecchini esaminasse le sue affermazioni per valutare il ricorso legale al fine di ottenere un risarcimento che gli consenta di garantirsi una vecchiaia un pò più comfortevole. Approfitto dell'occasione per ringraziare Giannecchini per l'opera svolta da partigiano in quanto è grazie a gente come lui che tutta l'Europa non è diventata nazista e fascista come qualche odierno deficente avrebbe desiderato. --- E questa è l'ultima volta che il nome Giannecchini appare su questo blog. C.Cristofani il link alla pagina incriminata era Apri il link del pezzo IL POST IN ORIGINALE E' COMUNQUE DISPONIBILE A RICHIESTA PER E-MAIL A CHI LO VOLESSE LEGGERE.
Redazione - inviato in data 31/12/2012 alle ore 12.44.49 - Questo post ha 7 commenti


 


Continua ...

"SOLIDARIETÀ A LILIO- NOME DI BATTAGLIA “TOSCANO”" - ANPI Pisa

Il comandante partigiano Lilio Giannecchini è stato aggredito e picchiato violentemente a Lucca

L’ANPI di Pisa esprime la sua solidarietà e richiama ancora l’attenzione sull’importanza di essere protagonisti nella vita politica e sociale  per  condannare con forza questi vigliacchi ed ignobili episodi perchè non passino inosservati e perchè i giovani possano comprendere il significato della Resistenza e dei valori della nostra Costituzione.  


http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2012/12/24/news/picchiato-a-sangue-il-partigiano-lilio-giannecchini-1.6249320
http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2012/12/29/news/io-odiato-e-rifiutato-dai-lucchesi-1.6266013
 
LETTERA APERTA DI LILIO GIANNECCHINI DEL 29 DICEMBRE 2012
Lettera aperta ai Cittadini che si riconoscono nei valori espressi dalla Resistenza ed ai partecipanti al presidio di Piazza S. Michele
alla Sede Nazionale,
alla Segreteria ed alle sedi di Genova, Pistoia, Pisa e Lucca dell’ANPI
ai Membri del Consiglio Generale dell’INSMLI
ai Consiglieri Regionali toscaniai Consiglieri Provinciali di Lucca
ai Consiglieri Comunali di Lucca
e p.c. alla stampa
 
Sui commenti e sulle notizie comparse sulla stampa in relazione alla feroce aggressione subita.
Come Lilio Giannecchini, persona anziana aggredita con feroce determinazione, ringrazio innanzitutto quelli che mi hanno espresso la solidarietà; in particolare, però,  come capo partigiano e combattente per la libertà d’Italia ringrazio l’ANPI di Genova, Pistoia e Pisa, che mi hanno inviato messaggi di sostegno e soprattutto  i giovani che, nella serata del 26 dicembre, hanno manifestato in Piazza S. Michele a Lucca, provenienti non solo dal territorio lucchese ma anche da altre parti della toscana, affrontando un viaggio solo per attestare una presenza ed un riconoscimento ai valori della Resistenza. Queste persone hanno inteso nel senso giusto quanto avvenuto e nelle immagini mostratemi ho scorto i loro striscioni, che in modo non equivoco commentavano l’aggressione nella sua vera dimensione.
A questo punto devo far chiarezza sulle cause dell’aggressione: avendola subita, io solo sono in grado di testimoniare la determinazione omicida dell’aggressore. Infatti, egli, che era sicuramente appostato all’interno del cortile prospiciente al vialetto del piccolo giardino antistante all’entrata della casa del clero, mi ha colpito con ripetutamente alla testa con un oggetto contundente, senza proferire richieste di consegna di danaro, il che confligge chiaramente con una intenzione di rapina. D’altra parte, dopo avermi colpito ancora sul viso, ma sempre sul capo e non in altre regioni del corpo, essendo io a terra si era proteso per darmi un colpo di grazia, e solo dopo la mia inaspettata reazione -sono riuscito a dargli un calcio nei genitali- egli ha visto a terra il portafoglio cadutomi a terra dal marsupio ed il telecomando del cancello automatico e li ha raccolti. Il carattere omicida della sua azione è dimostrato dal fatto che egli ha colpito sempre e solo al capo: quale rapinatore mai, senza proferire minaccia, compie una rapina sferrando colpi che potrebbero essere mortali?

Continua ...

"Lettera di Giannecchini: «Volevano ammazzarmi»" - Il Tirreno

L’ex partigiano ricostruisce l’aggressione dell’antivigilia di Natale. E torna a polemizzare con Fazzi e Baccelli
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Una lettera aperta per dare la propria versione di quanto accaduto e anche per levarsi qualche sassolino dalle scarpe. È quella inviata dal partigiano Lilio Giannecchini che sotto pubblichiamo integralmente:
«Come Lilio Giannecchini, persona anziana aggredita con feroce determinazione, ringrazio innanzitutto quelli che mi hanno espresso la solidarietà; in particolare, però, come capo partigiano e combattente per la libertà d'Italia ringrazio l'ANPI di Genova, Pistoia e Pisa, che mi hanno inviato messaggi di sostegno e soprattutto i giovani che, nella serata del 26 dicembre, hanno manifestato in Piazza S. Michele a Lucca, provenienti non solo dal territorio lucchese ma anche da altre parti della toscana, affrontando un viaggio solo per attestare una presenza ed un riconoscimento ai valori della Resistenza. Queste persone hanno inteso nel senso giusto quanto avvenuto e nelle immagini mostratemi ho scorto i loro striscioni, che in modo non equivoco commentavano l'aggressione nella sua vera dimensione.
A questo punto devo far chiarezza sulle cause dell'aggressione: avendola subita, io solo sono in grado di testimoniare la determinazione omicida dell'aggressore. Infatti, egli, che era sicuramente appostato all'interno del cortile prospiciente al vialetto del piccolo giardino antistante all'entrata della casa del clero, mi ha colpito con ripetutamente alla testa con un oggetto contundente, senza proferire richieste di consegna di danaro, il che confligge chiaramente con una intenzione di rapina. D'altra parte, dopo avermi colpito ancora sul viso, ma sempre sul capo e non in altre regioni del corpo, essendo io a terra si era proteso per darmi un colpo di grazia, e solo dopo la mia inaspettata reazione -sono riuscito a dargli un calcio nei genitali- egli ha visto a terra il portafoglio cadutomi a terra dal marsupio ed il telecomando del cancello automatico e li ha raccolti. Il carattere omicida della sua azione è dimostrato dal fatto che egli ha colpito sempre e solo al capo: quale rapinatore mai, senza proferire minaccia, compie una rapina sferrando colpi che potrebbero essere mortali?
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"Lilio Giannecchi, lettera aperta "L'aggressore voleva uccidermi"" - La Nazione

Lo sfogo dell'ex partigiano: "E non accetto la solidarietà di tante istituzioni..."
Lilio Giannecchini, ex partigiano detto "Toscano", vicecomandante della Brigata Partigiana Oreste ha voluto raccontare in una lunga lettera aperta i terribili momenti dell'aggresione subita domenica scorsa.

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Lilio Giannecchini
Lucca, 30 dicembre 2012 - La lettera aperta è stata inviata sabato sera sia alle istituzioni che agli organi di stampa. "Come Lilio Giannecchini, persona anziana aggredita con feroce determinazione, ringrazio innanzitutto quelli che mi hanno espresso la solidarietà; in particolare, però,  come capo partigiano e combattente per la libertà d'Italia ringrazio l'ANPI di Genova, Pistoia e Pisa, che mi hanno inviato messaggi di sostegno e soprattutto  i giovani che, nella serata del 26 dicembre, hanno manifestato in Piazza S. Michele a Lucca, provenienti non solo dal territorio lucchese ma anche da altre parti della toscana, affrontando un viaggio solo per attestare una presenza ed un riconoscimento ai valori della Resistenza. Queste persone hanno inteso nel senso giusto quanto avvenuto e nelle immagini mostratemi ho scorto i loro striscioni, che in modo non equivoco commentavano l'aggressione nella sua vera dimensione". "A questo punto devo far chiarezza sulle cause dell'aggressione: avendola subita, io solo sono in grado di testimoniare la determinazione omicida dell'aggressore. Infatti, egli, che era sicuramente appostato all'interno del cortile prospiciente al vialetto del piccolo giardino antistante all'entrata della casa del clero, mi ha colpito con ripetutamente alla testa con un oggetto contundente, senza proferire richieste di consegna di danaro, il che confligge chiaramente con una intenzione di rapina. D'altra parte, dopo avermi colpito ancora sul viso, ma sempre sul capo e non in altre regioni del corpo, essendo io a terra si era proteso per darmi un colpo di grazia, e solo dopo la mia inaspettata reazione -sono riuscito a dargli un calcio nei genitali- egli ha visto a terra il portafoglio cadutomi a terra dal marsupio ed il telecomando del cancello automatico e li ha raccolti. Il carattere omicida della sua azione è dimostrato dal fatto che egli ha colpito sempre e solo al capo: quale rapinatore mai, senza proferire minaccia, compie una rapina sferrando colpi che potrebbero essere mortali?"
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Lilio Giannecchini dal letto dell'ospedale: "Caro Grandi ti scrivo...

Rubriche : lettere alla gazzetta
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sabato, 29 dicembre 2012, 22:33
Riceviamo e, volentieri pubblichiamo la lettera che ci ha inviato, dall'0ospedale dove si trova ricoverato, Lilio Giannecchini, caro amico ed ex presidente dell'istituto storico della Resistenza, vittima di una bestiale aggressione qualche giorno fa:
Caro Grandi,
leggo l'articolo “Aggressioni di serie A e aggressioni di serie B” e, per rimanere nella scelta di un linguaggio “sportivo” faccio presente che esiste anche una “aggressione di serie C”, o per meglio dire di “serie G”, come l'iniziale del sostantivo giornale. Infatti questa aggressione io, Lilio Giannecchini, l'ho subita sulla mia pelle e le “fonti giornalistiche” sono state alla base di un lungo processo di delegittimazione, emarginazione e destituzione dalla carica di Direttore dell'ISTORES che avevo in larga parte contribuito a creare. Questo processo di denigrazione, sfruttato “a dovere” da individui fortemente determinati ad eliminarmi sul piano operativo, non è ancora terminato, nonostante l'assoluzione ottenuta ad un processo giudiziario (per il quale hai espresso su questo giornale un commento illuminante), ma ha creato intorno alla mia persona un clima di intimidazione, di cui l'aggressione subita per me ha rappresentato l'ultimo traguardo. Per fortuna sono scampato alla morte, ma in ordine ai motivi dell'aggressione escludo con fermezza la rapina: nessun rapinatore, infatti, si può appostare in un cortile chiuso da cancello automatico e prospiciente ad una struttura, la casa del clero, abitata e frequentata da persone vecchie e bisognose, e soprattutto nessun rapinatore tende ad ammazzare la vittima senza averla prima intimorita e costretta a consegnargli l'oggetto della rapina. A rendere ancor meno plausibile l'azione del rapinatore c'è il numero e la violenza dei colpi, tutti diretti al capo ed al volto. Denominatore comune delle aggressioni a scopo di rapina è sicuramente la violenza esercitata, ma in nessun caso, oltre che nel mio, tale violenza ha avuto come primo obiettivo l'omicidio. Vorrei che si riflettesse su questi elementi. Ti saluto
Lilio Giannecchini

Lettera al Direttore de La Gazzetta di Lucca: “Aggressioni di serie A e aggressioni di serie B”

Caro Grandi,
leggo l'articolo “Aggressioni di serie A e aggressioni di serie B” e, per rimanere nella scelta di un linguaggio “sportivo” faccio presente che esiste anche una “aggressione di serie C”, o per meglio dire di “serie G”, come l'iniziale del sostantivo giornale. Infatti questa aggressione io, Lilio Giannecchini, l'ho subita sulla mia pelle e le “fonti giornalistiche” sono state alla base di un lungo processo di delegittimazione, emarginazione e destituzione dalla carica di Direttore dell'ISTORES che avevo in larga parte contribuito a creare.

Questo processo di denigrazione, sfruttato “a dovere” da individui fortemente determinati ad eliminarmi sul piano operativo, non è ancora terminato, nonostante l'assoluzione ottenuta ad un processo giudiziario (per il quale hai espresso su questo giornale un commento illuminante), ma ha creato intorno alla mia persona un clima di intimidazione, di cui l'aggressione subita per me ha rappresentato l'ultimo traguardo. Per fortuna sono scampato alla morte, ma in ordine ai motivi dell'aggressione escludo con fermezza la rapina: nessun rapinatore, infatti, si può appostare in un cortile chiuso da cancello automatico e prospiciente ad una struttura, la casa del clero, abitata e frequentata da persone vecchie e bisognose, e soprattutto nessun rapinatore tende ad ammazzare la vittima senza averla prima intimorita e costretta a consegnargli l'oggetto della rapina. A rendere ancor meno plausibile l'azione del rapinatore c'è il numero e la violenza dei colpi, tutti diretti al capo ed al volto.

Denominatore comune delle aggressioni a scopo di rapina è sicuramente la violenza esercitata, ma in nessun caso, oltre che nel mio, tale violenza ha avuto come primo obiettivo l'omicidio.

Vorrei che si riflettesse su questi elementi.

Ti saluto
Lilio Giannecchini

Lettera aperta di Lilio Giannecchini - "Sui commenti e sulle notizie comparse sulla stampa in relazione alla feroce aggressione subita."

Lettera aperta
ai Cittadini che si riconoscono nei valori espressi dalla Resistenza ed ai partecipanti al presidio di Piazza S. Michele
alla Sede Nazionale, alla Segreteria ed alle sedi di Genova, Pistoia, Pisa e Lucca dell'ANPI
ai Membri del Consiglio Generale dell'INSMLI
ai Consiglieri Regionali toscani
ai Consiglieri Provinciali di Lucca
ai Consiglieri Comunali di Lucca
e p.c. alla stampa

Sui commenti e sulle notizie comparse sulla stampa in relazione alla feroce aggressione subita.

Come Lilio Giannecchini, persona anziana aggredita con feroce determinazione, ringrazio innanzitutto quelli che mi hanno espresso la solidarietà; in particolare, però,  come capo partigiano e combattente per la libertà d'Italia ringrazio l'ANPI di Genova, Pistoia e Pisa, che mi hanno inviato messaggi di sostegno e soprattutto  i giovani che, nella serata del 26 dicembre, hanno manifestato in Piazza S. Michele a Lucca, provenienti non solo dal territorio lucchese ma anche da altre parti della toscana, affrontando un viaggio solo per attestare una presenza ed un riconoscimento ai valori della Resistenza. Queste persone hanno inteso nel senso giusto quanto avvenuto e nelle immagini mostratemi ho scorto i loro striscioni, che in modo non equivoco commentavano l'aggressione nella sua vera dimensione.

A questo punto devo far chiarezza sulle cause dell'aggressione: avendola subita, io solo sono in grado di testimoniare la determinazione omicida dell'aggressore. Infatti, egli, che era sicuramente appostato all'interno del cortile prospiciente al vialetto del piccolo giardino antistante all'entrata della casa del clero, mi ha colpito con ripetutamente alla testa con un oggetto contundente, senza proferire richieste di consegna di danaro, il che confligge chiaramente con una intenzione di rapina. D'altra parte, dopo avermi colpito ancora sul viso, ma sempre sul capo e non in altre regioni del corpo, essendo io a terra si era proteso per darmi un colpo di grazia, e solo dopo la mia inaspettata reazione -sono riuscito a dargli un calcio nei genitali- egli ha visto a terra il portafoglio cadutomi a terra dal marsupio ed il telecomando del cancello automatico e li ha raccolti. Il carattere omicida della sua azione è dimostrato dal fatto che egli ha colpito sempre e solo al capo: quale rapinatore mai, senza proferire minaccia, compie una rapina sferrando colpi che potrebbero essere mortali?

Venendo alle varie dichiarazioni e commenti su quanto accaduto e scartando tutti quei commenti che assumano la rapina come movente (un rapinatore preso da un raptus va derubando solamente povere persone in case di riposo!), voglio dedicare la mia attenzione a commenti di solidarietà pervenuti. Un mio amico mi ha citato una frase che intendo comunicarvi: “l'ipocrisia è l'omaggio che il vizio rende alla virtù”. Alcuni dei commenti da me letti sono in linea con questa affermazione.

In dettaglio, però, al prof. Umberto Sereni, col quale ho avuto recentemente un contenzioso sfociato nella mia assoluzione, posso solo rivolgere un ringraziamento ed un apprezzamento per il commento pubblicato, nel quale intravvedo il riconoscimento della mia assoluta buona fede in relazione alla mia improvvida e polemica lettera che ha innescato la sua reazione.

Relativamente al prof. Pietro Fazzi non accolgo la sua solidarietà, espressa come vicinanza, in quanto altri suoi commenti precedenti sulla mia assoluzione, da me censurati e poi scomparsi inopinatamente da giornali on line e dalla sua pagina facebook, non sembravano assolutamente dettati da sentimenti benevoli. Infatti in un procedimento dell'ANPI nazionale, che si ispira ad una fantasiosa denuncia di azione di “contro-rappresaglia” (legata alla visione di uno spezzone video, illegittimamente citato, decontestualizzato e  distorto), sono stato vittima dell'abbaglio provocato, strumentalizzato da individui animati solo da livore ed interessati a delegittimarmi.

Né posso accogliere la solidarietà del presidente della Provincia Stefano Baccelli, il quale ha dimostrato ben altra capacità di reazione a notizie “giornalistiche”, quando ha inopinatamente ed illegittimamente convocato la Giunta Provinciale per emettere una delibera assolutamente censurabile sul piano delle competenze della Giunta stessa, in quanto relativa all'Istituto Storico della Resistenza, Ente estraneo all'Amministrazione provinciale. Questa Delibera è stata alla base di un lungo processo di persecuzione contro la mia persona, che ha portato alla mia delegittimazione e destituzione, che si conclusa quando un numeroso gruppo di membri dell'Amministrazione provinciale si è impossessata dell'ISTORES iscrivendosi in massa: la massima parte di essi di essi non si era mai occupato dell'Istituto stesso nel corso della sua esistenza. Altre conseguenze nefaste del suo interessamento sono ancora operanti.

Ringrazio invece di grande affetto il vicesindaco Carla Reggianini, che mi ha dedicato oltre la solidarietà una partecipazione profonda, che investe il mio passato. Altrettanto non posso dire del mancato interesse alla mia vicenda del sindaco Alessandro Tambellini: egli sarebbe dovuto intervenire  come sindaco, per quel che riguarda una aggressione ad un anziano cittadino qualunque, ma ancor più perchè l'aggressione, per fortuna non esitata in morte, riguardava la mia persona. Egli infatti è stato per alcuni anni vice-presidente dell'ISTORES, per la verità non particolarmente attivo, se non nel momento in cui si è assunto la piena responsabilità di un attacco personale nei miei confronti, svoltosi in interventi che sono stati pesantemente censurati a livello di Consiglio Direttivo dell'ISTORES da parte di uno dei membri più attivi, Bruno Rossi, alla cui azione, in sede della passata amministrazione provinciale, è dovuto l'importante riconoscimento della “Pantera d'Oro” all'ISTORES stesso. Non mi aspetto un suo ripensamento, anche perchè un suo interessamento attuale sarebbe in contraddizione con la sua condotta.


Lilio Giannecchini, detto "Toscano"
Vicecomandante della Brigata Partigiana Oreste
email: toscano.brigataoreste@gmail.com
web: http://www.idealievalori.org
http://www.facebook.com/lilio.giannecchini

P.S.
Accludo anche, per fornire ulteriori elementi di riflessione, la lettera aperta che ho inviato a vari soggetti il 09 agosto 2011


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Da: Lilio Giannecchini <
toscano.brigataoreste@gmail.com>
Data: 09 agosto 2011 00.33.52 GMT+02.00
Oggetto: La delegittimazione di un Comandante partigiano Fwd: Solidarietà a Lilio Giannecchini

Lettera aperta
ai Cittadini che si riconoscono nei valori espressi dalla Resistenza
ai Consiglieri Regionali toscani
ai Consiglieri Provinciali di Lucca
ai Consiglieri Comunali di Lucca
ai Membri del Consiglio Generale dell'INSMLI
e p.c. alla stampa

Caro Massimiliano,
in questo grigio clima politico, caratterizzato da complicità e da interessi bipartisan in cui il ricordo della Resistenza è diventato solo fonte di imbarazzo, il tuo messaggio rappresenta uno spiraglio di speranza per chi alla mia età si trovi a confrontarsi con l'indifferenza e la malvagità degli altri.

Continua ...

La vile aggressione all'ex vicecomandante partigiano Lilio Giannecchini



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AGGRESSIONE AL CAPO PARTIGIANO “TOSCANO”. LA NOTA DEL MOVIMENTO ANTIFASCISTA GENOVA

26 dicembre 2012 12:47 - Liguria Notizie

lilio-giannecchini-300x208GENOVA. 26 DIC. Lilio Giannecchini, comandante della brigata “Oreste” della Divisione “Pinan Cichero” è stato aggredito e pestato a sangue il 23 Dicembre mentre stava rientando nella sua casa di Lucca.
Il ricordo di “Toscano”, questo era il suo nome di battaglia durante la guerra di Liberazione, è ancora vivo in Val Borbera e in tutti i Comuni in cui operava la brigata Oreste che insieme alle altre brigate costituiva il cuore della Divisione partigiana Pinan Cichero comandata da Scrivia (Aurelio Ferrando) e da Carlo (Giambattista Lazagna). Fu proprio la Brigata Oreste il 24 Aprile del 1945 durante l’insurrezione a iniziare la marcia verso Genova liberando Arquata, Serravalle, Cassano, Villalvernia, Pietrabissara, Ronco Scrivia e Busalla.
“Toscano” si trova ricoverato all’ospedale di Pisa e si è detto convinto della matrice politica dell’aggressione. Al suo avvocato e amico Bruno Rossi ha detto «Quello che non sono riusciti a farmi i tedeschi, me lo hanno fatto gli italiani».
“Il nostro rammarico – si legge in una nota di Azione Antifascista Genova – è che il tuo esempio ed anche quello dei tuoi compagni e compagne di lotta non ci è bastato per farci capire che il valore della vita è l’unica cosa sacra e che a nessun rigurgito di prepotenza avremmo dovuto permettere di rialzare la testa. Ora tu sei lì nel tuo lettino di ospedale ,le notizie che ci giungono dai compagni lucchesi sono confortanti raccontano di te come un uomo forte che ha voluto da subito reagire e resistere come d’altronde hai sempre fatto. Noi seppur avviliti per quello che non abbiamo impedito che avvenisse,ripartiamo con la forza del tuo esempio e con l’amore per quello che sei e quello che ci dai e ci poniamo lo stesso traguardo che hai tu, lottare per un mondo migliore e ci auguriamo di dimostrartelo con la nostra militanza antifascista e anticapitalista. Ora ti abbracciamo “Comandante Toscano” non ti lasceremo mai più solo. Con profonda stima e rispetto”. Azione Antifascista Genova.

