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"83645 gettoni di...vergogna"

Politica
Pubblichiamo il testo dell'intervento: "83645 gettoni di...vergogna", apparso in data odierna su la Gazzetta di Lucca.
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"giovedì, 10 maggio 2012, 11:32
di fabrizio vincenti
Immaginatevi Ignazio La Russa, uno dei coordinatori del Pdl, o Dario Franceschini, vice segretario del Pd, se, in Parlamento, anziché essere nei gruppi rispettivamente del Pdl o del Pd, facessero razza a parte con un gruppo creato ad hoc, del tipo "La Russa con il popolo della destra" o "Franceschini democratico è/e bello". Il tutto, naturalmente, mantenendo la carica al vertice del partito nazionale. impossibile direte voi. A Roma probabilmente sì, a Lucca no.

E' una delle anomalìe che ci riserva il Consiglio provinciale guidato dalla giunta Baccelli, dove il vicecoordinatore provinciale del Pdl, Gabriele Brunini, anziché fare parte del gruppo consiliare del suo partito, ha un gruppo tutto suo. Suo nel senso che è anche l'unico membro a farne parte, e che prende il nome di "Moderati della Lucchesia". Incredibile ma vero: il numero due a livello provinciale del Pdl, lo sfidante di centrodestra sconfitto proprio da Stefano Baccelli, non fa parte del gruppo consiliare espressione del suo partito, ma si muove in proprio

La scelta, in verità, aveva una sua spiegazione sino al gennaio di quest'anno. Nel 2011, quando, Brunini perse le elezioni contro Baccelli ma entrò consigliere a palazzo Ducale, costituì un gruppo a sé stante visto che all'epoca non faceva parte di nessun partito. Nel gennaio di quest'anno, però, ha aderito al Pdl e ne è diventato di colpo, addirittura, il numero due dietro a Giovanni Santini. Il buonsenso, e non solo, avrebbe portato a pensare all'immediata chiusura del suo mini gruppo per confluire in quello del Pdl, che conta peraltro già 7 consiglieri ed è il principale punto di riferimento contro la giunta del presidente di centrosinistra. E, invece, nonostante i bene informati sussurrino che lo stesso Pdl lo abbia più volte invitato a cedere la presa, Brunini e il suo "Moderati della Lucchesia" tengono duro. 

Il motivo di tutto ciò? Difficile dirlo, è vero che i capigruppo possono partecipare alle riunioni che decidono l'ordine dei lavori in aula, come è vero che i capigruppo, con un'anomalia perlomeno discutibile, in Provincia, a differenza di quanto avviene in Comune a Lucca, i capigruppo possono, a loro discrezione, partecipare a tutte le commissioni consiliari, anche a quelle di cui non farebbero parte e, sopratttutto, prendere il relativo gettone. Della modica cifra, si fa per dire, di 80 euro lordi. In Comune, invece, non è possibile: libero accesso e diritto di parola ai capigruppo in tutte le commissioni, ma niente gettone. Spiegazione a corollario per i non addetti ai lavori: ogni membro del Consiglio viene assegnato a una o più commissione (lavori pubblici, cultura, ecc.): i capigruppo, però, pur facendo parte solo di alcune, possono partecipare ai lavori di tutte, anche per garantire la presenza a quei gruppi politici che non avrebbero persone sufficienti da inserire in ogni commissione.

Nel caso di Brunini, una persona riconosciuta da tutti come perbene e seria, la partecipazione alle commissioni non è delle più basse ma nemmeno la più rilevante. Lo sfidante di Baccelli dello scorso anno ha percepito complessivamente, dal giugno al dicembre 2011, 5040 euro. Non male, ma sicuramente sotto David Marcucci, Pdl, (6558), Francesco Pioli, Udc, (5681), Lucio Lucchesi, Federazione della Sinistra, (5372), Luigi Bruni, Lista civica per Baccelli presidente, (5917).  Guarda caso, tutti capogruppo. La classifica, va detto, non rende del tutto giustizia perché alcuni consiglieri con mandato elettivo svolto anche presso altri enti non possono comunque ricevere più di un emolumento a propria scelta. Al di là di tutto questo, rimane il dato politicamente censurabile, eccome se censurabile del mini gruppo di Brunini. E inspiegabile.

Capigruppo a parte, al lettore farà senz'altro piacere sapere che in poco più di sei mesi di mandato, giungo-dicembre 2011, l'assemblea di palazzo Ducale e le relative commissioni, pur a fronte di un futuro incerto vista la fine non chiara delle province, ha ritenuto imprescindibile riunirsi la bellezza di 123 volte. Ma ecco la sorpresa: il Consiglio si è riunito solo 13 volte, tutte le altre sono state commissioni, 110 in tutto. Una ogni due giorni, a stare larghi e non considerando che ad agosto l'attività è sostanzialmente ferma. Che la spiegazione sia che è con i gettoni delle commissioni che si costituiscono veri e propri stipendi, almeno da impiego part time? Chissà. Quello che è certo è che il costo per la comunità provinciale è stato pari a  83.645,92 euro e nemmeno tutto compreso, visto che nel calcolo non ci sono altri elementi, a partire dal costo del personale della Provincia e dai rimborsi alle aziende per le ore di assenza dei propri dipendenti che sono consiglieri. E io pago, diceva il principe Antonio De Curtis, in arte Totò."