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Gallicano. Sull'autorizzazione la verità è un altra



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L'impianto Feu Du Bois di Gallicano: gli argomenti diversivi

Leggiamo sulla stampa che i legali della Feu Du Bois, gli avv. Marzaduri e Di Bugno, hanno chiesto l'archiviazione dell'accusa di falsità ideologica, ipotizzato dalla Procura, in rapporto all'autorizzazione concessa dalla Provincia il località Zinepri, Comune di Gallicano.

La
richiesta operata dai legali in questione è basata tuttavia su argomenti distrattivi: infatti non viene negata la falsità della dichiarazione resa dall'Amministratore Delegato della Feu Du Bois, che aveva richiesto in data 25 giugno 2009 l'autorizzazione dichiarando "di averne titolo in forza di un espresso e specifico consenso da parte del proprietario dell'immobile, risultante da contratto stipulato in forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata, (..omississ....), a tal fine ai sensi degli art. 46 e 47 del DPR 445/2000, consapevole delle sanzioni penali previste dall'art. 76 del DPR 445/2000, per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci ivi indicate (...)", quando la formalizzazione dell'atto di acquisizione dell'area è chiaramente successiva a tale data.

A questo punto
l'elemento oggettivo del reato di falsità è patente e sono argomenti distrattivi quelli per i quali si voglia, o appigliarsi a precedenti promesse di vendita, non documentate nemmeno da un compromesso scritto (che tra l'altro non risponderebbe alle caratteristiche richieste dalla legge), o al fatto che la stessa Provincia abbia fatto ricorso al Consiglio di Stato per motivi non congruenti con quelli sollevati dalla difesa del Reali, contro il reato di falsità in atto pubblico.

Stupisce tra l'altro la chiamata in causa degli organi provinciali, che sono invece "corresponsabili" della concessione anomalamente conseguita, ignorando una precisa diffida all'Ente dell'Avvocato Marcuccetti, difensore dei Comitati, ben prima che il Comune concedesse l'area al Reali e successivamente alla concessione dell'autorizzazione.

Su un piano illustrativo la questione si pone come un
iceberg galleggiante, di cui si vede solamente la parte emersa -il falso in atto-, mentre resta soltanto intuibile la parte sommersa, che corrisponde alla somma delle azioni e degli interessi sottesi.

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