"Sempre dalla parte dei partigiani, Comandante Lilio" - Il Manifesto

IL MANIFESTO BLOG - Sempre dalla parte dei partigiani, Comandante Lilio

  • Una notizia mi ha molto colpito, e risale a pochi giorni fa: Lilio Giannecchini, 87 anni, partigiano, comandante della brigata “Oreste” della Divisione “Pinan Cichero”, è stato aggredito a bastonate e pestato a sangue la sera del 23 Dicembre mentre stava rientrando a casa, a Lucca.
    Il Comandante “Toscano” (questo era il suo nome di battaglia durante la guerra di Liberazione) è stato per anni Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza della provincia. In ospedale ha detto: “
    Quello che non sono riusciti a farmi i tedeschi, me lo hanno fatto gli italiani“. E pensare che fu proprio la Brigata Oreste il 24 Aprile del 1945, durante l’insurrezione, a iniziare la marcia verso Genova liberando Arquata, Serravalle, Cassano, Villalvernia, Pietrabissara, Ronco Scrivia e Busalla.
    Lilio-Giannecchini-300x225Lilio Giannecchini, comandante “Toscano”

    Ora il
    Comandante Lilio si trova ricoverato all’ospedale di Pisa: parlando del o dei balordi che lo hanno aggredito e pesantemente insultato, prima di derubarlo di quattro soldi,  si è detto convinto della matrice politica dell’aggressione. Un’aggressione premeditata di qualcuno che lo stava aspettando. Appena varcato  l’ingresso del cortile della struttura dove abita, il partigiano ha scorto un  giovane a volto scoperto e con un bastone che prima lo ha apostrofato e poi lo ha riempito di colpi sul volto, sulla testa e sulla  bocca che gli  hanno completamente spezzato i denti inferiori.
    Qualche anno, fa, Lilio Giannecchini era stato sollevato dalla presidenza dell’Istituto Storico della Resistenza, per aver ricevuto una querela: ma è storia recente (ottobre 2012), che egli abbia poi avuto la 
    completa assoluzione dalle accuse. Gianniecchini era stato per mesi soggetto ad attacchi sia da destra che dal centrosinistra lucchese: un grande accanimento da parte di  personaggi e cariche istituzionali anche abbastanza note, le stesse persone che adesso tacciono imbarazzate, facendo passare quasi sotto silenzio l’aggressione al vecchio partigiano.
    Noi non vogliamo con questo articolo che esprimere la nostra solidarietà con il Comandante Lilio; non vogliamo dire che il vuoto creato a suo tempo attorno a lui abbia, se non provocato, almeno reso più facili – come sempre quando si lascia solo un compagno e un partigiano – le condizioni per l’aggressione di qualche giorno fa.
    Non vogliamo dire che sia un’agressione di chiara marca fascista, perché potrebbero anche essere stati soltanto uno o due balordi e delinquenti che l’hanno preso di mira per caso, anche se ne dubitiamo: un’aggressione del genere non si motiva per  quattro soldi, e non si capiscono gli insulti. Ma non lo diciamo, per timore che – alla fine – risulti qualche cosa di ancora peggiore. E comunque, nell’accezione più generale che intendiamo e che rivendiachiamo con orgoglio, chi si comporta in quella maniera vigliacca e brutale è – per definizione stessa – un
    fascista.
    Rivolgiamo però una domanda, a chi si periterà di potere e dovere rispondere: ora che Giannecchini è stato prima assolto dalle accuse, e poi aggredito in questo modo ributtante e violento,
    qualcuno si prenderà la briga di chiedergli scusa  e – se non di restituirgli il ruolo che gli spetta all’interno dell’Istituto Storico della Resistenza – almeno di dimostrargli solidarietà?
    Quest’oggi sono stato – dedicandolo al Comandante “Toscano” – a fare un giro a piedi sotto la casa di
    Dante di Nanni, a Torino, poco distante da dove vivo. Lo faccio spesso, quando voglio riflettere.
    dinanni-225x300La casa di Dante di Nanni

    Dante di Nanni, medaglia d’oro della Resistenza, morì nel maggio del 1944 buttandosi dal balcone di quella casa di Via San Bernardino, nel quartiere San Paolo di Torino, dopo una strenua resistenza davanti a decine e decine di fascisti e nazisti che lo assediavano, uccidendo e ferendo molti di loro, lui stesso già gravemente ferito, dopo una azione dei GAP condotta la notte prima. Il suo Comandante, l’eroico e magnifico Giovanni Pesce, ci descrive in maniera toccante le ultime ore di Dante di Nanni in uno dei miei libri preferiti, il suo “
    Senza Tregua“.
    Mentre ero sotto al balcone di Dante, oggi, ho pensato a Lilio. Su come sia morto in realtà esattamente Dante di Nanni, i particolari magari trascurabili ma che potrebbero scalfire parzialmente il suo esempio e – diciamolo – il suo mito che invece è radicatissimo anche nelle giovani generazioni, si sono addensati, nel corso degli anni, alcuni dubbi e revisionismi.
    E proprio per questo ho pensato, pur nella distanza dei due casi, a quanto successo al partigiano Lilio Giannecchini qualche giorno fa: anche lui da solo contro tutti, e anche per lui c’è chi adombra “altre cause”  dietro la sua bestiale aggressione.
    Ebbene, diciamolo ancora una volta, molto chiaramente: noi siamo, e sempre saremo, senza ambiguità, dalla parte dei partigiani e di chi ha fatto una scelta consapevole e coraggiosa, che ci permette di vivere ancora oggi con un minimo – purtroppo decrescente a casa dei nuovi fascisimi – di garanzie e di libertà. Dante di Nanni, Giovanni Pesce, Lilio Giannecchini, tutti gli altri: gli antifascisti non devono mai dimenticarli e scacciare – come fecero loro, allora, nella lotta – qualunque dubbio e nido di vipere.
    L’aggressione così ributtante e criminale a un anziano di 87 anni è un fatto grave comunque. Ma qui, in aggiunta, lanciamo un monito: non si lascia solo un partigiano, non si abbandona un combattente per la libertà. Sempre dalla sua parte, si deve stare.
    Rimettiti presto, Comandante “Toscano”, hai tutta la solidarietà dei veri antifascisti.
di massimozucchetti
pubblicato il
26 dicembre 2012

La Nazione Lucca: richiesta di precisazioni su dichiarazione del Pdci

Alla c.a. di Paolo Pacini
Spett. Redazione de La Nazione
cronaca.lucca@lanazione.net

In relazione ai commenti precedenti della Federazione Provinciale del Pdci, noto che il testo è stato espurgato dal riferimento alla mia persona, Bruno Rossi, offensivo e disonesto, come nella mia articolata risposta sottostante è dimostrata.

L'aver eliminato il riferimento personale contestualmente al mio commento sottostante, postato in parallelo anche su altro quotidiano, non esonera l'anonimo postatore che l'ha fatto per conto del partito, per il quale chiedo che il partito stesso, per una forma di autotutela, intervenga a censurare, portandomi a conoscenza, a procedimento avvenuto: non mi interessa il nome dell'imputato, ma solo la salvaguardia del buon nome di un partito, alla cui area appartengo.

Bruno Rossi
Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea della provincia di Lucca

Continua ...

AGGRESSIONE A LILIO GIANNECCHINI

"CRONACA DI UNA MORTE [AGGRESSIONE] ANNUNCIATA" [ALMENO AUSPICATA] G.M.

Pubblichiamo il link alla pagina del quotidiano on line Lucca in Diretta, che aggiorna la situazione su Lilio Giannecchini

Venerdì, 28 Dicembre 2012 17:40
Aggressione Giannecchini, arriva la solidarietà dal Comune
giannecchini
Arriva (con un po' di ritardo per la verità) la solidarietà del Comune di Lucca a Lilio Giannecchini, l'ex partigiano aggredito la vigilia di Natale alla Casa del Clero. E porta la firma del sindaco ed assessore al sociale Carla Reggiannini: “Esprimo la mia solidarietà a Lilio Giannecchini, vittima di violenza efferata e crudele, esecrabile quando rivolta a qualsiasi persona umana, ancor più nel caso di un anziano debole e inerme. Per quanto ancora da accertare la matrice di simile azione delittuosa, se solo a scopo di rapina o anche politica, non vi è dubbio che, infierendo disumanamente su Lilio Giannecchini, si è colpito un combattente della Resistenza italiana, artefice e testimone della nostra storia e cultura democratica e repubblicana. L'aggressione contro Lilio ferisce profondamente la coscienza di tutti quelli che credono all'impegno politico fondato sul confronto, sul dibattito delle idee, sul rispetto dell'altro e sulla dignità e inviolabilità di ogni essere umano; giace ferito e dolente quell'ideale di pace fatto di presenza attiva, partecipazione, solidarietà, dove il dialogo supera il pregiudizio e l'intransigenza e costruisce percorsi di civiltà. Auguro a Lilio di ristabilirsi e superare questo momento di malessere profondo: la notizia di un suo miglioramento conforta non solo chi è a lui legato da solidale amicizia, ma tutti coloro che vivono e operano per la convivenza civile e per il progresso sociale”.

Continua ...

"Aggresssione Giannecchini, la tesi dell'assessore Reggiannini: "Anche se non è matrice politica, colpito un simbolo della resistenza"" - La Gazzetta di Lucca

venerdì, 28 dicembre 2012, 17:38
"Esprimo la mia solidarietà a Lilio Giannecchini, vittima di violenza efferata e crudele, esecrabile quando rivolta a qualsiasi persona umana, ancor più nel caso di un anziano debole e inerme. Per quanto ancora da accertare la matrice di simile azione delittuosa, se solo a scopo di rapina o anche politica, - scrive l'assessore nonché vice sindaco Carla Reggiannini - non vi è dubbio che, infierendo disumanamente su Lilio Giannecchini, si è colpito un combattente della Resistenza italiana, artefice e testimone della nostra storia e cultura democratica e repubblicana. L'aggressione contro Lilio ferisce profondamente la coscienza di tutti quelli che credono all'impegno politico fondato sul confronto, sul dibattito delle idee, sul rispetto dell'altro e sulla dignità e inviolabilità di ogni essere umano; giace ferito e dolente quell'ideale di pace fatto di presenza attiva, partecipazione, solidarietà, dove il dialogo supera il pregiudizio e l'intransigenza e costruisce percorsi di civiltà. Auguro a Lilio di ristabilirsi e superare questo momento di malessere profondo: la notizia di un suo miglioramento conforta non solo chi è a lui legato da solidale amicizia, ma tutti coloro che vivono e operano per la convivenza civile e per il progresso sociale".
La Gazzetta di Lucca venerdì, 28 dicembre 2012, 17:38

"Aggressione Giannecchini, arriva la solidarietà dal Comune"

  • Venerdì, 28 Dicembre 2012 17:40

giannecchini
Arriva (con un po' di ritardo per la verità) la solidarietà del Comune di Lucca a Lilio Giannecchini, l'ex partigiano aggredito la vigilia di Natale alla Casa del Clero. E porta la firma del sindaco ed assessore al sociale Carla Reggiannini: “Esprimo la mia solidarietà a Lilio Giannecchini, vittima di violenza efferata e crudele, esecrabile quando rivolta a qualsiasi persona umana, ancor più nel caso di un anziano debole e inerme. Per quanto ancora da accertare la matrice di simile azione delittuosa, se solo a scopo di rapina o anche politica, non vi è dubbio che, infierendo disumanamente su Lilio Giannecchini, si è colpito un combattente della Resistenza italiana, artefice e testimone della nostra storia e cultura democratica e repubblicana. L'aggressione contro Lilio ferisce profondamente la coscienza di tutti quelli che credono all'impegno politico fondato sul confronto, sul dibattito delle idee, sul rispetto dell'altro e sulla dignità e inviolabilità di ogni essere umano; giace ferito e dolente quell'ideale di pace fatto di presenza attiva, partecipazione, solidarietà, dove il dialogo supera il pregiudizio e l'intransigenza e costruisce percorsi di civiltà. Auguro a Lilio di ristabilirsi e superare questo momento di malessere profondo: la notizia di un suo miglioramento conforta non solo chi è a lui legato da solidale amicizia, ma tutti coloro che vivono e operano per la convivenza civile e per il progresso sociale”.
Lucca in Diretta Venerdì, 28 Dicembre 2012 17:40

"Ex partigiano aggredito 'Noi con te'" - La Repubblica

La Repubblica di Genova: -Ex partigiano aggredito 'Noi con te' -
AZIONE antifascista di Genova ha inviato una lettera di solidarietà all' ex partigiano Lilio Giannecchini, il comandante ' Toscano' della brigata ' Oreste' della divisione ' Pinan Cichero' aggredito e picchiato a sangue il 23 dicembre mentre stava rientrando nella sua casa di Lucca. «Toscano» - si legge nella lettera - si trova ricoverato all' ospedale di Pisa e si è detto convinto della matrice politica dell' aggressione. Seppur avviliti per quello che non abbiamo impedito che avvenisse - conclude la missiva - , ripartiamo con la forza del tuo esempio e con l' amore per quello che sei e quello che ci dai e ci poniamo lo stesso traguardo che hai tu: lottare per un mondo migliore». Giannecchini è stato prima ricoverato all' ospedale Campo di Marte, Giannecchini viene sottoposto a tutti gli accertamenti del caso. Ha i denti inferiori completamente spezzati, quattro ferite da taglio sulla testa oltre ad altre ferite minore lacero-contuse. Ma soprattutto la Tac evidenzia un ematoma cerebrale nella zona frontale destra, e per questo Giannecchini viene trasportato nel reparto di neurochirurgia dell' ospedale di Cisanello.
27 dicembre 2012 5 sez. GENOVA

Lettera di Massimiliano Piagentini a Lilio Giannecchini

Pubblichiamo la lettera pervenuta a Lilio Giannecchini da parte di Massimiliano Piagentini.

La brutale aggressione a Lilio Giannecchini lascia sgomenti.
E’ stato colpito in modo vigliacco e violento un uomo di 87 anni, non
certo in grado di difendersi.
Proprio per questo, la dinamica dei fatti solleva molti inquietanti
interrogativi. Ad esempio: se lo scopo era la rapina, perché infierire
in modo così aggressivo (Lilio è stato preso a bastonate e ha
riportato oltre alla rottura dei denti inferiori un ematoma cerebrale)
su un obbiettivo così facile?
Possibile che un ladro in cerca di soldi non trovi di meglio che
cercare alla Casa del clero, prendendo di mira una persona
notoriamente non benestante?
E’da escludere un movente politico?
Di sicuro, prima di essere ferocemente picchiato, Lilio è stato
bersaglio, nei mesi scorsi, di una virulenta campagna denigratoria
(prima e dopo la sua estromissione dall’Istituto storico della
Resistenza), caratterizzata da attacchi personali al limite (in più
occasioni superato) dell’insulto.
Attacchi provenienti da noti (e in molti casi potenti) esponenti
politici locali e dai loro amici. Un “tutti contro uno” senza
precedenti, per intensità, durata e numero dei partecipanti.
Alla luce di tutto questo, è davvero possibile escludere che qualcuno,
sulla scia di quella lunga e pesante polemica, abbia deciso di passare
alle vie di fatto?

In queste ore di apprensione (Lilio è sottoposto a terapia intensiva,
dopo aver subito un intervento per la rimozione di un ematoma
cerebrale), per coloro che gli sono amici, non possono che suonare
come estremamente ipocrite e di circostanza le parole di solidarietà
spese dagli stessi che, fino a ieri, hanno denigrato e umiliato questo
vecchio comandante partigiano.

A Lilio, un affettuoso augurio, perché riesca a vincere anche questa
durissima battaglia.

Massimiliano Piagentini

Risposta ad anononimo postatore che sostiene di parlare al nome del Pdci

Il commento sovrastante del "Pdci: Aggressione Giannecchini grave episodio di violenza", anodino per la sua genericità nella prima parte ed anonimo alla mancata apposizione di una firma di un responsabile, dimostra soltanto una malevolente volontà di tentativo di linciaggio morale nei confronti del sottoscritto nella seconda parte del commento quando mi si attribuiscono "insinuazioni (...)  gratuite e strumentali". Infatti non sono state fatte da me dichiarazioni in tal senso e sfido l'anonimo commentatore a produrre una documentazione, altrimenti il suo comportamento, avvenuto per giunta a nome di un partito, dovrebbe essere, dagli organi interni del partito stesso, censurato; quanto alla seconda parte del commento, "Creare un nesso fra quello che è accaduto a Giannecchini e le vicende accadute in seno all'Istituto Storico della Resistenza è demenziale e fuorviante" ci troviamo di fronte ad un tipico lapsus freudiano, indicativo della cattiva coscienza di chi lo abbia evocato, tanto più che non ho assolutamente parlato di nesso tra l'aggressione e le vicende dell'Istituto Storico. A questo punto, però, s'impone una riflessione sul perchè ciò sia stato scritto e quanta parte abbiano avuto le vicende relative alla delegittimazione di Lilio Giannecchini, che è stato fiaccato nel fisico e nello spirito da accuse rivelatesi infondate e false, strumentalmente utilizzate da vari soggetti: non penso che questa catarsi possa avvenire in persone che dimostrano, per quel che hanno scritto, la loro consistenza morale e culturale e tuttavia, "spes ultima dea", resto in attesa di qualsivoglia replica.

Bruno Rossi



Pdci: Aggressione Giannecchini grave episodio di violenza



liliogiannecchin
"La Federazione Provinciale del Partito dei Comunisti Italiani esprime profondo sdegno per la brutale aggressione subita da Lilio Giannecchini ed auspica che vanga fatta chiarezza sulla matrice dell'atto violento perpetrato. Se questa risultasse di natura politica sarebbe un fatto ancora più grave di quanto non lo sia già". Questo il commento dei Comunisti Italiani all'episodio di violenza verificatosi domenica in pieno centro nel pomeriggio intorno alle 17. "Ma la gravità - prosegue il partito - è comunque manifesta. Ormai le aggressioni alle persone più deboli e indifese sono all'ordine del giorno. Questo significa che si abbassa sempre di più il livello di convivenza civile e morale del nostro popolo. Quanto alle insinuazioni di Bruno Rossi, queste appaiono gratuite e strumentali. Creare un nesso fra quello che è accaduto a Giannecchini e le vicende accadute in seno all'Istituto Storico della Resistenza è demenziale e fuorviante. Intanto si esprime tutta la solidarietà a Lilio con l'auspicio che si possa riprendere al più presto. Speriamo che il responsabile dell'accaduto possa essere individuato al più presto perchè giustizia venga fatta".

Ultima modifica il Martedì, 25 Dicembre 2012 11:01

Lucca, ex partigiano picchiato a sangue: “Nemmeno i nazisti mi fecero questo” - Il Fatto Quotidiano

Lucca, ex partigiano picchiato a sangue: “Nemmeno i nazisti mi fecero questo”
Lilio Giannecchini, 87 anni, è stato aggredito la sera del 23 a Lucca mentre stava rientrando a casa. Per anni è stato presidente dell'Istituto storico della Resistenza della provincia. In ospedale dice: "Quello che non sono riusciti a farmi i tedeschi, me lo hanno fatto gli italiani"
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 24 dicembre 2012

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Più informazioni su: Lucca, Partigiani, Resistenza, Toscana.
Preso a botte per una manciata di soldi. L’ex comandante partigiano di 87 anni,
Lilio Giannecchini, è stato aggredito la sera del 23 dicembre a Lucca mentre stava rientrando nella casa del clero di via san Niccolao, dove vive insieme ad alcuni sacerdoti anziani e altri ospiti. Due giovani lo hanno preso a calci e pugni e poi lo hanno abbandonato sanguinante, dopo avergli strappato un marsupio che conteneva effetti personali e soldi.
Soccorso, l’ex partigiano, che per molti anni è stato anche presidente dell’
Istituto storico della Resistenza della provincia di Lucca, è stato trasportato all’ospedale di Cisanello, dove gli sono state riscontrate varie escoriazioni e un ematoma cerebrale. “Quello che non sono riusciti a farmi i tedeschi, me lo hanno fatto gli italiani”, ha commentato l’anziano partigiano prima di perdere conoscenza.
Secondo quanto riportato dai giornali locali, dietro l’aggressione potrebbero esserci anche
motivazioni di carattere politico. Una persona vicina all’ex partigiano racconta che negli ultimi tempi Giannecchini era stato spesso deriso e che aveva particolarmente sofferto il fatto di essere stato sollevato dall’incarico di presidente dell’Istituto della Resistenza, dopo essere stato accusato di uso inopportuno del suo ruolo.
Il Fatto Quotidiano 24 dicembre 2012

"Pestato a sangue ex partigiano. Giannecchini: “Volevano uccidermi, ho creduto di morire”. Caccia all'aggressore" - Lucca In Diretta

  • Lunedì, 24 Dicembre 2012 20:16

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“Volevano uccidermi, ho creduto di morire”. Lilio Giannecchini, partigiano, ex direttore dell'istituto storico della Resistenza di Lucca, è su un letto di ospedale del reparto di Neurochirurgia dell'ospedale di Pisa. Lo hanno aggredito ieri pomeriggio (23 dicembre) attorno alle 17. Giannecchini stava rientrando nella sua casa di via San Nicolao, in pieno centro storico. Ha parcheggiato l'auto nel cortile della Casa del Clero e ha preso il vialetto per salire in casa. Nel buio un uomo lo ha aggredito alle spalle, con un randello lo ha quasi tramortito. A terra, se l'è trovato addosso. “Continuava a colpire alla testa, non si fermava”, ha raccontato agli amici. Non è riuscito a vedere in faccia il suo aguzzino ma di una cosa è convinto, Lilio Giannecchini: “Sono scampato a morte sicura”. Mentre era in balia del suo assalitore, l'ex direttore dell'istituto storico della Resistenza ha reagito: con un calcio è riuscito ad allontanarlo. Il bandito ha portato via il portafogli caduto a terra, mentre Giannecchini - il suo volto ridotto ad una maschera di sangue - si trascinava dalla parte opposta del cortile, verso la mensa del clero. Le cuoche l'hanno soccorso e hanno chiamato l'ambulanza.
LA MATRICE POLITICA Lilio Giannecchini ne è convinto, gli investigatori non lo escludono del tutto. Forse dietro all'aggressione dell'ex direttore dell'istituto storico della Resistenza c'è una matrice politica. Lo sostiene anche l'avvocato dell'ex partigiano e l'amico Bruno Rossi: “E' davvero singolare pensare che lo scopo di questa violenta aggressione possa essere stata una rapina. L'agguato non è avvenuto sulla strada - sottolinea Rossi - ma all'interno del cortile della Casa del Clero. Non è un posto dove è facile immaginare che qualcuno si apposti per fare una rapina. Siamo convinti, e ne è convinto anche Giannecchini, che quell'individuo stesse aspettando proprio lui. E non certo per rapinarlo. Ha preso il portafogli dell'ex direttore solo dopo che gli era caduto durante la colluttazione. Quello che è avvenuto è un fatto gravissimo che dovrebbe far riflettere tutta la città. Mi auguro - aggiunge - che il prefetto Giovanna Cagliostro attivi tutte le risorse per giungere alla identificazione dell'aggressore e ai loro mandanti”.
Continua ...

Lilio Giannecchini - "AGGREDITO E PESTATO A SANGUE PARIGIANO DUBBI DI MATRICE POLITICA" - Il Tirreno di Lucca

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Aggressione Lilio Giannecchini: Solidarietà dall'ANPI di Pisa


SOLIDARIETÀ A LILIO- NOME DI BATTAGLIA “TOSCANO”

Il comandante partigiano Lilio Giannecchini è stato aggredito e picchiato violentemente a Lucca

L’ANPI di Pisa esprime la sua solidarietà e richiama ancora l’attenzione sull’importanza di essere protagonisti nella vita politica e sociale  per  condannare con forza questi vigliacchi ed ignobili episodi perchè non passino inosservati e perchè i giovani possano comprendere il significato della Resistenza e dei valori della nostra Costituzione.  


http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2012/12/24/news/picchiato-a-sangue-il-partigiano-lilio-giannecchini-1.6249320

Le Croci di Lilio Giannecchini

Lilio Giannecchini ha molte croci, alcune metaforiche altre di guerra.

Per quelle di guerra i documenti che pubblichiamo mostrano le onorificenze attribuite a Lilio Giannecchini e dimostrano l'infondatezza dei vili attacchi che egli ha ricevuto
sui post anonimi di vari siti web, ovvero dal sito internet dedicato a Manrico Ducceschi, detto Pippo e registrato a nome della nipote Laura Poggiani, di cui recentemente è ricorso un improntate evento organizzato dalla Provincia di Lucca, rappresentata dall'Assessore Regoli, Ente che ebbe un ruolo mai chiarito nella delegittimazione di Lilio Giannecchini ed attualmente ben rappresentata nell'ISTORES con 40 nuovi iscritti (alti funzionari e dirigenti e Giunta provinciale al gran completo -Pedreschi Gabriella, Besozzi Corrado Felice, Cesaretti Valentina, Rovai Luigi, Marsili Massimo, Gemignani Giovanni, Bambini Francesco, Cavallaro Maura, Simonetti Silvano, Baccelli Stefano, Benedetti Paolo-) che influenzarono l'elezione dei nuovi vertici, anch'essi presenti alla cerimonia, che è nella direzione auspicata dal presidente Baccelli e dal prof. Umberto Sereni di offrire maggiori riconoscimenti all'opera di Pippo.

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Ecco le onoreficenze attribuite a Lilio Giannecchini, troppo giovane, secondo alcune malevole insinuazioni, per aver avuto un ruolo nella Resistenza!

Croci di Guerra Lilio_01

Croci di Guerra Lilio_02

Croci di Guerra Lilio_03

Lilio Giannecchini - "Pestato a sangue e derubato, Lilio Giannecchini ricoverato a Pisa" - Di Lucca

Pestato a sangue e derubato, Lilio Giannecchini ricoverato a Pisa
Creato Lunedì, 24 Dicembre 2012 11:15
Scritto da Giulia Maggi
giannecchini_pestaggio_ospedale
Lucca - Si dice che a natale siamo tutti più buoni ma invece no, i vigliacchi restano tali 365 giorni l'anno. Lo sa bene il 77 enne partigiano, ex direttore dell'istituto storico della Resistenza di Lucca, Lilio Giannecchini, brutalmente pestato sangue nella serata di domenica da un individuo, al momento ancora senza identità.
Sono circa le 20, Giannecchini parcheggia, come tutte le volte, l'auto nel cortile della Casa del Clero, poi una volta chiusa la vettura si avvia nel vialetto per salire in casa. Lì, nel buio, un balordo lo aggredisce alle spalle, con un colpo lo stende a terra e poi inizia a colpire una, due, tre volte alla nuca e al volto. L'ex direttore con le poche forze rimaste prova a reagire e con un calcio riesce ad allontanare il malvivente che, dopo aver preso il portafogli della vittima caduto durante la colluttazione, fugge via, facendo perdere le proprie tracce. In una maschera di sangue, Giannecchini riesce a raggiungere la sala mensa della casa del clero. Lì le cuoche gli prestano le prime cure e chiamano i soccorsi. Giunta sul posto un ambulanza, il 77 enne viene portato al Campo di Marte poi in tarda serata i medici, valutate le sue condizioni, decidono di trasferirlo a Cisanello nel reparto di neurochirurgia. Gli investigatori ora indagano per riuscire a dare un volto all'aggressore. Tra le piste che vengono seguite oltre a quella della rapina anche, e soprattutto, quella di matrice politica. Troppo strana una rapina all'interno del cortile della casa del clero e troppa la violenza riversata dal malvivente su Giannecchini prima di prendergli il portafogli che tra l'altro era visibile a terra. Mentre le forze dell'ordine indagano, all'ex direttore arrivano i primi messaggi di solidarietà da parte delle autorità e dell'attuale Presidente dell'Istituto storico per la Resistenza e l'Età contemporanea in provincia di Lucca, Stefano Bucciarelli, che si augurano anche che venga fatta piena chiarezza sul grave accaduto.

Lucca - Si dice che a natale siamo tutti più buoni ma invece no, i vigliacchi restano tali 365 giorni l'anno. Lo sa bene il 77 enne partigiano, ex direttore dell'istituto storico della Resistenza di Lucca, Lilio Giannecchini, brutalmente pestato sangue nella serata di domenica da un individuo, al momento ancora senza identità.
Sono circa le 20, Giannecchini parcheggia, come tutte le volte, l'auto nel cortile della Casa del Clero, poi una volta chiusa la vettura si avvia nel vialetto per salire in casa. Lì, nel buio, un balordo lo aggredisce alle spalle, con un colpo lo stende a terra e poi inizia a colpire una, due, tre volte alla nuca e al volto. L'ex direttore con le poche forze rimaste prova a reagire e con un calcio riesce ad allontanare il malvivente che, dopo aver preso il portafogli della vittima caduto durante la colluttazione, fugge via, facendo perdere le proprie tracce. In una maschera di sangue, Giannecchini riesce a raggiungere la sala mensa della casa del clero. Lì le cuoche gli prestano le prime cure e chiamano i soccorsi. Giunta sul posto un ambulanza, il 77 enne viene portato al Campo di Marte poi in tarda serata i medici, valutate le sue condizioni, decidono di trasferirlo a Cisanello nel reparto di neurochirurgia. Gli investigatori ora indagano per riuscire a dare un volto all'aggressore. Tra le piste che vengono seguite oltre a quella della rapina anche, e soprattutto, quella di matrice politica. Troppo strana una rapina all'interno del cortile della casa del clero e troppa la violenza riversata dal malvivente su Giannecchini prima di prendergli il portafogli che tra l'altro era visibile a terra. Mentre le forze dell'ordine indagano, all'ex direttore arrivano i primi messaggi di solidarietà da parte delle autorità e dell'attuale Presidente dell'Istituto storico per la Resistenza e l'Età contemporanea in provincia di Lucca, Stefano Bucciarelli, che si augurano anche che venga fatta piena chiarezza sul grave accaduto.

Tratto da DiLucca del 24 dicembre 2012

Lilio Giannecchini - "Picchiato e rapinato l'ex partigiano Lilio Giannecchini" - La Nazione di Lucca

Picchiato e rapinato l'ex partigiano Lilio Giannecchini: sdegno e sconcerto in città
Pestato da due giovani domenica sera in via S.Nicolao: una maschera di sangue, è in ospedale. Le prime reazioni di condanna in città
Misteriosa e sconcertante aggressione ai danni dell'ex comandante partigiano 87enne. E' stato ricoverato in ospedale e sottoposto a Tac. I COMMENTI DI AUTORITA', ISTITUZIONI E MOVIMENTI POLITICI

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Lilio Giannecchini
Lucca, 23 dicembre 2012 - Stava rientrando intorno alle 20 alla Casa del Clero in via San Nicolao, dove è ospite da qualche tempo. All'improvviso due figure sono sbucate  dal buio del cortile e l'hanno preso a calci e pugni. Forse uno dei due individui, descritti come giovani, era armato di bastone. Lilio Giannecchini è caduto a terra tramortito e in una maschera di sangue. Ha perso anche due denti. I due aggressori gli hanno portato via un marsupio contenente pochi soldi ed effetti personali. Giannecchini, per trent'anni direttore dell'Istituto Storico della Resistenza, è stato ricoverato in ospedale e sottoposto a Tac. Alcuni amici sono accorsi in ospedale per sincerarsi delle sue condizioni. L'hanno trovato malconcio e in stato confusionale. Misteriose le ragioni dell'aggressione anche perché l'ex partigiano non ha disponibilità economiche né beni che possano spiegare una rapina tanto brutale. A tarda sera è stato quindi trasferito all'ospedale di Cisanello per un ematoma cerebrale evidenziato dagli esami. Non sarebbe comunque in pericolo di vita.
Sul drammatico episodio interviene con una nota il
presidente dell’Istituto storico per la Resistenza e l’Età contemporanea in provincia di Lucca, prof. Stefano Bucciarelli.  "Apprendiamo con viva preoccupazione dell’aggressione subita da Lilio Giannecchini, già Direttore di questo Istituto, e intendiamo esprimergli la nostra solidarietà e i nostri auguri di pronta e piena guarigione. Auspichiamo che siano indagate a fondo  le eventuali matrici politiche dell’episodio e che comunque sia fatta piena chiarezza sul grave accaduto".
“Voglio esprimere tutta la mia vicinanza al partigiano Lilio Giannecchini e augurargli una rapida guarigione”. Sono le parole dell’onorevole
Raffaella Mariani, dopo aver appreso della barbara aggressione subita da Giannecchini nella serata di domenica. “Un episodio gravissimo, che mi ha profondamente colpita e che merita la più ferma condanna, sul quale auspico si possa fare chiarezza al più presto, individuando rapidamente i responsabili”. 
 "Voglio esprimere - dichiara
il presidente della Provincia Stefano Baccelli - la mia solidarietà e vicinanza al partigiano ed ex direttore dell'Istituto storico della Resistenza Lilio Giannecchini e la piu' ferma condanna della grave aggressione di cui e' stato vittima. A Lilio Giannecchini auguro la più pronta guarigione, auspicando che venga presto fatta chiarezza sull'accaduto, individuando le cause ed i responsabili di questo vile gesto, un atto barbaro e feroce, ma anche un episodio che scuote le nostre coscienze e il nostro vivere civile."
Anche
Sinistra Ecologia Libertà di Lucca, attraverso la coordinatrice Margherita Cagnoni, esprime "la sua solidarietà al partigiano Lilio Giannecchini per l'aggressione subita, e invia i suoi migliori auguri per una rapida guarigione. SEL auspica che le indagini facciano piena chiarezza sull'eventuale matrice politica dell'aggressione, in ogni caso frutto di una cultura violenta e della tensione sociale".
PAOLO PACINI

Tratto da La Nazione di Lucca del 24 dicembre 2012

Lilio Giannecchini replica alla illegittima sospensione ricevuta dall'ANPI

Pubblichiamo il testo dell'intervento di Lilio Giannecchini inviato alla Presidente della Commissione Istruttoria Nazionale di Garanzia dell'ANPI, Prof. Floriana Rizzetto ed ai membri della Commissione, per contestare le accuse ingiuste rivoltegli, dalle quali non ha potuto mai potuto difendersi, ma che hanno già generato un provvedimento illegittimo ed anonimo di sospensione di un anno dall'Associazione Nazionale Partigiani di Italia -ANPI-, di cui il presidente Carlo Smuraglia, incalzato nel merito, si è attribuito la paternità.

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Continua ...

Nomine: Fulvetti alla Geal e all'istituto storico della Resistenza: una scelta condivisa con Baccelli

" ... Nomine: Fulvetti alla Geal e all'istituto storico della Resistenza. Una volta tanto una scelta condivisa con il suo compagno di partito Stefano Baccelli.

Non so se è una scelta condivisa. La presidenza della Geal è una presidenza molto delicata anche sul piano dell'uso e della politica delle acque e Fulvetti ci appariva la persona più adatta. ..."


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Tratto da La Gazzetta di Lucca

Richiesta di restituzione documenti in Vostra custodia Documentazione, memorie e cimeli di Don Aldo Mei Cav. Giannnecchini Lilio / Seminario Arcivescovile DIFFIDA all'utilizzazione della documentazione, memorie e cimeli di Don Aldo Mei

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La Diffida del Legale del Cav. Lilio Giannecchini

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2012_11_22_Cimeli_Aldo_Mei_DIFFIDA_Giannecchini_02Continua ...

Lilio Giannecchini risponde ai suoi detrattori

Nello Schermo del 18/10/2012, "Vicenda SereniGiannecchini: assolto l'ex direttore dell'Istituto storico" era comparso il seguente commento:

"19-10-2012 / PALMA C.
Ci vorrebbe un po' di sincerità!!
Come ha detto Umberto Sereni i verdetti dei giudici vanno rispettati.
Come molti resto perplessa nel prenderne atto e continuo ad essere solidale con il
professor Sereni.
Cali pure un generoso silenzio sull'altro protagonista.
Ma dissento e mi ribello quando sento commenti e leggo articoli che invocano una
specie di "reintegro riparatore".
Quanti sostengono questo vogliono riportare una istituzione culturale preziosa per
Lucca allo stato di degrado in cui era caduta sotto la precedente gestione: locali
impraticabili per la sporcizia e il disordine,attività culturale difficilmente percepibile,
clima delle relazioni umane distruttivo per non parlare del difetto di stima ed
affidabilità scientificadi cui pativa l'Istituto.
MA QUESTA NOSTRA CITTA' E' SENZA MEMORIA ?
A proposito di partigiani e Resistenza perchè non si ricorda mai che il rinnovamento
dell'Istituto è stato voluto e guidato con impegno e determinazione da una grande e
splendida donna della Resistenza come Didala Ghilarducci che si è spesa fino alla
sua morte per far rinascere l'Istituto. Questa smemoratezza è ipocrisia.
Se la resistenza ha il volto di persone come la Ghilarducci che fanno senza chiedere
privilegi o trattamenti di favore, che anche nella polemica più viva non perdono
dolcezza e rispetto umano (ricordate il suo testa a testa con Pansa a Porta a Porta?)
le rendo ogni onore."


La commentatrice in questione non si rende conto di diffamare in modo pesante il sottoscritto, soprattutto quando parla di "stato di degrado in cui era caduta sotto la precedente gestione: locali impraticabili per la sporcizia e il disordine,attività culturale difficilmente percepibile, clima delle relazioni umane distruttivo per non parlare del difetto di stima ed affidabilità scientificadi cui pativa l'Istituto". Evidentemente la Palma non solo non è al corrente della situazione, ma anche ignora i ruoli rivestiti nell'amministrazione dell'ISTORES, infatti il responsabile dell'intera gestione dell'Istituto era per Statuto e Regolamento il prof. Berto Corbellini Andreotti, cui vanno girate le offese infamanti rivolte alla mia persona.

Quanto al ruolo ricoperto dalla compiantissima Didala, non posso che esprimere, oltre al compianto, delle riserve, giacchè la mia irregolare ed illegale esautorazione è avvenuta anche con il suo apporto, trascurando il debito di riconoscenza, che ella aveva contratto con me in rapporto alla fine di suo marito, morto in una imboscata nazista pochi giorni prima della strage di Stazzema, per il quale avevo inoltrato richiesta di riconoscimento di medaglia al valore.

Mi risponda ed avrà maggiori dettagli su tutto.

Attendo almeno le sue scuse.

Lilio Giannecchini detto Toscano
Vicecomandante della Brigata Partigiana Oreste




Continua ...

"Ora si chieda scusa a Lilio Giannecchini"

Si segnala che è stata pubblicata sul Tirreno di Lucca la lettera che Massimiliano Piagentini ha inviato alla Redazione del quotidiano in data 24 ottobre 2012.

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"Precisazioni in merito all'intervento di Silvia Angelini: "Quel comunicato contiene falsità""

Precisazioni in merito all'intervento di Silvia Angelini: "Quel comunicato contiene falsità"

Da: "Lilio Giannecchini -"Toscano"" <***@gmail.com>
Data: 31 ottobre 2012 19.50.45 GMT+01.00
A: Aldo Garandi <***@aldograndi.it>
Oggetto: Precisazioni in merito all'intervento di Silvia Angelini: "Quel comunicato contiene falsità"

Voglio ricordare a Silvia Angelini che io, Lilio Giannecchini, con il Labaro della mia Brigata Partigiana Combattente, ero presente sin dall'inizio alla cerimonia funebre, prima del trasporto e della tumulazione, dedicata ad Alfonso Pardini, della cui memoria sono stato propugnatore.

Infatti l'allora Sindaco di Lucca Mauro Favilla, con una cerimonia ufficiale, aveva riconosciuto ad Alfonso il merito di aver contribuito a salvare Lucca dal cannoneggiamento alleato.

Quanto alla cerimonia funebre, dei personaggi elencati dalla Angelini, la maggior parte era posteggiata nell'atrio adiacente alla cappella; la rappresentante Paola Rossi ha pronunciato poche frettolose parole di circostanza, anche perché non era stata presente alla precedente cerimonia.

Quanto a me non mi è stato possibile pronunciare le parole con cui avrei voluto esprimere la mia commossa partecipazione, tanto più sentita, per età e per esperienze condivise.

Il gracchiare dei corvi e delle cornacchie non mi ferisce ma mi disturba.

Lilio Giannecchini

P.S.
Ringrazio Aldo Grandi per le sue corrette impostazioni ed interpretazioni.

%%%%%%%%%%

Tratto da La Gazzetta di Lucca di giovedì, 27 settembre 2012, 08:03

Silvia Angelini: "Quel comunicato contiene falsità"

giovedì, 27 settembre 2012, 08:03

A proposito del comunicato da voi pubblicato a firma del Comitato a Difesa dell’Istituto Storico - è scritto in una nota di Silvia Angelini dell'istituto storico della Resistenza di Lucca - teniamo a sottolineare quanto segue: alla cerimonia tenutasi questo pomeriggio alle ore 16 presso la cappella dell'Obitorio di Lucca per salutare il partigiano Alfonso Pardini, erano presenti l'assessore del comune di Lucca Giuseppe Pellegrini Masini, parente di Pardini, che ha portato il saluto del sindaco; l'assessore provinciale Mario Regoli; il presidente provinciale dell'Anpi Carlo Serio, assieme alla signora Leila Sotgiu e alla segretaria della sezione Anpi di Lucca, Paola Rossi, che ha portato un saluto a nome dell'Anpi e dell'Istituto della Resistenze di Lucca, presente alla cerimonia nella persona del suo direttore, dott. Gianluca Fulvetti. Il su citato comunicato contiene quindi una palese falsità.

Risponde Aldo Grandi: Cara dottoressa Angelini, noi pubblichiamo comunicati regolarmente firmati e quello azpparso era siglato da un comitato di difesa dell'istituto della resistenza di Lucca. Io, piuttosto, non riesco a capire come mai, da quando il presidente della Provincia Baccelli ha silurato Giannecchini infilando Gianluca Fulvetti alla presidenza dell'istituto, emergano questi problemi. Scusate, ma se esistono più comitati o rappresentanti dell'istituto, sarebbe bene fare chiarezza.

"Assolto il partigiano Lilio"

Ospitiamo il post "Assolto il partigiano Lilio", pubblicato sul sito internet di LuccaLibera

Assolto con formula piena

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Il partigiano Lilio Giannecchini ha ricevuto per mesi attacchi e insulti provenienti, in egual misura, da destra e da sinistri esponenti del centrosinistra lucchese, che del garantismo hanno evidentemente un concetto tutto particolare: vale quando c’è di mezzo un potente amico loro, non vale se c’è di mezzo un “pesce piccolo”.
La semplice notizia di una querela nei suoi confronti (presentata da Umberto Sereni) è stata presa a pretesto per estrometterlo dalla direzione dell’Istituto storico della Resistenza. “Ciò che soprattutto colpisce in tutta questa vicenda” – ebbero modo di scrivere qualche mese fa Donatella Zanotti e Donatella Rigali, due insegnanti di Borgo a Mozzano – “è l’improvviso accanimento da parte di noti personaggi e poteri. E’ inqualificabile questa coalizione di troppi contro uno”.
Eh già, perché contro il vecchio partigiano Giannecchini si sono accaniti il presidente della Provincia, consiglieri comunali, consiglieri provinciali e portaborse vari, in un “tiro al piccione” che, per durata e intensità, ha ben pochi precedenti.
Due domande sorgono spontanee:
1) A parte invertite, cioè se Giannecchini avesse querelato Sereni e se quest’ultimo avesse ricoperto un incarico pubblico, qualcuno si sarebbe azzardato a chiederne le dimissioni?
2) Ora che Giannecchini è stato assolto con formula piena, qualcuno si prenderà la briga di chiedergli scusa e di restituirgli il ruolo che gli spetta all’interno dell’Istituto storico della Resistenza?

Sono ovviamente domande retoriche…

Per riportare alla memoria la vicenda leggi la lettera aperta pubblicata a settembre dell’anno scorso.
Pubblichiamo di seguito il resoconto di un episodio realmente accaduto pochi giorni fa.
L’intento dei vassalli, valvassori e valvassini con seguito di “ciambellani”, servi e utili idioti è stato chiaramente premeditato e persecutorio nei confronti di Lilio Giannecchini.
Alcuni giorni fa eravamo in Provincia per altri motivi e, passando davanti all’Istituto Storico, spingemmo la porta per vedere se era aperta, facendo così suonare il campanello (era l’8 ottobre, di lunedì mattina, uno dei pochi momenti in cui l’Istituto non è chiuso). A un tizio che venne fuori spiegammo che in passato venivamo spesso all’Istituto per chiedere documenti e gli chiedemmo che fine avesse fatto Lilio Giannecchini, tanto per sentire che aria tirava. Il tizio rispose testualmente: “FINALMENTE ce ne siamo liberati!”. Lo apostrofammo con durezza, dicendogli che se non era per Giannecchini quell’Istituto Storico lì neppure c’era, e che doveva vergognarsi a parlarne così. Il tizio non riuscì a replicare. Comunque la frase che pronunciò è illuminante e dà la misura dell’intento persecutorio che sta a monte di tutta la vicenda: non si aspettava altro che un pretesto qualsiasi per cancellare Lilio ed invadere l’Istituto come un’orda di barbari. Barbari a cui, a parte improbabili eccezioni, pare interessare solo una visibilità strumentale a interessi particolari che esulano da quelli perseguiti quando Giannecchini era Direttore: reperire raccogliere e pubblicare documenti, andare nelle scuole a parlare con i giovani, celebrare degnamente i tempi i luoghi e i protagonisti della Resistenza e della storia contemporanea. Cose che Lilio ha fatto per una vita con passione e dedizione totale. Giannecchini ha vissuto e vive per l’ideale della Resistenza e della verità storica ed ha costruito anno dopo anno l’Istituto Storico della Resistenza di Lucca tanto da sentirlo, a ragione, la sua casa, la sua creatura. Da quella casa, da quella creatura l’hanno strappato ignobilmente e vilmente, mettendosi tutti contro di lui. Non è retorica, è realtà. Certo pensavano di averlo eliminato e di averla fatta franca, ma non hanno messo in conto il fatto che Lilio è un indomito, anche se vecchio, e che ha degli amici veri. Fra questi amici incredibilmente non ci sono però quelli dell’Anpi di Lucca. Questa associazione, che si è allineata svelta svelta ad onorare il potere e che ha avuto un ruolo di protagonista nella persecuzione contro Lilio (chissà perché?), ha isolato e ferito uno degli ultimi Partigiani veri ancora viventi.
Donatella Zanotti, Maura Bertolozzi, Ramona Monti

Lilio Giannecchini ed "il tiro al piccione"

Giungono segnalazioni da cittadini che hanno richiesto di intervenire in merito alla vicenda dell'assoluzione con formula piena di Lilio Giannecchini, ostracizzato illegittimamente dai rappresentanti delle istituzioni che, a parole, si ispirano ai valori della Resistenza.

Pubblichiamo la lettera che ci ha inviato Massimiliamo Piagentini che, invano, ha scritto al Tirreno.

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza


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Assolto con formula piena.
Il partigiano Lilio Giannecchini ha ricevuto per settimane attacchi e insulti provenienti, in egual misura, da destra e da sinistri esponenti del centrosinistra lucchese, che del garantismo hanno evidentemente un concetto tutto loro: vale quando c'è di mezzo un potente amico loro, non vale se c'è di mezzo un "pesce piccolo".

La semplice notizia di una querela nei suoi confronti (presentata da Umberto Sereni), è stata presa a pretesto per estrometterlo dalla direzione dell'Istituto storico della Resistenza.

"Ciò che soprattutto colpisce in tutta questa vicenda" - ebbero modo di scrivere qualche mese fa Donatella Zanotti e Donatella Rigali, due insegnanti di Borgo a Mozzano - "è l'improvviso accanimento da parte di noti personaggi e poteri. E' inqualificabile questa coalizione di troppi contro uno".

Eh già, perché contro il vecchio partigiano Giannecchini si sono accaniti il presidente della Provincia, consiglieri comunali, consiglieri provinciali e portaborse vari, in un "tiro al piccione" che, per durata e intensità, ha ben pochi precedenti.

Due domande sorgono spontanee:
1) A parte invertite, cioè se Giannecchini avesse querelato Sereni, se quest'ultimo avesse ricoperto un incarico pubblico, qualcuno si sarebbe azzardato a chiederne le dimissioni?

2) Ora che Giannecchini è stato assolto con formula piena, qualcuno si prenderà la briga di chiedergli scusa e di restituirgli il ruolo che gli spetta all'interno dell'Istituto storico della Resistenza?

Sono ovviamente domande retoriche....

massimiliano

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Continua ...

Le richieste di rettifica del Cav. Lilio Giannecchini ed Il FAX de LoSchermo

Pubblichiamo il testo della mail del Cav. Lilo Giannecchini, ovvero copia del FAX il cui invio non ha avuto in questa occasione buon esito, inviato a Stefano Giuntini, Direttore de Lo Schermo, in merito alle richieste di rettifica inevase che doverosamente, per legge, gli spettano, ed in cui chiedeva anche conto dei commenti a corredo, cancellati dalle pagine del giornale in questione, dopo la pubblicazione (vedi allegati).

Inspiegabilmente il FAX della redazione de LoSchermo non è più operativo e non ha potuto ricevere l'ultima comunicazione, inviata anche via FAX, del Cav. Giannecchini. Ci auguriamo che questo accadimento non influisca sulla pubblicazione delle rettifiche che fino ad ora egli ha vanamente richiesto.

La pubblicazione di questi documenti è il nostro contributo al chiarimento di questa vicenda.

Il Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza


FAX: 0583 492285
NON inviato: nessuna risposta o messaggio vocale

Data ed ora invio: 2012-10-25 11:56:18
Data ed ora invio: 2012-10-25 11:07:59
Data ed ora invio: 2012-10-24 22:55:52
Data ed ora invio: 2012-10-24 21:08:16




Da: Lilio Giannecchini - Toscano
Data: 24 ottobre 2012 21.12.33 GMT+02.00
A: redazione@loschermo.it
Oggetto: SOLLECITO per la pubblicazione della richiesta di rettifica

Stefano Giuntini
Direttore de Lo Schermo
redazione@loschermo.it
FAX: 0583 492285

Lucca, lì 24/10/2012

OGGETTO: SOLLECITO per la pubblicazione della richiesta di rettifica sul vostro giornale on line di cui ai fax che vi sono pervenuti in data 19 e 20 ottobre u.s.

Egregio Direttore,
in rapporto alla pubblicazione sul vostro giornale on line in data 17/10/2012, di cui vi allego copia, avevo eccepito sull'uso del termine "dossier", da voi utilizzato nell'articolo in questione, e vi avevo inviato a voler pubblicare quanto prima questa mia rettifica.

Ho scoperto invece che tale rettifica non è avvenuta e che sono scomparsi i commenti in calce alla notizia, in particolare quello di tale Pietro Fazzi, il cui commento è poi stato riportato, nel corpo della notizia da voi pubblicata il 18/10 u.s..

Il vostro inspiegabile comportamento si è ripetuto anche per la pubblicazione del 18/10 u.s., di cui vi si invia allegato, da cui nuovamente sono scomparsi tutti i commenti. Ritengo necessario, per quel che attiene la correttezza del vostro operare, che poniate rimedio all'incresciosa situazione, ripubblicando tutti i post così come pervenuti, per dare la possibilità, riconosciuta dalle leggi, di difendermi da questa nuova fase di svilimento della mia persona. Tutto quanto sopra è legato al rispetto dell'art. 8 della L. 47/48, per la quale avete 2 giorni di tempo per provvedere.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Loc. Piazzanello, 16
55060 Pescaglia

ALLEGATI
1) Articolo del 17/10 u.s.;
2) Articolo del 18/10 u.s.;

20121024_Allegati_FAX

Continua ...

Pubblicata la rettifica richiesta dal Cav. Lilio Giannecchini alla Nazione



20121021_LaNazione_Lucca_Lilio_Giannecchini_Pubblicazione_Rettifica

LoSchermo "La storia del professore e del vecchio partigiano: una lezione per tutti. Art. 8 della legge 47/1948. Richiesta di rettifica notizie"

Stefano Giuntini
Direttore de Lo Schermo
redazione@loschermo.it
FAX: 0583 492285

Lucca, lì 20/10/2012

OGGETTO: La storia del professore e del vecchio partigiano: una lezione per tutti. Art. 8 della legge 47/1948. Richiesta di rettifica notizie

Egregio Direttore
sull'articolo dl 18/10 u.s. "La storia del professore e del vecchio partigiano: una lezione per tutti" ritengo che il suo incipit "Capita a volte che il diavolo faccia le pentole, ma non i coperchi" si applichi anche al suo articolo. infatti nel riportare la notizia ella ha ancora utilizzato il termine di "dossier stilato … avente come oggetto di “indagine” la vita politica del Sereni e di suo padre Bruno, additati da Giannecchini come presunti accondiscendenti del regime fascista.".

Le voglio ricordare soltanto che il termine di dossier, così come da lei riportato, è inteso in senso spregiativo come raccolta di notizie, segrete, che vengono divulgate allo scopo di denigrare un soggetto; nel caso in esame la lettera faceva riferimento a raccolte di articoli di giornale, pubblicazioni ed altri documenti accessibili a tutti; in definitiva utilizzare in questo caso il termine di "dossieraggio" corrisponde ad una vera e propria calunnia nei miei confronti.

Come secondo punto è davvero stupefacente che ella riporti, e non certo per creare un'atmosfera favorevole nei miei confronti, la questione del video circolante sulla rete ad opera di anonimi "manipolatori" del contenuto e della forma dello stesso. E' stato chiarito che la questione degli 80 prigionieri tedeschi fucilati da me è stata una pessima interpretazione di un fatto mai avvenuto, come dimostrato da prove storiche: io soltanto intendevo replicare allo stimolo portatomi da persone che ritenevano la rappresaglia fatta dai tedeschi atto legittimo e d'impulso, rispetto alla provocazione subita, ho affermato che il modo migliore per fermare una rappresaglia può essere soltanto una controrappresaglia. In effetti la controrappresaglia che mi si attribuisce fu effettuata in tempi diversi, nei confronti di 39 prigionieri nazifascisti, colpevoli di crimini di guerra, dietro approvazione del Comando Alleato ed in zona sotto controllo di forze partigiane di cui non avevo il comando.

I commenti di Fulvetti sono quanto meno lacunosi e imprecisi, relativamente ai tempi ed ai modi con cui è avvenuta la mia esautorazione, a causa esclusivamente di notizie giornalistiche, di cui il tribunale ha fatto giustizia: tutto è iniziato con un intervento illegale ed improprio del presidente della Provincia Stefano Baccelli, che si è precipitato a convocare una Giunta provinciale sul mio caso. Ma tutto ciò avrà un seguito di cui avrò piacere della divulgazione.

Ultimo punto è la notizia da lei riportata di un intervento dell'ex sindaco Pietro Fazzi: “vicenda giudiziaria a parte, la pratica del dossieraggio è da vili”. Si potrebbe ritenere che riguardi il sottoscritto: in questo caso lo sfido a chiarire il suo pensiero senza rifugiarsi in un commento anodino.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Loc. Piazzanello, 16
55060 Pescaglia

ALLEGATO: Articolo apparso su Lo Schermo il 18/10 u.s..

Continua ...

LoSchermo "Richiesta di rettifica ai sensi dell'art. 8 della L. 47/48"

Stefano Giuntini
Direttore de Lo Schermo
redazione@loschermo.it
FAX: 0583 492285

Lucca, lì 19/10/2012

OGGETTO: Richiesta di rettifica ai sensi dell'art. 8 della L. 47/48

Egregio Direttore
Nel leggere l'articolo del 17/10 u.s. http://www.loschermo.it/articoli/view/47064 che si riporta, ho notato uno svarione grammaticale -"presso il Tribunale"- al posto di "dal Tribunale"-: infatti il Tribunale non giudica presso se stesso.

La mia critica, tuttavia, si rivolge a ben altro oggetto: il "dossier … creato". Non doveva sfuggire alla sua sensibilità ed alla sua preparazione, esprimendosi in tal modo ella ha creato una forma di disinformazione malevole, con l'attribuirmi una creazione di dossier, raccolta intenzionale di notizie, soprattutto non accessibili al pubblico, volte a screditare un soggetto, quando nel mio caso ho solo inviato, ed in forma privata, una raccolta di articoli di giornale e di altre informazioni accessibili al pubblico, per sollecitare nel prof. Sereni una riflessione di opportunità politica.

La invito pertanto ai sensi dell'art. 8 della L. 47/48 a voler pubblicare in chiaro il contenuto di questo mio intervento.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Loc. Piazzanello, 16
55060 Pescaglia

ALLEGATO: Articolo apparsu su Lo Schermo il 17/10 u.s..

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"Art. 8 della legge 47/1948. Richiesta di rettifica notizie pubblicata da La Nazione On Line del 18/10/2012"

Cristiano Conforti
La Nazione di Lucca
FAX. 0583 440111

Lucca, lì 20/10/2012

OGGETTO: Art. 8 della legge 47/1948. Richiesta di rettifica notizie pubblicata da La Nazione On Line del 18/10/2012 http://www.lanazione.it/lucca/cronaca/2012/10/18/788623-svolta_dossier_lettera_anti_sereni_giannecchini_assolto_tutte_accuse.shtml

Confrontando il testo dell'articolo on line
http://www.lanazione.it/lucca/cronaca/2012/10/18/788623-svolta_dossier_lettera_anti_sereni_giannecchini_assolto_tutte_accuse.shtml
con l'edizione cartacea dello stesso, noto che pur permanendo l'impianto generale, gli articoli sono diversi in alcune parti.

Tuttavia, come ho già comunicato con una richiesta di rettifica 19/10 u.s. al comune estensore degli articoli in questione, vanno chiarite alcune aspetti fondamentali della questione:

1) la violazione della legge sulla privacy non può essere invocata dal momento che la "lettera incriminata" era inviata in forma privata al solo Sereni, senza coinvolgere altri soggetti; semmai di privacy c'è stata essa è avvenuta allorché la lettera è stata divulgati dai giornali, non so se ad opera del professore stesso o di altre fonti venutene a conoscenza;

2) vedo citato impropriamente il termine "dossier", non mi stancherò mai di ripetere che questo termine attualmente è inteso in senso spregiativo come raccolta di notizie, segrete, che vengono divulgavate allo scopo di denigrare un soggetto; nel caso in esame la lettera faceva riferimento a raccolte di articoli di giornale, pubblicazioni ed altri documenti accessibili a tutti; in definitiva utilizzare il termine in questo caso il termine di "dossieraggio" corrisponde ad una vera e propria calunnia nei miei confronti;

3) rispetto la persona del prof. Sereni e le sue reazioni a caldo, dimostra che egli tende ad adeguarsi al rispetto delle leggi. Una piccola inesattezza deve essere colta nella impossibilità di un suo ricorso in appello contro la sentenza, competenza in questo caso solo del PM.

Mi richiamo ai principi espressi dall'art. 8 della legge 47/1948 per la pubblicazione integrale di questo mio scritto.

Cav. Lilio Giannecchini detto Toscano
Loc. Piazzanello, 16
55060 Pescaglia

ALLEGATO: l'articolo on line citato nella richiesta

Continua ...

"OGGETTO: Richiesta di rettifica notizie pubblicata da La Nazione, Cronaca di Lucca pag. 5 del 18/10/2012"


20121019_Lilio_Lettera_LaNazione_01

20121019_Lilio_Lettera_LaNazione_02

ASSOLTO CON FORMULA PIENA: LILIO GIANNECCHINI SU NOITV





Oggi 17 ottobre 2012, alle ore 14.00, il giudice Annarumma del Tribunale di Lucca ha pronunciato la sentenza di
"Assoluzione con formula piena" nei confronti di Lilio Giannecchini, Comandante partigiano e per lungo tempo -trent'anni- Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea in provincia di Lucca, incarico da cui è stato esautorato sulla base di pretestuosi interventi giunti da più parti, utilizzando la notizia, pubblicata da fonti giornalistiche e televisive sull'avviso di garanzia ricevuto, di cui la sentenza odierna ha riconosciuto l'insussistenza.

Lo scrivente Lilio Giannacchini chiede che per ragioni di equità, onestà professionale e giustizia, la notizia dell'assoluzione venga pubblicizzata con lo stesso risalto e la stessa insistenza temporale con cui a suo tempo egli venne additato all'opinione pubblica per reati, risultati non avvenuti.

Lilio Giannecchini

"Giannecchini assolto: Baccelli chieda scusa, Furbetti si dimetta"

Tratto da "La Gazzetta di Lucca di giovedì, 18 ottobre 2012

"Ce n'è anche per Cecco a cena
giovedì, 18 ottobre 2012, 08:49
di aldo grandi

Lilio Giannecchini è stato assolto con formula piena dalle accuse (sic!) che gli erano state mosse attraverso una querela per diffamazione dall'ex sindaco di Barga e professore universitario Umberto Sereni. Stimiamo troppo quest'ultimo e lo abbiamo in alltrettanta simpatia per esprimere un giudizio affrettato, ma, sicuramente, se avesse fatto un passo indietro al momento giusto, non sarebbe stato un errore. Così non è stato e si è voluto andare al processo con l'esito che, ora, è sotto gli occhi di tutti. Lilio Giannecchini è stato ed è, ancora, probabilmente, uno degli ultimi comandanti partigiani in vita. Lui, almeno, la Resistenza l'ha fatta davvero e, tenuto conto di questo particolare di non poco conto, avrebbe meritato, da parte di chi, quotidianamente si sciacqua la bocca con l'antifascismo, maggiore rispetto. Invece, il presidente della provincia Baccelli, alla notizia che Giannecchini era stato indagato dalla procura per la vicenda Sereni, non ci ha pensato due volte e lo ha, prima, defenestrato e, poi, sottoposto a una serie di umiliazioni che avrebbe potuto, benissimo e per una forma di rispetto vista, quantomeno l'età, risparmiarsi. Invece no, Giannecchini è stato slurato dalla presidenza dell'istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea e, addirittura se non sbaglia chi scrive, si arrivò al punto di cambiare le serrature per non far più entrare chi, a quell'istituto, aveva dato buona parte della propria r... esistenza. Al suo posto, fu nominato tale Gianluca Furbetti pardon, Fulvetti che, se avesse un minimo di onestà intellettuale, dovrebbe dimettersi dall'incarico affinché Baccelli, in tutt'altre faccende imbaccellato, restituisse, quantomeno per dignità personale e rispetto della forma, l'incarico a Giannecchini il quale, a onor del vero, vista anche l'età piuttosto avanzata, potrebbe fare il gesto magnanimo, il beau geste, di dimettersi subito dopo. Questo, se le persone fossero un po' meno attaccate con la colla alle poltrone e più alla considerazione che si deve a se stessi e ai propri simili. Di sicuro, se noi fossimo i Baccelli e i Fulvetti, quantomeno una dichiarazione pubblica di scuse e di rinuncia la faremmo immediatamente."

"Lilio Giannecchini assolto con formula piena: bella figura di merda!"

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Riportiamo l'intervento de La Gazzetta di Lucca del 17 ottobre 2012
"
Lilio Giannecchini assolto con formula piena: bella figura di merda!
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mercoledì, 17 ottobre 2012, 18:10
Assolto con formula piena Lilio Giannecchini, ex comandante partigiano e, per decenni e fino al suo siluramento disposto dal presidente della provincia Baccelli e auspicato da altri suoi denigratori, presidente dell'istituto storico della Resistenza della provincia di Lucca. Era stato querelato, tra l'altro, per diffamazione dal professor Umberto Sereni, ma il giudice gli ha dato torto. Sereni avrebbe fatto meglio a ritirare la querela vista anche l'età... dell'imputato. 

Continua ...

ASSOLUZIONE CON FORMULA PIENA PER LILIO GIANNECCHINI, COMANDANTE PARTIGIANO

Ospitiamo volentieri la nota con la quale il Cavaliere Giannecchini ha trasmesso ai media la notizia della propria assoluzione con formula piena, richiedendo che essa venga pubblicizzata con la stessa evidenza con la quale hanno dato la notizia del suo rinvio a giudizio.

"ASSOLUZIONE CON FORMULA PIENA PER LILIO GIANNECCHINI, COMANDANTE PARTIGIANO

Oggi 17 ottobre 2012, alle ore 14.00, il giudice Annarumma del Tribunale di Lucca ha pronunciato la sentenza di
"Assoluzione con formula piena" nei confronti di Lilio Giannecchini, Comandante partigiano e per lungo tempo -trent'anni- Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea in provincia di Lucca, incarico da cui è stato esautorato sulla base di pretestuosi interventi giunti da più parti, utilizzando la notizia, pubblicata da fonti giornalistiche e televisive sull'avviso di garanzia ricevuto, di cui la sentenza odierna ha riconosciuto l'insussistenza.

Lo scrivente Lilio Giannacchini chiede che per ragioni di equità, onestà professionale e giustizia, la notizia dell'assoluzione venga pubblicizzata con lo stesso risalto e la stessa insistenza temporale con cui a suo tempo egli venne additato all'opinione pubblica per reati, risultati non avvenuti.


Lilio Giannecchini"

In memoria di Alfonso Pardini

In memoria di Alfonso Pardini

Il Comitato per la Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza di Lucca, nell'associarsi al dolore dei familiari per la scomparsa di Alfonso Pardini, ricorda il ruolo da lui ricoperto nel salvare Lucca dalla distruzione programmata dagli Alleati quando, a rischio della vita, con altri tre compagni oltrepassò la linea di fuoco per far presente agli Alleati che i tedeschi erano stati scacciati dal Lucca, la quale era quindi liberata. Circa due anni fa' era stato insignito dal precedente Sindaco della cittadinanza onoraria. Nel pomeriggio di oggi si sono svolte le esequie senza la presenza di rappresentanti di autorità civili.


Comitato a Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea

Sulle celebrazioni in ricordo del sacrificio di Don Aldo Mei

Ritengo opportuno precisare che la tre giorni di celebrazioni in ricordo del sacrificio di Don Aldo Mei presenta una penosa lacuna nel momento in cui viene ignorato il nome di Lilio Giannecchini,ex(sic)Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e dell' età contemporanea in Provincia di Lucca,che ha l'enorme merito di aver conservato la memoria di Don Aldo Mei sottraendo all'incuria della persone ed alle offese del tempo i ricordi ed i cimeli relativi al suo martirio.Sarebbe stato doveroso chiamarlo alla tribuna per esporre la cronaca dei giorni del martirio(Agosto 1944) e quelli della riscoperta delle sue memorie che giacevano in completo oblio in un annesso agricolo in uno stato conservativo tutta'altro che ottimale(metà degli anni 80).E' stato Lilio che sulla scorta del mandato preciso di Don Natalino Mei,fratello di Don Aldo,a farsi carico di ricercare catalogare e preservare il prezioso materiale, che Lilio aveva preso impegno di consegnare ad un futuro Museo, dedicato alla memoria di Don Aldo nella frazione di Fiano di Pescaglia, di cui egli era Parroco e da cui fu portato via sulla base di una delazione di due zelanti fasciste Pescagline.Il filo rosso e nero delle due cronache si intrecciano a questo punto con il filo grigio sporco di cronaca recentissima, che ha visto "lo spodestamento" di Lilio dalla sua carica di Direttore dell'Istituto, sulla base di un pretestuoso utilizzo di una vicenda paragiornalistica, che ha assunto le caratteristiche di un vero e proprio complotto.A seguito di questi avvenimenti attraverso uno o due passaggi si è arrivati alla nomina di un direttore,Gianluca Fulvetti, la cui dimensione di Storico non è certo ingigantita da questa nomina cadutagli addosso..........

Non gli invidiamo perciò il pesante fardello che dovrà sopportare nel momento in cui egli ,dopo la sostituzione nella carica di direttore dell'Istituto Storico,dovrà sostenere anche l'incongruo ruolo di relatore di vicende umane lontane da lui nel tempo e nella conseguenzialità degli eventi.Il filo (storico) legato all'intrecciarsi dei tre fili sopra citati ,in tutta sicurezza non potrà reggere il carico della vicenda umana di Don Aldo Mei.Quanto su esposto non intacca la mia stima per Gianluca Fulvetti, mentre mi lascia perplesso sulle cause e circostanze per le quali l'Assessore Leana Quilici,che ho contattato personalmente qualche tempo fa relativamente al "corpus" delle celebrazioni,non abbia cercato di completare il quadro delle stesse, utilizzando le informazioni fornitele.

Bruno Rossi
Presidente dell'Associazione “Ideali e Valori”

“Pardini, esequie senza autorità”. L'Isr: “C'erano tutti”

“Pardini, esequie senza autorità”. L'Isr: “C'erano tutti”

liberazione
E' passata un po' in sordina la notizia della morte del partigiano Alfonso Pardini, uno degli uomini che il 3 settembre 1944, insieme ad altri tre compagni - Guglielmo Bini, Giuseppe Lenzi e Alberto Mencacci,  deceduti da tempo - prese contatto con il comando delle truppe alleate situate a Guamo, per metterlo al corrente dell'avvenuta insurrezione e dell'occupazione della città da parte delle formazioni combattenti, scongiurando così il previsto bombardamento della città. Il Comitato a difesa dell'Istituto Storico della Resistenza, nato in seno all'associazione Ideali e Valori, stigmatizza il silenzio delle autorità cittadine: “Il Comitato per la difesa dell'Istituto Storico della Resistenza di Lucca, nell'associarsi al dolore dei familiari per la scomparsa di Alfonso Pardini, ricorda il ruolo da lui ricoperto nel salvare Lucca dalla distruzione programmata dagli alleati quando, a rischio della vita, con altri tre compagni oltrepassò la linea di fuoco per far presente agli alleati che i tedeschi erano stati scacciati dal Lucca e che era quindi liberata. Circa due anni fa era stato insignito dal precedente sindaco della cittadinanza onoraria. Nel pomeriggio di oggi si sono svolte le esequie senza la presenza di rappresentanti di autorità civili”. Pronta la risposta di Gianluca Fulvetti a nome dell'Istituto Storico della Resistenza, attraverso i commenti al nostro quotidiano on line: “Alla cerimonia presso la cappella dell'Obitorio di Lucca erano presente l'assessore del comune di Lucca Giuseppe Pellegrini Masini, parente di Pardini, che ha portato il saluto del sindaco, l'assessore provinciale Mario Regoli, il presidente provinciale dell'Anpi Carlo Serio e la segretaria della sezione Anpi di Lucca, Paola Rossi, che ha portato un saluto a nome dell'Anpi e dell'Istituto della Resistenza di Lucca, presente alla cerimonia nella persona del sottoscritto, Gianluca Fulvetti”.
- FONTE Lucca in Diretta-Continua ...

La liberazione di Genova. Il diverso "metro" di misura dell'INSMLI

In molti, forse in troppi, hanno scritto del Cav. Lilio Giannecchini senza conoscere gli accadimenti storici.

Di seguito pubblichiamo il documento del comandante della Brigata Oreste, relativo al dislocamento delle forze partigiane della Brigata durante le fasi insurrezionali di Genova ovvero della resa del Comandante tedesco, Gen. Meinhold, disponibile alla sede ANPI di Genova, con allegata la testimonianza di Remo Scappini che materialmente firmò l'atto di resa in qualità di Presidente del CLN Liguria (come si vede dal documento in allegato).

E' stupefacente il livello di falsità che è stato raggiunta in questa vicenda, che ha avuto un esito infausto per il cav. Giannecchini soprattutto a causa della pervicace ostilità di un Presidente di Provincia, Stefano Baccelli e della sua Giunta che si sono illegittimamente intromessi in questioni interne ad un Ente terzo, contribuendo decisamente all'elezione del cosiddetto nuovo Direttore e del Direttivo in generale, espressione evidente di questa Giunta.

Ci domandiamo se l'ISTORES di Firenze, così sollecito, attraverso il prof. Neri Serneri, a documentarsi in merito ai fatti di cronaca locale ed a riportare tali notizie all'INSMI di Milano, non abbia da dire niente in relazione al fatto che non vi siano state smentite da parte dell'ISTORES di Lucca relativamente alla illegittima intromissione della Provincia in questioni interne ad un Ente terzo, circostanza che evidentemente porta ad una perdita di autorità prestigio ed autonomia dell'Ente stesso, evento assai più grave per gravità al fatto che portò, in analogia, ad interessare con urgenza il Consiglio Generale dell'INSMLI per chiedere le dimissioni del Direttore dell'ISTORES di Lilio Giannecchini solo sulla base di gossip giornalistico. Appare stupefacente che all'INSMLI si adottino due pesi e due misure per accadimenti che hanno avuto percorsi analoghi.

Chiediamo al Presidente dell'INSMLI e a tutti i Presidenti degli Istituti Storici legati alla rete dell'INSMLI di vagliare le irregolarità formali e sostanziali emerse nel corso della seduta del Consiglio Generale del 27/12/2010, che hanno comportato addirittura una Delibera adottata da una Provincia e dall'intromissione dell'Ente che mutato il quadro degli iscritti dell'Associazione, determinando l'elezione dell'attuale Direttivo dell'ISTORES di Lucca.

E' inaccettabile che l'indirizzo politico di un Ente storico sia fornita da un Ente che dovrebbe essere terzo.


Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Lucca


58 Brigata Oreste_Liberazione Genova e resa Meinhold_Pagina_01 (1 of 39)Continua ...

Programma relativo alla cerimonia di domani a Fiano

Spett. Redazione,
in merito all'oggetto si trasmette il programma relativo alla cerimonia di domani a Fiano.
20120628_Manifestazione Don Aldo Mei

Di seguito trasmetto l'SMS inviato a Don Rodolfo Rossi:

"Don Rodolfo, per la commemorazione di domani le chiedo formalmente di riservarmi un posto d'onore quale legittimo custode delle memorie del Martire Don Aldo, per degnamente commemorarlo. Con ossequi Cav Lilio Giannecchini"

Cav. Lilio Giannecchini

20120628_Manifestazione Don Aldo Mei

20120628_Manifestazione Don Aldo Mei_2

20120628_Manifestazione Don Aldo Mei_3

Precisazioni sulle illazioni avanzate da una anonima postatrice su un blog internet

Adesso la colpa di Lilio Giannecchini è quella di aver abbracciato la resistenza troppo giovane: aveva solamente 20 anni quando contribuì in maniera importante alla resa del Generale tedesco Von Meinhold (questa è la maligna considerazione di una malevole anonima commentatrice, non si sa quanto disinteressata).

Il documento che pubblichiamo in estratto, tratto dal libro "Da Empoli a Genova 1945" ed. La Pietra, è la testimonianza di Remo Scappini, Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria, che materialmente firmò la resa, che illustra il contributo della Brigata Oreste, di cui Lilio Giannecchini era vice-comandante a soli 20 anni, nelle azioni che determinarono la resa di Von Meinhold.

DaEmpoliaGenova_321

DaEmpoliaGenova

Precisazione su notizie comparse sul sito MANRICODUCCESCHI

Soltanto una irresponsabile volontà di diffamazione può portare a riproporre pseudo-documenti a proposito della famosa "vicenda" della contro-rappresaglia, estrapolata da una intervista di cui ella ha omesso fonti e circostanze, così che la mia reazione alla provocazione sulla liceità delle rappresaglie tedesche e sul modo di contrastarle, è diventata oggetto di occhiuta voglia di censura, tanto che un politico lucchese, tal Fazzi, aveva proposto addirittura alla Provincia di Lucca di denunciarmi. In realtà quella contro-rappresaglia, come si può evincere dai documenti, non è mai avvenuta, tanto meno con la mia partecipazione. Quanto da me affermato è già presente da molto tempo su vari siti internet, e solo una manifesta malafede, oltre che una grande ignoranza, può portare a riproporre argomenti falsi e triti.
Tanto dovevo

Lilio Giannecchini,
fondatore di varie sedi ANPI fra cui Lucca, insignito da autentiche 3 croci di guerra.

http://manricoducceschi.blogspot.it/2012/05/qualche-precisazione.html#comment-form
"sabato 5 maggio 2012
QUALCHE PRECISAZIONE
Pubblicato da La Redazione a 00:43

Pochi ricordano che il Comandante Manrico “Pippo” Ducceschi negli anni subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale presiedette la Commissione Disciplina dell’ANPI di Lucca svolgendo numerose indagini su figure di sedicenti partigiani e fatti della guerra. Giunge pertanto quantomeno curiosa, in questo contesto, l’ultima esternazione del Cav. Lilio Giannecchini su “IL TIRRENO” di Lucca del 3 maggio 2012, in cui dichiara: “Quanto poi all'Anpi è bene che la Sotgiu sappia che io stesso ho contribuito in modo determinante a creare a Lucca la struttura, dando loro una sede.” Sembra quasi dalle sue dichiarazioni che precedentemente al suo arrivo a Lucca negli anni ’80 l’ANPI di Lucca neanche esistesse.

Continua inoltre a sorprendere quando il Nostro afferma: “Vorrei chiedere se sia a conoscenza dell'esistenza in vita di un vero capo partigiano combattente, vice-comandate della Brigata Oreste -Divisione Pinan Cichero -, che salvò le infrastrutture portuali e logistiche di Genova dalla distruzione programmata dai nazifascisti. Sono io, Lilio Giannecchini, detto Toscano, che trattai personalmente col generale Von Meinhold la resa di un'intera Divisione tedesca, e questo dopo aver combattuto sulle montagne liguri per oltre un anno e mezzo, dormendo all'addiaccio e sfidando la morte continuamente.” Nel suo curriculum vitae però gli manca di menzionare la vicenda, da lui stesso vantata, circa la fucilazione di 80 (?) prigionieri tedeschi (?)… Evidentemente, data la veneranda età, si tratta certamente di una svista ed allora noi prontamente ricordiamo l’eroico beau geste:"

Post scriptum al bellissimo articolo "Vent’anni, iscritti all’Anpi con la Resistenza nel cuore"

Spett. Redazione de Il Tirreno

Come post scriptum al bellissimo articolo "Vent’anni, iscritti all’Anpi con la Resistenza nel cuore", apparso su il Tirreno della Cronaca di Lucca del 24 aprile 2012, invio a correzione del contenuto dello stesso articolo ed a commento finale le seguenti osservazioni:

1) la signora Lilia Sotgiu, che dichiara che nell'ANPI esistono 2 tipi di tessera, << quella di “antifascista” e quella di “patriota”, i cui possessori sono soltanto i partigiani che hanno combattuto nella Resistenza. A Lucca oggi sono sei: la presidente Nara Marchetti, il vice Carlo Serio e con loro Paolo Boldracchi, Renato Ghiri, Alvi Frezza e Aldo Vezzosi>>.

Vorrei chiedere se sia a conoscenza dell'esistenza in vita di un vero capo partigiano combattente, vice-comandate della Brigata Oreste -Divisione Pinan Cichero-, che salvò le infrastrutture portuali e logistiche di Genova dalla distruzione programmata dai nazifascisti. Personalmente Lilio Giannecchini, detto Toscano, trattò col Generale Von Meinhold la resa di un'intera Divisione tedesca, e questo dopo aver combattuto sulle montagne liguri per oltre un anno e mezzo, dormendo all'addiaccio e sfidando la morte continuamente.

La dimenticanza della Sotgiu non so quanto sia dovuta ad ignoranza dei fatti o a volontà malevola, ispirata da quelle stesse persone che hanno destabilizzato l'Istituto Storico della Resistenza, cui ho dedicato tanta parte della mia vita.

2) Quanto poi all'ANPI di Lucca è bene che la Sotgiu sappia che io stesso ho contribuito in modo determinante a creare a Lucca la struttura, dando loro una sede. Vorrei ricordare l'impegno e l'onestà intellettuale del Poggelli, impiegato del Comune di Lucca (la cui figlia Laila è legata ad Antonio Sichi), che mi consegnò, all'inizio degli anni '80, un esiguo numero di documenti salvati dall'oblio e dall'incuria della comunità lucchese, relativi ai partigiani operanti in lucchesia. Per anni ho ospitato nella sede dell'IIstituto Storico l'ANPI provinciale e successivamente ho incoraggiato l'apertura delle Deputazioni di Viareggio, per la versilia, affidata a Didala Ghilarducci in nome del suo rapporto coniugale con "Chittò", trucidato dai tedeschi in un agguato (e per il quale avevo inoltrato richiesta di riconoscimento di medaglia al valor militare), e della Deputazione di Castelnuovo Garfagnana, dotando entrambe di un patrimonio librario, di cui non ho più avuto riscontro. Non vorrei che l'amnesia relativa a questi patrimoni coinvolgesse anche la mia esistenza in vita: attendo in proposito che io venga citato fra i partigiani viventi nella provincia di Lucca, che hanno combattuto nella Resistenza, affinché gli italiani tutti potessero vivere nella libertà e nella democrazia.

Cordiali saluti
Lilio Giannecchini detto Toscano

Celebrato il centenario di Don Aldo Mei

"Presso l’auditorium dell’Agorà il Comune di Lucca ha dato inizio alle celebrazioni ufficiali per il centenario della nascita di Don Aldo Mei, il prete lucchese trucidato dai Nazifascisti proprio sotto gli spalti delle mura per la sua fede di sacerdote e di difensore dei deboli in nome della libertà. La cerimonia è stata particolarmente commovente e solenne. In una sala gremita di giovani è intervenuto il Prof. Emanuele Pesi, storico e affermato studioso degli avvenimenti del periodo dell’occupazione tedesca, il quale ha rappresentato il clima storico in cui si consumò il sacrificio di Don Aldo Mei.



Per l’amministrazione comunale era presente il Vice sindaco Angelo Monticelli che ha ricordato come lui stesso, nato proprio in quel periodo, seppe della morte di Don Aldo dalla sua famiglia che già a quel tempo aveva un forte sentimento nei confronti di quel prete eroe della carità. Inoltre nel ringraziare i presenti ha sottolineato come l’amministrazione Comunale intende dare ulteriore risalto alla sua figura. Infine è intervenuto il Cav. Lilio Giannecchini che ha ripercorso tutte le vicende che portarono alla cattura e alla fucilazione di Don Aldo. Giannecchini è la figura di riferimento della memoria di Don Aldo Mei, in quanto la famiglia del martire nel 1987 gli ha affidato tutti gli scritti ed i cimeli che appartennero al sacerdote. Egli quindi è tuttora l’unico custode di questi preziosi oggetti, tanto che ha letto il testamento scritto da Don Aldo Mei prima della sua morte."

Fonte La Gazzetta di Lucca

Commemorazione di Don Aldo Mei

Lucca, lì 16 marzo 2012

Il 16 marzo alle ore 10.00 è stata fatta una commemorazione di Don Aldo Mei in occasione del centenario della sua nascita. La cerimonia ispirata dalla nostra Associazione, con l'ausilio del Comune di Lucca, escluso dal Protocollo d'intesa siglato fra Provincia, Arcidiocesi ed il neo Istituto Storico largamente permeato da elementi provinciali, ha visto la partecipazione di giovani scolari e la presenza anche delle autorevoli figure del Senatore Piero Angelini e del Candidato Sindaco Pietro Fazzi.

E' stata presentata una dotta relazione da parte di Alessandro Pesi, sul periodo storico in cui si è compiuto il sacrificio di Don Aldo Mei.

Ha parlato di poi con parole commosse il Comandante Partigiano Lilio Giannecchini, che ha preservato le memorie ed i cimeli per oltre 25 anni, al momento lasciate in custodia presso il seminario di Lucca nelle mai del Sacerdote Don Rodolfo Rossi, che purtroppo non era presente alla cerimonia.

Questo comunicato intende ringraziare anche la fattiva parte di quegli organi di informazione, in specie Canale 39, che ha effettuato il servizio televisivo.

Associazione “Ideali e Valori”

Un centenario in sordina … ma chi ha buone orecchie riuscirà ad intendere

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato a Difesa dell'ISTORES di Lucca:
"Un centenario in sordina … ma chi ha buone orecchie riuscirà ad intendere

Il 3 marzo alle ore 11.00 il vescovo di Lucca, Italo Castellani, ha celebrato nella chiesa di Fiano di Pescaglia una messa in memoria di Don Aldo Mei, il parroco martire, fucilato dalle SS nell'agosto del '44, di cui ricorreva il centenario della nascita.

Questo scarno comunicato non è stato nemmeno trasmesso ai giornali di maggior diffusione nel territorio provinciale; stranamente è comparso soltanto sulla rivista ecclesiale "Toscana Oggi", a firma di Don Rossi.

L'avvenimento quindi non ha avuto il risalto che avrebbe meritato e che era stato preventivato, considerando il Protocollo d'Intesa fra La Provincia di Lucca, l'Arcidiocesi di Lucca e l'Istituto Storico della Resistenza. La cosa è tanto più strana in quanto tra gli spettatori-attori della cerimonia c'erano in prima fila anche il Sindaco ed i Vice-sindaco del Comune di Lucca, escluso dal suddetto Protocollo, nonché il Sindaco di Pescaglia, i rappresentanti dei Comuni di Capannori ed infine la vice presidente della Provincia, Maura Cavallaro, che è venuta ad onorare il ruolo protocollare della Provincia.

Erano altresì presenti rappresentanti di varie associazioni di Volontariato nonché il bis-pronipote di Don Aldo Mei, Marco, nella cui cascina erano deposti i cimeli del prozio, venticinque anni fa' affidati al Cav. Lilio Giannecchini, che fino all'anno scorso era il Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza di Lucca, carica da cui è stato estromesso in modo assolutamente non limpido con il concorso, non secondario, del Presidente Baccelli della Provincia di Lucca, la cui assenza alla cerimonia di sabato è stata maliziosamente interpretata come timore di trovarsi presente in concomitanza con il Cav. Giannecchini, di cui aveva "chiesto la testa", come citava un titolo del Corriere di Lucca.

Davanti a tutti i presenti il Vescovo Italo Castellani, che ha concelebrato con Don Rossi il rito, ha pronunciato un commosso ricordo della figura di Don Aldo Mei, martire dell'amore per gli altri, compresi i "nemici" ed ha ringraziato pubblicamente le Autorità che partecipavano alla cerimonia ed infine anche il pronipote Marco Mei e "last but non least" Lilio Giannecchini, cui ha dedicato un ringraziamento particolare dicendo a conclusione "non aggiungo altro e chi ha buone orecchie intenda", interpretata dalla maggior parte dei presenti come un invito ad interessare al proprio ringraziamento tutti i partecipanti. A questo punto il Cav. Giannecchini, visibilmente commosso, si faceva ritrarre accanto alla teca di cristallo che egli aveva fatto realizzare per custodire le memorie insanguinate del martire (vedi fotografia)."

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea

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Comunicato Stampa del Cav. Lilio Giannecchini, legale affidatario dei cimeli e delle memorie scritte di Don Aldo Mei

Pubblichiamo il comunicato Stampa del Cav. Lilio Giannecchini, legale affidatario dei cimeli e delle memorie scritte di Don Aldo Mei.




"Nel denunciare alla stampa ed all'opinione pubblica l'emarginazione subita dal sottoscritto in rapporto alle celebrazioni del centenario della nascita di Don Aldo Mei, parroco martire di Fiano, trucidato dalle SS il 4 agosto 1944, intendo informare la popolazione lucchese che attraverso il proprio legale, avv. Fenili, è stata inoltrata formale diffida ad utilizzare per cerimonie relative alla celebrazione i cimeli da me depositati presso il Seminario di Lucca, personalmente nelle mani di Don Rodolfo Rossi, di cui attendo ancora la restituzione affinché si possa compiere la volontà degli eredi di Don Aldo Mei, di cui sono esecutore."

Cav. Lilio Giannecchini

P.S.
Si ringrazia Canale 39, unitamente al suo staff, per l'intervista concessa con professionalità e serietà.

Centenario della nascita di Don Aldo Mei: DIFFIDA all'utilizzazione della documentazione, memorie e cimeli

Pubblichiamo la lettera che il cav. Lilio Giannecchini ha inviato al Responsabile Archivio del Seminario Arcivescovile, Don Rodolfo Rossi, per diffidare la Curia dall'utilizzare "documentazione memorie e cimeli di Don Aldo Mei" da lui dati in affido senza la sua presenza.

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Continua ...

I commenti persi da Lo Schermo ...

Remo Scappini ci segnala il suo intervento in merito alla questione delle celebrazioni di Don Aldo Mei, non pubblicato sul blog de "Lo Schermo" nonostante sia stato regolarmente inviato con le modalità indicate sul sito stesso:

"Riassumiamo: la Provincia ha firmato il Protocollo d'Intesa con l'Arcidiocesi di Lucca e con l'Istituto Storico della Resistenza, cioè con sè stessa, visto che l'Istituto, formalmente autonomo, è in realtà di fatto espressione diretta della Giunta di Palazzo Ducale:

"La Gazzetta di Lucca - Istituto storico della Resistenza: troppe richieste di adesioni e troppo in fretta presentate. Qualcuno può spiegarci il senso?"


Non stupisce quindi il comportamento dell'Ente in relazione a quanto su segnalato dall'Associazione Ideali e Valori; quello che sorprende è il coinvolgimento in questa situazione imbarazzante dell'Arcidiocesi di Lucca, recentemente protagonista sui giornali di altre vicende controverse, che, è bene precisare, fino a prova contraria è inconsapevole testimone di questa vicenda.

Perché è così difficile riconoscere i meriti di ciascuno? Non dovrebbe forse questa considerazione essere la premessa almeno per una convivenza civile?

Complimenti, continuate così, vedo che è stato colto in pieno lo spirito delle celebrazioni che si intende promuovere!"


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Invitiamo i lettori a segnalarci ulteriori eventi simili.

Apprezzamenti ...

Nell'apprezzare l'interesse del redattore dello Schermo per il nostro sito, interesse dimostrato dalla pubblicazione della foto di Don Aldo Mei fornita dal Cav. Lilio Giannecchini (come ben specificato nel sito stesso), lamentiamo l'assenza del riferimento che avrebbe dovuto evidenziare l'apporto essenziale di Lilio Giannecchini al salvataggio delle memorie di Don Aldo Mei, attraverso documenti e cimeli a lui affidati dai congiunti e salvate dall'oblio e dall'incuria degli uomini. Nè da trascurare il ruolo avuto dai congiunti più prossimi a Don Aldo Mei, compreso il nipote Marco Mei, che ha coltivato con tenacia ed amore il ricordo dello zio scomparso.

Il tardivo interesse mostrato dalla Amministrazione Provinciale di Lucca, che ha preso accordi col l'Arcidiocesi di Lucca, delegando i residui dell'Istituto Storico della Resistenza ed emarginando il cav. Lilio Giannecchini, calpestandone la dignità e sottraendogli il ruolo di legittimo detentore degli stessi cimeli, corrisponde ad un ulteriore fuorviamento di quello che dovrebbe essere uno degli obiettivi primari di tutti i coloro che hanno a cuore i valori della Resistenza ed in particolare i valori espressi da quella parte del clero lucchese che si prodigò, secondo lo spirito cristiano, ad aiutare gli umili e gli oppressi. In questa ottica, infatti, era stata presa l'iniziativa, abbandonata o almeno non coltivata, di portare innanzi il processo di beatificazione di Don Aldo Mei.

Quanto prima sul nostro sito pubblicheremo tutte le altre notizie che riguardano tutto quanto abbiamo già sopra dichiarato.

Associazione Ideali e Valori


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Tratto da Lo Schermo


"Lucca: firmato il Protocollo d'Intesa per il centesimo anniversario della nascita di Don Aldo Mei
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24-02-2012 / Fatti & personaggi / La redazione
LUCCA, 24 febbraio - Questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo Ducale - alla presenza del presidente della Provincia
Stefano Baccelli, del vicario generale dell'Arcidiocesi di Lucca, Monsignor Michelangelo Giannotti, del direttore e della presidente dell'Istituto Storico della Resistenza, Gianluca Fulvetti e Didala Ghilarducci - è stato firmato il Protocollo d'Intesa per il centesimo anniversario della nascita di Don Aldo Mei.
Con il Protocollo, grazie anche al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio, i soggetti firmatari intendono organizzare una serie di iniziative, sia di ricerca che commemorative, per ricordare i cento anni della nascita, avvenuta il 3 marzo 1912 a Ruota, di Don Aldo Mei.
Don Aldo Mei, martire della Resistenza entrò in Seminario nell’ottobre del 1925 fu ordinato sacerdote dall’Arcivescovo Antonio Torrini il 29 giugno 1935. Il 3 agosto dello stesso anno fu nominato parroco di Fiano e proprio nella chiesa di Fiano fu arrestato dai nazisti il 2 agosto 1944 e fucilato barbaramente due giorni dopo, poco dopo le 22.00, sotto gli spalti della mura a Porta Elisa con l’accusa di avere nascosto nella propria abitazione una ricetrasmittente ed aver aiutato partigiani ed ebrei.
A seguito della sottoscrizione del Protocollo, un comitato composto da sei membri di cui due della Provincia, due dell'Istituto Storico della Resistenza, due dell'Arcidiocesi, lavorerà alla definizione puntuale delle iniziative da mettere in campo. Alcune di queste sono già state individuate.
Il primo appuntamento è per sabato 3 marzo alle 11 nella parrocchia di Fiano, la chiesa in cui Don Aldo Mei svolse la maggior parte della sua attività e in cui fu arrestato dalle SS, con una
Santa Messa presieduta da Monsignor Italo Castellani, seguirà, nei giorni successivi, un convegno nazionale sul tema della Chiesa e le resistenze civili in Italia e una mostra presso Palazzo Ducale con materiali e documenti dell'epoca. Altre iniziative vedranno invece il coinvolgimento delle scuole del territorio con la premiazione del concorso “Don Aldo Mei, martire della pace”. Il 4 agosto, anniversario della morte, la figura di Don Aldo Mei sarà ricordata con un concerto dei coniugi Westerman in collaborazione con l'associazione “Organo di Sant'Anna si Stazzema”, successivamente saranno organizzate rappresentazioni teatrali e presentazioni di pubblicazioni nell'ottica di divulgarne la figura e avvicinare la cittadinanza alla conoscenza di una figura storica che merita di essere valorizzata come uno dei pilastri della comunità lucchese."


Risponde Bruno Rossi, del Comitato a Difesa dell'ISTORES di Lucca: Fazzi ha torto, vediamo perchè

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Fazzi: "80 prigionieri tedeschi uccisi? La Provincia consegni il video della confessione di Giannecchini alla Procura"
"Negli ultimi giorni in molti, forse tutti, hanno commentato liberamente le dichiarazioni del Cavalier Lilio Giannecchini, direttore dell'Istituto Storico della Resistenza della Provincia di Lucca nelle quali lo stesso ha confessato di aver dato ordine di passare per le armi ottanta prigionieri di guerra tedeschi.

Credo che a questo punto, sarebbe il caso che chi ha deciso di escludere il Cav. Lilio Giannecchini dalle prossime manifestazioni per la Resistenza a causa di quanto da lui confessato nel filmato, agisse di conseguenza. Quindi, a mio avviso, la Provincia di Lucca dovrebbe:

1. Consegnare il filmato alla Procura della Repubblica competente accompagnandolo con un esposto dettagliato sulla vicenda chiedendo di accertare lo stato dei fatti;
2. Comunicare ufficialmente da subito l'intenzione della Provincia, nel caso che le dichiarazioni riferite risultassero fondate e veritiere, di costituirsi parte civile a fianco dei parenti degli ottanta prigionieri tedeschi".

- Pietro Fazzi -

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- Fazzi Ha ragione ! - da Anonimo - inviato in data 23/08/2011 alle ore 15.54.48
mi sembra che il suo ragionamento SIA CORRETTO !

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- Fazzi ha torto! Vediamo perchè. Risponde Bruno Rossi, del Comitato a Difesa dell'ISTORES di Lucca - inviato in data 15/09/2011 alle ore 0.04.00

L'amico Fazzi avrebbe fatto meglio a verificare la notizia ed a controllare le sue emozioni, prima di postarle sul blog. Naturalmente bisogna che illustri e dimostri quanto affermato, con un procedimento esattamente opposto al suo.

Partiamo dalla notizia della fucilazione degli 80 ostaggi, legata ad uno spezzone video, immesso in rete, di dubbia provenienza, in quanto carente di chiari elementi di veridicità e verificabilità (a questo punto, la critica dovrebbe investire l'anonimo impostatore). Nello spezzone Il Giannecchini affermava che in risposta a rappresaglia tedesca, conseguita ad azione partigiana, culminata con il prelievo e la fucilazione di 20 partigiani, egli aveva impostato una controrappresaglia con la fucilazione di 80 prigionieri tedeschi, seguita dalla minaccia di fucilarne ben altri 450 in caso di nuova rappresaglia nazista. Se l'amico Fazzi, prima di indignarsi, avesse avuto la bontà di approfondire la notizia prima di trarne precipitose, quanto discutibili -come verrà poi illustrato-, conseguenze, avrebbe potuto verificare, se si fosse impegnato in prima persona, o apprendere, come tantissimi, dalla ricerca pubblicata da Aldo Grandi sulla Gazzetta di Lucca, che l'intera costruzione non aveva alcuna base oggettiva. Infatti la catena degli eventi è la seguente:
Continua ...

C'è chi dice no ...

Perchè il potere ha sempre ragione ed i più deboli possono essere sempre aggrediti con pretesti senza che non abbiano la possibilità di difendersi in maniera autonoma. La tutela della dignità della persona a noi sembra una questione di buonsenso ...

Quello che è accaduto a Lilio Giannecchini può accadere a ciascuno di noi quando viene ad essere in contrasto con i cosiddetti poteri forti. Bertolt Brecht aveva già ben chiarito la problematica in une delle sue poesie.

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari"
"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare."


C'è chi dice no all'autoreferenza ed all'imbarazzato silenzio di Palazzo Ducale e richiede risposte nel merito dell'"affaire" Giannecchini, come la Gazzetta di Lucca che ha pubblicato nella sua home page di venerdì 9 settembre 2011 un intervento dal titolo: "Caro presidente Baccelli non sarebbe il caso, quantomeno per educazione, di rispondere?"

Un Pubblica Amministrazione che antepone all'interesse pubblico altri interessi non si comporta correttamente. Un chiarimento da parte del Presidente Baccelli è pertanto necessario ed urgente, così come richiesto a suo tempo anche dai gruppi della minoranza, con la richiesta di "Interrogazione a risposta Scritta e orale in termini d'urgenza", nr. prot. 29769 del 11/02/2011, che richiedeva, fra l'altro, "di spiegare al Consiglio se la Giunta è legittimata a chiedere quanto contenuto nella delibera n. 416 del 22/12/2010".

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Lucca

Il silenzio di Palazzo Ducale: "Res ipsa loquitur"

Come dettagliatamente riportato nel nostro intervento -"L'interesse attivo di un Ente terzo: il ruolo della Provincia nell'ISTORES di Lucca ed il controllo esercitato dall'opposizione consiliare"- relativamente alla questione dell'intromissione della Provincia di Lucca nelle vicende interne all'ISTORES di Lucca è stupefacente l'imbarazzato silenzio di Palazzo Ducale, che ha dichiarato per bocca del suo Presidente Stefano Baccelli che "l'Istituto è formalmente e sostanzialmente autonomo, non solo nei confronti della Provincia, ma di qualsiasi altro Ente che lo sostenga" e che deve ancora smentire il nostro Comitato relativamente all'illegittima intromissione operata nell'ISTORES di Lucca, come ben documentato su questo sito internet, che ha generato interventi riportati anche da un quotidiano, "Il Nuovo Corriere di Lucca" lunedì 5 settembre 2011,

20110905_Comitato_Difesa_ISTORES_Ruolo_Provincia

e da altri media, come "La Gazzetta di Lucca" -"Istituto storico della Resistenza: troppe richieste di adesioni e troppo in fretta presentate. Qualcuno può spiegarci il senso?"- e lo "Schermo" -"Comitato a Difesa dell'Istituto Storico: "Contro Giannecchini una massa di argomentazioni contraddittorie""-.

Non comprendiamo infatti quale possa essere il ruolo di Palazzo Ducale in un Ente "formalmente e sostanzialmente autonomo", da momento che abbiamo assistito all'iscrizione di massa fra i soci dell'ISTORES di Lucca che hanno eletto il nuovo Direttore, il prof. Gianluca Fulvetti, noto storico ed ex segretario del PD lucchese, del Presidente Baccelli, della giunta di Palazzo Ducale, di dirigenti dell'Ente (fra cui spicca la presenza del Responsabile del Procedimento Amministrativo che è stato attivato dalla su citata Delibera) e funzionari dell'amministrazione provinciale.

I nostri antichi padri amavano dire: "Res ipsa loquitur".

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Lucca

La Nazione di Lucca 7 settembre 2011: intervista al comandante partigiano Cav. Lilio Giannecchini

Divulghiamo l'intervista rilasciata dal comandante partigiano Cav. Lilio Giannecchini, pubblicata a pag. 11 nella cronaca de "La Nazione" di Lucca di mercoledì 7 settembre 2011, in merito alla vicenda della controrappresaglia con cui sarebbero stati uccisi 80 tedeschi.

La questione si è sviluppata a seguito di una discussione nata nei commenti di un articolo apparso sulle pagine internet de LoSchermo "Bruno Rossi: "Perché Giannecchini è stato escluso dalla festa del 25 aprile?" che ha generato dopo alcuni mesi un intervento su LoSchermo dell'ex sindaco Pietro Fazzi "80 prigionieri tedeschi uccisi? La Provincia consegni il video della confessione di Giannecchini alla Procura", successivamente ripreso e rilanciato dai principali media locali, il tutto basandosi su uno spezzone di un filmato di un documentario decontestualizzato dal documento integrale, in cui si trattava il diritto di rappresaglia vantato dalle truppe nazifascite, nel quale, per provocazione, Giannecchini citò una rappresaglia operata dai partigiani, realmente accaduta e storicamente accertata, attribuendosene polemicamente e retoricamente la responsabilità con un 'singolare maiestatis', come se avesse compiuto di persona l'atto di cui era a conoscenza, avendo egli partecipato al voto con cui fu decisa l'azione unitamente agli altri comandanti di Brigata della VIa zona ligure e con l'appoggio del Comando Alleato.

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Scarica l'intervista de La Nazione del 7 settembre 2011

La vicenda si sarebbe potuta chiarire fin da subito se si fossero verificate le fonti storiche e non si fosse alimentata una spirale di pregiudiziale discredito e sospetto, generata dalla cosiddetta "vicenda Sereni", per la quale Lilio Giannecchini, già autosospesosi dalla propria carica per difendersi nelle sede deputata, si è visto destituire a tempo di record a seguito delle interferenze esercitate dall'Amministrazione provinciale di Lucca nei suoi confronti, che ha abusato illegittimamente dei propri poteri, riunendo la Giunta ed emanando una Delibera, la n° 416 del 22/12/2010, "Ravvisata la propria competenza, ai sensi dell'art. 48 del D. Lgs. 267/2000" -Il Testo unico sulle Pubbliche Amministrazioni, come se l'ISTORES di Lucca non fosse un Istituto indipendente ma una "depandance" della Provincia o un suo ufficio distaccato N.d.R.-, sulla base, per giunta, di un verbale del Consiglio Generale dell'INSMLI -Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia- tenutosi 2 giorni lavorativi prima del provvedimento di Giunta che si è basato esclusivamente su gossip giornalistico e che, oltretutto, non può avere valore legale per una Amministrazione, in quanto proveniente da un Ente avente "natura di associazione di diritto privato ai sensi del combinato disposto di cui agli articoli 2 e 3 del Decreto legislativo delegato n. 419 del 29/10/99" - Art. 1 dello Statuto INSMLI"-.

Rimaniamo ancora in attesa di sapere che fine abbia fatto la richiesta di "Interrogazione a risposta Scritta e orale in termini d'urgenza" presentata dall'opposizione prot. 29769 del 11/02/2011, che richiedeva, fra l'altro, "di spiegare al Consiglio se la Giunta è legittimata a chiedere quanto contenuto nella delibera n. 416 del 22/12/2010".

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea di Lucca

"Salta la festa della Liberazione, ma un gruppo di persone rende omaggio al monumento"


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"LUCCA. Alle 9,30 di stamani, con il suo fazzoletto da partigiano al collo, Lilio Giannecchini - presidente destituito dell'istituto storico della Resistenza, già vice comandante della brigata partigiana Oreste - depone una corona di alloro, che ha fatto realizzare di sua iniziativa, al monumento ai caduti di tutte le guerre in piazza XX Settembre. Ma è praticamente solo davanti a quel cippo che per lui e tanti lucchesi porta il volto di tanti amici e parenti scomparsi. Con Giannecchini, recatosi a omaggiare il cippo a titolo puramente personale, solo un piccolo gruppo di amici. Ma le celebrazioni ufficiali, in programma per il 67º anniversario della Liberazione di Lucca, non hanno avuto luogo come previsto.

«Per un disguido tecnico organizzativo - fa sapere ore più tardi il Comune - le celebrazioni si sono svolte in forma ridotta e saranno riproposte nella loro completezza in una prossima occasione». E a corredo della nota il Comune invia una fotografia che ritrae il sindaco Mauro Favilla, il presidente della Provincia Stefano Baccelli e un rappresentante della prefettura mentre depongono una corona di alloro al monumento. Resta da capire con precisione il perché del disguido. Riguarderebbe, stando a prime informazioni, l'invio degli inviti, che comunque, come succede di norma in occasioni di questo genere, dovrebbe essere verificato alla vigilia della celebrazione. Dopodomani intanto, nel corso della prima riunione dei capigruppo consiliari dopo le ferie estive, verrà programmato un consiglio comunale dedicato alla Liberazione di Lucca, a maggior ragione alla luce del disguido che si è verificato.

Secondo il presidente del consiglio comunale Franco Fabbri, «ricordare con matura consapevolezza il giorno della Liberazione di Lucca è doveroso in quanto significa interrogare, mettere in gioco la nostra storia, individuare sempre meglio risposte adeguate ed eticamente rispettose dei più alti valori dell'uomo. Un ricordo doveroso per il tributo di sangue che la nostra città ha pagato alla guerra, con tanti giovani mandati sul fronte e mai più tornati»."

Il Tirreno di Lucca - 5 settembre 2011

67° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI LUCCA

Lucca, lì 5 settembre 2011

67° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI LUCCA


Padre Nostro della Liberazione-01

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In nome dell'autentica resistenza attiva e combattente.

Non ultimo abbiamo appreso da alcuni media locali che, forse, Lilio la sera si mette anche la calzamaglia nera in testa

Noi soli abbiamo la prova fotografica del fatto incriminato e la pubblichiamo in esclusiva per i nostri lettori sul nostro sito!

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(n.b. avvertiamo i gentili lettori che l'immagine pubblicata su questo post ha la medesima attendibilità delle notizie apparse su certi media)

Leggete e diffondete in nostro intervento: Lilio Giannecchini come Diabolik!

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea

L'interesse attivo di un Ente terzo: il ruolo della Provincia nell'ISTORES di Lucca ed il controllo esercitato dall'opposizione consiliare

In quanto all'interessamento ed al ruolo attivo svolto dalla Provincia nella questione dell'Istituto Storico non vi possono essere dubbi, successivamente alla illegittima delibera di Giunta del 22 dicembre 2010, mezz'ora prima dell'inizio nel Direttivo dell'ISTORES del 7 marzo, che ha preceduto l'assemblea del 2 aprile 2011, sono stati presentati 25 nuovi soci, oltre ai 40 già presentati in precedenza dal 01/02 al 21/02 ed approvati in questa occasione fra i quali, oltre ad impiegati e dirigenti dell'Ente, è presente la Giunta di Lucca al gran completo, portando il numero totale di nuovi soci a 70.

"4. Il Presidente annuncia che mezz'ora prima della riunione ha ricevuto altre venticinque domande di adesione. Frateschi comunica le sue perplessità sul così alto numero di domande pervenute (circa settanta); considerando che il numero di soci, già aumentato per le nuove richieste approvate, è attualmente di 106, se noi approvassimo le nuove settanta domande l'assemblea dei soci potrebbe essere composta per metà dai nuovi aderenti. Chiarisce che non ha alcuna riserva sui singoli nomi, tuttavia manifesta molte perplessità sull'operazione, in corso e ricorda che anche all'assemblea dell'Ist. St. Regionale alcuni anni fa accadde una cosa analoga che determinò forti tensioni fra i vecchi soci e il Presidente eletto dalla nuova assemblea. Si decide all'unanimità di approvare le domande pervenute dal 01/02 al 21/02 e messe all'ordine del giorno della seduta del 21/02/2011, rinviando l'esame delle altre al futuro Direttivo, per consentire una valutazione meno frettolosa delle richieste stesse. Risultano pertanto approvate le seguenti domande: Ginnasi Andrea, Viani Roberto, Caniparoli Michela, Fazzi Gemma, Lanini Enzo, Simonetti Silvano, Lazzaroni Nicola, Giuntoli Francesco, Giordano Matteo, Lera Luca, Fulvetti Gianluca, Mammini Serena, Gori Francesca, Ariani Andrea, Pesi Emmanuel, Geminigani Giulia, Petrucci Patrizio, Bambini Francesco, Cavallaro Maura, Petroni Gaia, Marsili Massimo, Gemignani Giovanni, Baccelli Stefano, Benedetti Paolo, Petrozziello Marcello, Scarmozzino Adriano, Besozzi Corrado Felice, Cesaretti Valentina, Rovai Luigi, Granaiola Manuela, De Ambris Arturo, Pellegrini Ilaria, Favari Luigi, Ferranti Claudio, Ferranti Enrico, Pedreschi Gabriella, Biggeri Stefano, Frezza Giorgio, Lenci Mauro e Romiti Eleonora.".

La questione dell'intromissione dell'Amministrazione provinciale negli affari dell'Istituto Storico era già stata sollevata nel direttivo del 7 febbraio 2011 dai Consiglieri Polcri e Sestani (scarica il verbale):

"3.11 consigliere Polcri ... (omississ) ...
In riferimento alle numerose domande giunteci di nuove adesioni osserva che sono state fatte in gran parte da funzionari e amministratori della Provincia.
Osserva che l'Istituto ha bisogno della collaborazione di studiosi e ricercatori ma non di politici. Invita quindi Polcri a ripensare il suo atteggiamento."

...(omississ)...

"Il consigliere Sestani comunica la sua intenzione di non ricandidarsi per il prossimo Consiglio perché ritiene opportuno che ci sia un avvicendamento di persone.
Chiarisce però che resterà socio attivo e continuerà a fare attività di ricerca.
Comunica inoltre la sua perplessità sul senso politico dell'insieme di domande presentate tutte nello stesso momento."


20110207_Verbale Direttivo ISTORES-01

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baccelli_cuba_800_800_w_800_800_w
E tutto questo mentre leggiamo sulla stampa che:


"A quale titolo la Provincia di Lucca dovrebbe essere in possesso e quindi consegnare il video di cui si tratta - scrive Baccelli -? Come l'ex Sindaco, ex Consigliere Provinciale ed ex Consigliere Comunale, Pietro Fazzi dovrebbe ben sapere, la Provincia di Lucca è onorata di ospitare a Palazzo Ducale, in comodato gratuito, l'Istituto Storico della Resistenza. La stessa Provincia indica un rappresentante nel direttivo dell'Istituto. A parte questo, l'Istituto è formalmente e sostanzialmente autonomo, non solo nei confronti della Provincia, ma di qualsiasi altro Ente che lo sostenga. Il sottoscritto (e non me ne pento affatto) ha richiesto la sospensione dell'allora Diretttore, Lilio Giannecchini, per motivi che sono stati espressi per iscritto e resi pubblici in piena trasparenza. La questione dal mio punto di vista è la seguente: perché Fazzi non fa una cosa semplice, semplice... un esposto/denunzia alla Procura della Repubblica (del resto nel corso della sua non breve storia politica ne ha presentati tanti...) invece di chiamare in causa strumentalmente altri soggetti?".

Relativamente ai motivi per cui l'Amministrazione Provinciale tramite il suo presidente ha "richiesto la sospensione dell'allora Diretttore, Lilio Giannecchini, per motivi che sono stati espressi per iscritto e resi pubblici in piena trasparenza" ci chiediamo allora che fine abbia fatto la richiesta di "Interrogazione a risposta Scritta e orale in termini d'urgenza" presentata dall'opposizione in data 11/02/2011 che mostriamo di seguito, che richiedeva, fra l'altro, "di spiegare al Consiglio se la Giunta è legittimata a chiedere quanto contenuto nella delibera n. 416 del 22/12/2010". E' curioso osservare come nella mozione su citata sia assente, per ironia della sorte, proprio la firma dell'allora Consigliere provinciale Fazzi che, appoggiando a tempo debito la mozione presentata dai colleghi, avrebbe efficacemente svolto il proprio ruolo di controllore con semplicità ed in maniera chiara e diretta, ma come dice il poeta, "forse era stanco, forse troppo occupato e non ascoltò il mio dolore. \ Ma forse era stanco, forse troppo lontano davvero, lo nominai invano." - Faber -.

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Da quanto sopra esposto possiamo dedurre che il nostro presidente possiede una strana concezione dell'autonomia e deve delle spiegazioni alla cosiddetta opposizione consiliare, sempre che questa le voglia veramente ... .

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea

Lilio Giannecchini come Diabolik!

In merito alle questioni apparse sulla stampa "Istituto Storico della Resistenza: archivi e valutazioni storiche nel caos" riteniamo utili richiamare i seguenti verbali del Consiglio direttivo dell'ISTORES di Lucca e dell'Assemblea del cosiddetto nuovo Direttivo:

Verbale direttivo ISTORES Lucca del 15 gennaio 2011
Verbale direttivo ISTORES Lucca del 7 marzo 2011
Assemblea ordinaria dei soci ISTORES Lucca del 2 aprile 2011

Le posizioni dei due sopracitati direttivi sono implicitamente contenute nella corrispondenza, che pubblichiamo integralmente, fra l'allora Presidente dell'ISTORES di Lucca ed il Direttore Lilio Gianncchini.

Relativamente alla questione dell'accesso all'Istituto da parte del Giannecchini ed al clima interno dell'Istituto, Lilio Giannecchini scriveva all'allora Presidente Berto Corbellini lamentando la mancanza di chiavi per l'accesso all'Istituto almeno dalla data del 10 febbraio 2011, circostanza confermata da una lettera di replica del Corbellini del 15 febbraio 2011, che in data 22 marzo scriveva al Giannecchini:

"Colgo l'occasione, per confermarTi come non sia in discussione il Tuo meritevole e fondamentale contributo per l Istituto, tanto che il Direttivo, da tempo, sta riflettendo sui possibili modi affinché Ti sia riconosciuto questo merito nonché per dare risalto ad un patrimonio librario e documentario, ricchezza per l' istituto, costituito con il Tuo importante contributo."

Quanto affermato da Professore Fulvetti nell'articolo de LoShermo è pertanto in palese contraddizione con gli atti dei sopra citati verbali di Consiglio Direttivo dell'Istituto, dove non sono mai state avanzate critiche nei confronti della gestione degli archivi e dove era stato rimarcato dal Presidente Corbellini già nel direttivo del 15 gennaio 2011, l'azione personale compita dal Giiannecchini distinta rispetto alla responsabilità dell'Istituto:"Il Presidente annuncia al Consiglio le ragioni che richiedono la sessione straordinaria, determinata dall'autosospensione del Direttore Giannecchini. Non spetta all'Istituto entrare nel merito della vicenda giudiziaria per la quale non ha alcun titolo, tuttavia è necessario rimarcare che l'azione del Direttore è stata del tutto personale e perciò le responsabilità non possono ricadere sull'Istituto e non attengono a quest'ultimo collettivamente."

C'è forse qualcuno vorrebbe anche solo insinuare che Lilio Giannecchini, alla veneranda età di 86 anni e travestito da Diabolik per sfuggire alle telecamere di sicurezza della Provincia di Lucca nei cui locali è ospitato l'ISTORES di Lucca, si sia arrampicato da qualche finestra per prelevare documenti e libri? Una tale bassezza di argomentazioni sarebbe stupefacente. Casomai è stato Lilio Giannecchini a sporgere denuncia contro la Provincia di Lucca, i cui funzionari hanno perpetrato vari reati, scassinando la serratura ed il lucchetto di protezione dell'accesso al magazzino sito negli scantinati dell'ITC Carrara.

Ricordiamo ai lettori che l'Istituto è un organismo strutturato che non non accentra in un unica persona funzioni e ruoli: è quanto meno strano che nessuno degli illustri membri del passato Direttivo, responsabili delle funzioni di controllo ed attualmente presenti in abbondanza nel cosiddetto nuovo direttivo, non abbia mai avanzato prima d'ora critiche sulla gestione degli archivi.

Rimane tutt'ora inevasa la questione pregiudiziale che vede l'attuale struttura amministrativa dell'ISTORES di Lucca "sub judice" per una azione della magistratura richiesta da Lilio Giannecchini, volta ad accertare la regolarità della formazione dei nuovi organismi direttivi, non legittimata a rivendicare cariche di alcun tipo. Su questo punto non ci sono state repliche.


20110210_Giannecchini_Richiesta chiavi

20110215_ISTORES_Corrispondenza Berto vs Lilio

20110322_ISTORES_Corrispondenza Berto vs Lilio

In quanto all'interessamento ed al ruolo attivo svolto dalla Provincia nella questione dell'Istituto Storico non vi possono essere dubbi, successivamente alla illegittima delibera di Giunta del 22 dicembre 2010, mezz'ora prima dell'inizio nel Direttivo dell'ISTORES del 7 marzo, che ha preceduto l'assemblea del 2 aprile 2011, sono stati presentati 25 nuovi soci, oltre ai 40 già presentati in precedenza dal 01/02 al 21/02 ed approvati in questa occasione fra i quali, oltre ad impiegati e dirigenti dell'Ente, è presente la Giunta di Lucca al gran completo, portando il numero totale di nuovi soci a 70 (come risulta dal verbale del Direttivo del 7 marzo):

"4. Il Presidente annuncia che mezz'ora prima della riunione ha ricevuto altre venticinque domande di adesione. Frateschi comunica le sue perplessità sul così alto numero di domande pervenute (circa settanta); considerando che il numero di soci, già aumentato per le nuove richieste approvate, è attualmente di 106, se noi approvassimo le nuove settanta domande l'assemblea dei soci potrebbe essere composta per metà dai nuovi aderenti. Chiarisce che non ha alcuna riserva sui singoli nomi, tuttavia manifesta molte perplessità sull'operazione, in corso e ricorda che anche all'assemblea dell'Ist. St. Regionale alcuni anni fa accadde una cosa analoga che determinò forti tensioni fra i vecchi soci e il Presidente eletto dalla nuova assemblea. Si decide all'unanimità di approvare le domande pervenute dal 01/02 al 21/02 e messe all'ordine del giorno della seduta del 21/02/2011, rinviando l'esame delle altre al futuro Direttivo, per consentire una valutazione meno frettolosa delle richieste stesse. Risultano pertanto approvate le seguenti domande: Ginnasi Andrea, Viani Roberto, Caniparoli Michela, Fazzi Gemma, Lanini Enzo, Simonetti Silvano, Lazzaroni Nicola, Giuntoli Francesco, Giordano Matteo, Lera Luca, Fulvetti Gianluca, Mammini Serena, Gori Francesca, Ariani Andrea, Pesi Emmanuel, Geminigani Giulia, Petrucci Patrizio, Bambini Francesco, Cavallaro Maura, Petroni Gaia, Marsili Massimo, Gemignani Giovanni, Baccelli Stefano, Benedetti Paolo, Petrozziello Marcello, Scarmozzino Adriano, Besozzi Corrado Felice, Cesaretti Valentina, Rovai Luigi, Granaiola Manuela, De Ambris Arturo, Pellegrini Ilaria, Favari Luigi, Ferranti Claudio, Ferranti Enrico, Pedreschi Gabriella, Biggeri Stefano, Frezza Giorgio, Lenci Mauro e Romiti Eleonora."

Siamo sconcertati da una tale massa di argomentazioni contraddittorie che vengono pubblicate sui media e nell'attesa di ricevere risposte nel merito da quanto noi eccepito ci domandiamo quando finiranno i chiodi per umiliare e crocifiggere frettolosamente i più deboli, specie quelli che non hanno accesso ai mezzi di informazione di massa.

Comitato a Difesa dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea.

Intervento in merito all'articolo "Due professoresse intervengono sul caso Giannecchini: "Solidarietà all'ex capo partigiano", apparso so LoSchermo di Lucca

Pubblichiamo un intervento di un cittadino che non ha trovato spazio fra i commenti de LoSchermo di Lucca in merito all'articolo "Due professoresse intervengono sul caso Giannecchini: "Solidarietà all'ex capo partigiano"

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@ Marco Olivieri da Pescia e a tutti gli anonimi

E' fortemente riduttivo affermare che la vicenda "bolle da almeno 20 giorni": in realtà la questione tiene banco da ben 8 mesi e mezzo, precisamente dal 14 dicembre 2010, giorno successivo al rinvio a giudizio del Giannecchini da parte della Procura di Lucca (avvenuto in data 13 dicembre 2010 e notificata al vecchio partigiano il 27 dicembre 2010), giorno in cui la notizia è apparsa congiuntamente su tutti i quotidiani lucchesi:
http://www.idealievalori.it/files/8a78e5ef57e81fcc804cb3aa1a7466ac-20.html

In merito a quanto da lei asserito che "sorvolando o glissando sul fatto in se stesso che ha portato al suo allontanamento; l'aver cercato di ricattare con materiale ad uso di ufficio un cittadino che aveva espresso la sua disponibilità a candidarsi a sindaco", le consiglio di leggersi attentamente gli articoli di giornale pubblicati il 14 ed il 15 dicembre 2010, che hanno trattato la vicenda dei cosiddetti "Dossier" nei quali le motivazioni del rinvio a giudizio, relative ai contenuti di una lettera di un privato cittadino inviata ad un altro privato cittadino, sono state accompagnate con abbondante utilizzo di condizionali, per evitare il rischio, concreto, di querele per diffamazione. E' inoltre appena il caso di notare che il Giannecchini è stato esautorato dalla sua carica, nonostante nel frattempo si fosse da essa autosospeso (gesto assai inusuale in questa Italia), senza che esistesse a suo carico una posizione processuale definita (quando uscirono le notizie sui giornali era stato rinviato a giudizio dalla Procura il giorno prima) e con una valutazione della propria posizione basata esclusivamente sul gossip giornalistico, senza che abbia avuto la possibilità di tutelare la propria posizione e fornire spiegazioni nelle opportune sedi, altro che ricerca storica -si legga il verbale disponibili dell'INSMLI sul sito prima citato-!

Continua ...

5 settembre 2011 - 67° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE DI LUCCA

In occasione della ricorrenza della celebrazione del 5 settembre 2011, 67° anniversario della liberazione di Lucca, pubblichiamo il discorso tenuto nella precedente cerimonia dal Direttore dell'Istituto Storico di Lucca, cav. Lilio Giannecchini, che ripercorre le tappe delle vicende storiche, ricostruite anche grazie al contributo del comando alleato che fornì preziose testimonianze storiche.

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Continua ...

Cronologia degli eventi che hanno segnato la vicenda Giannecchini

Su richiesta di numerosi cittadini che si sono interessati alla questione "Giannecchini", richiedendo informazioni sulla sequenza di fatti che hanno portato la rimozione dalla carica di Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Lucca il Cav. Lilio Giannecchini, riassumiamo in una unica pagina web i riferimenti della vicenda con allegati i documenti che testimoniano quanto accaduto:

1) La Procura del Tribunale di Lucca, il giorno 13 di dicembre 2010, ha decretato il rinvio a giudizio, notificato al Giannecchini il giorno 27 di dicembre 2010;

2) il 14 dicembre 2010 la notizia è stata pubblicata con ampio rilievo sulla stampa e sulle TV locali (con ampio utilizzo di condizionali e di "avrebbe" e "sarebbe", etc); in pari data l'ISTORES di Lucca, subodrando un qualcosa di artificialmente montato contro lo stesso istituto, ha emesso un comunicato stampa, che il giorno successivo è comparso solo sul Nuovo Corriere di Lucca;
3) il 15 di dicembre la notizia è apparsa sul Messaggero Veneto di Udine, dove il Prof. Sereni insegna.


4) il 16 di dicembre il Prof. Neri Serneri, direttore dell'ISTORES di Firenze, era invitato alla conferenza dei Direttori dell'INSMLI a Milano;
5) venerdì 17 dicembre il Prof. Neri Serneri si è precipitato al Consiglio Generale dell'ISMLI, in luogo del Presidente Tognarini, portando la notizia "scandalosa";


6) martedì 22 dicembre alle 9.30 del mattino si è riunita con urgenza la Giunta Provinciale che, ravvisando "la propria competenza, ai sensi dell'art. 48 del D. Lgs. 267/2000", citava il documento approvato dal Consiglio Generale dell'INSMLI.

E' appena il caso di notare con stupore la velocità da centometrista amministrativo dell'intero complesso degli intervenuti, considerato il periodo festivo intercorso da venerdì 17 al martedì successivo.

Questa velocità sarebbe auspicabile se applicata ad atti di intervento amministrativi di ben altro interesse per la collettività.

Comitato per la Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea

Riflessioni di due insegnanti che hanno avuto l'onore e la fortuna di conoscere e apprezzare Lilio Giannecchini

Pubblichiamo le riflessioni di due insegnanti che hanno avuto l'onore e la fortuna di conoscere e apprezzare Lilio Giannecchini, ringraziandole per il gentile contributo ricevuto.

"SOLIDARIETA’ A LILIO GIANNECCHINI

Noi abbiamo avuto l'onore e la fortuna di conoscere Lilio Giannecchini, Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Lucca, in occasione della ricerca condotta nel 1999 - 2000 dalle nostre classi sulla Seconda Guerra Mondiale. Da questa ricerca, durata un intero anno scolastico, è scaturito un libro, pubblicato dal Comune di Borgo a Mozzano e dalla Provincia di Lucca. Tutto quel lavoro è stato possibile soprattutto grazie a Lilio Giannecchini, che guidò i ragazzi alla scoperta dei documenti e dei luoghi che raccontano la tragica vicenda di quella guerra nel nostro territorio. Egli è stato per noi, alunni e insegnanti, fonte di conoscenza e guida generosa e instancabile. In quel periodo abbiamo avuto modo di apprezzare gli ideali, la cultura e l'energia di Giannecchini.  

Troviamo che la sua sospensione dalla funzione di Direttore dell'Istituto Storico sia ancora più sorprendente se si pensa che a Lucca questo Istituto deve la sua eccezionale documentazione e la sua stessa esistenza soprattutto all'impegno costante ed encomiabile di Lilio Giannecchini.

Parimenti sorprendente e inaccettabile è la sua estromissione dalle celebrazioni che fino all’altro ieri era chiamato ad onorare con la sua presenza: chi lo dovrebbe sostituire? C’è qualcuno, ancora vivo, che più di lui può rappresentare i valori che queste celebrazioni esaltano ancora oggi?

Ma ciò che soprattutto colpisce in tutta questa vicenda è l'improvviso accanimento da parte di noti personaggi e poteri. E' inqualificabile questa coalizione di troppi contro uno. E’ intollerabile il linciaggio morale e l'emarginazione  perpetrati ai danni di Giannecchini, al quale invece dovrebbe andare l'unanime riconoscenza e apprezzamento per tutto quello che ha fatto per il Paese e per la città di Lucca. A meno che non si rimproveri a Giannecchini di aver combattuto il nazifascismo, ma fino ad ora nessuno ha osato tanto, e non riusciamo neppure a immaginare che ci sia un solo uomo giusto che lo possa pensare.

Continua ...

APPELLO PER LILIO GIANNECCHINI

Nell'avvicinarsi dell'anniversario della Liberazione della città di Lucca dal nazifascismo, noi sottoscritti vogliamo portare la nostra solidarietà a Lilio Giannecchini, comandante partigiano detto “Toscano”, che per anni ha mantenuto viva sul nostro territorio la memoria della lotta antifascista. Senza di lui ricordi e testimonianze sarebbero andati perduti o privati di significato nella corsa alla cosiddetta “riappacificazione” che Lilio ci ha insegnato non può essere perdita di memoria. 

Nonostante egli sia stato punto di riferimento per molti di noi e per tanti altri, soprattutto giovani, è stato recentemente emarginato e impedito a partecipare a pubbliche commemorazioni per aver commesso uno sbaglio di comportamento, ancora giuridicamente da dimostrare.

Non si possono inficiare i meriti di un' intera esistenza, non si può cancellare il valore di una vita spesa per mantenere alti gli ideali della Resistenza e per tenere viva la memoria della verità.

Condividiamo totalmente e sottoscriviamo quanto dichiarato sulla vicenda dall'Istituto Storico della Resistenza di Pistoia: "Ci preme sottolineare il fatto che in questo momento, in cui l’attentato alla memoria della Resistenza sta sfociando persino nell’esclusione del Primo maggio e del 25 Aprile, si debba mantenere vivo il ricordo e, conseguentemente, la riconoscenza a chi, alla Resistenza, ha dato parte della vita sacrificando gli anni della sua gioventù. Se è stato fatto con la lettera incriminata un atto da perseguire penalmente, riteniamo giusto non esprimere giudizi affrettati o avventati. Riteniamo invece importante che tutti coloro che, quotidianamente, faticosamente e volontariamente sono impegnati, in ruoli e funzioni diverse, a mantenere vivo il ricordo di eventi barbari avvenuti nel loro territorio non siano spediti con il francobollo della burocrazia fuori da quel mondo radicato nel passato ma anche meritevolmente proiettato nel futuro che merita di essere mantenuto vivo, comunque e dovunque."

Pertanto chiediamo a tutte le Istituzioni di adoperarsi affinché cessi immediatamente l’ingiusta emarginazione di Lilio Giannecchini e affinché egli sia chiamato ancora a portare pubblicamente la sua importante testimonianza.

Lucca, 22 agosto 2011

Anna Rita Villa
Annalisa Riccucci
Claudio Frediani
Donatella Rigali
Donatella Zanotti
Fabio Lucchesi
Giovanna Niccoli
Giuseppina Abate
Graziana Lanini
Graziano Bianchi
Graziano Lanini
Leonardo Mazzei
Maria Grazia Simi
Massimiliano Piagentini
Massimo Duranti
Maura Bertolozzi
Mosè Cervetti
Paola Francesconi
Ramona Monti
Rete Viola di Lucca
Rita Lazzeri
Virginio Monti

La presa di posizione del "Comitato per la Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea" sull'intervista di Nazareno Giusti a Fulvetti apparsa su "Lo Schermo"

Dispiace dover ricordare a Nazareno Giusti che il compito principale di un giornalista è quello di dare una informazione corretta, basata non solo sulla illustrazione di comportamenti umani e pensieri ad essi collegati, ma soprattutto all'illustrazione dei documenti che sono alla base dell'informazione fornita. Naturalmente è possibile che di questi documenti si possano dare interpretazioni diverse, ma è altrettanto vero che alcuni documenti in sé per sé non permettono questa possibilità.

Questa introduzione vale già per l'incipit dell'intervista "Istituto Storico della Resistenza: Fulvetti sui prigionieri tedeschi giustiziati": "Gianluca Fulvetti è il giovane storico lucchese nominato, alcuni mesi fa, direttore dell’Istituto della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Lucca al posto di Lilio Giannecchini. " e successivamente "No, Giannecchini con l'Istituto non c'entra niente, è un problema di aggiornamento del sito nazionale. Lui si spaccia per direttore ma non lo è più, ha persino citato l'Istituto Storico in giudizio perché a suo dire la sospensione ricevuta dal vecchio direttivo (a fine gennaio) non sarebbe stata regolare. Senza polemiche, ci siamo difesi in Tribunale e il magistrato ci ha dato ragione". Quest'ultimo periodo corrisponde a due notizie contestabili, sulla base di documenti. Infatti il giudizio del Tribunale di Lucca non verteva assolutamente sulla "sospensione ricevuta dal vecchio direttivo (a fine gennaio)", ma sull'applicazione "urgente" di una sospensiva relativa alla convocazione dell'assemblea dei soci dell'ISTORES del 2 aprile, che era stata contestata, sulla base di numerose irregolarità formali e sostanziali, dal Direttore Giannecchini. La sospensiva non è stata concessa per motivi formali: tuttavia l'impianto di causa è tutt'ora pendente presso il Tribunale di Lucca e l'udienza è slittata a fine 2012. Il significativo ritardo con cui verrà decisa la causa instaurata non corrisponde a vittoria acquisita! E' quanto meno imprudente fregiarsi delle cariche dell'ISTORES.

Il Professor Fulvetti dovrà attendere tempo prima di potersi fregiare del titolo di Direttore, ammesso che l'art. 23 del Codice Civile, che invalida tutte le decisioni prese irregolarmente in violazione di regole statutarie, resti inapplicato.

Chiarito questo punto essenziale, cosa dire del resto delle affermazioni contenute nell'intervista? In un prossimo intervento chiariremo puntualmente le varie questioni sollevabili.

Tutto il resto non è Storia, ma vaniloquio.

Comitato per la Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea
email: difesaistitutostorico@gmail.com

Fazzi Baccelli: evocazione di schemi di schizofrenia amministrativa!

In rapporto alla polemica scatenata dall'ex Sindaco Fazzi sulla esclusione del comandante partigiano Giannecchini dal palco delle celebrazioni legate alla Resistenza apprendiamo dal Presidente Baccelli che "l'Istituto è formalmente e sostanzialmente autonomo, non solo nei confronti della Provincia, ma di qualsiasi altro Ente che lo sostenga".

Di ben altro avviso il Presidente Baccelli è stato quando, il giorno 22 dicembre 2010, sulla scorta di una frettolosa informazione proveniente dal Consiglio Generale dell'INSMLI, che per tale atto è stato querelato dal Giannecchini, ha convocato in tutta fretta la Giunta Provinciale per redigere un atto di Delibera, fondato esplicitamente, ravvisando "la propria competenza, ai sensi dell'art. 48 del D. Lgs. 267/2000" (la legge in questione regola gli organi propri della Amministrazione pubblica, in questo caso quella provinciale).

Le due dichiarazioni corrispondono ad una schizofrenia amministrativa: a questo punto converrà rivolgersi al medico competente per patologia. A maggior chiarimento delle possibili motivazioni a sostegno si mette a disposizione la cronologia degli eventi, che hanno segnato la vicenda Giannecchini:

1) La Procura del Tribunale di Lucca, il giorno 13 di dicembre 2010, ha decretato il rinvio a giudizio, notificato al Giannecchini il giorno 27 di dicembre 2010;
2) il 14 dicembre 2010 la notizia è stata pubblicata con ampio rilievo sulla stampa e sulle TV locali; in pari data l'ISTORES di Lucca, subodrando un qualcosa di artificialmente montato contro lo stesso istituto, ha emesso un comunicato stampa, che il giorno successivo è comparso solo sul Nuovo Corriere di Lucca;
3) il 15 di dicembre la notizia è apparsa sul Messaggero Veneto di Udine, dove il Prof. Sereni insegna.
4) il 16 di dicembre il Prof. Neri Serneri, direttore dell'ISTORES di Firenze, era invitato alla conferenza dei Direttori dell'INSMLI a Milano;
5) venerdì 17 dicembre il Prof. Neri Serneri si è precipitato al Consiglio Generale dell'ISMLI, in luogo del Presidente Tognarini, portando la notizia "scandalosa";
6) martedì 22 dicembre alle 9.30 del mattino si è riunita con urgenza la Giunta Provinciale che, ravvisando "la propria competenza, ai sensi dell'art. 48 del D. Lgs. 267/2000", citava il documento approvato dal Consiglio Generale dell'INSMLI.

E' appena il caso di notare con stupore la velocità da centometrista amministrativo dell'intero complesso degli intervenuti, considerato il periodo festivo intercorso da venerdì 17 al martedì successivo.

Questa velocità sarebbe auspicabile se applicata ad atti di intervento amministrativi di ben altro interesse per la collettività.

Comitato per la Difesa dell'Istituto Storico e dell'Età Contemporanea
email: difesaistitutostorico@gmail.com
cell. 338 2879380

Continua ...

Ex Ass.re Emiliano Favilla: "più rispetto nei confronti di un vecchio comandante partigiano"

Riceviamo e pubblichiamo il messaggio di solidarietà giunto a Lilio Giannecchini da Emiliano Favilla, ex Assessore provinciale.

"Più rispetto nei confronti di un vecchio comandante partigiano.
Ritengo che bisogna difendere Lilio Giannecchini dagli attacchi del Fazzi e non solo."

Emiliano Favilla

"Giannecchini ha ragione: la strage di tedeschi, e italiani, c'è stata. Ecco la storia dei 39 prigionieri uccisi a sangue freddo"

Mercoledì, 24 agosto 2011, 20:18
di Fabrizio Vincenti della Gazzetta di Lucca

"La strage c’è stata. Anzi, ce ne sono state ben tre nel giro di pochi giorni in quel di Cravasco, in provincia di Genova, ad un pugno di giorni dalla fine della seconda guerra mondiale. Altro che visionario o arteriosclerotico. Lilio Giannecchini, il discusso ex presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Lucca, non ha le traveggole. Si è limitato, in un filmato di alcuni anni fa, ribadito nella sostanza nel corso di un’intervista televisiva a Noitv nella giornata di ieri, a ricordare un massacro di soldati tedeschi (e non solo) prigionieri come rappresaglia ad una fucilazione di un gruppo di partigiani avvenuta alcuni giorni prima.

La storia, indicativa di quanto, in quei giorni di odio, valesse la vita umana, ha inizio il 22 marzo del 1945. A poco più di un mese dalla fine della guerra, almeno in Italia. In quel pomeriggio, nove militari tedeschi vengono attaccati da partigiani della “Brigata Balilla” comandata da Angelo Scala, detto “Battista” sulla strada che da Cravasco va a Pietra Lavezzara. La brigata partigiana è costituita da non molti elementi, tutti provenienti dai Gap di Genova, ovvero partigiani comunisti abituati a colpire nei centri cittadini, con azioni fulminee, spesso contro bersagli fascisti isolati, spesso disarmati. Appena usciti di casa, magari intenti a montare in bici o a prendere il tram. E molto spesso tra gli elementi meno estremisti del fascismo, proprio per provocare reazioni ancora più esacerbate.

Continua ...

Caso Giannecchini: posizione dell'ISTORES Pistoia

Da: Istituto Storico Resistenza PT
Data: 25 agosto 2011 11.18.14 GMT+02.00
A: toscano.brigataoreste@gmail.com, Istituto nazionale per la storia del moviemnto di liberazione in Italia Milano , biblioteca@insmli.it, formazione@insmli.it, redazione_insmli@insmli.it
Oggetto: Questione Istituto di Lucca

Con questa lettera non intendiamo entrare nel merito della questione riguardante la nota vicenda del rapporto tra il Direttore Giannecchini e le prese di posizione degli Istituti storici della Resistenza e le istituzione democratiche lucchesi, Comune e Provincia, soprattutto per quanto riguarda i risvolti di carattere giuridico, legale e penale.
Ci preme invece sottolineare il fatto che in questo momento, in cui l’attentato alla memoria della Resistenza che sta sfociando persino nell’esclusione del Primo maggio e del 25 Aprile, si debba mantenere vivo il ricordo e, conseguentemente, la riconoscenza a chi, alla Resistenza, ha dato parte della vita sacrificando gli anni della sua gioventù. Se  è stato fatto con la lettera incriminata un atto da perseguire penalmente, riteniamo giusto non esprimere giudizi affrettati o avventati. Riteniamo invece importante che tutti coloro che, quotidianamente, faticosamente e volontariamente sono impegnati  in ruoli e funzioni diverse, a mantenere vivo il ricordo di eventi  barbari  avvenuti nel loro territorio non siano spediti con il francobollo della burocrazia fuori da quel mondo radicato nel passato ma anche meritevolmente proiettato nel futuro che merita di essere mantenuto vivo, comunque e dovunque.
 
Il Presidente
(on. Roberto Barontini)
 
Il Direttore
(prof. Fabio Giannelli)

Replica di Giannecchini a Claudio Silingardi, Direttore Istituto storico di Modena

Da: Lilio Giannecchini
Data: 22 agosto 2011 13.47.19 GMT+02.00
A: Istituto storico
Cc: Istituto Storico della Resistenza in Toscana , comune.lucca@postacert.toscana.it, comunicazione@provincia.lucca.it, provincia.lucca@postacert.toscana.it, urp@regione.toscana.it, a.monaci@consiglio.regione.toscana.it, m.carraresi@consiglio.regione.toscana.it, d.lastri@consiglio.regione.toscana.it, segreteria@insmli.it, biblioteca@insmli.it, formazione@insmli.it, italiacontemporanea@insmli.it, redazione_insmli@insmli.it, redazione_novecento@insmli.it, scuola.superiore@insmli.it, isral@isral.it, istorico@racine.ra.it, segreteria@storiamarche900.it, resvalleehis@libero.it, istitutocs@virgilio.it, biblioteca.ISML@provincia.ap.it, israt@libero.it, info@israt.it, antifascismo@bcr.puglia.it, isbrec@isbrec.191.it, info@isrec.it, istituto@istitutoparri.it, isp-res@iperbole.bologna.it, landis@landis.191.it, issrac@email.it, issrass@gmail.com, issras@tiscali.it, issicocatania@yahoo.it, istitutoarcuri@tiscalinet.it, isc-como@isc-como.org, angelabellardi@libero.it, direttore@istitutoresistenzacuneo.it, ismlfermo@virgilio.it, isco.ferrara@gmail.com, istorecofo@gmail.com, istorecoce@libero.it, ilsrec@aruba.it, segreteria@isgrec.it, info@cidra.it, isrecim@virgilio.it, iasricistitutostoria@virgilio.it, isr@laspeziacultura.it, istoreco.livorno@gmail.com, ilsreco@libero.it, iststores@tiscali.it, isreclu.versilia@gmail.com, isrec@emporanea.191.it, ist.storia@domino.comune.mantova.it, istituto@istlec.fastwebnet.it, segreteria@fondazionememoria.it, r.innocenti@fondazionememoria.it, istitutocampano@libero.it, icsrcaserta@libero.it, fornara@fausernet.novara.it, ivsr@unipd.it, direzione@istitutostoricoparma.it, resiste@unipv.it, isuc@crumbria.it, iststoriapesaro@provincia.ps.it, isrecpc@tin.it, ispresistenza@tiscalinet.it, nino.ianni@provincia.ms.it, staff@istoreco.re.it, iststor.rn@libero.it, irsifar@libero.it, isrec@isrecsavona.it, info@fondazioneisec.it, istituto.siena@virgilio.it, anpison@libero.it, direzione@istoreto.it, paola.olivetti@ancr.to.it, info@museostorico.it, storia@istresco.org, irsml@irsml.it, ifsml@ifsml.it, istituto@storia900bivc.it, istituto.varesino@gmail.com, info@iveser.it, info@istrevi.it, micheletti@fondazionemicheletti.it, dilettacolosio@libero.it, info@fondazioneferramonti.it, d.tromboni@comune.fe.it, istituto@fratellicervi.it, segreteria@istitutogasparini.it, biblioteca@bfs.it, associazione@olokaustos.org, isrev@hotmail.it, thirdwayc@libero.it, idealievalori@gmail.com
Oggetto: Re: R: La delegittimazione di un Comandante partigiano Fwd: Solidarietą a Lilio Giannecchini


Sig. Silingardi,
leggendo con attenzione quanto da lei espresso nel suo messaggio di solidarietà al Prof. Neri Serneri sono colpito dalla sua frettolosa presa di posizione.

Consideri lei la successione cronologica degli eventi:

1) La Procura del Tribunale di Lucca, il giorno 13 di dicembre 2010, ha decretato il rinvio a giudizio, notificato al sottoscritto il giorno 27 di dicembre 2010;
2) il 14 dicembre 2010 la notizia è stata pubblicata con ampio rilievo sulla stampa e sulle TV locali; in pari data l'ISTORES di Lucca, subodrando un qualcosa di artificialmente montato contro lo stesso istituto, ha emesso un comunicato stampa, che il giorno successivo è comparso solo sul Nuovo Corriere di Lucca;
3) il 15 di dicembre la notizia è apparsa sul Messaggero Veneto di Udine, dove il Prof. Sereni insegna.
4) il 16 di dicembre il Prof. Neri Serneri era invitato alla conferenza dei Direttori dell'INSMLI al Milano;
5) il 17 di dicembre il Prof. Neri Serneri si è precipitato al Consiglio Generale dell'ISMLI, in luogo del Presidente Tognarini, portando la buona novella.

Lei definisce il mio scritto come "minaccioso ed offensivo", ma ne ha esaminato analiticamente la forma ed il contenuto?

Continua ...

Risposta di Lilio Giannecchini alla replica a Lilio Giannecchini di Simone Neri Serneri, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana

Da: Lilio Giannecchini
Oggetto: Re: La delegittimazione di un Comandante partigiano Fwd: Solidarietà a Lilio Giannecchini
Data: 21 agosto 2011 10.50.04 GMT+02.00


Al Direttore dell' Istituto storico della Resistenza in Toscana
Prof. Simone Neri Serneri
Via Carducci, 5/37 1 - c.p. 1301 Uff. postale FI 7, 50121 Firenze
Tel 055/284296; fax 2382772; e-mail:
isrt@istoresistenzatoscana.it

e p.c. a tutti quelli che egli definisce “interessati”
comune.lucca@postacert.toscana.it, comunicazione@provincia.lucca.it, provincia.lucca@postacert.toscana.it, urp@regione.toscana.it, a.monaci@consiglio.regione.toscana.it, m.carraresi@consiglio.regione.toscana.it, d.lastri@consiglio.regione.toscana.it, segreteria@insmli.it, biblioteca@insmli.it, formazione@insmli.it, italiacontemporanea@insmli.it, redazione_insmli@insmli.it, redazione_novecento@insmli.it, scuola.superiore@insmli.it, isral@isral.it, istorico@racine.ra.it, segreteria@storiamarche900.it, resvalleehis@libero.it, istitutocs@virgilio.it, biblioteca.ISML@provincia.ap.it, israt@libero.it, info@israt.it, antifascismo@bcr.puglia.it, isbrec@isbrec.191.it, info@isrec.it, istituto@istitutoparri.it, isp-res@iperbole.bologna.it, landis@landis.191.it, issrac@email.it, issrass@gmail.com, issras@tiscali.it, issicocatania@yahoo.it, istitutoarcuri@tiscalinet.it, isc-como@isc-como.org, angelabellardi@libero.it, direttore@istitutoresistenzacuneo.it, ismlfermo@virgilio.it, isco.ferrara@gmail.com, istorecofo@gmail.com, istorecoce@libero.it, ilsrec@aruba.it, segreteria@isgrec.it, info@cidra.it, isrecim@virgilio.it, iasricistitutostoria@virgilio.it, isr@laspeziacultura.it, istoreco.livorno@gmail.com, ilsreco@libero.it, iststores@tiscali.it, isreclu.versilia@gmail.com, isrec@emporanea.191.it, ist.storia@domino.comune.mantova.it, istituto@istlec.fastwebnet.it, segreteria@fondazionememoria.it, r.innocenti@fondazionememoria.it, istituto@istitutostorico.com, istitutocampano@libero.it, icsrcaserta@libero.it, fornara@fausernet.novara.it, ivsr@unipd.it, direzione@istitutostoricoparma.it, resiste@unipv.it, isuc@crumbria.it, iststoriapesaro@provincia.ps.it, isrecpc@tin.it, ispresistenza@tiscalinet.it, nino.ianni@provincia.ms.it, staff@istoreco.re.it, iststor.rn@libero.it, irsifar@libero.it, isrec@isrecsavona.it, info@fondazioneisec.it, istituto.siena@virgilio.it, anpison@libero.it, direzione@istoreto.it, paola.olivetti@ancr.to.it, info@museostorico.it, storia@istresco.org, irsml@irsml.it, ifsml@ifsml.it, istituto@storia900bivc.it, istituto.varesino@gmail.com, info@iveser.it, info@istrevi.it, micheletti@fondazionemicheletti.it, dilettacolosio@libero.it, info@fondazioneferramonti.it, d.tromboni@comune.fe.it, istituto@fratellicervi.it, segreteria@istitutogasparini.it, biblioteca@bfs.it, associazione@olokaustos.org, isrev@hotmail.it

Lucca, lì 20 agosto 2011


Il Prof. Simone Neri Serneri,

costretto a poche brevi precisazioni alla “lettera aperta” del Cav. Giannecchini” ha scritto:

1. Nel Consiglio Generale dell’Insmli del 19 dicembre 2010, al quale sono invitati tutti i Presidenti degli Istituti associati, e dunque anche quello di Lucca, ero presente come delegato del Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana, Ivano Tognarini.”.
Sarà bene ricordare al Professore Neri Serneri che il Consiglio Generale si è svolto il 17 dicembre 2010, a ridosso immediato di notizie apparse sulla stampa in modo del tutto opinabile e discutibile, sulla cronaca locale di Lucca de La Nazione, Il Tirreno e del nuovo Corriere di Lucca del 14 dicembre 2010 ed il giorno successivo sul Giornale di Barga e sul Messaggero Veneto di Udine (N.B. queste notizie erano pubblicate su pagine di cronaca locale e nel caso del Messaggero Veneto addirittura nella cronaca locale di un giornale di altra regione, come da allegati che si riportano: il Prof. Simone Neri Serneri dimostra una attività di lettura delle cronache locali molto pronunciata ... ma la sua attività di acquisizione e valutazione dei dati riportati è stata abbastanza non in linea con la sua preparazione di storico ... considerando che ha preso come oro colato le confuse accuse, per giunta svolte in forma dubitativa con vari condizionali ed altri possibili distinguo, riportate dai giornali da lui letti).

Anche l'indicativo presente “sono invitati tutti i Presidenti degli Istituti associati, e dunque anche quello di Lucca” è scorretto relativamente al tempo grammaticale (“sono” al posto di “erano”), ed alle modalità della convocazione dell'ISTORES di Lucca, per la quale egli si sarebbe, da buon storico, dovuto accertare: infatti tale convocazione non è stata inviata e si sfida il Prof. Serneri a fornire la prova che egli si sia premurato, conscio dell'importanza dell'evento in rapporto al suo animo “interventista”, di sapere se l'ISTORES di Lucca fosse stato convocato, non certo sulla base del dunque elocubrato, ma di un reale interesse alla conoscenza della questione, in rapporto anche quelli che sarebbero dovuti essere i collegamenti e le collaborazioni inerenti alle sue attività di Direttore di un Istituto Storico, importante come quello di Firenze, che per Statuto, artt. 4 e 17, dovrebbe coordinare gli Istituti della Toscana.

Sempre il paragrafo 1 contiene elementi contraddittori, dal momento che da un lato parla di “
presunte minacce rivolte dal Direttore dell’Istituto di Lucca, Giannecchini, al Prof. Umberto Sereni, (omississ) Tali documenti sarebbero stati in possesso del Giannecchini e conservati presso l’Istituto lucchese.” e dall'altra che “la notizia dell’inchiesta della magistratura era certa e non era “da appurare” o verificare. ”. Sa il Prof. Serneri che un'inchiesta della Magistratura non corrisponde alla colpevolezza di un indagato? Quanto poi questa inchiesta abbia fondamento lo si saprà soltanto al termine di un processo che si svolgerà entro la fine dell'anno 2011 ed è esilarante il periodo finale “E il fatto che la magistratura indagasse da alcuni mesi era di per sé significativa del fatto che un problema esisteva e non era manifestamente infondato.” che avvalora il giudizio di completa aleatorietà dell'accusa rivolta alla mia persona nel corso di un Consiglio Generale, che non aveva a livello di O.d.G. e di competenza dell'Organo citato, nessun fondamento statutario.

Un ultimo falso nel paragrafo 1 è quello relativo della trattazione della questione Giannecchini-Sereni nelle “
varie” dell'O.d.G., che riproduciamo nella sua interezza nel documento in allegato il verbale della seduta del 17 dicembre 2010 del C.G. Dell'INSMLI, ottenuto successivamente a richiesta tramite legale: le “varie” erano attinenti al punto 7 dell'O.d.G., mentre l'intervento del Serneri è avvenuto, del tutto fuori tema e fuori luogo, durante la discussione del punto 3; il suo intervento è tanto più censurabile in quanto, data la gravità del tono da lui assunto, sarebbe stato essenziale un documento, approvato anche dal Presidente dell'ISTORES di Firenze, che egli avrebbe dovuto produrre e depositare presso la Segreteria del Consiglio Generale dell'INSMLI, almeno all'inizio della seduta. E che dire poi del fatto che l'ISTORES di Lucca non è stato informato di questa iniziativa?

Venendo al punto 2, che vorrebbe essere l'excusatio del Serneri, con l'evocazione che “
tale notizia era di notevole gravità, perché esponeva tutti gli Istituti della Resistenza, e non solo quello lucchese, all’accusa di gestione scorretta della documentazione da loro conservata. Evidenti i rischi nei confronti di chi ha versato i documenti, delle autorità di controllo, degli avversari politici.”. Questa ridicola reazione a catena di coinvolgimenti ipotizzati, scorretta anche nella formulazione relativa agli “avversari politici”, pone in cattiva luce la concezione stessa alla base dell'attività degli Istituti Storici della Resistenza, nei cui Statuti non è contemplata assolutamente una attività volta in tal senso.

Il documento dell'INSMLI, generato dal suo intervento, nel suo ultimo paragrafo scorrettamente prevedeva la minaccia: “
Qualora ciò non avvenisse si raffigurerebbe l’incompatibilità con i principi ispiratori sanciti dallo Statuto dell’Insmli e, ai sensi dell’art. 4, potrà essere avviata una procedura di espulsione dell’Istituto di Lucca dalla rete associativa.”. E' appena da notare che si tratta di una forzatura dei principi dell'art. 4 dello Statuto dell'INSMLI (che si allega in copia alla presente):

Art. 4

Adesione, recesso, esclusione

Le nuove adesioni di Istituti o Enti, con le caratteristiche indicate nell’articolo precedente, devono essere deliberate dal Consiglio generale.
Ciascun Istituto o Ente ha facoltà di recedere dall’Associazione comunicando la decisione al Consiglio Generale con preavviso di almeno sei mesi. Il recesso decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo.
Per poter essere associati ciascun Istituto ed Ente richiedente, che non sia già associato all’Insmli, deve essere in possesso dei seguenti requisiti:
a) aver approvato uno Statuto che condivida le finalità statutarie, di cui all’art. 2, e svolga in tutto o in parte funzioni analoghe a quelle dell’Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia - se a base associativa - e che nella organizzazione interna si ispiri a criteri di democraticità;
b) avere l’autonomia istituzionale e gestionale;
c) disporre di patrimonio archivistico e bibliotecario, svolgere attività nei settori della ricerca e della didattica.
A seguito di deliberazione del Consiglio Generale può essere escluso l’Istituto o l’Ente in capo al quale vengono meno i requisiti di ammissione o che abbia compiuto gravi violazioni dello statuto e dei suoi principi ispiratori.

Il goffo tentativo di coinvolgere l'ISTORES di Lucca al fine di ottenerne la complicità è assolutamente da condannare, perchè pretestuoso ed arbitrario.

Quanto all'incompatibilità morale, sarà bene che il Serneri rifletta sui tempi ed i contenuti della sua azione: dopo tre giorni dalla pubblicazione su quotidiani, in cui la notizia “scandalosa” era nelle pagine di cronaca locale, senza aver richiesto altre informazioni, egli si è precipitato, in qualità di sostituto del Presidente del suo Istituto, in un dibattito del Consiglio Generale dell'INSMLI, intervenendo nel corso della discussione di un preciso punto dell'O.d.G., per introdurre argomento, da lui conosciuto solo per lettura di questa stampa, e richiedere un grave procedimento, del tutto anomalo rispetto allo stesso Statuto dell'INSMLI, contro il sottoscritto. E' appena il caso di chiedersi il perchè lo abbia fatto e non abbia almeno richiesto che venisse discusso in altra seduta la questione.

Ma di tutto questo il Prof. Neri Serneri, anche se nell'ambito dell'ISTORES della Toscana non dovesse essere richiesta la ragione del suo operato, dovrà rispondere davanti alla Magistratura, cui l'ho deferito per diffamazione aggravata.

Lilio Giannecchini


P.S.
Si prega il Prof. Neri Serneri di rileggersi lo statuto del suo Istituto all'art. 17 e di assicurare il suo validissimo apporto all'attività dell'Istituto stesso, secondo le sue specifiche funzioni, che non prevedono sicuramente l'attacco proditorio ed ingiustificabile contro un Direttore che vanta, come nel mio caso, pluri-decennale applicazione alla ricerca ed alla produzione di documenti relativi alla Resistenza, alla quale ha anche partecipato da protagonista, a rischio della vita.

Tutto quanto su detto sarà inviato anche all'Associazione Ideali e Valori
www.idealievalori.org

Allegati:
1) Verbale consiglio generale dell'INSMLI del 17 dicembre 2010
20110415_Invio verbale INSMLI del 17 dicembre 2010
2) Rassegna stampa degli articoli di cronaca locale del 14 e 15 dicembre 2010
20111214_20111215_Caso Giannecchini Sereni
3) Statuto INSMLI
INSMLI_statutoINSMLI

Replica a Lilio Giannecchini di Simone Neri Serneri, Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana

Da: "Istituto Storico della Resistenza in Toscana" isrt@istoresistenzatoscana.it
Data: 20 agosto 2011 09.12.26 GMT+02.00
A: "'Lilio Giannecchini'" toscano.brigataoreste@gmail.com, comune.lucca@postacert.toscana.it, comunicazione@provincia.lucca.it, provincia.lucca@postacert.toscana.it, urp@regione.toscana.it, a.monaci@consiglio.regione.toscana.it, m.carraresi@consiglio.regione.toscana.it, d.lastri@consiglio.regione.toscana.it, segreteria@insmli.it
Cc: biblioteca@insmli.it, formazione@insmli.it, italiacontemporanea@insmli.it, redazione_insmli@insmli.it, redazione_novecento@insmli.it, scuola.superiore@insmli.it, isral@isral.it, istorico@racine.ra.it, segreteria@storiamarche900.it, resvalleehis@libero.it, istitutocs@virgilio.it, biblioteca.ISML@provincia.ap.it, israt@libero.it, info@israt.it, antifascismo@bcr.puglia.it, isbrec@isbrec.191.it, info@isrec.it, istituto@istitutoparri.it, isp-res@iperbole.bologna.it, landis@landis.191.it, issrac@email.it, issrass@gmail.com, issras@tiscali.it, issicocatania@yahoo.it, istitutoarcuri@tiscalinet.it, isc-como@isc-como.org, angelabellardi@libero.it, direttore@istitutoresistenzacuneo.it, ismlfermo@virgilio.it, isco.ferrara@gmail.com, istorecofo@gmail.com, istorecoce@libero.it, ilsrec@aruba.it, segreteria@isgrec.it, info@cidra.it, isrecim@virgilio.it, iasricistitutostoria@virgilio.it, isr@laspeziacultura.it, istoreco.livorno@gmail.com, ilsreco@libero.it, iststores@tiscali.it, isreclu.versilia@gmail.com, isrec@emporanea.191.it, ist.storia@domino.comune.mantova.it, istituto@istlec.fastwebnet.it, segreteria@fondazionememoria.it, r.innocenti@fondazionememoria.it, istituto@istitutostorico.com, istitutocampano@libero.it, icsrcaserta@libero.it, fornara@fausernet.novara.it, ivsr@unipd.it, direzione@istitutostoricoparma.it, resiste@unipv.it, isuc@crumbria.it, iststoriapesaro@provincia.ps.it, isrecpc@tin.it, ispresistenza@tiscalinet.it, nino.ianni@provincia.ms.it, staff@istoreco.re.it, iststor.rn@libero.it, irsifar@libero.it, isrec@isrecsavona.it, info@fondazioneisec.it, istituto.siena@virgilio.it, anpison@libero.it, direzione@istoreto.it, paola.olivetti@ancr.to.it, info@museostorico.it, storia@istresco.org, irsml@irsml.it, ifsml@ifsml.it, istituto@storia900bivc.it, istituto.varesino@gmail.com, info@iveser.it, info@istrevi.it, micheletti@fondazionemicheletti.it, dilettacolosio@libero.it, info@fondazioneferramonti.it, d.tromboni@comune.fe.it, istituto@fratellicervi.it, segreteria@istitutogasparini.it, biblioteca@bfs.it, associazione@olokaustos.org, isrev@hotmail.it

Oggetto:
R: La delegittimazione di un Comandante partigiano Fwd: Solidarietà a Lilio Giannecchini

A tutti gli interessati,
 
essendo chiamato in causa, sono costretto a poche brevi precisazioni alla “lettera aperta” del Cav. Giannecchini, che invece di entrare nel merito delle questioni e delle responsabilità che lo riguardano nella vicenda cui fa riferimento, preferisce formulare accuse a tutto campo per presentarsi come vittima di un complotto di cui non si capiscono le ragioni. Dunque nel merito:
1.       Nel Consiglio Generale dell’Insmli del 19 dicembre 2010, al quale sono invitati tutti i Presidenti degli Istituti associati, e dunque anche quello di Lucca, ero presente come delegato del Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana, Ivano Tognarini. In quella riunione fu discussa nelle “varie” la notizia apparsa su più organi di stampa secondo cui da diversi mesi la magistratura di Lucca aveva aperto un’inchiesta sulle presunte minacce rivolte dal Direttore dell’Istituto di Lucca, Giannecchini, al Prof. Umberto Sereni, di rivelare documenti per lui compromettenti in caso si fosse presentato ad una competizione elettorale. Tali documenti sarebbero stati in possesso del Giannecchini e conservati presso l’Istituto lucchese. Dunque, la notizia dell’inchiesta della magistratura era certa e non era “da appurare” o verificare. E il fatto che la magistratura indagasse da alcuni mesi era di per sé significativa del fatto che un problema esisteva e non era manifestamente infondato.
2.       Di per sé, tale notizia era di notevole gravità, perché esponeva tutti gli Istituti della Resistenza, e non solo quello lucchese, all’accusa di gestione scorretta della documentazione da loro conservata. Evidenti i rischi nei confronti di chi ha versato i documenti, delle autorità di controllo, degli avversari politici. Per questo è stata formulata la richiesta urgente di una sospensione cautelare, a tutela della correttezza degli Istituti. A ciò si aggiungeva, proprio perché il vincolo associativo tra gli istituti dell’Insmli non ha altri poteri di intervento sugli istituti stessi e gli organismi dirigenti dell’Istituto – del tutto diversi nelle persone da quelli attuali – non si erano pronunciati con chiarezza sulla questione, il richiamo all’articolo dello Statuto che disciplina l’incompatibilità morale, dato che è anzitutto morale la questione dell’uso corretto dei documenti. Gli aspetti giudiziari, ovviamente, sono competenza della magistratura.
In allegato trovate il documento allora approvato dall’Insmli.
Isr Lucca - Sereni
 
Cordiali saluti
 
Simone Neri Serneri
Direttore dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana
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Istituto Storico della Resistenza in Toscana Onlus
via G. Carducci 5/37 - 50121 Firenze
tel. 055-284296 - Cod. fisc. 80045030485
email isrt@istoresistenzatoscana.it web www.istoresistenzatoscana.it 
 
Continua ...

La delegittimazione di un Comandante partigiano Fwd: Solidarietà a Lilio Giannecchini

Lettera aperta
ai Cittadini che si riconoscono nei valori espressi dalla Resistenza
ai Consiglieri Regionali toscani
ai Consiglieri Provinciali di Lucca
ai Consiglieri Comunali di Lucca
ai Membri del Consiglio Generale dell'INSMLI
e p.c. alla stampa


Caro Massimiliano,
in questo grigio clima politico, caratterizzato da complicità e da interessi bipartisan in cui il ricordo della Resistenza è diventato solo fonte di imbarazzo, il tuo messaggio rappresenta uno spiraglio di speranza per chi alla mia età si trovi a confrontarsi con l'indifferenza e la malvagità degli altri.

Ho contribuito in misura determinante a fare dell'Istituto Storico della Resistenza in provincia di Lucca uno dei centri di documentazione ed informazione sugli anni che hanno portato al riscatto dell'Italia dalla dittatura fascista e dalla sua complicità col nazismo.

In questi ultimi tempi sono stato oggetto di una feroce persecuzione in seno all'Istituto Storico stesso, portata avanti con pervicacia al fine di estromettermi dalla Direzione. Nell'esprimervi la mia riconoscenza per la solidarietà che mi avete espresso per una completa informazione segue la mia esposizione della questione.

La catena degli eventi è partita da una pubblicazione sui giornali, relativa ad una querela fattami da un tal Sereni, cui avevo indirizzato una lettera privata; da tale pubblicazione il presidente dell'Istituto Storico di Firenze, Simone Neri Serneri, senza nemmeno tentare di appurare la sostanza della notizia appresa dalla stampa, è intervenuto durante una riunione del
Consiglio Generale dell'INSMLI a Milano, cui sarebbe dovuta essere, per Statuto, convocato anche l'Istituto Storico della Resistenza in provincia di Lucca (cosa non avvenuta), per chiedere di farmi sospendere, pena l'esclusione dell'Istituto Storico lucchese dalla rete associativa facente capo all'INSMLI. E' da notare che l'intervento del Neri è stato fatto anche fuori tema rispetto all'argomento trattato all'Ordine del Giorno e che la Deliberazione adottata da Consiglio Generale, in assenza del'"accusato" e basandosi sul solo materiale del tutto opinabile proveniente dalla stampa. La Delibera stessa presenta aspetti particolarmente censurabile sotto il profilo della legittimità ad intervenire, dal punto di vista statutario, nella questione da parte dell'INSMLI nei confronti dell'Istituto Storico lucchese oltre che per la pretestuosità relativamente al merito della questione. Questa Delibera anomala è stata trasmessa via email a vari organi, tra cui l'Amministrazione provinciale di Lucca, il cui presidente, Stefano Baccelli, ha convocato la Giunta Provinciale per deliberare un intervento sul Consiglio Direttivo dell'Istituto Storico lucchese per ottenere la mia sospensione dalla funzione di Direttore dell'Istituto, in ottemperanza alla Delibera dell'INSMLI. L'atto provinciale è viziato sin dall'origine dalla falsa affermazione: "Ravvisata la propria competenza, ai sensi dell'art. 48 del D. Lgs. 267/2000", come se l'Istituto Storico facesse parte dei propri organi provinciali, quando l'Istituto Storico lucchese è un organismo assolutamente autonomo ed indipendente. Da questo falso clamoroso è derivato una vera e propria persecuzione, portata avanti attraverso atti del Consiglio Direttivo, viziati nella forma e nella sostanza, culminati con una irregolare Assemblea dei Soci, nulla secondo l'art. 23 del Codice Civile, per i quali pende il giudizio della magistratura da me invocata.

A seguire mi è stato negato l'accesso all'Istituto, cui avrei avuto diritto anche come semplice Socio; è stata
violata la sede in cui avevo depositato i miei oggetti personali, utilizzando addirittura il falso pretesto che fosse stata decretata una disinfestazione, intervento sanitario di pertinenza ASL, la quale non è stata in alcun modo nemmeno interrogata.

Successivamente è stato
violato anche il magazzino dell'ITC Carrara, dato in comodato all'Istituto Storico, nel quale erano depositati documenti e libri di mia personale proprietà -link all'articolo di giornale-.

Corollario intermedio alla mia emarginazione è stata la esclusione dal palco delle autorità nel corso delle cerimonie relative all'Anniversario della Liberazione ed altre celebrazioni, per le quali avevo diritto in quanto oltre che Direttore dell'Istituto Storico, anche Presidente dell'Associazione dei Perseguitati Politici. In conseguenza, dopo aver inutilmente esposto alle autorità locali la questione,
mi sono rivolto al Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, perché mi venga restituito il mio onore e la mia dignità.

L'ultimo episodio riguarda la commemorazione di Don Aldo Mei, sacerdote martire, fucilato il 4 agosto 1944 dai tedeschi, cui ho sempre partecipato, perché tra l'altro possiedo l'intero patrimonio della memoria, consegnatomi personalmente dalla madre del sacerdote. Questa volta, dopo che i giornali avevano riportato l'intero iter celebrativo, con la segnalazione della mia presenza, è stata operata una forzatura da parte dell'incaricato provinciale affinché fossi escluso ed è solo attraverso la buona volontà dell'incaricato comunale, Roberto Magrini del Comune di Lucca, che ho avuto la possibilità di trasmettere il
testo del mio intervento, nel quale tra l'altro comunicavo la mia volontà di donare l'intero patrimonio documentario ed i cimeli relativi a Don Aldo Mei alla comunità ecclesiastica lucchese, perché potesse essere il nucleo di un museo a lui dedicato. I media locali hanno alterato o ignorato il mio intervento, per ragioni a me incomprensibili, ma certamente a loro note.

La documentazione di quanto ho detto è reperibile presso il sito:
www.idealievalori.it
www.youtube.com/watch?v=1I8LIcA9Ixg

Sarebbe di gran conforto la solidarietà espressa anche da altri uomini attenti e sensibili.

Lilio Giannecchini, detto "Toscano"
Vicecomandante della Brigata Partigiana Oreste

email: toscano.brigataoreste@gmail.com
web: http://www.idealievalori.org


CV DI VITA PARTIGIANA
Il Cav. Lilio Giannecchini, oggi trattato dalla Provincia di Lucca di Lucca come un appestato, è stato Comandante partigiano della Brigata Oreste ed ebbe un ruolo importante nel ruolo della liberazione di Genova dai nazifascisti, trattando tra l'altro la resa del generale tedesco Günter Von Meinhold,

"La mia formazione è decorata di 3 medaglie d'oro, 14 d'argento, 14 di bronzo, 7 croci di
guerra e la Stella dell'Unione Sovietica a ricordo del. partigiano russo Fiodar Alexander
Poetar (medaglia d'oro caduto nelle nostre file)."
Tratto da CURRICULM DI VITA PARTIGIANA DI LILIO GIANNECCHINI

SCARICA IL CV DI LILIO GIANNECCHINI
CV Vita Partigiana_Lilio Giannecchini

SCARICA LA RELAZIONE DEL COMANDANTE TOSCANO SU:
- SCHIERAMENTO DELLA FORMAZIONE DURANTE LA FASE INSURREZIONALE
- CONTATTI CON IL GENERALE MEINHOLD ED IL SUO COMANDO DI SAVIGLIONE

1944_Relazione del Comandante Brigata Oreste

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Il giorno 07 agosto 2011 21:40, Massimiliano Piagentini <*****@gmail.com> ha scritto:


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Vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà a Lilio Giannecchini,
partigiano e, fino al momento della sua discutibile estromissione,
direttore dell'Istituto storico della Resistenza. Da mesi, come "pena
aggiuntiva" a questo provvedimento, Giannecchini non viene più
invitato, da Provincia e Comune, alle celebrazioni ufficiali che
ricordano la lotta partigiana, alla quale ha partecipato da
protagonista. Uno sgarbo inqualificabile, un atto di vera e propria
cattiveria nei confronti di un uomo che, per la sua storia,
meriterebbe solo grande rispetto e gratitudine.
La Giunta provinciale e quella comunale hanno il dovere di porre
subito fine all'emarginazione messa in atto nei confronti di
Giannecchini.
Tutti coloro che - come noi- deplorano il comportamento di questi due
enti, è bene che si adoperino per far sentire il proprio dissenso.

Massimiliano Piagentini
Giovanna Niccoli
Massimo Duranti

Testo dell'intervento di Lilio Giannecchini alla commemorazione per la fucilazione di Don Aldo Mei

Porgo il mio saluto alle autorità presenti, in particolare al Vescovo di Lucca, cui dedico gran parte di questo intervento.

Impossibilitato a presenziare a questa cerimonia in memoria dell'ultimo atto del martirio di Don Aldo Mei, che ogni 4 agosto vede rinnovarsi i sentimenti unanimi di partecipazione pietosa per la vittima e di esecrazione per i feroci carnefici, voglio ricordare a tutti i presenti alcune frasi tratte dall'ultima lettera scritta i 4 agosto 1944 da Don Aldo Mei ai genitori, che esprimono meglio di ogni discorso retorico, quanto di più religioso possa essere presente in un essere umano nel momento della fine della propria vita.

“Babbo e mamma,

state tranquilli- sono sereno in quest'ora solenne-. In coscienza non ho commesso delitti. Solamente ho amato come mi è stato possibile.

Condanna a morte -1° per avere protetto e nascosto un giovane di cui volevo salvare l'anima [N.d.R. un giovane ebreo]; 2° per aver amministrato i sacramenti ai partigiani e cioè aver fatto il prete.

(...)”


Queste parole fanno da sfondo alla vicenda umana di Don Aldo Mei, invece i personaggi che hanno partecipato in veste attiva alla sua condanna a morte per i motivi che prima sopra sono stati esposti, hanno tutte le caratteristiche dell'antireligiosità: si parte dalla delazione di due sue parrocchiane, fasciste ferventi, alla cui ignobile delazione al Commissario fascista del Comune di Pescaglia, per propaganda disfattista, svolta da Don Aldo, aveva fatto seguire la segnalazione alle SS tedesche, che poi avevano catturato il sacerdote; di questa delazione si hanno le prove testimoniali, che intendo rendere pubbliche, anche e perchè la giustizia italiana non ha mai provveduto a svolgere un inchiesta sulla vicenda, che anche a distanza di anni è bene che abbia uno sbocco nella condanna di una azione criminale, culminata in un omicidio di una persona inerme e pura di cuore.

Se questo è la sorte che dovrà toccare alle colpevoli, ben diverso deve essere è il percorso relativo alla vita ed alle opere di Don Aldo Mei, che meritano di essere divulgate. Io, in quanto custode della massima parte di tutto quello che è relativo alla vita ed alla morte di Don Aldo Mei, mi auguro di poter partecipare attivamente, per il centenario della nascita, all'istituzione di un museo dedicato al martire, legata alla comunità ecclesiale, cui intendo donare tutti i cimeli ed i documenti in mio possesso, compresa la veste talare, ancora macchiata del sangue del martire, che attualmente è depositata nel corridoio d'ingresso dell'Istituto Storico della Resistenza in provincia di Lucca, di cui attualmente non conosco le condizioni di conservazione, a causa di una vicenda, tutt'ora “sub judice” per la quale sono stato privato del diritto di accesso all'Istituto che ho contribuito a far crescere in misura tale da risultare il primo per attività scientifica in tutta la Toscana.

Lilio Giannecchini

In memoria del sacrificio di Don Aldo Mei

Estratto di un brano di uno scritto tracciato a lapis da Don Aldo Mei sulle pagine bianche della copertina del breviario e sopra una busta da lettera gialla, di formato grande, dopo la condanna a morte la sera del 4 agosto 1944.

" Babbo e Mamma,
state tranquilli - sono sereno in quest'ora solenne. In coscienza non ho commesso delitti. Solamente ho amato come mi è stato possibile.
Condanna a morte -1° per aver protetto e nascosto un giovane di cui volevo salvare l'anima. 2° per amministrato i sacramenti ai partigiani, e cioè per aver fatto il prete. Il terzo motivo non è nobile come i precedenti - aver nascosto la radio.
(...) "

19440804_Lettera di Don Aldo Mei
Don Aldo Mei, 4 agosto 1944

Don_Aldo_Mei - 2011-08-03 at 21-14-39

P.S.
Ringraziamo il Cav. Lilio Giannecchini per averci fornito il documento con la trascrizione originale della lettera che Don Aldo Mei scrisse ai propri genitori e la possibilità di riprodurre la foto di questa pagina internet.

Lilio Giannecchini: consegna alla comunità ecclesiastica lucchese dei cimeli relativi alla fucilazione di Don Aldo Mei

All'ill.mo Prefetto di Lucca
Al Presidente della Provincia di Lucca
Al Sindaco del Comune di Lucca
agli organi di stampa

Nell'imminenza della celebrazione del sacrificio di Don Aldo Mei, fucilato alle 22 del 4 agosto 1944, uno dei primi martiri della ferocia nazifascista, che nei giorni successivi doveva colpire altre vittime inermi ed innocenti, il Direttore dell'istituto della Resistenza in provincia di Lucca, Lilio Giannecchini, vuole comunicare alla popolazione lucchese la propria partecipazione personale, avvalorata dalla sua ferma intenzione di consegnare alla comunità ecclesiastica lucchese i cimeli relativi alla fucilazione di Don Aldo Mei, ottenuti dai testimoni e dai suoi familiari.

A parte si duole dell'ingiusta emarginazione subita, basata su accuse pretestuose quanto inconsistenti, emarginazione per la quale si è rivolto al Presidente della Repubblica con la lettera che segue.

Lilio Ginnecchini

Giannecchini_Lettera al Presidente della Repubblica

Giannecchini_Lettera al Presidente della Repubblica

Chiesto il sequestro conservativo per l'archivio del Giannecchini

20110720_Archivio Giannecchini_Chiesto il sequestro20110720_Archivio Giannecchini_Chiesto il sequestro

Lilio Giannecchini denuncia la Provincia "Hanno cambiato i lucchetti della stanza al Carrara"


20110720_Giannecchini denuncia la Provincia

20110720_Giannecchini denuncia la Provincia

L'eco dell'affaire "Istituto Storico della Resistenza" sulla stampa

Il Cav. Lilio Giannecchini, oggi trattato dalla Provincia di Lucca di Lucca come un appestato, è stato Comandante partigiano della Brigata Oreste ed ebbe un ruolo importante nel ruolo della liberazione di Genova dai nazifascisti, trattando tra l'altro la resa del generale tedesco Günter Von Meinhold,

"La mia formazione è decorata di 3 medaglie d'oro, 14 d'argento, 14 di bronzo, 7 croci di
guerra e la Stella dell'Unione Sovietica a ricordo del. partigiano russo Fiodar Alexander
Poetar (medaglia d'oro caduto nelle nostre file)."
Tratto da CURRICULM DI VITA PARTIGIANA DI LILIO GIANNECCHINI

SCARICA IL CV DI LILIO GIANNECCHINI
CV Vita Partigiana_Lilio Giannecchini

Questo enorme contributo da lui donato alla nostra società è stato vilmente ignorato e le sue parole vengono distratte per sviare l'attenzione dai problemi principali che egli ha puntualmente denunciato.

A titolo di esempio è utile analizzare l'ultimo articolo uscito su il Tirreno di Lucca, che ha pubblicato un estratto della lettera aperta da egli inviata ai Consiglieri Provinciali il 6 luglio 2010 affinchè operassero contro l'Amministrazione provinciale di Lucca che si è illegittimamente intromessa in vicende esterne all'Ente.

Continua ...

Se questa è giustizia - ovvero "questione di buonsenso"!

Pubblichiamo integralmente la lettera che il Cav. Lilio Giannecchini ha indirizzato al Messaggero Veneto, La Nazione Lucca, Il Tirreno Lucca, Il Nuovo Corriere Lucca ed a Noi TV in data 24/12/2010 e pubblicata dai quotidiani in estratto solamente da "La Nazione" e da Il Nuovo Corriere di Lucca, rispettivamente martedì 28 dicembre 2010 a pag. 4 e lunedì 27 dicembre 2010 a pag. 9.



20101224_Lilio_Giannecchini_autotutela_1

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DENUNCIA DI LILIO GIANNECCHINI CONTRO LA PROVINCIA DI LUCCA

Lettera aperta ai Consiglieri della Provincia di Lucca, c/o Segreteria dei Gruppi
p.c. agli organi d'informazione

Il Direttore dell'“Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea” Lilio Giannecchini ha sporto denuncia contro la Provincia di Lucca, i cui funzionari hanno perpetrato vari reati, scassinando la serratura ed il lucchetto di protezione dell'accesso al magazzino sito negli scantinati dell'ITC Carrara, concesso in comodato d'uso all'Istituto Storico ed al suo Direttore; è stata anche asportato materiale dal magazzino stesso di proprietà del Giannecchini.

Giannecchini_effrazione_ITC  021
Il cancello del magazzino che è stato forzato dal personale della Provincia di Lucca
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Attacco al direttore dell'istituto storico della resistenza di Lucca, Lilio Giannecchini.   Lettera aperta ai Consiglieri della Provincia di Lucca, c/o Segreteria dei Gruppi

E' stato perpetrato una violenza intollerabile contro il vecchio capo partigiano di 86 anni Lilio Giannecchini: operatori appartenenti al personale della Provincia di Lucca hanno ostruito con tavole sagomate (vedi foto) l'accesso ad un locale-magazzino di pertinenza dell'Istituto Storico della Resistenza, in cui si ritirava il Giannecchini, che lo deteneva da decenni.

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Il cartello ingiurioso apposto dalla Provincia di Lucca

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